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Il laser, utilizzato in medicina ormai da molti anni, ha subito notevoli sviluppi e
modifiche fino ad essere anche utilizzato come strumento di potenziamento e rivitalizzazione delle terapie di tipo biologico.
La frequenza utilizzata è quella emessa dal DNA umano e dalle reazioni degli enzimi cioè 634,7nm.
Somministrare una lunghezza d'onda di questo tipo corrisponde alla somministrazione di biofotoni, il che significa rendere l'ossigeno più reattivo.
Le complesse reazioni che avvengono nell'organismo umano liberano continuamente energia elettromagnetica bioluminescente di tipo chimico ( ultradebole o biofotoni ) che da alcuni anni ormai si possono anche misurare.
L'applicazione del laser a biofotoni non presenta effetti
collaterali e trova applicazione in metodiche terapeutiche come
l'agopuntura, omeopatia, omotossicologia, fitoterapia, laser terapia pulsata di riattivazione biologica in sindromi depressive e ansiose,
etc.
L'applicazione
di questo tipo di laser è rivolta ai problemi di tipo
doloroso muscolare, le tendinite, distorsioni, cervicalgie,
epicondiliti, per stimolare i punti di agopuntura senza
infilare gli aghi.
Appare evidente come l'applicazione di una sorgente laser che emette 634,7nm
fornisce una energia esterna portante che è in grado di risuonare con tutti i sistemi biologici del nostro organismo e diviene pertanto una energia
terapeutica e informativa di regolazione ordinatrice di tutto
l'organismo.
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