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Domanda di utente e risposta di Umberto Veronesi sul forum di "Sportello Cancro"
(www.corriere.it/sportello-cancro
04 Ottobre 2004


Indifferenza dei medici?

Gentile Professor Veronesi,
approfitto della sua cortese disponibilità e di questo spazio globale per esprimere alcune osservazioni in campo oncologico.
Sono la moglie di un paziente oncologico ancora giovane (41 anni) affetto da ADK al 4° stadio con metastasi ai tessuti molli con origine verosimile polmonare.
Ha già subito diverse resezioni; ha effettuato molti cicli di chemio e radioterapia che purtroppo sono risultati inefficaci. L'oncologo che lo segue ha detto che non può più fare niente!
Abbiamo consultato diversi centri Oncologici (IEO -Bologna - Reggio Emilia) ai quali abbiamo chiesto delucidazioni anche sull'Ipertermia Oncologica: buio totale, se non addirittura un atteggiamento snobistico da parte dei medici!
A questo punto, anche su indicazione di una conoscente, ci siamo rivolti all'ASSIE (l'Associazione Europea dell'Ipertermia) dove abbiamo ricevuto FINALMENTE indicazioni precise su questa terapia del calore come importante arma antitumorale; ci è stato spiegato come in Europa, Giappone, Italia, Stati Uniti siano state condotte e concluse positivamente importanti sperimentazioni. Inoltre l'ASSIE ci ha indirizzato presso il Centro Medico La Misericordia di Massa (che sta entrando in convenzione ASL: infatti l'Ipertermia è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale), in quanto a noi più vicino.
Le mie osservazioni:
- ho constatato come molti Oncologi non siano informati su questa metodo di cura ormai consolidata;
- i medici non indicano quindi al paziente altre strade percorribili non dando così altre possibilità alla SPERANZA;
- devono essere i pazienti e i famigliari a "darsi da fare" per carpire informazioni stando attenti, oltre tutto, a non finire in mezzo a sciacalli che spesso approfittano del BISOGNO di curarsi e magari di guarire dal cancro.
Abbiamo bisogno di SENTIMENTI e non di INDIFFERENZA, lo richiede la sacralità della vita e la dignità umana.
La ringrazio e saluto cordialmente.

Danila (Reggio Emilia)

Re: Indifferenza dei medici?

Cara Signora, comprendo perfettamente il suo stato d'animo e condivido le sue ragioni. Proprio sull'importanza fondamentale del dialogo e dell'empatia tra il medico e i suoi pazienti, impostati sull'informazione corretta e sulla reciproca fiducia, sono già più volte intervenuto su questo Forum, perché è una questione fondamentale. Accetto quindi volentieri il suo contributo; "Sportello Cancro" serve proprio a questo. Quanto all'ipertermia, non è da considerare una panacea, ma una strada percorribile in alcuni casi. Ma non è questo il problema.
La vera questione che emerge dalle sue parole è piuttosto quello dell'aggiornamento dei medici. Nel nostro paese, l'organizzazione del lavoro del medico non ha ancora adottato misure adeguate per stare al passo con l'incredibile rapidità del progresso scientifico e tecnologico e con il conseguente aumento delle conoscenze necessarie. L'unico provvedimento concreto è stata la legge, introdotta tre anni fa, che stabilisce l'obbligo dell'aggiornamento continuo per tutti i medici. E stato un grande passo avanti. Tuttavia molto è ancora lasciato al senso di responsabilità individuale e non sempre il medico, nell'insieme di impegni connessi con la sua professione, riesce a inserire momenti di aggiornamento e formazione adeguati. A questo si aggiunge il fatto che non tutti i medici sono bravi comunicatori, pur essendo competenti e aggiornati. Io sono convinto comunque che non si può generalizzare e spero sinceramente che nel suo iter doloroso e faticoso lei non abbia incontrato solo opportunisti o oncologi indifferenti e disinformati.

<-- Articolo precedente del Forum

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