|
Obesità infantile in Italia
L'Istituto
Superiore di Sanità (ISS) lancia un allarme:
i bambini abusano di merendine ipercaloriche, sono sedentari e non
praticano sport. La conclusione è che la percentuale dei bambini
obesi sta aumentando in maniera preoccupante, più del 23% sono obesi.
Secondo un'indagine svolta su 46 mila bambini, in 2.610 scuole
elementari, i bambini mangiano merende ipercaloriche e solo 1 su 10
pratica attività sportiva raccomandata per la sua età. Un dato che fa
riflettere noi adulti e genitori. Per quanto riguarda gli adulti, il
18% degli uomini e il 22% delle donne è obeso. Il Sud è stato bocciato
nella mappa italiana sull'obesità con la più alta densità di persone
obese. Per obesità si intende un BMI > 30 ( body mass index).
Le regioni meridionali sono le più colpite da questo fenomeno.
In particolare la Campania raggiunge il tasso record di 21% di bimbi
obesi contro il 12% della media nazionale. Mentre il record positivo
spetta al Nord, in particolare al Friuli Venezia Giulia con appena il
4%. Ciò che preoccupa oltre ai dati appena esposti, è che quattro
mamme di bambini obesi su 10, non riconoscono che i loro bambini sono
in sovrappeso e dunque si alimentano in modo sbagliato. I ricercatori
puntano il dito sulla merendina di metà pomeriggio, troppo calorica
per l'86% dei bambini e contro l'abitudine di saltare la colazione
come fa l'11% dei giovanissimi o la fa male.
Anche le ore di ginnastica non sono sufficienti e solo 1 bimbo su 10
pratica sport adatto alle proprie esigenze, prevale la sedentarietà
tra i giovanissimi. In qualche modo noi operatori sanitari, dobbiamo
intervenire per modificare i dati allarmanti di una società che sta
evolvendo in quello che ormai tutti conoscono, la sindrome metabolica
e il diabete di tipo 2. la scuola italiana è carente nell'offrire ore
di ginnastica adeguate all'età e inoltre i giochi della gioventù che
permettevano ai ragazzi di entrare a conoscere il mondo dello sport,
non si svolgono più da anni.
Il 30% degli adulti grassi è vittima dell'effetto yo-yo, con diete non
adeguate, che fanno cambiare taglia in poche settimane e altrettanto
velocemente li fanno riacquistare. E per sfuggire all'effetto yo-yo,
sempre più italiani si rivolgono alla chirurgia plastica.
La prevenzione deve nascere dalla famiglia, imparare a mangiare,
nutrendosi con alimenti equilibrati e freschi, ed essere estesa ai
settori pubblici come le scuole, cambiando i menù troppo spesso ricchi
di cibi calorici e molto conditi per renderli più appetitosi. Gli
operatori sanitari dovrebbero essere più attenti ai problemi legati al
peso e allo sviluppo dei bambini in età scolare, perché è proprio in
questo periodo che si preparano i "futuri malati".
L'alimentazione fa parte della prevenzione in maniera determinante, un
aiuto alla scelta dei cibi che possono contribuire a mantenere uno
stato di salute è la ricerca delle intolleranze alimentari con sistema
ALCAT. Un test che serve a svelare gli alimenti che contribuiscono a
mantenere uno stato infiammatorio e che aiuta a riprendere le redini
della propria salute.
L'investimento fatto oggi in senso della prevenzione per lo stile di
vita, l'alimentazione, il movimento, la scelta di eventuali
integratori e altro ancora, contribuisce a stare meglio domani,
affrontando le fasi della vita in salute ed efficienza psico-fisica. I
bambini di oggi saranno i grandi di domani.
Giuseppe Di Fede
Torna
su
|