Sindrome di Sjorgren: l’alimentazione è importante
La sindrome di Sjorgren è una patologia autoimmune del connettivo, che colpisce tipicamente le
ghiandole esocrine dell’organismo. È classificata fra le connettiviti. Si tratta di una patologia molto meno rara di quanto si pensi che rimane di frequente misconosciuta: la sua diagnosi non é facile, e a volte prima di scoprirla ci vuole molto tempo.I sintomi sono spesso sub clinici, variano da persona a persona e posso essere simili a quelli causati da altre malattie. Si manifesta generalmente con secchezza delle mucose (bocca, palpebre), ma può estendersi alle articolazioni provocando sintomi simili a quelli dell’artrosi. La sindrome, infatti, non è solo una malattia delle ghiandole ma può coinvolgere diversi organi interni come cute, polmone, rene.
Le cause della sindrome Sjorgren sono ancora ignote, ma si ritiene (come per altre malattie autoimmuni) che la formazione di anticorpi che attaccano il tessuto connettivo possa essere ricondotta a una predisposizione genetica, a fattori infettivi, batterici o virali.
In questo contesto, l’alimentazione è un fattore da non sottovalutare. Molti pazienti affetti da questa patologia, oltre a seguire una terapia a base di cortisonici e antinfiammatori, fino a volte a utilizzare immunosoppressori, adottano un regime alimentare personalizzato.
Il livello infiammatorio generale dell’organismo può essere, infatti, tenuto a bada anche grazie a una corretta alimentazione che può influenzare il decorso della malattia, riducendo l’intensità e il numero dei disturbi a essa correlati.
Per essere certi di seguire il regime alimentare più corretto è bene affidarsi a un medico che si occupi di nutrizione e sia esperto in patologie del connettivo. In questo contesto, può essere molto utile seguire i consigli nutrizionali derivanti da Alcat Test. Alcat è un test che valuta le intolleranze alimentari, la sensibilità agli additivi alimentari, ai conservanti, ai coloranti, ai contaminanti ambientali, agli antibiotici e agli antiinfiammatori e permette di impostare una terapia individuale che guidi ogni persona verso il recupero della tolleranza immunologica.
Un regime alimentare monotono senza l’esclusione degli alimenti intollerati determina il surriscaldamento delle articolazioni che tenderanno a infiammarsi e, in alcuni casi, la completa perdita della funzione articolare e motoria, con estrema secchezza delle mucose.
Come per tutte le patologie autoimmuni, anche per la sindrome Sjorgren, il primo passo per ridurre lo stato infiammatorio generale dell’organismo è di adottare una strategia nutrizionale personalizzata che tenga conto degli alimenti a cui si potrebbe essere intolleranti.
