La donna che fuma

Novembre 30, 2008

Che il fumo fa male, è noto a tutti. Ma per le donne fumatrici i problemi legati al tabagismo sono maggiori rispetto agli uomini.E quindi per le donne, ma anche per gli uomini, smettere di fumare è ancora più importante.

Nel recentissimo congresso della Società di Cardiologia Europea, tenutosi Monaco ai primi di settembre, documenta per la prima volta una serie di dati che mostrano la quantificazione di questo maggiore rischio proprio in relazione alle malattie di cuore e vascolari e che la sua misura va oltre ogni più pessimistica aspettativa, tanto che la vita delle donne fumatrici è più corta degli uomini fumatori.

Il dottor Morten G. dell’ospedale di Lillehammer in Norvegia, ha condotto uno studio su 1784 pazienti consecutivi al loro primo attacco di cuore, infarto del miocardio, riferendo che le donne perdono il doppio degli anni di vita rispetto agli uomini fumatori. Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato che le donne che fumano vanno incontro ad un attacco di cuore 14,4 anni prima di quelle che non fumano. Le donne fumatrici, possono aspettarsi un infarto all’età di 66 anni mentre le donne che non fumano oltre gli 80 anni.

Le differenze tra gli uomini e le donne fumatrici sono legate al sesso, all’assetto ormonale, immunologico, che influenzano i danni del fumo sulle arterie e polmoni. Le malattie cardiovascolari sono diventate oggi per le donne la prima causa di morte, con percentuali di gran lunga superiori a quelle provocate da tutte le forme di tumore messe insieme. La probabilità di morire per una malattia cardiovascolare è di 6 volte superiore a quella dovuta al tumore al seno.

Uno degli effetti negativi legati al fumo di sigaretta, è la notevole produzione di radicali liberi R L prodotti dalla combustione del tabacco e della carta della sigaretta. I radicali liberi sono dei veri e propri killer dei vasi arteriosi e venosi, facilitando il processo di aterosclerosi che può facilmente diffondersi in tutti i distretti e organi del corpo.

La possibilità di conoscere la quantità dei radicali liberi prodotti dal fumo è possibile grazie ad una goccia di sangue capillare presa dal polpastrello di un dito. Ci permette di conoscere il danno potenziale al quale siamo esposti. Il dosaggio dei radicali liberi è consigliato anche in persone che non fumano, per conoscere lo stato di salute apparente. Oltre alla determinazione dello stress ossidativo si pratica la valutazione della barriera antiossidante di protezione BAP, che permette di conoscere le capacità antiossidanti in grado di contrastare l’azione lesiva dei RL.

Se le difese antiossidanti sono basse, allora si possono assumere degli integratori specifici che aiutano a ridurre i danni legati ai RL. La prevenzione primaria rimane sempre l’astensione dal fumo di sigaretta.

Una volta noto sia il livello dei RL che la capacità antiossidante, è possibile stabilire un percorso terapeutico che permette di riportare in equilibrio le fisiologiche capacità anti invecchiamento che noi tutti disponiamo. Sapere la quantità di RL e assumere in prodotto specifico è come conoscere il livello di colesterolo e prendere una pastiglia che sia adeguata al livello di grassi nel sangue.

 

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