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Ipertermia oncologica
(da
doctor33.it)
Per ipertermia oncologica, si definisce una tecnica terapeutica che
permette di irradiare il tessuto patologico mediante una
radiofrequenza a 13,56 MHz, ottenendo un aumento della temperatura
locale tra i 42,5° e i 43,5° C soltanto all'interno dei tessuti
patologici.
Il calore inibisce la respirazione cellulare senza alterare il
metabolismo anaerobio delle cellule tumorali, provocando una lesione
delle membrane, aumentandone la permeabilità e provocando infine la
morte della cellula stessa.
Caratteristica del tessuto tumorale è la presenza di reti capillari
neoformate, con una distribuzione casuale e disordinata. I capillari
stessi presentano una consistenza propria a livello dell'endotelio e
variazioni bizzarre del calibro. Tutto ciò porta da un lato, ad un
aumento delle resistenze periferiche del flusso sanguigno
intratumorale, con conseguente necrosi cellullare al centro della
massa neoplastica, e dall'altro crea una situazione favorevole in caso
di applicazione di un trattamento ipertermico perché il rallentato
flusso sanguigno intratumorale permette un prolungato "contatto
ipertermico" a livello della cellula tumorale con incremento delle
temperature nelle cellule neoplastiche.
Diverse sono le tecniche per indurre calore
Ipertermia esterna: si applicano
due piastre sulla superficie del corpo, anteriormente e
posteriormente, in corrispondenza della lesione. In questo modo le due
antenne sono in accordo di fase e il tessuto viene attraversato dalla
radiazione che, successivamente, lo riscalderà. Per evitare lesioni
cutanee da riscaldamento, le antenne sono dotate di circuito ad acqua
autorefrigerante. Le loro dimensioni sono in relazione alla zona da
trattare.
Ipertermia perfusionale
intraoperatoria mediante circolazione extra corporea: utilizza lo
stesso meccanismo di riscaldamento che viene effettuato sul sangue del
soggetto. Il sangue, irradiato e riscaldato a 43°C cui viene aggiunto
un chemioterapico specifico, viene quindi reinfuso nel soggetto
stesso.
Altre tecniche di ipertermia
oncologica in uso in diversi istituti clinici, sfruttano tutte il
principio del calore che uccide le cellule tumorali mediante:
radiofrequenze, ultrasuoni, micro-onde, riscaldatori perfusionali
extracorporei, sonde endocavitarie, termoablazione.
Diversi sono i vantaggi dell' ipertermia a radiofrequenza
esterna:
assenza di effetti collaterali
-
crea un effetto antitumorale sulle
cellule tumorali quiescenti che sfuggono all'azione della
chemioterapia e possono "risvegliarsi" entrando i mitosi, dopo anni
dalla guarigione dalla malattia stessa
-
aumento delle difese anticorpali
mediante l'aumento in percentuale dei linfociti NK che evitano la
metastatizzazione del tumore
-
aumento della produzione di citochine,
IL2-IL10-IL12 presenti in concentrazione molto bassa nel paziente
oncologico, che consente di potenziare le difese immunitarie tramite
l'effetto attuato dalla "febbre indotta dal calore"
-
effetto citotossico diretto sulle
cellule tumorali per ridotta ossigenazione, scarsa nutrizione,
aumento dell'acidità
-
effetto radiosensibilizzante
dell'ipertermia, se effettauta in associazione a radioterapia o
contemporaneamente ad essa, entro le 3-4 ore l'effetto è massimo
qualora fatte le due terapie simultaneamente
-
riduzione della massa tumorale senza
danno per i tessuti sani circostanti
effetto chemio-sensibilizzante: aumenta la sensibilità alla
chemioterapia, se effettuata contemporaneamente o entro un breve
lasso di tempo (da decidersi in base al tipo di farmaco utilizzato)
-
possibilità di essere applicata prima
di un intervento chirurgico migliorando i margini del campo
operatorio
-
rallentamento dell'evoluzione della
patologia con miglioramento della qualità della vita e una migliore
resistenza alle infezioni durante i trattamenti oncologici
aggressivi
allungamento della sopravvivenza con una percentuale del 65% di
arresto o scomparsa del tumore nei malati trattati in tempi precoci
dalla diagnosi clinica.
A titolo puramente orientativo, è
possibile elencare alcuni tipi di tumore che si possono trattare:
linfomi di Hodgkin; seminoma; carcinomi indifferenziati delle prime
vie aeree e digestive; sarcoma di Ewing; rabdomiosarcoma localizzato e
diffuso; basalioma; melanoma; carcinoma spinocellulare; adenocarcinomi
di endometrio, mammella, apparato gastroenterico e giandole endocrine;
condrosarcoma; osteosarcoma; carcinoma polmonare; epatocarcinoma
primitivo e secondario. In alcuni casi, quando le condizioni
anatomiche della lesione, lo permettono è possibile trattare tumori
del pancreas e del sistema nervoso centrale.
In alcuni studi pubblicati di recente è stato dimostrato che il
trattamento con l'ipertermia aggiunto a chemio e radioterapia comporta
significativi benefici in termini di tolleranza ed efficacia delle
terapie. Il calore, prodotto dall'ipertermia rompe il DNA delle
cellule tumorali, uccidendole anche se non sono in fase attiva o
quiescente. In strutture specializzate come il reparto di radioterapia
oncologica dell'ospedale clinicizzato di Verona, si utilizzano, a tal
fine apparecchiature all'avanguardia che permettono l'associazione
contemporanea di Ipertermia e radioterapia.
dott. Giuseppe Di Fede
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