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Perché rivolgersi all'Urologo o all'Uro-andrologo?
Varie sono le patologie di interesse urologico/andrologico, molte delle quali asintomatiche, che se non diagnosticate precocemente possono avere delle ripercussioni anche gravi sulla salute.
IN ETA' PEDIATRICA: bisogna controllare in modo attento i genitali maschili per evitare l'insorgenza di patologie future o la correzione di patologie presenti. E' importante valutare che i testicoli siano ben discesi nella borsa scrotale (i testicoli ritenuti infatti possono essere causa di neoplasia testicolare e/o sterilità), che non siano ipermobili, patologia che può predisporre alla torsione del funicolo spermatico (vera e propria urgenza chirurgica in quanto se non trattata tempestivamente porta alla perdita della gonade o alla sterilità). E' bene accertarsi del corretto sviluppo degli organi genitali esterni o dell'assenza di altre patologie scrotali come ernie inguino-scrotali o idrocele.
Molti bambini presentano fimosi o aderenze balano-prepuziali o anomalie di posizione del meato uretrale esterno, condizione nota come ipospadia o epispadia a seconda della posizione del meato sul pene.
IN ETA' POST-PUBERALE: il ruolo dell'Urologo è fondamentale per escludere il tumore del testicolo , patologia tipica dell'età giovanile che se diagnosticata precocemente ha un altissimo tasso di sopravvivenza. In questa età cosi importante della vita, in cui il giovane affronta le prime esperienze sessuali è bene valutare l'assenza di quelle patologie che possono predisporre a problemi nella sfera sessuale come frenulo breve, fimosi e recurvatum penis.
IN ETA' MATURA: è fondamentale il ruolo dell'Urologo nella prevenzione del tumore maligno della prostata; tale carcinoma è infatti il
più frequente tumore maligno tra gli uomini in età adulta. La prevenzione, che deve cominciare dopo i 50 anni di età, o dopo i 40 in coloro che hanno una storia familiare di neoplasia prostatica, avviene mediante una visita specialistica con l'ausilio di un marcatore sierico specifico (PSA sierico) ed eventuali altri accertamenti.
Ma molte sono le patologie di interesse urologico/andrologico che possono colpire entrambi i sessi nelle varie fasi della vita come calcolosi delle vie urinarie, cistite, incontinenza urinaria, cisti renali, ipertrofia prostatica, deficit erettile,infertilità maschile, neoplasie (del rene, uretere, vescica, prostata, uretra pene e testicolo) etc.
Qui di seguito andremo ad analizzare:
Calcolosi
Carcinoma del rene
Carcinoma della prostata
Carcinoma della vescica
Cisti renale
Cistite
Criptorchidismo (o Testicolo ritenuto)
Deficit erettile (Impotenza)
Dispermia/Azoospermia
Ejaculazione precoce
Ejaculazione ritardata
Ematuria
Fimosi
Frenulo breve
Incontinenza
Incurvamento del pene (Recurvatum Penis)
Induratio Penis Plastica (I.P.P.)
Infezioni delle vie urinarie e delle vie seminali
Iperplasia prostatica benigna (Adenoma della prostata)
Orchiepididmite
Pene piccolo e Micropene
Pielonefrite
Prostatite e Vesciculite
Rene a ferro di cavallo
Rene policistico
Stenosi del giunto pieloureterale
Testicolo mobile o retrattile
Tumori del testicolo
Uretrite
Varicocele
Calcolosi
Sono formazioni solide e cristalline di varie dimensioni dovute alla precipitazione di ossalati di calcio, acido urico, cistina e fosfato di ammonio magnesiaco poco solubili nelle urine. Varie sono le cause che possono portare alla loro formazione: predisposizione genetica, infezioni, farmaci, alimentazione troppo ricca di calorie e/o di calcio o suo alterato metabolismo, scarse sostanze inibenti la formazione di calcio (citrati) etc. I calcoli possono essere unici o multipli, monolaterali o bilaterali e formarsi nel rene, bacinetto renale, uretere, vescica. I calcoli possono essere asintomatici e, non dare disturbi anche per molto tempo o dare un senso di fastidio nella regione lombare o manifestarsi come un dolore molto forte al fianco irradiato all'addome, ai genitali, spesso alla coscia anteriore con sudorazione, nausea ed anche febbre (quadro clinico questo della classica colica renale). In alcuni casi il paziente riesce ad espellere da solo i frammenti litiasici, in caso contrario è necessario, onde evitare complicanze anche molto gravi per la salute, ricorrere a vari trattamenti medico-chirurgici per la loro rimozione.
