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Fonte: Carla De Albertis -
Salute 17/10/2006
Salute, Alzheimer. L'assessore De Albertis:
"Il Comune di Milano in
prima linea per la prevenzione"
L'assessore alla Salute Carla De Albertis ha aperto oggi, al Circolo della
Stampa, un convegno sui risultati più recenti nel campo della ricerca sulla
malattia di Alzheimer. In particolare, sono stati resi noti i risultati di
un test genetico che servirà a prevenire la malattia e il decadimento
cognitivo.
Lo studio è il frutto della collaborazione tra l'Università di Bologna,
quella di Ferrara e l'Istituto di Medicina Genetica Preventiva e
Personalizzata (IMGEP) di Milano.
L'assessore alla Salute Carla De Albertis ha offerto la piena
disponibilità del Comune di Milano a sostenere questo prezioso lavoro: "Il
neo costituito Assessorato alla Salute – ha spiegato – si pone come
obiettivo la promozione della cultura della salute e della prevenzione,
attraverso l'informazione e la sensibilizzazione sull'importanza delle sane
abitudini e dei corretti stili di vita. Dobbiamo collaborare per combattere
un'unica battaglia, che è quella della prevenzione; perché salute non
significa soltanto assenza di malattia, ma benessere ed equilibrio
psicofisico.
La prevenzione – ha proseguito l'assessore - è un investimento per il
futuro con due obiettivi primari: il miglioramento della qualità della vita
e l'abbattimento della spesa sanitaria. In un trend che vede l'aumento
della popolazione anziana, l'assunzione di corretti stili di vita, sin
dall'infanzia, è la via giusta per affrontare il problema."
Il test genetico presentato oggi permette di individuare la predisposizione
genetica a una malattia come l'Alzheimer che, una volta contratta, non
dispone ancora di terapie in grado di combatterla. Il test, che non è né
invasivo né doloroso e si rivolge esclusivamente a soggetti sani, è infatti
in grado di assegnare un punteggio che quantifica il rischio individuale di
sviluppare, con l'avanzare dell'età, il decadimento cognitivo. Ai soggetti
con un profilo di rischio medio o alto, si potrà poi proporre un percorso
di approfondimento diagnostico, con visite specialistiche, esami
radiologici e di test neurocognitivi.
"Conoscere in anticipo il rischio individuale è un'informazione di vitale
importanza – ha spiegato il prof. Federico Licastro, docente del
Dipartimento di Patologia Sperimentale dell'Università di Bologna – perché
permette di inserire il soggetto con rischio elevato in un percorso di
approfondimento diagnostico e preventivo che può permettere di prevenire il
decadimento cognitivo e la successiva manifestazione della malattia grazie
all'utilizzo di farmaci appropriati, cambiamenti dello stile di vita e di
abitudini alimentari".
Fonte: Carla De Albertis -
Salute 17/10/2006
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