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In base alla legge dell'effetto inverso,
è possibile modificare i prodotti tossici presenti nel sangue mediante progressive diluizioni omeopatiche di poche gocce di sangue del paziente stesso.
La terapia Autoematica sviluppata dal Dottor Reckeweg intorno agli anni '50, viene eseguita ancora
oggi mediante diluizioni del sangue del paziente prelevato da una vena del braccio e diluito diverse
volte per poter ottenere una sorta di farmaco.
Questo diventa il nastro trasportatore delle diverse omotossine presenti che
assumono in questo modo qualità terapeutiche per l'organismo umano.
Aumentando la diluizione delle particelle ematiche,
esse perdono l'attività tossica e diventano molto attive dal punto di vista
terapeutico.
In pratica dopo aver prelevato alcune gocce di sangue del paziente e apportato le relative diluizioni, si inietta il prodotto finale sotto cute o
per via intramuscolare, come in una normale iniezione.
L'applicazione di tale metodica è rivolta alle patologie di tipo autoimmunitarie, cioè auto aggressione delle strutture biologiche come il LUPUS, L'ARTRITE REUMATOIDE, LE CONNETTIVITI, LA SCLERODERMIA, tutte le malattie con componente immunologica, infezioni virali croniche, nella sindrome della stanchezza cronica, Herpes cronico,
ecc... e più semplicemente in tutte le forme di rivitalizzazione biologica come terapia disintossicante e riequilibrante dei sistemi difensivi e
detossicanti.
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