|
LE NUOVE FRONTIERE CHIRURGICHE PER IL TRATTAMENTO DELLE
EMORROIDI
Il problema emorroidario è oggi in Italia una delle
patologie benigne più frequenti e condiziona fortemente la
qualità di vita delle persone che ne soffrono. Per dare una
dimensione del problema basti pensare che si stimano essere
affetti da malattia emorroidaria circa tre persone su
cinque.
Il
nostro centro si occupa da anni di problemi proctologici in
modo particolare dei problemi legati alla sindrome
emorroidaria. Negli ultimi cinque anni abbiamo, grazie al
lavoro svolto, ottenuto il riconoscimento dalla Società
Italiana di Coloproctologia.
L'approccio a queste patologie è spesso influenzato dai
pregiudizi radicati nella popolazione adulta che nella
stragrande maggioranza continua a considerarle estremamente
invalidanti e dolorose secondo vecchi retaggi.
Le possibilità terapeutiche sono cambiate radicalmente negli
ultimi dieci anni da quando un italiano di nome Antonio
Longo ha inventato una nuova tecnica che prevede l'utilizzo
di una suturatrice meccanica da lui stesso brevettata.
L'intervento ha così preso il nome di Mucoprolassectomia sec
Longo ed è stato subito accettato a livello internazionale
da tutta la comunità scientifica, a tal punto che oggi viene
eseguito in tutto il mondo come prima scelta terapeutica.
Le emorroidi sono delle strutture anatomiche situate nel
canale anale. Le emorroidi svolgono la funzione di
completare la continenza di liquidi e gas.
La malattia delle emorroidi è provocata da uno scivolamento
verso il basso di una parte del rivestimento del canale
anale (prolasso mucoso): la mucosa rettale scivola verso il
basso,
spingendo
verso l'esterno le emorroidi.
Questa condizione crea una serie di sintomi inizialmente
poco fastidiosi quali per esempio il senso di peso, il
prurito perianale e saltuari sanguinamenti post-evacuativi
sino ad una vera e propria sindrome emorroidaria avanzata
che risulta estremamente invalidante.
I sintomi caratteristici di questo stadio avanzato sono
frequenti e importanti emorragie, episodi di tromboflebite
particolarmente dolorosi e prolassi mucosi non più
riducibili spontaneamente.
Il
trattamento chirurgico, laddove lo specialista ponga la
giusta indicazione, risulta risolutivo. La tecnica di Longo
in particolare si è dimostrata efficace e sicura. Questa
viene effettuata attraverso l'uso di un apposito strumento,
una suturatrice circolare (stapler)
che asporta il prolasso e, contemporaneamente, la mucosa
viene ricongiunta con microclips al titanio.
La grande innovazione è stata rendere questo intervento meno
doloroso e di conseguenza con una degenza ridotta ed un più
rapido recupero postoperatorio.
In conclusione possiamo dire che i vantaggi di tale tecnica
chirurgica, poco invasiva sono rappresentati da:
• miglioramento significativo dei sintomi pre-operatori
• ripristino anatomico e funzionale del canale anale, con
miglioramento dei sintomi
• riduzione della degenza ospedaliera e rapido ritorno del
paziente alla normale attività;
• consumo ridotto di analgesici nel post-operatorio;
• in fase post-operatoria, si riscontrano scarsi
sanguinamento e prurito.
Normalmente, l'intervento viene eseguito in Day Surgery con
tutti i tipi di anestesia, dalla spinale alla generale. I
pazienti alla dimissione non necessitano di medicazioni e
possono riprendere le loro normali attività nell'arco di 4-5
giorni.
Autore:
dott. Carlo Maria Zampori
Specialista in Chirurgia dell'Apparato Digerente ed
Endoscopia Digestiva,
Specialista in Chirurgia d'Urgenza e Pronto
Soccorso,Angiologia
Torna
su
|