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Dicembre 2005

Gli articoli di questo mese:

- Artrosi e Ipertermia del prof. Giuseppe di Fede>>
- Acidi grassi (PUFA) marcatori biologici nella valutazione di pazienti oncologici >>


Artrosi e Ipertermia

L'Artrosi rappresenta la patologia articolare più diffusa nella popolazione.
E' stato ormai accertato che la causa risiede nell'invecchiamento della cartilagine articolare.

Già nella preistoria la malattia era presente, nei resti degli scheletri di uomini dell'età Paleolitica sono stati ritrovati segni di degenerazione articolare a livello delle vertebre della colonna e delle anche. Il 52% della popolazione adulta ne è colpita, raggiungendo l'85% nelle fasce d'età più avanzata.
Le zone più colpite sono rispettivamente: il 64% la colonna vertebrale (cervicale e lombare più frequentemente); a seguire le mani, le ginocchia (gonartrosi) e l'anca (coxartrosi).

Molte persone pur avendo un'artrosi di una delle parti descritte, non lamenta dolore e il riscontro può essere solo occasionale con una radiografia fatta per altri motivi.
Diverse sono le cause che portano alla degenerazione della cartilagine articolare: fattori genetici, di sviluppo, traumatici ( incidenti, sportivi o sport violenti ), metabolici, biomeccanici o posturali come le malposizioni o malformazioni (ad esempio una gamba più lunga e una più corta, se non corretta, porta nel tempo una degenerazione dell'articolazione sbilanciata con conseguente coxartrosi) e cause biochimiche.
Quindi l'invecchiamento delle articolazione è una condizione che può interessare diversi distretti corporei e una grande fetta di popolazione anche senza cause apparentemente facilitanti la malattia.

Per quanto riguarda i fattori biochimici o immunologici, si sono evidenziati diversi fattori immunologici coinvolti nelle cause dell'Artrosi e altri fattori come agenti protettivi del fenomeno degenerativo. Diventa evidente che l'equilibrio dei fattori, sia scatenanti che protettivi gioca un ruolo chiave per la cura o l'evoluzione della malattia.
Il processo di "Invecchiamento" della cartilagine è legato al fatto che alcune proprietà della cartilagine si modificano nel corso dell'esistenza, alcune accompagnando la crescita ed assestandosi intorno ai 30 anni, altre compaiono nel corso della maturità, nell'adulto giovane o nei 60 anni e più.

La terapia dell'Artrosi può essere distinta in

  • trattamenti sintomatici: l'uso di antinfiammatori, analgesici vari, antidolorifici con azione molto importante in alcuni casi anche di tipo sedativo, è efficace nel controllo del dolore ma presenta molti effetti collaterali come gli Anti Cox 2 i quali, anche se con minori effetti gastrici, hanno effetti sul sistema cardiocircolatorio limitandone l'uso ad esempio nei pazienti cardiopatici;

  • trattamenti protettrici della cartilagine: come la riabilitazione e la correzione posturale. Ad es. la tecnica da noi utilizzata si chiama BOWEN la quale ripristina la corretta postura ed elasticità del corpo;

  • trattamenti ad azione antiartrosica ad azione lenta di norma utilizzati presso il nostro istituto a base di condroitina e di solfati che non hanno azione antidolorifica diretta, ma ripristinano il metabolismo della cartilagine a livello dell'articolazione colpita, agendo sulla produzione di acido jaluronico.

  • Esiste la terapia correttiva chirurgica indispensabile nei casi di grave ed irreversibile degenerazione articolare.

Altri strumenti utilizzati sono i TENS, Magnetoterapia, Ionoforesi, Ultrasuoni, Laser terapia, strumenti che provocano variazioni di temperatura. Tra queste metodiche terapeutiche, l'IPERTERMIA o TERMOTERAPIA anti artrosica, si inserisce conquistando un posto d'eccellenza sia per il tipo di trattamento non invasivo e praticamente privo di effetti collaterali, che per i risultati ottenuti sulla rigenerazione della cartilagine articolare.
Precisando il meccanismo d'azione del calore, applicato alle articolazioni degenerate, tende a rigenerare la cartilagine attraverso campi magnetici che raggiungono temperature di 42 – 43°C.

L'azione diretta del calore stimola i processi cellulari deputati alla "riparazione" dell'articolazione stimolando l'attività dei fibroblasti, cellule che controllano la sintesi di cartilagine.
Normalmente si valuta sempre il paziente da sottoporre al trattamento, escludendo i portatori di protesi o pace-makers, le sedute si svolgono con frequenza settimanale o quindicinale e per un massimo di 8 – 10 sedute in funzione della gravità dell'artrosi.

Nei casi non trattabili, applichiamo i trattamenti sopra descritti, personalizzando il tipo di terapia sempre sulla rispetto della persona in modo completo e non invasivo.

prof. Giuseppe di Fede
 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
info@imbio.it
oppure telefoni allo
02 58300445 - Fax 02 58300670

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