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Febbraio 2009

Gli articoli di questo mese:

- Terapie migliori indicate dal test sul DNA e le nuove frontiere della medicina >>
- Dieta o stile di vita? >>
- Trattamento degli acufeni con terapie integrate >>


Dieta o stile di vita?

Ma la dieta serve a far dimagrire le persone veramente o non serve a nulla?

Dalle ultime ricerche emergono dei nuovi dettagli sull'uso e concetto di dieta.
Il parere di alcuni esperti in campo nutrizionale affiancati da psicologi, afferma che il calcolo delle calorie e dei pesi conta meno delle emozioni. Anzi a volte è la causa scatenante delle oscillazioni di peso con effetto yo-yo dopo anni di diete di ogni tipo.

Il termine dieta viene dal greco "Dieta" che significa vita, stile di vita, ed è proprio a questo che bisogna mirare: il cambiamento o la parziale modifica del proprio stile di vita aiuta molto più che una bilancia per pesare gli alimenti prima di cucinare!
A questo proposito il sapere quale tipo di alimento è più utile per il nostro tipo di metabolismo, e quale ci aiuta meno o è meno favorevole, è importante in questo tipo di approccio nutrizionale.

Il test degli alimenti ALCAT® ci orienta sul tipo di alimento che ci fa sentire stanchi, svogliati, senza energie o memoria, che ci fa sentire gonfi con un senso di pienezza sin dai primi bocconi. Tramite un prelievo di sangue possiamo conoscere gli alimenti che ci disturbano e favorire altri alimenti che ci aiutano a stare in forma. Il primo farmaco è il cibo!

Il profilo pratico alimentare e le emozioni ad esso legate sono oggetto di studio da diverso tempo. Presso il nostro istituto da alcuni anni si pratica questo tipo di analisi, di aiuto e supporto determinante nel controllo del peso e del rapporto con il cibo.
Le ricerche fino ad ora e l'esperienza dei medici nutrizionisti e non, confermano che alla base di alcuni meccanismi metabolici ci sono alcuni mediatori chimici che modulano le sensazioni legate al cibo. Tra questi la serotonina gioca un ruolo rilevante. A tutti è nota la voglia di alcuni alimenti rispetto ad altri, come il carboidrato o il cioccolato e altri. La causa è nella produzione di quantità adeguate di serotonina. Il cibo intollerato fa produrre molta serotonina che viene rapidamente consumata e quindi questo innesca un meccanismo per il quale il determinato alimento è richiesto con maggiore frequenza. Ecco come la biochimica e in particola modo i neurotrasmettitori, ancora una volta, sono alla base delle nostre emozioni, come già negli anni settanta una ricercatrice Americana, C. Pert, affermava nel suo libro "molecole d'emozioni".

Sapere verso quali cibi abbiamo delle intolleranze ci aiuta a modulare meglio la produzione di molecole deputate alla modulazione dei nostri bisogni emotivi e metabolici, quindi ci aiuta a controllare meglio il nostro rapporto con il cibo, modificare anche in piccola parte lo stile di vita e stare più in forma.

La medicina tradizionale e la medicina cosiddetta complementare offrono degli aiuti anche di tipo farmacologico o fitoterapico nel controllo del peso e del metabolismo.

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