Un test per scoprire chi è a rischio Alzheimer

Ottobre 5, 2006

Un test in grado di individuare le persone a rischio di Alzheimer, così da trattarle con farmaci o dieta ad hoc, e ritardare o addirittura prevenire l’insorgere della malattia.

Lo hanno messo a punto alcuni ricercatori del Dipartimento di patologia genetica dell’università’ degli Studi di Bologna, coordinati dal professor Federico Licastro. “Si tratta di un’analisi semplice e riproducibile, quindi altamente affidabile – spiegano dell’ateneo bolognese – che, diffusa anche attraverso un’opera di sensibilizzazione sui medici di famiglia, permetterebbe di riconoscere in anticipo, intorno ai 55 anni, i soggetti a rischio”. E poiché questa demenza senile, che colpisce circa 800mila italiani (per lo più donne), si manifesta in genere intorno ai 65 anni, “ritardando lo sviluppo della patologia anche solo di 10 anni il paziente si ritroverebbe colpito negli ultimi anni di vita”.

“Nei nostri studi – spiegano gli studiosi bolognesi – ci siamo accorti che chi presentava particolari profili genetici (polimorfismi) nei tratti di Dna codificanti per alcuni fattori coinvolti nei processi infiammatori (interleuchine 1 e 6 e alfa-1 antichimotripsina) era più a rischio di Alzheimer”. Da qui la messa a punto “di un test semplice come quello del colesterolo. Un’analisi innovativa – sottolineano gli esperti – per la quale abbiamo anche presentato la richiesta di brevetto”. E per far sì che il nuovo strumento di prevenzione passi più velocemente dal banco di laboratorio all’ambulatorio dello specialista, Licastro “ha chiesto l’attivazione di uno spin-off per la costituzione di una Srl che per i primi 3 anni rimarrebbe universitaria e che poi, se i risultati commerciali lo permetteranno, si renderebbe indipendente”.

Fonte: Italiasalute articolo pubblicato il 21/10/2006

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