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Carcinoma del rene
La più comune neoplasia del rene è l'adenocarcinoma (a cellule chiare).
Vari sono i fattori predisponesti come il fumo di sigaretta. La classica triade di sintomi sono ematuria evidente o microscopica, dolore addominale o ai fianchi e una massa addominale palpabile, anche se al giorno d'oggi molti sono i reperti di tale neoplasia in corso di accertamenti radiologici (incidentaloma). L'escissione chirurgica è la
più comune forma terapeutica, soprattutto se unilaterale e localizzato. (torna
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Carcinoma della prostata
Oltre il 90% dei carcinomi della prostata è rappresentato dall'adenocarcinoma. La neoplasia della prostata è nella maggior parte dei casi asintomatica anche se in alcuni casi si manifesta con dolori ossei diffusi, ematuria, dolore perineale o cattivo svuotamento vescicole. Tale carcinoma è il
più frequente tumore maligno tra gli uomini. Gli individui di razza nera sono maggiormente colpiti da tale carcinoma rispetto a quelli di razza bianca. I maschi con un parente di primo grado (padre, fratello) affetto da carcinoma della prostata hanno una probabilità maggiore di sviluppare la stessa malattia, e tale probabilità aumenta anche sino a 9 volte qualora i parenti di primo grado siano due. L'adenocarcinoma ha origine nella zona
più esterna della prostata, facilmente diagnosticabile mediante una esplorazione rettale. Utilissimo esame di sceening è il dosaggio del PSA sierico che deve comunque sempre essere associato all'esplorazione rettale. E consigliabile eseguire tali esami una volta l'anno dopo i 50 anni o dopo i 40 anni in pazienti con familiarità per tale neoplasia.
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Carcinoma della vescica
E' per frequenza al quarto posto nell'uomo e all'ottavo nella donna. I fattori di rischio
più importanti sono l'età, l'esposizione professionale ad alcuni coloranti e ad alcune sostanze chimiche, il fumo di sigaretta. Il sintomo
più frequente è la sola ematuria, ma molte volte il paziente riferisce sintomi irritativi, fra i quali pollachiuria imperiosa e disuria. Tale tumore viene clinicamente suddiviso in forme superficiali (non invadono in toto la parete della vescica) nel 70-75% dei casi ed in forme invasive o profonde
più rare ma più gravi per il pericolo di metastasi. Per quanto riguarda la storia naturale della malattia la maggior parte dei pazienti con una forma superficiale è soggetta a
più recidive nel tempo ed in altri parti della vescica, perciò è necessario un attento monitoraggio del paziente nel tempo. La terapia è da valutare da caso a caso a seconda della dimensione, grado e stadio del tumore. (torna
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Cisti renale
E' la formazione di una raccolta liquida a livello del rene (cisti). E' una patologia benigna anche se in alcuni casi la cisti può degenerare e dare origine ad una neoplasia. Tranne alcuni casi, in cui il paziente riferisce senso di peso o fastidio lombare è
asintomatica.
