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Dieta o stile di vita?
Ma la dieta serve a far
dimagrire le persone veramente o non serve a nulla?
Dalle
ultime ricerche emergono dei nuovi dettagli sull'uso e concetto
di dieta.
Il parere di alcuni esperti in campo nutrizionale affiancati da
psicologi, afferma che il calcolo delle calorie e dei pesi conta meno
delle emozioni. Anzi a volte è la causa scatenante delle oscillazioni
di peso con effetto yo-yo dopo anni di diete di ogni tipo.
Il termine dieta viene
dal greco "Dieta" che significa vita, stile di vita, ed è proprio
a questo che bisogna mirare: il cambiamento o la parziale modifica del
proprio stile di vita aiuta molto più che una bilancia per pesare gli
alimenti prima di cucinare!
A questo proposito il sapere quale tipo di alimento è più utile per il
nostro tipo di metabolismo, e quale ci aiuta meno o è meno favorevole,
è importante in questo tipo di approccio nutrizionale.
Il test degli alimenti
ALCAT® ci
orienta sul tipo di alimento che ci fa sentire stanchi, svogliati,
senza energie o memoria, che ci fa sentire gonfi con un senso di
pienezza sin dai primi bocconi. Tramite un prelievo di sangue possiamo
conoscere gli alimenti che ci disturbano e favorire altri alimenti che
ci aiutano a stare in forma.
Il primo farmaco è il
cibo!
Il profilo pratico
alimentare e le emozioni ad esso legate sono oggetto di studio da
diverso tempo. Presso il nostro istituto da alcuni anni si pratica
questo tipo di analisi, di aiuto e supporto determinante nel controllo
del peso e del rapporto con il cibo.
Le ricerche fino ad ora e l'esperienza dei medici nutrizionisti e non,
confermano che alla base di alcuni meccanismi metabolici ci sono
alcuni mediatori chimici che modulano le sensazioni legate al cibo.
Tra questi la serotonina gioca un ruolo rilevante. A tutti è
nota la voglia di alcuni alimenti rispetto ad altri, come il
carboidrato o il cioccolato e altri. La causa è nella produzione di
quantità adeguate di serotonina. Il cibo intollerato fa produrre molta
serotonina che viene rapidamente consumata e quindi questo innesca un
meccanismo per il quale il determinato alimento è richiesto con
maggiore frequenza. Ecco come la biochimica e in particola modo i
neurotrasmettitori, ancora una volta, sono alla base delle nostre
emozioni, come già negli anni settanta una ricercatrice Americana, C.
Pert, affermava nel suo libro "molecole d'emozioni".
Sapere verso quali cibi
abbiamo delle intolleranze ci aiuta a modulare meglio la produzione di
molecole deputate alla modulazione dei nostri bisogni emotivi e
metabolici, quindi ci aiuta a controllare meglio il nostro rapporto
con il cibo, modificare anche in piccola parte lo stile di vita e
stare più in forma.
La medicina tradizionale
e la medicina cosiddetta complementare offrono degli aiuti anche di
tipo farmacologico o fitoterapico nel controllo del peso e del
metabolismo.
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