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Fonte:
La Palestra.net -
31 luglio 2011
Intolleranze alimentari e
dispendio energetico

Per valutare lo stato nutrizionale di un atleta è bene considerare anche le
possibili intolleranze alimentari e il dispendio energetico.
Continuiamo e concludiamo la trattazione della tematica "l'assessment
nutrizionale nello sport", iniziata nel numero 34 de La Palestra, prendendo
in esame le intolleranze alimentari e il dispendio energetico dell'atleta.
Le reazioni di sensibilizzazione e/o intolleranza a componenti di alimenti,
muffe e agenti chimici sono difficili da individuare singolarmente ma esse
indubbiamente provocano una serie di alterazioni delle componenti cellulari
(in particolare linfociti e piastrine) che
possono essere individuate con specifici Test Ematochimici.
Il test da noi utilizzato è il
Test Alcat®,
test ematico di valutazione delle intolleranze alimentari.
A cosa serve
Il test ALCAT (ANTIGEN LEUKOCYTE CELLULAR ANTIBODY TEST) permette di dare
una soluzione al problema, spesso sottovalutato, delle intolleranze
alimentari che si manifestano con una sintomatologia di tipo psico-fisico
molto variegata. Cefalea, depressione, scarsa concentrazione, nausea,
diarrea, colite epigastralgia, dermatite, eczema,
dolore articolare, congiuntivite, edemi e sovrappeso possono spesso esserne
le manifestazioni più
eclatanti e regredire quasi contemporaneamente all'eliminazione degli
alimenti non tollerati.
Le
cause delle "intolleranze alimentari" che interessano almeno cinque persone
su dieci sono state
individuate nello stato di "disbiosi" o alterazione della flora batterica
intestinale e nei numerosi
"agenti stressanti" che indeboliscono il sistema immunitario intestinale.
Come funziona
Il Test ALCAT si esegue mediante un normale prelievo di sangue che viene
poi messo a contatto
con cinquanta alimenti di cui si sospetta essere intolleranti. Uno
strumento di laboratorio evidenzia
una reazione avversa agli alimenti, valutando il numero e le dimensioni di
particolari globuli bianchi
(granulociti neutrofili).
Quando si verifica una variazione del numero e
delle dimensioni dei
granulociti neutrofili c'è una reazione avversa a quel determinato
alimento. L'esecuzione di questo
Test permette a nostro avviso di individualizzare ancora di più il piano
nutrizionale dell'atleta
andando ad agire soprattutto sui fenomeni infiammatori o su quei sintomi
(meteorismo intestinale,
cefalea, gastrite, alitosi, sensazioni di gonfiore, dolori muscolari
aspecifici) che possono non
permettere all'atleta di svolgere al meglio la preparazione all'evento
agonistico oppure aumentare
una infiammazione Low-Grade negativa anche per la predisposizione
all'infortunio, soprattutto di
natura muscolare. L'interpretazione del Test non deve essere a nostro
avviso troppo rigida e
schematica né portare a diete di esclusione ma a diete di rotazione che
prevedranno una
limitazione dell'assunzione degli alimenti verso cui l'atleta risulta
intollerante nel corso della
settimana. Durante i ritiri pre partita e nel post partita l'atleta seguirà
invece l'alimentazione del
team senza particolari limitazioni.
La valutazione del dispendio energetico
La valutazione del dispendio energetico nel calciatore può essere fatta sia
con misurazioni di base
come la calorimetria indiretta sia a riposo che sotto sforzo che con Holter
metabolici che, applicati
all'atleta durante lo sforzo fisico, possono dare una valutazione anche
settimanale del dispendio di
energia . Questi dati devono comunque essere sempre valutati con molta
elasticità poiché
chiunque si occupi di nutrizione sa quanto è difficile valutare l'effettivo
dispendio energetico di un
individuo sia a riposo che sotto sforzo.
La composizione corporea
Uno dei metodi da utilizzare assolutamente per il monitoraggio dello stato
di benessere dell'atleta è la misurazione della composizione corporea,
utilizzabile, tra l'altro, come specchio fedele di un
corretto stato nutrizionale sia per quanto riguarda la Massa Grassa (FM) e
la Massa Grasso_Priva
(FFM), lo stato di idratazione, e gli indici metabolici muscolari (BCM).
