(ANTIGEN LEUKOCYTE CELLULAR ANTIBODY TEST)



T
est diagnostici

I motivi che impediscono ai singoli individui di accorgersi delle proprie intolleranze è che le reazioni dell'organismo sono ritardare rispetto a quelle delle allergie.
Oggi esistono diversi test per diagnosticare le intolleranze alimentari; l'unica ricerca efficace oggettiva avviene con l'ALCAT (TEST che mette sotto esame tramite un prelievo di sangue estratti alimentari.

• PRIST (Paper Radio Immuno Sorbent Test)
E' un esame del sangue che consente di contare gli anticorpi che proliferano in caso di allergia ossia le immunoglobuline di tipo E (IgE).
PUNTO DEBOLE: è un test che indica la presenza di uno stato allergico, ma non di intolleranza.

• RAST (Radio Allergo Sorbent Test)
Il plasma sanguigno viene messo a contatto con le varie sostanze che si sospetta causino allergia.
PUNTO DEBOLE: è un test attendibile per le allergie ma di scarsa utilità per le intolleranze.

• PRICK TEST
Si effettua praticando sul braccio del paziente piccoli graffi, su cui viene depositata una goccia di liquido contenente un estratto dell'alimento sospetto. Se c'è allergia verso quell'alimento, nel giro di 15-20 minuti si forma una vescicola rossa e gonfia.
PUNTO DEBOLE: è un test attendibile per le allergie ma di scarsa utilità per le intolleranze.

• TEST CHINESIOLOGICO
Il test chinesiologico è praticamente la misurazione della forza muscolare prima e dopo un'influenza esterna sull'organismo. Se la forza muscolare diminuisce l'alimento è considerato non tollerato.
PUNTO DEBOLE: la medicina moderna non sa spiegare cosa succede quando il muscolo del braccio si indebolisce a causa di un po' di cibo in bocca.

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• TEST DELLE IgG
E' un test immunoenzimatico basato sulla metodica ELISA che consente di individuare la presenza di IgG nel sangue dirette contro 113 antigeni alimentari. Viene prelevato il sangue dal paziente e posto a contatto e incubato a temperatura ambiente per 30 minuti con i pozzetti all'interno dei quali sono fissati i 113 antigeni alimentari. La logica è quella per cui se il sangue del paziente contiene IgG dirette nei confronti di quel specifico antigene alimentare si ha il legame pozzetto-antigene-IgG. Segue poi l'aggiunta di un secondo anticorpo e coniugato ad un enzima che si lega al complesso per poi essere evidenziato con una reazione colorimetrica.
PUNTO DEBOLE: la presenza di anticorpi IgG indica una prolungata esposizione ad un particolare alimento. Si possono rilevare aumenti del titolo anticorpale IgG per alimenti sia in soggetti normali sia nei bambini che stanno sviluppando tolleranza verso un particolare alimento. Il test trova una correlazione per l'aumento dell'assorbimento di uno specifico alimento ma non è un indicatore di sensibilizzazione a uno specifico alimento.

• TEST CITOTOSSICO
Ideato da A.P. Black e modificato da William Bryan, il test citotossico si basa sull'osservazione che i globuli bianchi vivi possono essere alterati quando entrano in contatto con alimenti cui una persona è sensibile.
Le sostanze alimentari o meglio gli estratti secchi dei cibi selezionati vengono posti a gocce su vetrini contenenti i globuli bianchi . Un vetrino contenente solo globuli bianchi verrà poi usato per il confronto.
Quando i vetrini vengono esaminati al microscopio si osservano tutti i cambiamenti dei granulociti neutrofili provocati dagli alimenti.
Il tecnico interpreta i le svariate reazioni sul vetrino assegnando un punteggio che va da 0 a 4.
PUNTO DEBOLE: lo svantaggio consiste nella difficoltà di valutazione dei risultati e nelle possibili differenze nell'interpretazione da un analista all'altro. Inoltre il test può essere eseguito solo su sostanze idrosolubili.

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• ALITEST
E' simile al test citotossico, però riduce il numero di sostanze testate unendole in gruppi.
PUNTO DEBOLE: è meno preciso ed ha gli stessi svantaggi del test citotossico.

• TEST KONDO
Si effettua prelevando i linfociti mettendoli a contatto con delle preparazioni alimentari. Si osserva al microscopio il grado di proliferazione dei linfociti che indica la presenza o meno di un'ipersensibilità.
PUNTO DEBOLE: lo svantaggio è che l'esito è fortemente legato all'interpretazione del terapeuta, alla sua capacità e alla sua esperienza.

• TEST DEL POLSO (VAS)
Ha origine dalla scuola di auricoloterapia. Una sostanza tossica per l'organismo avvicinata all'orecchio determina una reazione a livello cardiaco che è misurabile sul polso mediale radiale. Ciò che viene registrato è una maggiore intensità dei battiti cardiaci percepibile dal polpastrello del terapeuta appoggiato sul polso.
PUNTO DEBOLE: lo svantaggio è che l'esito è fortemente legato all'interpretazione del terapeuta, alla sua capacità e alla sua esperienza.

• TEST DI LOCA
Si tasta il polso del paziennte prima e dopo l'assunzione di un alimento. Se il battito cardiaco accellera oltre dieci pulsazioni si sospetta l'intolleranza per quel alimento.
PUNTO DEBOLE: lo svantaggio è che l'esito è fortemente legato all'interpretazione del terapeuta, alla sua capacità e alla sua esperienza.

• ELETTROAGOPUNTURA SECONDO VOLL (EAV)
E' basato sulla biorisonanza: si serve della misurazione della resistenza elettrica cutanea in corrispondenza di un meridiano o di un punto di agopuntura. Si usa come "porta d'ingresso" il dito di una mano e in caso di risonanza dell'organismo con un segnale specifico si registra una variazione di resistenza. Nell'apparecchiatura sono memorizzate le frequenze corrispondenti a numerosi alimenti.
PUNTO DEBOLE: lo svantaggio è che l'esito è fortemente legato all'interpretazione del terapeuta, alla sua capacità e alla sua esperienza.

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