(ANTIGEN LEUKOCYTE CELLULAR ANTIBODY TEST)


EDITORIALE
Il problema delle intolleranze alimentari si è ingigantito enormemente negli ultimi decenni.
Certe sintomatologie sfumate che coinvolgono differenti apparati ed organi hanno dimostrato di essere in parte acuite da intolleranze verso particolari cibi.
Oggi l'intolleranza alimentare può essere non solo diagnosticata in modo preciso ed oggettivo mediante una affidabile indagine di laboratorio ma anche curata come tale.
Nel 1994 il sottocomitato europeo dell'EAACI per le reazioni avverse agli alimenti al fine di stabilire un linguaggio comune nel campo delle reazioni avverse agli alimenti e di semplificare precedenti classificazioni per lo più basate su criteri misti clinico-patogenetici ha proposto una classificazione basata esclusivamente sui meccanismi patogenetici.
Le allergie alimentari sono relativamente rare. Di norma esse inducono quadri patologici acuti di breve durata mediati da IgE. Le intolleranze alimentari sono reazioni avverse agli alimenti subdole e soprattutto non IgE mediate.
L'allergia alimentare secondo le ultime statistiche colpisce solo 1-2 persone su 10, mentre le intolleranze sono un fenomeno di massa, che interessa 5-6 persone su 10.

DEFINIZIONE
Intolleranza alimentare è una reazione ritardata fino a 72 ore dopo l'assunzione di alimenti quotidiani che si traduce in sintomi simili a quelli dell'allergia.

CAUSE
1. ALTERAZIONE DELLA FLORA BATTERICA INTESTINALE
Nel 1906 Metnichoff affermava che la maggior parte delle patologie scaturisce da una situazione di squilibrio cronico dell'apparato digerente e dei batteri in esso contenuti.
L'alterazione della flora batterica intestinale oggi conosciuta sotto il nome di disbiosi crea disturbi di assorbimento e conduce a processi fermentativi e putrefattivi che possono condurre al riassorbimento di prodotti metabolici.
Accade così che i fori delle pareti intestinali si allargano, lasciando passare particelle alimentari non metabolizzate e quindi giudicate dall'organismo estranee (non-self) e quindi "non tollerate".

2. AGENTI STRESSANTI
La superficie intestinale corrisponde all'incirca a 300 metri quadrati infatti l'intestino non svolge esclusivamente delle funzioni di assorbimento.
In realtà svolge anche un ruolo essenziale nell'azione del sistema immunitario dell'organismo umano.
In particolare vanno ricordati i rapporti diretti che il sistema immunitario intestinale ha con il sistema nervoso.
Il nostro sistema immunitario è sempre più influenzato dalla presenza di fattori stressogeni di tipo diverso tra cui gli alimenti tossici e quindi "non tollerati".

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MECCANISMI DI TOLLERANZA E DI SENSIBILIZZAZIONE AGLI ALLERGENI ALIMENTARI
La principale funzione del tratto gastroenterico è quella di ridurre i cibi ingeriti ad elementi semplici che possano così essere assorbiti ed utilizzati per la produzione di energia e per la crescita cellulare.
Durante questo processo operano meccanismi sia immunologici dipendenti dal GALT , sia fisiologici atti a bloccare l'ingresso di antigeni estranei attraverso la barriera mucosa gastrointestinale.
Le macromolecole antigeniche passano attraverso l'epitelio intestinale per pinocitosi, per trasporto diretto tra ed attraverso le cellule e per uptake attivo da parte delle cellule M.
Attraverso di esse l'antigene accede alle placche di Peyer. I linfociti qui ubicati vengono stimolati con successivo homing sia diretto epiteliale sia attraverso i linfatici e la circolazione sistemica nella lamina propria. In questa sede seceneranno immunoglobuline A per neutralizzare l'assorbimento antigenico. Nonostante la barriera gastrointestinale , proteine o frammenti di esse possono raggiungere la circolazione sistemica. Esse vengono comunque inattivate dal S.R.E e dalle cellule del Kupfer epatiche.
Nelle intolleranze alimentari gli allergeni alimentari riescono a raggiungere la circolazione con abbastanza antigenicità da stimolare reazioni nei granulociti neutrofili.

PRINCIPIO CITOTOSSICO
Quando una sostanza estranea (allergene alimentare) entra nella circolazione sanguigna , determinati globuli bianchi (granulociti neutrofili) si attivano e proliferano.
La reazione è ritardata infatti si può verificare fino a 72 ore dopo l'assunzione dell'alimento.

GRANULOCITI NEUTROFILI
Sono leucociti caratterizzati da un citoplasma molto ricco di granulazioni: granuli primari densi (contenenti enzimi degradativi quali mieloperossidasi, lisozima, collagenasi, elastasi, idrolasi acide), granuli secondari meno densi (a contenuto simile) e lisosomi. Nel sistema circolatorio un'aliquota di neutrofili è circolante, un'aliquota maggiore è invece sequestrata nel microcircolo di molti organi (tra cui polmone e milza).
L'evidenza morfologica dell'attivazione è rappresentata dalla degranulazione con liberazione nell'ambiente esterno di sostanze preformate (cioè sintetizzate e immagazzinate nei granuli) e di specie chimiche generate alo momento.
Alterazioni quantitative e qualitative dei granulociti neutrofili possono dar luogo a patologie conosciute quindi come intolleranze alimentari.

SINTOMI
La gamma delle patologie va dalla rinite alla congiuntivite ma anche a talune forme di crisi di emicrania, di artrite, di disturbi intestinali, vertigini, edemi e gonfiori agli occhi e al volto.
Gli stati patologici più diffusi sono:

  • Problemi di digestione 62%

  • Stanchezza 51%

  • Gonfiore 48%

  • Sensazione di pesantezza al capo o mal di testa 32%

  • Eruzioni cutaneee 24%

  • Dolori muscolari 17%

  • Ansia, vertigini e tachicardia 11%

  • Confusione e irritabilità 8%

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