Risulta intuitivo quanto sia
(FFM), lo stato di idratazione, e gli indici metabolici muscolari (BCM).
Risulta intuitivo quanto sia
importante avere la possibilità di misurare la massa grassa e quella magra
per poter definire
esattamente lo stato di forma di un atleta, per avere, inoltre, la capacità
di intervenire in modo
mirato allo scopo, eventualmente, di aumentare la massa magra e diminuire
la massa grassa,
attualmente le metodiche più utilizzate sono la Bioimpedenziometria
Corporea (BIA) e la DEXA.
La BIA sfrutta il diverso comportamento, misurabile, del comparto
extracellulare e di quello
intracellulare al passaggio di una corrente elettrica alternata. Questi
valori, espressi come
impedenza, reattanza ed angolo di fase, entrano a far parte di diverse
formule matematiche in
grado di determinare il valore dell'acqua totale corporea (TBW) scomposta
nelle due forme di
acqua extracellulare (ECW) ed intracellulare (ICW), inoltre si può
calcolare la fondamentale (in
particolare per un atleta) quantità di "massa cellulare attiva" (BCM). La
BIA vettoriale (o BIVA, da
"Bioelectrical Impedance Vector Analysis") è una metodologia che consente
di valutare la
composizione corporea dell'atleta dalla misura diretta del vettore
impedenza e non dipende né da
equazioni né da modelli matematici. Il metodo opera indipendentemente dalla
conoscenza del
peso corporeo ed è influenzato soltanto dall'errore di misura
dell'impedenza e dalla variabilità
biologica dei soggetti. La BIVA consente un approccio basato sull'analisi
vettoriale delle misure di
resistenza e di reattanza fornite dal sensore e divise per l'altezza in
metri del soggetto esaminato,
in assenza di vincoli a modelli compartimentali o assunzioni
sull'idratazione. L'analisi vettoriale è in
grado di individuare variazioni dei tessuti molli (massa cellulare) e/o
dello stato di idratazione,
anche se non offre tutte le informazioni riguardo ai compartimenti di massa
grassa e massa magra
e non può misurare i volumi dei fluidi corporei. La massa cellulare
riflette il tessuto
metabolicamente attivo (organi) e quello contrattile (muscolo) e contiene
le proteine viscerali e
muscolari.
La DXA (Dual Energy X ray Assessement) è una tecnica con cui,
utilizzando l'emissione
a due livelli energetici di fasci di raggi X a bassissima dose di
radiazioni, si possono misurare
delle "attenuazioni" proporzionali alla composizione (massa grassa e massa
magra) del soggetto
ed ottenere, addirittura, la composizione corporea segmentale, cioè dei
singoli distretti. La
scansione viene eseguita in tempi relativamente brevi, il che, unitamente
alla bassissima dose di
radiazioni, la rende particolarmente adatta per gli atleti di tutte le età.
I valori misurati con metodica
DXA per la massa ossea, massa alipidica e massa lipidica sono stati
comparati con misure
effettuate con altre tecniche.
Conclusioni
Come abbiamo cercato brevemente di illustrare, la valutazione dello stato
nutrizionale di un atleta
non può prescindere sia dalle valutazioni antropometriche classiche che
strumentali, dalla
valutazione del dispendio energetico e da una serie di valutazioni
ematochimiche ed ormonali.
La
valutazione dello stress ossidativo e delle intolleranze alimentari
completerà un approccio
metodologico che potrà consentire al nutrizionista e allo staff medico di
cercare di valutare lo stato
nutrizionale dell'atleta ed il suo "livello d'infiammazione" che è indotto
dall'attività fisica ad alta
intensità e ripetuta nel tempo, permettendo la stesura di un piano
nutrizionale e di
supplementazione/integrazione, che hanno come primo obiettivo la
preservazione dello stato di
salute dell'atleta stesso, l'ottimizzazione dei rapporti tra massa grassa e
massa magra, il
mantenimento di un corretto stato d'idratazione e il controllo dello stato
infiammatorio; la
conseguenza di questo approccio è il mettere l'atleta nelle migliori
condizioni per esprimere le
proprie qualità psico-fisiche nella performance, di garantire un buon
recupero muscolare dopo lo
sforzo, di controllare i livelli di stress e di mantenere, durante
l'attività, una buona lucidità
psicofisica.
Fabrizio Angelini
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