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A Londra, alla conferenza della WCRF su alimentazione e cancro,
si è discusso di temi fondamentali per l'impostazione
individuale e sociale dell'alimentazione mondiale per i prossimi
10 anni. I dati presentati parlano della possibilità di
ridurre di oltre 1/3 le morti per cancro, curando
l'alimentazione.
In
questo convegno a Londra, si è parlato di un tale numero di
morti evitabili con sole scelte alimentari, cifre da farci
riflettere.
Alcuni ricercatori internazionali della WCRF hanno segnalato il
fatto che l'attivazione della infiammazione causata dalla
ingestione del cibo e quindi la presenza delle citochine
(sostanze prodotte dagli anticorpi che vivono sotto la mucosa
intestinale) derivanti dal rapporto tra intestino e cibo,
sono in grado di partecipare alla induzione delle forme tumorali
(un po' come dire che le allergie alimentari ritardate, cioè le
intolleranze alimentari, potrebbero contribuire alla induzione
di forme tumorali).
Significa che c'è un fenomeno infiammatorio alimentare,
percepito dai pazienti, che deve essere meglio definito e
capito, ma c'è. Sappiamo anche che la diagnostica di una
intolleranza alimentare è ancora oggi affidata a test non
convenzionali.
Esiste in Italia da alcuni anni l'unico test in grado di
diagnosticare le allergie alimentari o intolleranze alimentari,
ALCAT® Test, utile strumento diagnostico per il medico che può
elaborare delle strategie e soluzioni cliniche.
Negli ultimi tempi è stato chiarito che le allergie alimentari
hanno due vie preferenziali, la classica con produzione di IgE e
la via alternativa, con sviluppo su anticorpi granulociti che si
attivano al contatto di un alimento non tollerato
dall'organismo.
Un cenno al problema dell'obesità, che è riconosciuta oggi come
il più importante fattore di induzione tumorale esistente.
Una recente scoperta rileva che i Macrofagi, cellule connesse
alla allergia, si attivano determinando insulino resistenza e
ingrassamento.
Questo fatto ci fa ragionare sul ruolo importante della
infiammazione allergica da cibo nell'obesità e quindi su come
questa favorisca malattie cardiovascolari e addirittura promuova
il cancro.
Quello che l'Istituto di Medicina Biologica sta facendo in
questi anni di duro impegno professionale e di ricerca, va al di
là del conteggio delle calorie: l'I.M.B.IO., mette in prima
fila la ricerca di soluzioni per contrastare la genesi tumorale
e l'obesità.
Giuseppe Di Fede
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