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La donna che fuma
Che
il fumo fa male, è noto a tutti. Ma per le donne fumatrici i problemi
legati al tabagismo sono maggiori rispetto agli uomini.
E quindi per le donne, ma anche per gli uomini, smettere di fumare è
ancora più importante.
Nel recentissimo congresso della Società di Cardiologia Europea,
tenutosi Monaco ai primi di settembre, documenta per la prima volta
una serie di dati che mostrano la quantificazione di questo maggiore
rischio proprio in relazione alle malattie di cuore e vascolari e che
la sua misura va oltre ogni più pessimistica aspettativa, tanto che la
vita delle donne fumatrici è più corta degli uomini fumatori.
Il dottor Morten G. dell'ospedale di Lillehammer in Norvegia, ha
condotto uno studio su 1784 pazienti consecutivi al loro primo attacco
di cuore, infarto del miocardio, riferendo che le donne perdono il
doppio degli anni di vita rispetto agli uomini fumatori. Inoltre, i
ricercatori hanno evidenziato che le donne che fumano vanno incontro
ad un attacco di cuore 14,4 anni prima di quelle che non fumano. Le
donne fumatrici, possono aspettarsi un infarto all'età di 66 anni
mentre le donne che non fumano oltre gli 80 anni.
Le differenze tra gli uomini e le donne fumatrici sono legate al
sesso, all'assetto ormonale, immunologico, che influenzano i danni del
fumo sulle arterie e polmoni. Le malattie cardiovascolari sono
diventate oggi per le donne la prima causa di morte, con percentuali
di gran lunga superiori a quelle provocate da tutte le forme di tumore
messe insieme. La probabilità di morire per una malattia
cardiovascolare è di 6 volte superiore a quella dovuta al tumore al
seno.
Uno degli effetti negativi legati al fumo di sigaretta, è la notevole
produzione di radicali liberi R L prodotti dalla combustione del
tabacco e della carta della sigaretta. I radicali liberi sono dei veri
e propri killer dei vasi arteriosi e venosi, facilitando il processo
di aterosclerosi che può facilmente diffondersi in tutti i distretti e
organi del corpo.
La possibilità di conoscere la quantità dei radicali liberi prodotti
dal fumo è possibile grazie ad una goccia di sangue capillare presa
dal polpastrello di un dito. Ci permette di conoscere il danno
potenziale al quale siamo esposti. Il dosaggio dei radicali liberi è
consigliato anche in persone che non fumano, per conoscere lo stato di
salute apparente. Oltre alla determinazione dello stress ossidativo si
pratica la valutazione della barriera antiossidante di protezione BAP,
che permette di conoscere le capacità antiossidanti in grado di
contrastare l'azione lesiva dei RL.
Se le difese antiossidanti sono basse, allora si possono assumere
degli integratori specifici che aiutano a ridurre i danni legati ai
RL. La prevenzione primaria rimane sempre l'astensione dal fumo di
sigaretta.
Una volta noto sia il livello dei RL che la capacità antiossidante, è
possibile stabilire un percorso terapeutico che permette di riportare
in equilibrio le fisiologiche capacità anti invecchiamento che noi
tutti disponiamo. Sapere la quantità di RL e assumere in prodotto
specifico è come conoscere il livello di colesterolo e prendere una
pastiglia che sia adeguata al livello di grassi nel sangue.
Giuseppe Di Fede
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