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Cistite
E' un'infiammazione della vescica per lo più causata da un'infezione batterica. Colpisce, a causa della maggior brevità dell'uretra, soprattutto le donne. I sintomi classici sono dolore pelvico, voglia di svuotare spesso la vescica, dolore alla minzione, emissione di scarsa quantità di urina a volte con comparsa di sangue nelle stesse. Nella maggior parte dei casi colpisce le donne in età menopausale perché la mancanza di estrogeni modifica l'equilibrio dell'apparato genitale. Esistono anche altre forme di cistite (Cistite interstiziale, eosinofila) che appare in assenza di infezioni accertate. (torna
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Criptorchidismo (o Testicolo ritenuto)
Con il termine di testicolo/i ritenuto/i si indica la mancata discesa di una o entrambe le gonadi all'interno dello scroto, ciò che rappresenta la più frequente anomalia congenita. Tale patologia è presente nel 3-4% dei neonati a termine, potendo arrivare fino al 25-30% dei nati pre-termine. Essa va distinta dal testicolo retrattile (che migra dalla sacca scrotale verso l'inguine e viceversa).
La diagnosi non va posta alla nascita, poiché i testicoli possono discendere spontaneamente nello scroto fino al quarto mese di vita.
L'approccio terapeutico consiste all'inizio in una terapia medica ormonale, da effettuarsi nel corso del primo anno di vita. Se tale terapia non risulta efficace, si ricorre all'intervento chirurgico di orchidopessi, che dovrebbe essere eseguito entro il secondo anno di età.
Il criptorchidismo non risolto rappresenta per il maschio adulto una fonte di rischio per infertilità e (seppure alquanto più raramente) di neoplasia testicolare.
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Deficit erettile (Impotenza)
Per disfunzione erettile (DE) si intende l'incapacità di raggiungere e/o mantenere una erezione atta a consentire un rapporto che porti alla reciproca soddisfazione di entrambi i partners.
Dal punto di vista clinico possiamo parlare di DE prevalentemente di mantenimento o di raggiungimento, a seconda che si possano ottenere erezioni valide ma di breve durata oppure che non si abbia neppure inizialmente una rigidità ottimale.
Altra distinzione utile è quella tra DE a causa psicologica e DE a causa organica.
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Dispermia/Azoospermia
Con il termine dispermia si intende in generale l'alterazione del liquido seminale.
L'assenza di spermatozoi nel liquido seminale si chiama invece azoospermia. L'azoospermia può essere ostruttiva, cioè causata da una ostruzione delle vie seminali, che non lasciano passare gli spermatozoi prodotti in misura normale nei testicoli, o molto più frequentemente non-ostruttiva, dovuta cioè ad un grave danno della spermatogenesi (arresto maturativo completo o incompleto, ipospermatogenesi molto severa, precedente criptorchidismo, sindrome a sole cellule di Sertoli, ecc.).
L'azoospermia non-ostruttiva fino a pochi anni fa era considerata una forma di sterilità maschile incurabile: studi ed esperienze cliniche degli ultimi anni hanno invece dimostrato che in molti pazienti con assenza di spermatozoi nel liquido seminale da grave danno della spermatogenesi è invece possibile recuperare rari spermatozoi dalla polpa testicolare, da usarsi subito a fresco o da crioconservare per un futuro utilizzo in fecondazione in vitro (ICSI).
Qui sotto sono enunciate le tecniche di recupero chirurgico degli spermatozoi dai testicoli.
TESE (Testicular Sperm Extraction)
Le percentuali medie di recupero di spermatozoi secondo i dati della Letteratura scientifica sono rispettivamente circa il 42% con la TESE singola ed il 52% con la TESE multipla.
TeFNA o Agoaspirato testicolare
Questa procedura consente, medianti punture multiple del testicolo con un ago di sufficiente calibro, di prelevare minime quantità di fluido testicolare che possono contenere spermatozoi da usare immediatamente per ICSI (non è di solito possibile la crioconservazione). Nei soggetti con azoospermia ostruttiva si recuperano spermatozoi in quasi il 100% dei casi, in quelli affetti da azoospermia non-ostruttiva, la media dei recuperi positivi riportati in Letteratura supera di poco il 15%.
