La genetica preventiva contro l’obesità

Dicembre 17, 2013

Alcuni geni mutati presenti nel genoma delle persone tendenti all’obesità potrebbero essere responsabili di un modello meno sano di consumo alimentare.

Secondo lo studio effettuato da alcuni ricercatori Canadesi, che hanno analizzato il patrimonio genetico di un campione di bambini di 4 anni, a seconda del genotipo riscontrato, si evidenziano variazioni e interazioni per l’assunzione di alimenti grassi e/o proteine.

Sono stati selezionati 150 bambini di 4 anni con una variante genetica che predispone al consumo di alimenti particolarmente calorici, vs bambini negativi per la variante genetica analizzata. È stato fatto un’ulteriore controllo tramite la variazione del BMI nel tempo (indice di massa corporea ).

Ai bambini è stata proposta una merenda con lo scopo di confrontare i consumi e le calorie dei pasti totali e individuali e il tipo di alimento consumato.

Dallo studio è emerso che la variante genetica e soprattutto il sesso femminile erano più predisposti  a consumare pasti calorici e grassi, rispetto ai maschietti e ai non portatori. Quindi le bambine consumavano cibi più calorici e gelato, rispetto a verdure e frutta, noci e pane integrale.

Concludendo, è possibile che i portatori della variante genetica, siano sin dall’infanzia maggiormente predisposti a scelte alimentari poco sane e che siano destinati a diventare obesi da grandi.

Grazie alla genetica preventiva, è possibile individuare i soggetti che necessitano di una attenzione maggiore, e pianificare fin da subito un percorso di prevenzione che nasce da una corretta alimentazione e stile di vita.

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