Ipertermia nella cura dei pazienti oncologici
Lo scorso 22 giugno si è svolto a Monopoli un convegno sul tema delle medicine integrate.
In questa occasione i maggiori esperti nazionali del settore hanno evidenziato tramite le loro relazioni che un approccio integrato è in grado di dare risultati migliori; ciò significa che oltre alla malattia si deve curare soprattutto il paziente intendendolo come un insieme di organi e apparati che si influenzano vicendevolmente e non come accade spesso ancora oggi considerando i vari distretti corporei completamente staccati l’uno dagli altri.
In particolare ciò è vero per i pazienti oncologici nei quali l’approccio con le metodiche tradizionali può essere favorevolmente ampliato affiancando altre metodiche che possono migliorare il risultato terapeutico.
E’ il caso dell’ipertermia, trattamento conosciuto da molti anni e utilizzato in molti Paesi. Come spiegato dal dottor Di Fede al convegno di Monopoli l’ipertermia è un trattamento che utilizza le proprietà terapeutiche del calore sia con azione diretta tumoricida sia come azione indiretta creando un ambiente sfavorevole alla crescita tumorale; essa può essere applicata in associazione alla chemioterapia e alla radioterapia sia con intento curativo che con intento di miglioramento della qualità di vita.
Purtroppo in Italia non sono molti i Centri che utilizzano l’ipertermia ed anche nell’ambito oncologico questa terapia è poco conosciuta; date le sue modalità di azione, la sua facile applicabilità e la scarsità di effetti collaterali rilevanti può invece essere un valido supporto nell’iter terapeutico del paziente oncologico.
Un ottimo riferimento è il libro scritto dal dr Di Fede: “Principi e applicazioni di Ipertermia – applicazioni cliniche in oncologia medica”; in esso vengono espressi gli aspetti teorici e pratici dell’ipertermia in campo oncologico unitamente a concetti di biochimica e biologia molecolare che possono essere di notevole utilità nella gestione dei pazienti affetti da tumore