MicroTESE o TESE microchirurgica
E' una tecnica che richiede esperienza specifica e l'utilizzo del microscopio operatore, indicata nei casi di azoospermia non-ostruttiva. Permette al chirurgo, che lavora a 15-24 ingrandimenti, di individuare con più precisione le zone del testicolo che, per alcune caratteristiche peculiari (vicinanza alla rete vascolare, colore e dilatazione dei tubuli), hanno una più elevata probabilità di contenere spermatozoi. In letteratura scientifica è riportata la più elevata percentuale di pazienti con azoospermia non-ostruttiva con recuperi positivi grazie a questa procedura microchirurgica (circa il 60%). (torna
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Ejaculazione precoce
Viene definita come l'incapacità di controllare il tempo di ejaculazione abbastanza a lungo durante il rapporto sessuale per permettere alla partner di raggiungere la soddisfazione sessuale.
L'ejaculazione precoce può essere distinta in primaria (pazienti con precocità ejaculatoria fin dall'inizio della loro vita sessuale) e secondaria (pazienti che sviluppano tale condizione dopo anni di attività sessuale soddisfacente).
Molte possono essere le cause di tale problema, sia psicogene che organiche.
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Ejaculazione ritardata
Viene definita come persistente difficoltà o inabilità ad eiaculare nonostante la presenza di normale desiderio sessuale, normale erezione ed appropriata stimolazione.
Molte possono essere le cause di tale problema, sia psicogene che organiche e farmacologiche.
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Ematuria
E' la presenza di sangue nelle urine. Non è di per sé una vera patologia ma può essere il segnale di una malattia delle vie urinarie o dei reni. Può essere macroscopica, cioè visibile ad occhio nudo (colore rossastro all'urina); o microscopica. Molte sono le cause di questo disturbo, a volte anche gravi per la salute. Tra le cause possibili bisogna ricordare il tumore all'apparato urinario (rene, uretere, vescica, prostata e uretra). Può però essere provocata da altre patologie come i calcoli, in questo caso l'ematuria si accompagna a forti dolori nella zona lombare, da un'infezione delle vie urinarie o da altre cause. (torna
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Fimosi
Con il termine di fimosi si intende uno stato in cui la cute prepuziale si presenta stretta in grado più o meno elevato, tanto da creare difficoltà e/o fastidio allo scoprimento del glande fino a rendere impossibile tale manovra. Nella sua forma più modesta essa consente una regolare retrazione manuale del prepuzio atta a scoprire interamente il glande a pene flaccido, ma non consente la scopertura spontanea del glande durante l'erezione.
La fimosi è un fattore favorente le infezioni locali, le cosiddette balanopostiti, che possono portare come conseguenza a cicatrici e aderenze cutanee. D'altra parte la fimosi stessa può essere l'esito di pregresse infezioni (con indurimento e restringimento della cute prepuziale). (torna
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Frenulo breve
La brevità del frenulo può dare disturbo doloroso durante la penetrazione vaginale, rendere leggermente più difficile l'igiene locale, e talvolta favorire una ejaculazione precoce. Viene corretta con la frenulotomia, semplice intervento eseguibile ambulatoriamente in anestesia locale. (torna
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Incontinenza
Viene definita come la perdita involontaria ed in situazioni inopportune di urina e rappresenta un problema clinico di grandi dimensioni, causante notevole disagio per il paziente. Benché la maggior parte dei pazienti sono donne non è solo un problema femminile. L'incontinenza non è solo un problema della terza età, sebbene l'invecchiamento predisponga a modificazioni della funzionalità delle vie urinarie inferiori; anche alle donne giovani succede spesso di perdere involontariamente qualche goccia di urina. La classificazione sintomatica è quella più spesso utilizzata: incontinenza da sforzo fisico (come tossire, salire le scale o ridere), d'urgenza (improvviso stimolo ad urinare ) o mista. Varie sono le cause dell'incontinenza, come il cattivo funzionamento del meccanismo dello sfintere dell'uretra che fa perdere urina quando si compie uno sforzo fisico; altra causa è la contrazione involontaria della vescica, altra causa è il prolasso, cioè la discesa degli organi pelvici (vescica, utero, retto) alterando così i normali rapporti anatomici od un a causa iatrogena (ad esempio dopo chirurgia).
