Negli ultimi anni, stiamo assistendo od un graduale aumento di disturbi legati all’ alimentazione, i più frequenti sono: colon irritabile, stipsi, reflusso gastro esofageo e gastrite, sintomi legati alla difficoltà o digerire alimenti che abbiamo sempre consumato. Frequenti sono i sintomi extra intestinali, come la stanchezza cronica, la cefalea, la dermatite.
Cosa sta succedendo? Quali sono le possibili cause?
“Sono sintomi correlati a un problema di intolleranza a qualche alimento, se la causa non rientra in una specifica patologia”.
Quali sono le intolleranze più frequenti e come fare per distinguerle dalle allergie?
“Le intolleranze più frequenti sono rivolte verso alimenti contenenti il nichel (frutta, legumi, verdura) a seguire il frumento e derivati, i prodotti lattiero caseari e i prodotti contenenti il lievito, Si diventa intolleranti, mentre allergici si nasce. I sintomi di un’intolleranza sono molto sfumati e dovuti ad un sovraccarico alimentare. I sintomi di un’allergia sono immediati, improvvisi e strettamente correlati ad una causa ben precisa”.
Come fare per scoprire la causa e soprattutto la differenza tra le due manifestazioni?
“Esiste da diversi anni e in più di 52 paesi del mondo, il test ALCAT, che permette di individuare gli alimenti causa di intolleranza. Tramite un prelievo di sangue, un’apparecchiatura dedicata esegue l’analisi degli alimenti che vogliamo studiare. In pratica il test valuta una reazione di tipo citotossica computerizzata, evidenziando il grado di reattività dal grado l al 3”.
Perché sono in aumento le intolleranze alimentari?
“Prima di tutto, una dieta monotona e particolarmente povera di sostanze fresche, alimenti genuini, ricchi di minerali e vitamine, può favorire un deficit di enzimi digestivi, alterazione della flora batterica intestinale con le conseguenze sopra descritte. L’Istituto di Medicina Biologica di Milano (I.M.Bio.) da anni si dedica alla ricerca delle cause e le cure delle intolleranze alimentari, diretto proprio dal Prof Giuseppe Di Fede, utilizza la metodica ALCAT per la diagnosi clinica. Recenti lavori scientifici sono stati pubblicati su riviste specializzate come European Academy of Allergy and Clinical Immunology, il test ALCAT è utilizzato presso l’Ospedale S. Matteo di Pavia, laboratorio di immunoallergologia, che riportano i notevoli risultati ottenuti dopo il test Alcat (Antigen leukocyte cellular antibody test) su patologie della pelle (dermatiti, eczemi, orticaria) ‘non IgE mediate’ (che si verificano cioè in assenza di anticorpi specifici, detti immunoglobuline E) e disturbi gastrointestinali”.
Cosa si deve fare dopo aver fatto il test ALCAT con la diagnosi di intolleranza alimentare verso una specifica famiglia alimentare, ad esempio il frumento o latticini?
“Il Medico o Biologo nutrizionista elaborerà una dieta ad esclusione degli alimenti riscontrati positivi al test Alcat, con la reintroduzione degli alimenti a rotazione, per cui ci saranno momenti di dieta privi degli alimenti intollerati e momenti di introduzione graduale di alcuni alimenti risultati positivi al test”. Sappiamo che alcuni test non convenzionali sono utilizzati per individuare le intolleranze alimentari.
“Il test citotossico eseguito su una goccia di sangue, il test sul capello, il test della prova da sforzo muscolare e i test bioelettronici sono poco attendibili e non riproducibili”.
Concludendo, da un’intolleranza alimentare si guarisce.