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Il dolore muscolo-scheletrico è un problema che riguarda
circa l'80 % della popolazione mondiale. Le persone che ne
soffrono e che non hanno risultati con farmaci, fisioterapia
o altro vagano spesso da uno specialista all'altro alla
ricerca di una soluzione che spesso non trovano. La proloterapia
(dal prefisso prolo che sta per proliferare) risolve spesso
in modo permanente il problema mediante un'azione di
rinforzo dei legamenti la cui funzione è dare stabilità
alla colonna e alle articolazioni periferiche. La proloterapia
è una terapia che ha circa una cinquantina di anni di vita
ed è stata molto utilizzata sia da osteopati che da medici
allopati. Molto diffusa, sino a qualche tempo fa, sia
nell'America del Nord, che in quella del Sud, consiste
nell'iniezione nei tendini, nei legamenti o nelle
articolazioni di svariati tipi di soluzioni, che, in linea
di principio, innescano nella sede di iniezione un processo
infiammatorio asettico. Esse, hanno nella zona di iniezione
un effetto irritante che stimola l'attività di particolari
cellule (fibroblasti) in grado di sintetizzare collagene.
Questa sostanza è la stessa che si ritrova nelle cicatrici.
Un incremento di produzione di collagene dovrebbe rinforzare
le strutture nelle quali è stata iniettata, riducendo anche
il dolore.
Una terapia mal condotta potrebbe peraltro causare danni,
anziché benefici. E' molto importante quando si pratica
la proloterapia non assumere farmaci antinfiammatori che
rallentano o talora bloccano la reazione infiammatoria
voluta. Il dolore localizzato che può presentarsi nei
giorni successivi alla proloterapia è un segnale che
la guarigione è in corso. In genere le sedute di
proloterapia vanno intervallate le une dalle altre di un
mese per dare tempo alla sostanza iniettata di portare a
compimento la sua azione di ripristino della normale
tensione del legamento. Il numero di trattamenti è molto
variabile in funzione dei risultati che si ottengono di
volta in volta.
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