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Indifferenza
dei medici?
Gentile Professor Veronesi,
approfitto della sua cortese disponibilità e
di questo spazio globale per esprimere alcune
osservazioni in campo oncologico.
Sono la moglie di un paziente oncologico
ancora giovane (41 anni) affetto da ADK al 4°
stadio con metastasi ai tessuti molli con
origine verosimile polmonare.
Ha già subito diverse resezioni; ha
effettuato molti cicli di chemio e
radioterapia che purtroppo sono risultati
inefficaci. L'oncologo che lo segue ha detto
che non può più fare niente!
Abbiamo consultato diversi centri Oncologici (IEO
-Bologna - Reggio Emilia) ai quali abbiamo
chiesto delucidazioni anche sull'Ipertermia
Oncologica: buio totale, se non addirittura un
atteggiamento snobistico da parte dei medici!
A questo punto, anche su indicazione di una
conoscente, ci siamo rivolti all'ASSIE
(l'Associazione Europea dell'Ipertermia) dove
abbiamo ricevuto FINALMENTE indicazioni
precise su questa terapia del calore come
importante arma antitumorale; ci è stato spiegato come in Europa, Giappone, Italia,
Stati Uniti siano state condotte e concluse
positivamente importanti sperimentazioni.
Inoltre l'ASSIE ci ha indirizzato presso il
Centro Medico La Misericordia di Massa (che
sta entrando in convenzione ASL: infatti
l'Ipertermia è riconosciuta dal Sistema
Sanitario Nazionale), in quanto a noi più
vicino.
Le mie osservazioni:
- ho constatato come molti Oncologi non siano
informati su questa metodo di cura ormai
consolidata;
- i medici non indicano quindi al paziente
altre strade percorribili non dando così
altre possibilità alla SPERANZA;
- devono essere i pazienti e i famigliari a
"darsi da fare" per carpire
informazioni stando attenti, oltre tutto, a
non finire in mezzo a sciacalli che spesso
approfittano del BISOGNO di curarsi e magari
di guarire dal cancro.
Abbiamo bisogno di SENTIMENTI e non di
INDIFFERENZA, lo richiede la sacralità della
vita e la dignità umana.
La ringrazio e saluto cordialmente.
Danila (Reggio Emilia)
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Re:
Indifferenza dei medici?
Cara Signora, comprendo
perfettamente il suo stato d'animo e
condivido le sue ragioni. Proprio
sull'importanza fondamentale del
dialogo e dell'empatia tra il medico
e i suoi pazienti, impostati
sull'informazione corretta e sulla
reciproca fiducia, sono già più
volte intervenuto su questo Forum,
perché è una questione
fondamentale. Accetto quindi
volentieri il suo contributo;
"Sportello Cancro" serve
proprio a questo. Quanto
all'ipertermia, non è da
considerare una panacea, ma una
strada percorribile in alcuni casi.
Ma non è questo il problema.
La vera questione che emerge dalle
sue parole è piuttosto quello
dell'aggiornamento dei medici. Nel
nostro paese, l'organizzazione del
lavoro del medico non ha ancora
adottato misure adeguate per stare
al passo con l'incredibile rapidità
del progresso scientifico e
tecnologico e con il conseguente
aumento delle conoscenze necessarie.
L'unico provvedimento concreto è
stata la legge, introdotta tre anni
fa, che stabilisce l'obbligo
dell'aggiornamento continuo per
tutti i medici. E stato un grande
passo avanti. Tuttavia molto è
ancora lasciato al senso di
responsabilità individuale e non
sempre il medico, nell'insieme di
impegni connessi con la sua
professione, riesce a inserire
momenti di aggiornamento e
formazione adeguati. A questo si
aggiunge il fatto che non tutti i
medici sono bravi comunicatori, pur
essendo competenti e aggiornati. Io
sono convinto comunque che non si può
generalizzare e spero sinceramente
che nel suo iter doloroso e faticoso
lei non abbia incontrato solo
opportunisti o oncologi indifferenti
e disinformati.
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