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Incurvamento del pene (Recurvatum Penis)
L'incurvamento del pene consiste in una curvatura anomala del pene nello stato di erezione, che può associarsi o meno a difetti di posizione del meato uretrale esterno (ipospadia o epispadia).
Il pene durante l'erezione presenta una curvatura anomala, spesso verso il basso ("incurvamento ventrale"), talora una deviazione laterale, sola o associata all'incurvamento ventrale. Mentre nelle forme più lievi l'incurvamento comporta sostanzialmente solo un fastidioso inestetismo che non pregiudica la penetrazione, nelle forme più severe può rendere più o meno difficoltosa la penetrazione vaginale sino a renderla talvolta impossibile, con ovvie pesanti ripercussioni sulla sfera psichica del paziente. (torna
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Induratio Penis Plastica (I.P.P.)
Nota anche come malattia di La Peyronie, la cui etiologia non è a tutt'oggi ancora chiara, consiste nella comparsa di aree di fibrosi, talora associate a calcificazioni, della tunica albuginea del pene. Durante l'erezione si manifesta come una curvatura anomala del pene più o meno grave che può rendere difficile o impossibile la penetrazione; e nelle forme più avanzate si nota un accorciamento del pene, talvolta associato a disfunzione erettiva. (torna
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Infezioni delle vie urinarie e delle vie seminali
La crescita di microrganismi può avvenire a qualsiasi livello dell'apparato escretore e delle vie seminali, reni (pielonefrite), vescica (cistite), uretra (uretrite), prostata (prostatite) o nei didimi/epididimi (orchiepididimite). Le manifestazioni più classiche sono bruciore durante la minzione che aumentano di numero, urine maleodoranti anche frammiste a sangue, si può avere qualche lieve linea di febbre e dolori nella regione sovrapubica e/o lombare.
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Iperplasia prostatica benigna (Adenoma della prostata)
E' una neoplasia benigna della ghiandola prostatica tipica del maschio adulto. La malattia è caratterizzata dalla proliferazione soprattutto a carattere fibroso/muscolare della zona centrale della ghiandola prostatica. La sintomatologia è dovuta all'ostruzione al deflusso dell'urina che si viene a determinare: debolezza del getto urinario, esitazione, gocciolamento terminale, intermittenza, sensazione di incompleto svuotamento della vescica, oppure frequenza elevata sia di giorno che di notte, urgenza nel raggiungere il bagno. Tali sintomi possono essere variamente associati a seconda degli individui. Ipertrofia prostatica può essere causa di calcoli nella vescica, ritenzione urinaria (con la necessità di ricorrere alla cateterizzazione), e sfiancamento del muscolo vescicole; se non trattata può alla lunga portare alla alterazione del funzionamento delle alte vie urinarie. (torna
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Orchiepididmite
Per orchiepididmite si intende una infiammazione/infezione dell'epididimo e/o del didimo. I segni classici sono un dolore molto intenso allo scroto, che aumenta di volume e diviene caldo, iperpiressia e disturbi ad urinare. Alla palpazione il didimo è notevolmente dolente. So non trattata nel corretto modo si può instaurare un processo di fibrosi che porta alla parziale perdita della funzionalità del testicolo.
