Le nuove frontiere chirurgiche per il trattamento delle emorroidi

Gennaio 30, 2008

Il problema emorroidario è oggi in Italia una delle patologie benigne più frequenti e condiziona fortemente la qualità di vita delle persone che ne soffrono. Per dare una dimensione del problema basti pensare che si stimano essere affetti da malattia emorroidaria circa tre persone su cinque.

080129_aIl nostro centro si occupa da anni di problemi proctologici in modo particolare dei problemi legati alla sindrome emorroidaria. Negli ultimi cinque anni abbiamo, grazie al lavoro svolto, ottenuto il riconoscimento dalla Società Italiana di Coloproctologia.
L’approccio a queste patologie è spesso influenzato dai pregiudizi radicati nella popolazione adulta che nella stragrande maggioranza continua a considerarle estremamente invalidanti e dolorose secondo vecchi retaggi.
Le possibilità terapeutiche sono cambiate radicalmente negli ultimi dieci anni da quando un italiano di nome Antonio Longo ha inventato una nuova tecnica che prevede l’utilizzo di una suturatrice meccanica da lui stesso brevettata.
L’intervento ha così preso il nome di Mucoprolassectomia sec Longo ed è stato subito accettato a livello internazionale da tutta la comunità scientifica, a tal punto che oggi viene eseguito in tutto il mondo come prima scelta terapeutica.

Le emorroidi sono delle strutture anatomiche situate nel canale anale. Le emorroidi svolgono la funzione di completare la continenza di liquidi e gas.
La malattia delle emorroidi è provocata da uno scivolamento verso il basso di una parte del rivestimento del canale anale (prolasso mucoso): la mucosa rettale scivola verso il basso, 080129_bspingendo verso l’esterno le emorroidi.
Questa condizione crea una serie di sintomi inizialmente poco fastidiosi quali per esempio il senso di peso, il prurito perianale e saltuari sanguinamenti post-evacuativi sino ad una vera e propria sindrome emorroidaria avanzata che risulta estremamente invalidante.
I sintomi caratteristici di questo stadio avanzato sono frequenti e importanti emorragie, episodi di tromboflebite particolarmente dolorosi e prolassi mucosi non più riducibili spontaneamente.

080129_cIl trattamento chirurgico, laddove lo specialista ponga la giusta indicazione, risulta risolutivo. La tecnica di Longo in particolare si è dimostrata efficace e sicura. Questa viene effettuata attraverso l’uso di un apposito strumento, una suturatrice circolare (stapler)
che asporta il prolasso e, contemporaneamente, la mucosa viene ricongiunta con microclips al titanio.
La grande innovazione è stata rendere questo intervento meno doloroso e di conseguenza con una degenza ridotta ed un più rapido recupero postoperatorio.

In conclusione possiamo dire che i vantaggi di tale tecnica chirurgica, poco invasiva sono rappresentati da:
• miglioramento significativo dei sintomi pre-operatori
• ripristino anatomico e funzionale del canale anale, con miglioramento dei sintomi
• riduzione della degenza ospedaliera e rapido ritorno del paziente alla normale attività;
• consumo ridotto di analgesici nel post-operatorio;
• in fase post-operatoria, si riscontrano scarsi sanguinamento e prurito.

Normalmente, l’intervento viene eseguito in Day Surgery con tutti i tipi di anestesia, dalla spinale alla generale. I pazienti alla dimissione non necessitano di medicazioni e possono riprendere le loro normali attività nell’arco di 4-5 giorni.

Autore:
dott. Carlo Maria Zampori
Specialista in Chirurgia dell’Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva,
Specialista in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso,Angiologia

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