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Le
malattie del fegato sono un fenomeno molto diffuso; infatti le 3
più importanti patologie – steatosi non alcolica (accumulo di
grasso nelle cellule), epatopatia alcolica (steatosi dovuta
all'eccesso di alcol), infezione da HCV (virus dell'epatite tipo
C) – hanno avuto negli ultimi anni un aumento della loro
incidenza. Da una parte ciò è dovuto anche al miglioramento
dell'aspetto diagnostico ma soprattutto dall'aumento dei fattori
di rischio per malattia epatica; data la fondamentale azione
disintossicante del fegato è evidente che tutti i fattori
che determinano un sovraccarico di tossine da eliminare
rappresentino un importante fattore di rischio per le malattie
epatiche. Tra questi sicuramente gli errori dietetici e
abitudini errate come fumo e abuso di alcolici.
Ben noti sono gli effetti deleteri dell'abuso di bevande
alcoliche; molti studi hanno provato che una dieta ricca di
colesterolo è in grado di produrre statosi (grasso) del fegato,
mentre una dieta a basso contenuto di proteine animali è
associata ad una diminuzione del danno al fegato in presenza di
epatite.
E' quindi lecito ipotizzare che errori alimentari continui e
ripetuti possano alla lunga contribuire all'insorgenza di
cirrosi e tumori epatici; pertanto è molto importante valutare
periodicamente lo stato morfologico e funzionale del fegato.
Accanto ai comuni esami presso l'Istituto di Medicina
Biologica viene proposto un nuovo esame chiamato Fibromax
che è in grado di approfondire lo stato funzionale del fegato.
Attraverso un semplice prelievo di sangue vengono valutati
alcuni parametri che indagano in maniera dettagliata alcune
funzioni del fegato; inoltre, in caso di malattia epatica
già conclamata, permette di monitorare attentamente il tipo di
evoluzione che sta seguendo la malattia.
Data l'importanza del fegato per il mantenimento della salute,
questo esame innovativo appare come uno strumento aggiuntivo per
la diagnostica e la prevenzione.
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