Ipertermia nella cura dei pazienti oncologici
Nella medicina moderna assumono sempre maggiore importanza le strategie terapeutiche che prevedono la integrazione tra diverse metodologie di cura allo scopo di migliorare il risultato finale. In particolare ciò è vero per i pazienti oncologici nei quali l’approccio con le terapie tradizionali può essere favorevolmente ampliato affiancando altri metodi di cura che possono migliorare il risultato terapeutico.
E’ il caso dell’ipertermia, trattamento conosciuto da molti anni e utilizzato in molti Paesi.
L’indicazione al trattamento viene data dopo una valutazione dei dati clinici e strumentali e spesso viene associata una terapia di supporto intesa non solo come terapia sintomatica ma anche come modalità per cercare di sostenere il metabolismo e il sistema immunitario: ciò significa che oltre alla malattia si cerca di curare soprattutto il paziente, intendendolo come un insieme di organi e apparati che si influenzano vicendevolmente e non, come accade spesso ancora oggi, considerando i vari distretti corporei completamente staccati gli uni dagli altri.
L’ipertermia è un trattamento che utilizza le proprietà terapeutiche del calore: di fatto si sfrutta la minore capacità del tumore di tollerare le temperature oltre i 40 gradi.
Attraverso una somministrazione con tempi e temperature ben determinati si ottiene una valida azione antitumorale con un meccanismo di danno diretto alle cellule tumorali e con la creazione di un ambiente sfavorevole alla loro crescita; può essere favorevolmente applicata in associazione alla chemioterapia e alla radioterapia sia con intento curativo che con intento di miglioramento della qualità di vita e questa associazione è provata da numerosi studi scientifici.
La tolleranza ai trattamenti di ipertermia è generalmente molto buona per cui alla fine della terapia il paziente non lamenta effetti collaterali rilevanti.
Purtroppo in Italia non sono molti i Centri che utilizzano l’ipertermia ed anche nell’ambito oncologico questa terapia è poco conosciuta; date le sue modalità di azione, la sua facile applicabilità e la scarsità di effetti collaterali rilevanti può invece essere un valido supporto nell’iter terapeutico del paziente oncologico.
a cura del dr. Marco Mancuso