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"Pene
piccolo" e Micropene
Per micropene si intende un'asta che presenta una lunghezza inferiore a 2,5 deviazione standard rispetto alla media per età e per epoca di sviluppo sessuale. Al concetto di micropene bisogna affiancare quello di "pene piccolo", cioè un pene oggettivamente nei limiti della norma ma vissuto dal paziente come un organo dalle dimensioni insufficienti (causa della cosiddetta "sindrome da spogliatoio"). Benché non esista nella Letteratura scientifica una univocità di pensiero sulla misura del pene "normale", molti Autori considerano la lunghezza media di un pene normale in erezione tra i 12,5 ed i 14,5 cm.
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Pielonefrite
E' un'infezione delle alte vie urinarie, soprattutto della cavità e del tessuto renale. Per lo più provocata da batteri. Tale patologia se non trattata può portare all'insufficienza renale cronica. Esiste sia una forma acuta che cronica della malattia. La pielonefrite è un'infezione della pelvi e del parenchima renale provocata da germi quali l'Escherichia Coli, Stafilococco etc., che raggiungono il rene attraverso il sangue o le vie linfatiche, ma anche risalendo le vie urinarie (ad esempio in corso di una cistite). Altra causa può essere la presenza di un calcolo ostruente, uno cattivo svuotamento vescicole o malformazioni anatoniche. I sintomi della pielonefrite acuta sono malessere generale, febbre alta, nausea, a volte ematuria, dolore/fastidio al rene.
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Prostatite e Vesciculite
Per prostatite si intende una infiammazione della ghiandola prostatica; classicamente le prostatiti vengono suddivise in batteriche e non-batteriche.
Le prostatiti batteriche, per lo più dovute a germi quali Escherichia coli, Proteus, Klebsiella, Enterobacter, Pseudomonas e altri, si distinguono in acute e croniche.
Le prostatiti batteriche acute sono caratterizzate da febbre elevata, brividi, dolori al perineo ed eventualmente alla porzione inferiore della colonna vertebrale, e disturbi minzionali.
La prostatite batterica cronica, che in molti casi può essere l'evoluzione di una forma acuta, solitamente si manifesta con sintomi irritativi minzionali, pollachiuria (= minzione frequente), nicturia (= minzione notturna ), dolore pelvico e/o genitale ed eventualmente con dolore post-ejaculatorio ed emospermia (= sperma macchiato di sangue rosso vivo o bruno). Questa malattia è in molti casi difficile da curare, poiché tende a ripresentarsi alla sospensione della terapia farmacologica.
La prostatite non-batterica è una condizione infiammatoria da cause non conosciute. I sintomi sono disturbi minzionali, dolore in sede pelvica, sovrapubica e/o genitale e dolore post-ejaculatorio.
Col termine vesciculite si intende l'infezione o infiammazione delle vescicole seminali: essa in genere consegue ad una uretroprostatite non tempestivamente o non completamente trattata: d'altro canto la contiguità anatomica tra prostata e vescicole seminali rende facile il coinvolgimento di queste ultime in caso di prostatite.
La sintomatologia e la cura sono sovrapponibili a quella della prostatite.
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Rene a ferro di cavallo
E' un'anomalia congenita presente circa in una persona su 600 con frequenza doppia negli uomini. E' caratterizzata dalla malrotazione e dall'unione dei reni all'estremità superiore o inferiore per cui invece di essere separati assumono una forma a ferro di cavallo. Proprio perché si tratta di un'anomalia congenita che per anni non da' segno di sé, ci si accorge occasionalmente di tale patologia (per esempio alla prima ecografia eseguita per altri motivi). Vi è, però, una maggiore predisposizione alla calcolosi ed alle infezioni delle vie urinarie in questi pazienti.
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Rene policistico
E' una malformazione ereditaria piuttosto diffusa. Non dà quasi mai sintomi anche perché le cisti si formano dai 40 anni e si notano soltanto attraverso accertamenti ecografici. Il rene policistico va tenuto sotto controllo perché le cisti a volte possono impedire il normale lavoro di filtrazione renale. (torna
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Stenosi del giunto pieloureterale
Anomalia congenita dovuta ad una non corretta inserzione del primo tratto dell'uretere alla pelvi renale. Conseguenza di tale anomalia anatomica è una cattiva eliminazione di urine che può portare dalla formazione di calcoli sino alla perdita della funzione del rene interessato.
