L’interrelazione tra le patologie infiammatorie gastrointestinali e uroseminali e l’impatto sull’infertilità maschile.
Le infezioni delle vie seminali maschili (prossimali. orchiepididimiti e distali: prostatovescicoliti e uretriti) sono universalmente considerate una frequente causa d’infertilità (Weidner et al., 1999, WHO, 2000).
Sintomatologia. Diagnosi
Il riscontro di infezioni acute è rarissimo nella popolazione maschile che si rivolge a un medico per l’infertilità. La maggior parte sono soggetti asintomatici, paucisintomatici o addiritura con sintomatologia fuorviante di tipo gastro-intestinale (coliti, stitichezza, flatulenza, intolleranze alimentari ecc.).
L’esame obiettivo offre, a volte, poche informazioni: una leggera sensibilità epididimaria, testicoli con consistenza diminuita, epididimi con noduli fibrotici, minima secrezione uretrale, l’esplorazione rettale di solito negativa.
Essenziale per la diagnosi si è dimostrato l’esame ecografico (US) associato al colordoppler che mette in evidenza immagini caratteristiche sia per le infezioni acute che per quelle croniche a livello epididimo-testicolare e prostato-vescicolare.
Le indagini microbilogiche (Test di Stamey, EPS, TU con varie ricerche, spermiocoltura con Mycoplasmi e Chlamydie, urinocoltura, ecc) sono assoluttamente necessarie in quanto completano il quadro diagnostico e permettono la terapia mirata.
Fisiopatologia
Le infezioni agiscono sulla qualità spermatica a vari livelli:
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distruzione degli spermatozoi da parte delle tossine prodotte da vari germi
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modificazione del pH dei tubuli seminiferi con danno spermatogenetico
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distruzione degli spermatozoi da parte dei leucociti (fagocitosi)
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l’influenza delle varie citochine coinvolte nella flogosi sulla capacitazione spermatozoaria
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lo STRESS OSSIDATIVO:
. i radicali liberi dell’ossigeno (ROS) liberati dai leucociti determinano la perossidazione dei lipidi della membrana spermatozoaria con modificazioni della fluidità di membrana e effetti negativi sugli interscambi intra/extracellulari, ridotta motilità e alterata morfologia
. gli stessi ROS possono danneggiare il DNA dello spermatozoo con conseguente danno
genetico (mutazioni e anomalie cromosomiche)
. i ROS possono modificare l’acrosoma spermatozoario con conseguente
reazione acrosomiale alterata e quindi ridotta capacità fecondante -
le fibrocalcificazioni postflogistiche possono determinare ostruzioni o subostruzioni delle vie seminali (prossimali o distali) con azoospermie secodarie
Uno squilibrio del rapporto ROS/TAC (incrementata produzione di ROS, o scarsa presenza di fattori TAC) è in grado di danneggiare lo spermatozoo.
La TAC rappresenta la capacità antiossidante globale dovuta ai fattori scanvenger es: acido ascorbico, glutatione perossidasi, policosanoli, selenio, ecc)
Eziologia
Dall’analisi dei dati si è evidenziata una chiara prevalenza di microorganismi Gram-positivi quali responsabili delle infezioni genitourinarie, con massima frequenza per gli Enterococchi. Tra i germi Gram-negativi l’Escherichia coli si presenta con una percentuale superiore al 10%. Apparte E.coli le infezioni da Gram negativi possono essere sostenute anche da altre Enterobacteriaceae come come Enterobacter, Proteus, Morganella.
I Gram-negativi, in particolare E.Coli determinano di solito le prostatiti acute, mentre gli agenti etiologici delle forme asintomatiche o paucisintomatiche sono gli Enterococchi, i Micoplasmi (Ureaplasma Urealyticum e Mycoplasma hominis) e Chlamydia Trachomatis
Sia gli Enterococchi che le Enterobacteriacae ( v.Escherichia coli, Proteus, ecc) sono germi di origine intestinale (enteron = intestino) che possono arrivare dall’ampolla rettale situata posteriormente alla prostata in stretto rapporto anatomico per osmosi, via linfatica e, a volte, anche attraverso il circolo sanguigno, in seguito di episodi batteriemici.
Anteriormente si trova la vescica urinaria che molto spesso può essere sede di varie infezioni.
Apparte le classiche vie ascendenti e discendenti di contaggio delle vie uroseminali dobbiamo prendere in considerazione quindi anche le infezioni di origine intestinale e vescicale.
Di fronte a ogni prostato-vescicolite il clinico deve escludere una patologia intestinale infiammatoria e viceversa, visto che le infezioni croniche sono di solito silenti, ogni paziente con problemi intestinali va indagato sul versante urogenitale!
A volte, trattare la colite può risolvere una prostatite non responsiva a vari cicli di antibioticoterapia.
Al contrario di quanto si pensa, sono i pazienti giovanni la fascia più a rischio per vari motivi:
sono sessulmente molto più attivi e quindi soggetti anche a infezioni con trasmissione sessuale,
hanno uno stile di vita meno equilibrato e devono preservare ancora la loro fertilità in previsione di una futura paternità.
Terapia
Alla terapia antibiotica, antiossidante e probiotica si devono aggiungere una dieta rigorosa e tutte le terapie finalizzate a un funzionamento intestinale ottimale.
“In considerazione dei benefici dimostrati sulla funzione riproduttiva, la terapia antiossidante deve occupare un ruolo primario nelle strategie di trattamento della infertilità maschile” Tarin JJ, Human Reproduction, 1998
Autore:
dott.sa Cornelia Sparios
Medico Chirurgo Andrologo
