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Utilizzo di campi elettromagnetici a
frequenza ultra bassa (ELF) nelle patologie croniche; esperienza di cinque
anni: tre casi clinici.
del Prof.
Giuseppe di Fede e Marco G. M. Mancuso
Istituto di Medicina Biologica – Milano
da ELECTROMAGNETIC BIOLOGY AND MEDICINE Volume 26, Numero 4 Anno 2007
La terapia con campi magnetici è tradizionalmente usata per patologie
ortopediche; negli ultimi anni alcuni studi hanno dimostrato l'utilità
anche in altre patologie ed in particolare quelle di pertinenza
neurologica.
Nel nostro Istituto dal 2001 il trattamento con campi elettromagnetici di
bassa ed alta frequenza viene utilizzata singolarmente o in associazione
con trattamenti farmacologici in varie situazioni. Lo scopo della relazione
è di illustrare tre casi clinici in cui la terapia con campi
elettromagnetici a frequenza ultrabassa si è dimostrata efficace; la
tecnologia utilizzata è la risonanza ciclotronica endogena.
Per tutti i casi lo schema terapeutico prevedeva 2 frazioni settimana della
durata di 30 minuti ciascuna per un totale di 12 sedute con una valutazione
clinica a metà trattamento.
Primo caso: uomo di 41 anni con diagnosi radiologica di sclerosi
multipla (luglio 2003-lesioni all'encefalo e midollo spinale); gli esami
evidenziarono alti valori di stress ossidativo.
La sintomatologia consisteva in dolori in sede cervicale e lombare e un
moderato deficit motorio dell'arto inferiore destro.
Trattamento terapeutico: trattamento con prodotti antiossidanti e
terapia con campi elettromagnetici con frequenza variabile da 10 a 30 Hz e
intensità variabile tra 10 e 25 microTesla.
Al termine del trattamento si era verificato un significativo miglioramento
dei sintomi; la RM di controllo ha evidenziato una riduzione del numero e
dimensioni delle lesioni attive. Tale quadro si mantiene anche alla ultima
RM(febbraio 2007)
Secondo caso: donna di 23 anni con quadro radiologico (RM 2005)di
sclerosi multipla e lesioni encefaliche e midollari con importanti deficit
motori neurologici;gli esami evidenziarono alti livelli di stress
ossidativo; la paziente era in cura con Interferone da un anno con malattia
stabile.


Trattamento terapeutico:campi elettromagnetici con frequenza variabile tra
10 e 20 Hz e intensità variabile tra 20 e 30 microTesla;come terapia di
supporto trattamento energico con prodotti antiossidanti.
L'ultima RM(dicembre 2006) ha mostrato una significativa riduzione delle
lesioni ed in particolare modo di quelle midollari.
 
Terzo caso: uomo di 70 anni con broncopneumopatia cronica severa(
stadio III Gold) in cura da alcuni anni con broncodilatatori e steroidi
associata disfunzione sistodiastolica ventricolare sinistra.
I sintomi più evidenti erano la dispnea ed episodi continui di apnea
notturna che limitavano molto la qualità di vita.
Dopo cinque sedute con campi elettromagnetici il paziente riferiva un
notevole miglioramento della quantità e qualità del sonno e seppure meno
evidente anche della dispnea.
La frequenza era di 40-45 Hz con una intensità tra 70 e 90 microTesla.
Alla fine del ciclo di terapia era ben evidente un miglioramento dei
parametri respiratori ed anche della qualità di vita. La malattia era
radiologicamente stabile.
In tutti e tre i casi riportati l'aggiunta di campi elettromagnetici al
trattamento farmacologico ha evidenziato un miglioramento della qualità di
vita con quadro radiologico di regressione in 2 casi e stabilità nel terzo.
In considerazione degli aspetti prognostici,psicologici e socioeconomici di
queste patologie a nostro avviso è un risultato importante.
Oltretutto il trattamento con campi elettromagnetici è stato ben tollerato
e senza effetti collaterali.
Pertanto riteniamo che la terapia con campi elettromagnetici a frequenza
ultrabassa possa rappresentare una valida opzione in associazione con altri
presidi in una strategia terapeutica integrata; inoltre la possibilità di
eseguire eventualmente il trattamento a domicilio risulta particolarmente
interessante.
Comunque,in futuro è auspicabile la costituzione di adeguati studi
clinici controllati al fine di approfondire in maniera sempre più
dettagliata gli aspetti concernenti i parametri tecnici,la sinergia con
altre terapie e l'interazione con tessuti biologici.
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