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Attualmente la patologia oncologica rappresenta la seconda causa
di mortalità subito dopo le patologie cardiovascolari; sebbene
con le terapie classiche – chirurgia-radioterapia e
chemioterapia - si possano ottenere buoni risultati, la
complessità, la lunghezza e gli effetti indesiderati di queste
cure mettono a dura prova i pazienti ed i loro familiari. Non è
raro
osservare
che a causa degli importanti effetti collaterali i pazienti
abbandonino le cure o che sia necessario sospendere
temporaneamente o definitivamente il programma terapeutico
riducendo l'efficacia delle cure stesse.
Sono molti i farmaci che possono contrastare efficacemente i
possibili sintomi legati alla cura o alla patologia oncologica;
spesso però a loro volta causano altri sintomi che devono essere
contrastati con altri farmaci creando quindi una spirale
terapeutica che alla lunga stanca; inoltre vengono
sovraccaricati i meccanismi di detossificazione e di produzione
di energia che in tempo variabile riducono la loro attività
indebolendo l'organismo e le sue capacità di resistenza.
Pertanto cercare di mantenere il più possibile la efficienza
dell'organismo e le sue capacità di rigenerazione diventa un
obiettivo fondamentale che deve far parte dell'approccio
oncologico. Ciò è ancora più importante nelle situazioni in cui,
data l'impossibilità di giungere alla guarigione, si voglia
intraprendere un programma terapeutico che miri a frenare
l'evoluzione della malattia, per garantire il più possibile una
buona qualità di vita.
Già da alcuni anni presso l'Istituto di Medicina Biologica
vengono proposti alcuni schemi terapeutici che affiancano le
terapie tradizionali allo scopo di migliorare il risultato
terapeutico. Nella nostra esperienza, approcci terapeutici come
ipertermia oncologica esterna,
microimmunoterapia, integrazioni nutrizionali, oligoelementi,
possono efficacemente far parte dell'iter terapeutico globale
del paziente oncologico.
Il loro meccanismo di azione, la assenza di effetti collaterali
rilevanti e i costi contenuti consentono di proporre un
approccio valido ed efficace non in alternativa ma in sinergia
con le terapie tradizionali.
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