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Testicolo
mobile o retrattile
Si definisce testicolo mobile la gonade maschile che periodicamente migra dallo scroto all'inguine e viceversa. Esso presenta, nel tempo, un certo rischio di torsione sul suo funicolo (con conseguente ischemia che, se non risolta tempestivamente con un intervento chirurgico, porta al danno irreversibile della polpa testicolare). E' opportuno pertanto sottoporre il testicolo mobile ad un intervento chirurgico di fissazione, da effettuarsi entro i primi anni di vita (e comunque non oltre i 6 anni di età).
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Tumori del testicolo
I tumori del testicolo, anche se rari, rappresentano una delle prime cause di mortalità per patologia neoplastica negli uomini in giovane età (dai 15 ai 35 anni circa). La forma istologicamente pura
più frequente è il seminoma; tuttavia i tumori misti si manifestano con frequenza maggiore. L'età e il criptorchidismo (testicolo non disceso nello scroto) sono i fattori di rischio noti. Si manifesta come un rigonfiamento o un nodulo unilaterale indolore, in genere scoperto accidentalmente dal paziente o dal suo partner sessuale. A seconda delle dimensioni, dello stadio, del grado e del tipo istologico ci saranno vari percorsi terapeutici. (torna
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Uretrite
L'uretrite è un processo infiammatorio dell'uretra che solitamente si manifesta con bruciore durante la minzione e fuoriuscita dal meato urinario esterno di un secreto, più o meno abbondante e di colore variabile a seconda dell'eziologia.
La maggior parte delle uretriti sono causate da microrganismi che infettano il canale uretrale, ma esse possono anche avere origine traumatica (ad esempio per passaggio di catetere vescicale o di altro corpo estraneo, o a seguito dell'espulsione di un calcolo), chimica (da medicamenti) o autoimmune (sindrome di Reiter).
Le uretriti da microorganismi sono classicamente distinte in uretriti gonococciche e non-gonococciche a seconda del germe coinvolto. Esse rientrano nel grande capitolo delle malattie sessualmente trasmesse, in quanto l'infezione avviene generalmente per contatto sessuale (vaginale, orale ed anale) con persone infette.
La sintomatologia classica per tutte le uretriti è la secrezione uretrale, in genere abbondante e purulenta, ed il bruciore durante la minzione, anche se in alcuni casi il paziente può essere asintomatico.
Molto importante è un trattamento tempestivo ed adeguatamente lungo, per evitare la risalita dei microorganismi alla prostata, da dove l'eradicamento dell'infezione risulta poi molto più difficile, potendosi in essa formare focolai asintomatici, talvolta causa di recidive, talaltra di alterazioni della funzione ghiandolare prostatica con ripercussioni negative sulla qualità dello sperma. (torna
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Varicocele
Viene definito come "condizione in cui si verifica una dilatazione abnorme delle vene responsabili del drenaggio del testicolo".
È una patologia che colpisce principalmente il testicolo sinistro, anche se in misura nettamente inferiore può presentarsi anche a destra o bilateralmente. Clinicamente il paziente può essere asintomatico o riferire un senso di peso a livello del testicolo; se ben sviluppato, alla autovisita il paziente può avere la sensazione, come in modo colorito riporta un libro americano, di palpare come "un groviglio di lombrichi" al di sopra del testicolo. Nella pratica è più spesso il medico a porne la diagnosi. Numerosissimi studi clinici associano il varicocele ad una qualità dello sperma inferiore alla norma e, nei bambini, ad un minor sviluppo del testicolo omolaterale. Non esiste terapia medica per questa patologia. (torna
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