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Dicembre 2005

Gli articoli di questo mese:

- Artrosi e Ipertermia del prof. Giuseppe di Fede>>
- Acidi grassi (PUFA) marcatori biologici nella valutazione di pazienti oncologici >>

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ISTITUTO DI MEDICINA BIOLOGICA
dr G. Di Fede
DIPARTIMENTO DI BIOCHIMICA E FISIOLOGIA UNIVERSITA' DI MILANO
dr G. Berra, G. Montorfano, A.M. Rizzo

Acidi grassi (PUFA) marcatori biologici nella valutazione di pazienti oncologici

INTRODUZIONE

PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI
Gli omega 3 sono importanti molecole dell'ordine di membrana: possono modificare l'espressione genica, i livelli delle citochine dell'infiammazione, la regolazione della produzione di eicosanoidi, i livelli plasmatici dei trigliceridi, la pressione sanguigna, il flusso ionico nelle cellule miocardiche. Si spiega in questo modo il successo di trials clinici con acido eicosapentaenoico (omega 3) e acido docosaesaenoico (DHA) come prevenzione secondaria di infarto cardiaco, aritmie e patologie del miocardio.
Queste osservazioni mostrano il ruolo importante svolto dall'omega 3 e DHA a livello dell'apparato cardiocircolatorio.
Gli effetti dell'omega 3 in pazienti con patologie cardiovascolari potrebbero essere la linea guida per la valutazione di marcatori biologici (PUFA-based) per le coronaropatie e servire come indice di rischio.

TUMORE COLON-RETTO
Si ipotizza con sempre maggior certezza l'influenza degli omega 3 sulla carcinogenesi a livello colon-rettale attraverso molti meccanismi (inibizione delle COX2, aumento dell'apoptosi, riduzione dell'angiogenesi). Inoltre un basso dosaggio del DHA interagisce sinergicamente con l'acido arachidonico, suggerendo che l'aggiunta di DHA nella dieta possa aiutare ulteriormente la terapia.

TUMORE MAMMARIO
L'aggiunta di DHA aumenta sinergicamente la citotossicità dei taxani diminuisce l'espressione degli oncogeni HER-2/neu (c-reb B-2), modifica la produzione di eparansolfato syndecan1, suggerendo un interazione gene-nutriente di importanza notevole nel processo di carcinogenesi mammaria. Questo suggerisce l'ipotesi che l'omega 3 possa essere utilizzato come modulatore della chemiosensitività delle cellule tumorali.

OBIETTIVO DELLO STUDIO
Si vuole valutare il potenziale valore di rischio di tumore, determinando la concentrazione plasmatica di omega 3 in pazienti sani e con cancro colon-rettale e della mammella, prima e dopo l'aggiunta di omega 3, valutando la possibile correlazione con le condizioni cliniche.

RISULTATI DELLO STUDIO
Abbiamo analizzato 295 soggetti sani con una dieta normale e 268 dopo una dieta con omega3. Il rapporto AA/EPA era di 15,25 + o - 10,36 e 4,07 + o - 3,44 rispettivamente nel primo e secondo gruppo. Abbiamo anche analizzato 38 pazienti con tumore mammario e 8 pazienti con tumore colon-rettale. Il rapporto AA/EPA era 18,20 + o - 9,36 in pazienti con tumore senza aggiunta di omega 3 e 4,07 + o - 3,44 in pazienti oncologici post-trattamento con omega 3.
In 150 soggetti il rapporto AA/EPA nel sangue era correlato con quello dei fosfolipidi di membrana degli eritrociti.

CONCLUSIONI
La concentrazione di omega 3 nel sangue è più bassa nei pazienti con tumore mammario e del colon-retto rispetto a soggetti normali.
L'aggiunta di omega 3 ristabilisce i normali valori del rapporto omega 6/ omega 3.
I risultati preliminari in pazienti con tumore mammario e del colon-retto sembrano indicare che il rapporto AA/EPA potrebbe essere incluso come nuovo marcatore nel follow-up di pazienti sotto chemioterapia tradizionale, in accordo ad altri recenti dati di letteratura.

 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
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02 58300445 - Fax 02 58300670

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