Cure e alimentazione personalizzate, attraverso un test sul DNA

Maggio 30, 2009

C’è chi è allergico a un farmaco o a un principio attivo e non lo sa.

Alcuni non tollerano più di una certa quantità di sostanza, subendo effetti collaterali spesso non certo graditi dai pazienti. Ci sono malattie che non tutti contraggono allo stesso modo e che manifestano gli stessi sintomi: le caratteristiche genetiche sono determinanti.

Tuttavia, alle terapie farmacologiche non tutti rispondono allo stesso modo: c’è chi risponde in maniera completa e guarisce, chi invece necessita di dosi maggiori di farmaco, con tempi di guarigione più lunghi e a volte non completi. Ma c’è chi non riesce a superare una malattia e purtroppo non sopravvive.

La risoluzione del problema sta nel personalizzare le terapie e creare dei farmaci “ad personam”, su misura per il paziente.

Oggi la ricerca scientifica ha individuato le caratteristiche genetiche che governano le reazioni ai farmaci, ai principi attivi delle molecole e ai componenti degli alimenti.
Le risposte dei pazienti ai farmaci sono sempre più imprevedibili, tanto che le reazioni avverse ai farmaci sono la quarta causa di morte nel mondo.

Tanto per fare dei numeri, nell’ultimo anno in sedici ospedali della Lombardia la Regione ha speso venti milioni di euro per correggere terapie farmacologiche sbagliate o per curare persone che hanno manifestato reazioni avverse.
Per questo è necessario una cura sempre più personalizzata.

La farmacogenomica e la nutrigenomica sono la risposta che già da alcuni anni l’Istituto di Medicina Biologica di Milano, diretto dal dottor Giuseppe Di Fede, utilizza per la scelta delle terapie farmacologiche dei pazienti.
Oltre alla scelta dei farmaci più idonei, è possibile scegliere l’alimentazione più adeguata per il nostro organismo, a seconda della funzione di alcuni geni nei confronti delle sostanze presenti nei cibi e la capacità di eliminare sostanze tossiche o cancerogene che a volte accompagnano gli alimenti.

Anche le strutture sanitarie si stanno adeguando ai tempi, iniziando a introdurre il test sui farmaci negli ospedali, testando il DNA dei pazienti prima di essere sottoposti alle cure.
In sostanza si va cercare ciò che di più personale abbiamo, i geni, come lavorano, se e quanto sono attivi e se sono mutati. Allora l’approccio farmacologico e nutrizionale, diventa una terapia che considera la persona nella sua completezza.

La personalizzazione della medicina sarà rappresentata dalla scelta dei farmaci su misura per ognuno di noi. La scienza della nutrizione, allo stesso modo, seleziona gli alimenti più idonei segnalando quelli più pericolosi o dannosi.
Questo rappresenta il futuro della prevenzione, nel rispetto della salute dell’individuo.
Le modalità di esecuzione del test è molto semplice: attraverso il prelievo di alcune cellule della mucosa orale con uno spazzolino dedicato si analizzano i geni specifici. Il risultato che si ottiene evidenzia le capacità disintossicanti dell’organismo, segnalando eventuali alterazioni di alcuni geni, ed evidenzia inoltre le capacità di rispondere ai farmaci e se alcuni principi attivi sono da utilizzare con cautela o addirittura da evitare.

La caratteristica sta nella velocità di metabolizzare una sostanza da parte dei geni deputati a tale funzione. Ad esempio un eccesso di principio attivo come un anti coagulante, in un soggetto che lo metabolizza lentamente, può esporlo a rischio di emorragia. Ecco allora che la prevenzione è possibile viverla nella vita di tutti i giorni, evitando comportamenti sia farmacologici che alimentari, che potrebbero mettere a rischio la salute.

Un organismo nutrito in modo corretto e supportato al bisogno secondo le proprie caratteristiche genetiche è un organismo che tenderà ad ammalarsi di meno e sarà capace di reagire in maniera adeguata ad eventuali malattie.
Questo insegnamento ci giunge dallo studio dell’interazione tra ambiente (alimentazione, inquinamento, farmaci) e geni, identificata con il termine di epigenetica, la quale studia l’influenza dell’ambiente sull’operato dei geni.

I geni non possiamo cambiarli, ma possiamo influenzare in maniera positiva il loro operato (proteine) facendoli lavorare per noi, in modo da aggiungere anni alla vita e vita agli anni.

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