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Probiotici
I "Batteri Amici" dell'Uomo
a
cura del dr. Marcello
Romeo
Numerose
evidenze scientifiche hanno ampiamente dimostrato, nel corso degli
anni, il razionale utilizzo dei
Probiotici
per la prevenzione ed il trattamento di numerose affezioni.
Il Termine Probiotico venne utilizzato per la prima volta all'inizio
del secolo scorso dal premio Nobel
Elie Metchnikoff
che in seguito ad alcuni studi osservazionali aveva avanzato l'ipotesi
che la longevità di alcuni pastori caucasici potesse dipendere
strettamente dall'utilizzo di prodotti a base di batteri lattici vivi.
Queste sue osservazioni diedero il via a tutta una serie di studi e
ricerche scientifiche volte a studiare la composizione della normale
flora batterica intestinale e all'utilizzo di integratori probiotici
in grado di stimolare e garantire il naturale benessere del nostro
organismo.
Per molti anni i ricercatori hanno ampiamente dimostrato l'utilità dei
probiotici per il trattamento delle gastroenteriti e limitandone,
quindi, la loro applicazione per il trattamento di altre affezioni
considerando le poche conoscenze dei meccanismi d'azione dei batteri
probiotici.
Oggi, grazie a numerosi studi, è largamente aumentato il loro campo di
applicazione proprio in virtù del fatto che sono state scoperte le
loro potenziali capacità salutari.
Essi sono, infatti, in grado di aderire strettamente alla mucosa
intestinale antagonizzando l'invasione di microrganismi potenzialmente
patogeni; sono capaci di modificare in maniera sia quantitativa che
qualitativa la microflora batterica nel nostro intestino contrastando
in tal modo la disbiosi intestinale; possiedono la capacità di
stimolare il sistema immunitario sia a livello locale che a livello
sistemico grazie alla produzione di sostanze ad azione antibiotica
oltre che di sostanze ad azione antiinfiammatoria; combattono
attivamente l'alterazione dell'integrità strutturale e funzionale
della mucosa intestinale contribuendo al mantenimento della
fisiologica permeabilità della stessa; svolgono un ruolo importante
nel metabolismo delle proteine, degli zuccheri e dei grassi e
consentono la sintesi di alcune vitamine assolutamente utili al nostro
organismo.
Da quanto detto fin'ora, emerge che l'impiego dei probiotici come
supplementi della dieta trova un razionale utilizzo nel trattamento di
diverse condizioni patologiche non solo a livello intestinale ma anche
a livello extraintestinale, come ampiamente sottolineato dai numerosi
studi scientifici pubblicati nel corso soprattutto degli ultimi anni.
Risulta, comunque, assai importante sottolineare che per il loro
utile ed efficace utilizzo è assolutamente necessario che i probiotici
possiedano specifiche caratteristiche:essi devono, infatti, essere
umano-compatibili, devono essere in grado di resistere all'acidità
dell'ambiente gastrico, devono essere capaci di aderire strettamente
alle pareti intestinali, devono essere ben tollerati e riconosciuti
dal nostro sistema immunitario, devono formare colonie permanenti e
rinnovantesi per più generazioni sulle pareti del nostro intestino, ed
infine devono possedere la capacità di espletare azione probiotica
ovvero devono dimostrarsi utili e salutari per il nostro organismo.
Bibliografia:
1. Gupta P et Al " Is Lactobacillus GG helpful in children with Crohn‘s
disease? Results of a preliminary, open-label study". J Pediatr
Gastroenterol Nutr 2000.
2. Saavedra JM et Al "Feeding of Bifidobacterium Bifidum and
Streptococcus Thermophilus to infants in hospital for prevention of
diarrhea and shedding of Rotavirus". Lancet 1994.
3. Reid G. et Al "Oral Probiotics can resolve urogenital infections".
Microbiol Immunol 2001.
4. Ishibashi N et Al "Probiotics and safety". Am J Clin Nutr 2001.
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