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Novembre 2007

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Radicali Liberi

Il primo che ha avanzato l'ipotesi o la teoria dell'esistenza dei Radicali Liberi fu il dottor Denham Harman nel 1956. Secondo la teoria sviluppata, con il passare degli anni, il nostro orgnaismo tende a produrre dei prodotti di "scarto" derivanti dal metabolismo delle cellule, cioè dal lavoro svolto dai miliardi di agglomerati cellulari che compongono il nostro corpo e che tendono ad accumularsi all'interno delle cellule stesse svolgendo una potenziale azione dannosa definita ossidante.

I Radicali Liberi (RL) sono molecole instabili (gruppi di atomi legati tra loro) ossia molecole alle quali "manca qualcosa" e che sono pronte a reagire con altre molecole, in quanto hanno un elettrone disponibile detto in gergo tecnico "spaiato".

Nell'organismo umano i RL reagiscono con qualsiasi struttura molecolare che incontrano. Ogni giorno senza accorgercene produciamo molti di questi RL. Essi sono i veri killer delle strutture cellulari e dei batteri, i veri responsabili dell'invecchiamento delle cellule.

Considerando il fatto che tutti noi abbiamo dei sistemi di recupero e trasformazione di questi radicali liberi, trasformandoli in acqua e ossigeno libero e inserendoli in cicli metabolici corretti. Tutti i RL si formano all'interno delle cellule e precisamente nei mitocondri, organelli cellulari deputati alla produzione di energia detta ATP; dove l'ossigeno viene sfruttato per produrre energia. Ma non tutto l'ossigeno viene utilizzato a questo scopo e in parte va a formare i RL.

Se questi non vengono neutralizzati possono aggravare molti processi fisiologici tra i quali quello della degenerazione degli organi, facendoli pertanto invecchiare precocemente, aumentando di conseguenza l'età biologica (la quale può essere diversa da quella anagrafica). Questo nuovo modo di vedere e considerare le malattie sotto l'aspetto degenerativo e pro ossidante, ha quindi fatto sì che nascessero nuovi metodi per evidenziare la salute del nostro organismo.

Tramite un normale prelievo venoso, è possibile effettuare un test che valuta la presenza o meno di questi RL quantificandoli con un indice numerico e esprimendo inoltre la capacità di neutralizzare i RL da parte dei sistemi antiossidanti dei quali siamo forniti. Il medico poi leggendo il risultato individuerà la possibile strategia terapeutica mediane l'uso di antiossidanti adeguati e a dosi specifiche e con una corretta alimentazione antiossidante.

Esistono infatti dei cibi con potere antiossidante, cioè con capacità di assorbire i radicali liberi e l'università di Boston ha stilato un elenco di cibi con tali caratteristiche i quali dovranno essere poi inseriti in un programma alimentare in casi di evidente accumulo di radicali liberi.

Concludendo, i RL sono quindi responsabili di diverse patologie: aterosclerosi, infarto, ictus e tutte le patologie cardio-circolatorie, invecchiamento cerebrale, demenza e Alzheimer, Parkinson, rughe, artrite, problemi circolatori periferici capillari, deficit circolatori, persistenza di infezioni da parassiti o da funghi e da batteri, infiammazioni croniche osteoarticolari.
 

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