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Giugno 2009

Gli articoli di questo mese:

Probiotici
I "Batteri Amici" dell'Uomo

a cura del dr. Marcello Romeo

Numerose evidenze scientifiche hanno ampiamente dimostrato, nel corso degli anni, il razionale utilizzo dei Probiotici per la prevenzione ed il trattamento di numerose affezioni.
Il Termine Probiotico venne utilizzato per la prima volta all'inizio del secolo scorso dal premio Nobel
Elie Metchnikoff che in seguito ad alcuni studi osservazionali aveva avanzato l'ipotesi che la longevità di alcuni pastori caucasici potesse dipendere strettamente dall'utilizzo di prodotti a base di batteri lattici vivi.
Queste sue osservazioni diedero il via a tutta una serie di studi e ricerche scientifiche volte a studiare la composizione della normale flora batterica intestinale e all'utilizzo di integratori probiotici in grado di stimolare e garantire il naturale benessere del nostro organismo.

Per molti anni i ricercatori hanno ampiamente dimostrato l'utilità dei probiotici per il trattamento delle gastroenteriti e limitandone, quindi, la loro applicazione per il trattamento di altre affezioni considerando le poche conoscenze dei meccanismi d'azione dei batteri probiotici.
Oggi, grazie a numerosi studi, è largamente aumentato il loro campo di applicazione proprio in virtù del fatto che sono state scoperte le loro potenziali capacità salutari.

Essi sono, infatti, in grado di aderire strettamente alla mucosa intestinale antagonizzando l'invasione di microrganismi potenzialmente patogeni; sono capaci di modificare in maniera sia quantitativa che qualitativa la microflora batterica nel nostro intestino contrastando in tal modo la disbiosi intestinale; possiedono la capacità di stimolare il sistema immunitario sia a livello locale che a livello sistemico grazie alla produzione di sostanze ad azione antibiotica oltre che di sostanze ad azione antiinfiammatoria; combattono attivamente l'alterazione dell'integrità strutturale e funzionale della mucosa intestinale contribuendo al mantenimento della fisiologica permeabilità della stessa; svolgono un ruolo importante nel metabolismo delle proteine, degli zuccheri e dei grassi e consentono la sintesi di alcune vitamine assolutamente utili al nostro organismo.

Da quanto detto fin'ora, emerge che l'impiego dei probiotici come supplementi della dieta trova un razionale utilizzo nel trattamento di diverse condizioni patologiche non solo a livello intestinale ma anche a livello extraintestinale, come ampiamente sottolineato dai numerosi studi scientifici pubblicati nel corso soprattutto degli ultimi anni.

Risulta, comunque, assai importante sottolineare che per il loro utile ed efficace utilizzo è assolutamente necessario che i probiotici possiedano specifiche caratteristiche:essi devono, infatti, essere umano-compatibili, devono essere in grado di resistere all'acidità dell'ambiente gastrico, devono essere capaci di aderire strettamente alle pareti intestinali, devono essere ben tollerati e riconosciuti dal nostro sistema immunitario, devono formare colonie permanenti e rinnovantesi per più generazioni sulle pareti del nostro intestino, ed infine devono possedere la capacità di espletare azione probiotica ovvero devono dimostrarsi utili e salutari per il nostro organismo.

Bibliografia:
1. Gupta P et Al " Is Lactobacillus GG helpful in children with Crohn‘s disease? Results of a preliminary, open-label study". J Pediatr Gastroenterol Nutr 2000.
2. Saavedra JM et Al "Feeding of Bifidobacterium Bifidum and Streptococcus Thermophilus to infants in hospital for prevention of diarrhea and shedding of Rotavirus". Lancet 1994.
3. Reid G. et Al "Oral Probiotics can resolve urogenital infections". Microbiol Immunol 2001.
4. Ishibashi N et Al "Probiotics and safety". Am J Clin Nutr 2001.

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