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Il Diabete Mellito Tipo 2
è la forma più comune di diabete ed è caratterizzato da disordini
dell'azione e della secrezione insulinica.
Recentemente sono stati individuati come fattori di rischio per il
diabete tipo 2 i polimorfismi del gene TCF7L2; secondo i ricercatori,
la presenza di varianti alleliche di questo gene determina un netto
aumento del rischio di ammalarsi di diabete e rappresentano il più
accreditato fattore di rischio genetico attualmente noto.
Verosimilmente le varianti del gene TCF7L2 influiscono sul diabete di
tipo 2 agendo su vari processi come la adipogenesi e lo sviluppo delle
cellule del pancreas e ,quindi,sulla secrezione insulinica.
Recentemente è stata individuata una mutazione che influisce sulla
attività del gene del substrato 1 del recettore insulinico (IRS-1),che
regola l'utilizzazione del glucosio da parte delle cellule muscolari;
a variante genetica individuata determina una netta riduzione della
attività del gene e quindi una minore sensibilità cellulare all'
azione dell'insulina.
Pertanto un test genetico che mira ad identificare le possibili
carenze nella produzione di insulina e/o la sua utilizzazione può
entrare nell' inquadramento diagnostico del rischio di diabete
unitamente ad altri fattori noti come la massa corporea,
l'ipertensione, la dislipidemia sia dal punto di vista preventivo che
terapeutico.
Nel 90 per cento dei casi di diabete tipo 2 sono presenti, oltre alla
familiarità, vita sedentaria, obesità, alti livelli di colesterolo, di
trigliceridi e ipertensione.
L'individuazione con Test genetico di eventuali polimorfismi genici,
consente di operare preventivamente sull' insorgenza di diabete agendo
su quei fattori di rischio che più di tutti predispongono alla sua
insorgenza.
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