|
L'intolleranza
alimentare, sintomatologia molto spesso sottovalutata, può
interessare qualsiasi apparato e può manifestarsi in maniera
molto varia: emicrania, dolori articolari, stipsi, meteorismo,
iperattività, irritabilità, aggressività, otite, depressione,
stanchezza.
Esistono numerosi test per diagnosticare le intolleranze, nella
mia pratica clinica utilizzo "Alcat" e con riferimento alla mia
casistica, posso affermare che questo test si è rivelato per me
un utile strumento sia per la diagnosi che per la terapia.
Ho eseguito 200 "Alcat" test, i casi di intolleranze alimentari
riscontrati erano suddivisi in 150 donne e 50 uomini. Tra le
donne le intolleranze più rappresentate sono state quelle al
Frumento, Lievito, Pomodoro, Malto. Nella anamnesi sono stati
riscontrati casi di cistiti recidivanti abatteriche, vaginiti da
candida e aumento del BMI.
Dopo aver diagnosticato l'intolleranza ho consigliato ai
pazienti una dieta personalizzata di esclusione parziale degli
alimenti intolleranti seguita da una graduale reintroduzione
degli stessi.
In seguito alle 8 settimane del programma alimentare prescritto,
i pazienti sono stati sottoposti ad un secondo test Alcat che ha
rivelato un netto miglioramento della sintomatologia.
È importante sottolineare che la terapia integrativa è stata
impostata solo in seguito alla valutazione dell'ecosistema
intestinale tramite il test per la disbiosi. Il primo approccio
operativo da adottare in presenza di un'intolleranza alimentare
consiste infatti nel ripristinare in maniera ottimale la
funzionalità intestinale.
Tornando, infine, alla mia esperienza con "Alcat" posso
affermare che il test, in tutti i casi, è stato di ausilio nel
valutare lo stato del paziente e nell'individuare le opportune
prescrizioni che ne hanno migliorato la qualità della vita.
|