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"Principi e applicazioni di ipertermia"
Applicazioni cliniche in oncologia medica
Intervista al dott. Giuseppe Di Fede, autore di un'opera a
carattere scientifico
di Anna Carbone
Un'opera,
quella scritta dal dott. Di Fede, dalla quale traspare l'impegno
appassionato e mirato dell'autore nella ricerca delle terapie biologiche
più avanzate per patologie oncologiche oggi tristemente molto diffuse. E
dall'indagine approfondita di questo studioso delle tematiche di tipo
medico-biofisico è nata una speranza per la vita: l'ipertermia a
radiofrequenza in patologie oncologiche, abbinando l'immunoterapia, le
terapie biologiche antidegenerative e la chemioterapia per affrontare un
male che difficilmente perdona.
L'intervista al dott. Di Fede si pone l'obiettivo di approfondire le
nostre conoscenze sugli aspetti terapeutici dell'ipertermia in campo
oncologico per poterne rendere partecipi anche i nostri lettori sensibili
alle tematiche in oggetto. Pertanto, domande mirate e risposte
assolutamente chiare e soddisfacenti.
Cos'è l'ipertermia
Come si può evincere dall'etimologia del termine (iper=aumento; termo=calore),
è una tecnica basata sull'aumento della temperatura dei sistemi biologici
intorno ai 42-43°C, ovvero oltre i limiti fisiologici, inoculando
sostanze piretogene.
Per chi e
perché l'ipertermia
Questo trattamento giova sia a chi è sottoposto a radioterapia sia a chi
invece segue un trattamento chemioterapico. Anzi, associando le due
terapie mediante ipertermia se ne aumenta l'efficacia. In sintesi, si
sommano gli effetti terapeutici, con notevole beneficio per il problema
oncologico. Questo perché l'associazione di entrambe le terapie consente
un miglior metabolismo (utilizzo) del farmaco chemioterapico all'interno
delle cellule tumorali, penetrando profondamente (fino a 14 cm) al loro
interno.
Come viene pratico il trattamento ipertermico?
Si utilizzano apparecchiature speciali, che emettono una radiofrequenza
di 13,5 Mhz, che ha la capacità (come già detto) di penetrare nei tessuti
fino a 14 cm di profondità, innescando un innalzamento della temperatura
locale attraverso la cinetica delle cellule. Si attiva così nelle cellule
cancerose un meccanismo antitumorale che, tuttavia, non intacca quelle
sane. Le cellule neoplastiche, con il calore, "si suicidano" (si verifica
cioè la cosiddetta apoptosi): si tratta di un meccanismo di suicidio
"programmato".
Quali gli strumenti usati per l'ipertermia?
Si utilizzano due piastre (antenne), che circondano la massa tumorale,
all'interno della quale si crea l'effetto terapeutico.
I benefici?
L'ipertermia aumenta la risposta alla chemio, in quanto la terapia
oncologica associata è più efficace. Tuttavia, anche utilizzata da sola,
l'ipertermia ha un'efficacia ottimale.
Quali le probabilità di guarigione?
Sono rapportate, naturalmente, soprattutto ad una diagnosi precoce e,
poi, all'utilizzo di entrambe le metodiche mediche (chemioterapia e
ipertermia). Nei casi più gravi, la terapia ipertermica rallenta la
progressione della malattia, che talvolta arriva alla stabilità, ovvero
alla cronicizzazione, con sopravvivenza più prolungata del soggetto
malato.
Concludiamo questa interessante intervista al dott. Giuseppe Di Fede
estraendo dalla sua opera poche righe significative: "La ricerca in campo
immuno-biochimico-oncologico ha evidenziato che colture cellulari
tumorali sono sensibili al calore e, man mano che la temperatura sale,
aumenta la sensibilità delle cellule neoplastiche al calore e, di
conseguenza, la loro mortalità".
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