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PROBIOTICI E STRESS OSSIDATIVO
a
cura del dr. Marcello
Romeo
Denham Harman fu il primo a proporre nel 1956 il concetto di "Stress
Ossidativo"
secondo il quale, l'eccessiva produzione ed il successivo accumulo di
"Radicali
Liberi"
nell'organismo, in assenza di una adeguata capacità difensiva,
comporta a lungo andare l'instaurarsi di danni ossidativi a carico di
quasi tutti i componenti dell'organismo, con conseguente insorgenza di
patologie a carico dei diversi organi ed apparati. In condizioni
fisiologiche, esiste un equilibrio fra i livelli di radicali liberi
prodotti durante il normale metabolismo cellulare ed i livelli degli
antiossidanti endogeni, capace di proteggere i tessuti dal danno
ossidativo. La rottura di questo equilibrio, sia a causa di un aumento
della produzione di radicali sia a causa di una diminuzione dei
livelli di antiossidanti, produce come conseguenza l'instaurarsi di
alterazioni a carico della struttura e della funzione delle nostre
cellule.
La cellula possiede fisiologicamente la capacità di svolgere azione
antiossidante e quindi protettiva nei confronti dei radicali liberi
grazie alla presenza di specifici meccanismi di difesa sia di natura
enzimatica che non enzimatica. Nonostante le nostre cellule possiedano
una loro capacità difensiva è necessario incrementarla grazie ad una
modificazione del nostro stile di vita (abolizione del fumo di
tabacco, di alcol e droghe, riduzione dell'esposizione a radiazioni
ionizzanti, assunzione di farmaci realmente necessari ecc…) e grazie
anche alla scelta di una dieta alimentare povera in proteine e grassi
animali e particolarmente ricca di frutta e verdura che possiedono una
certa quota di vitamine, minerali ed oligoelementi ad elevata azione
antiossidante. Purtroppo oggi i nostri ritmi di vita condizionano in
maniera negativa il nostro stile di vita, quindi è necessario
integrare la quota di sostanze antiossidanti con integratori
riconosciuti in grado di farlo.
A tal
proposito, studi scientifici hanno dimostrato la capacità dei
Probiotici
di svolgere attivamente azione antiossidante. In modo particolare, è
stata dimostrata la capacità di combattere significativamente lo
stress ossidativo da parte di specifici ceppi batterici normalmente
presenti nel nostro intestino e che, integrati con l'assunzione di
probiotici, sono in grado di incrementare l'azione difensiva del
nostro organismo nei confronti dell'attività lesiva esercitata dai
radicali liberi.
Alcuni ceppi batterici quali i
Bifidobacterium,
i
Lactobacillus
ed i
Lactococcus,
costituenti della normale flora batterica intestinale, oltre a
svolgere le numerose funzioni ampiamente dimostrate positive per il
ripristino ed il mantenimento del naturale benessere dell'organismo,
sono in grado di combattere lo stress ossidativo con vari meccanismi
soprattutto di natura enzimatica contribuendo a contrastare
l'instaurarsi di patologie a volte molto importanti.
Presso il nostro Istituto è possibile eseguire non solamente una
completa valutazione dello stato di stress ossidativo del paziente,
sia con
Esami di Laboratorio
sia con
Test Genetici
in grado di valutare l'eventuale presenza di alterazioni genetiche che
sono in grado di instaurare una cronica e deficitaria capacità
antiossidante, ma anche con
Test
in grado di evidenziare l'eventuale presenza di
Disbiosi Intestinale
ovvero di alterazioni della normale flora batterica del nostro
intestino. In tal modo, il paziente viene sottoposto a completa
valutazione del suo eventuale stato di stress ossidativo e delle sue
capacità difensive e ad un trattamento terapeutico specifico in grado
di ristabilire il suo naturale benessere.
Difendiamoci dallo Stress Ossidativo con la Prevenzione e con l'Aiuto
dei nostri "Batteri Amici"
Bibliografia:
1. Halliwell B. et Al "Free Radicals, Antioxidants and Human Disease:
curiosity, cause or consequence". Lancet 1994
2. Lin My et Al "Antioxidative ability of Lactic Acid Bacteria". J
Agric Food Chem 1999.
3. Sanders JW et Al "Stress response in Lactococcus Lactis: cloning,
expression analysis and mutation of the Lactococcal Superoxide
Dismutase Gene". J Bacteriol 1995.
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