Dolori articolari correlati alle intolleranze alimentari

Aprile 30, 2012

Il dolore articolare si fa sentire con il movimento dell’articolazione interessata. Spesso si manifesta improvvisamente, senza una causa precisa che lo abbia scatenato. Le articolazioni più comunemente colpite sono le caviglie, le ginocchia, i polsi, i gomiti e a volte le spalle. Il dolore può interessare anche la colonna cervicale o la lombare.

Gonfiore, accompagnato spesso da rossore, dolore alla pressione o al movimento e, nei casi più gravi, l’impossibilità di muoversi, sono i segni clinici più evidenti di questo tipo d’infiammazione.

Diversi possono essere i fattori scatenanti: usura delle cartilagini interarticolari, precedenti fenomeni reumatici trascurati o non completamente risolti e rimasti silenti per lungo tempo, predisposizione individuale a una debolezza articolare dei legamenti che nel tempo si usurano. Altra condizione scatenante è dovuta a uno stato patologico noto ai medici con il nome di “infiammazione silente”.

Questo risposta infiammatoria “silente”, a differenza di altri tipi d’infiammazione si manifesta con sintomi meno apparenti e in alcuni casi nulli, ed è pericolosa proprio perché è in grado di danneggiare il nostro organismo senza che noi ce ne accorgiamo.

Il grado d’infiammazione silente o asintomatica può essere scatenato da una cattiva alimentazione e dalla predisposizione individuale a mantenere alta l’infiammazione. Alcuni alimenti possono, infatti, attivare nel nostro organismo una risposta immunitaria costante, che non si manifesta fino a una certa soglia, dando il tempo alle sostanze infiammatorie e agli anticorpi prodotti di raggiungere differenti organi e tessuti. È comune osservazione clinica una riduzione del grado d’infiammazione e del sintomo correlato in seguito a una dieta priva degli alimenti sospetti, o al digiuno per uno o due giorni.

Il test ALCAT per la ricerca delle intolleranze alimentari è un valido strumento per indagare ed evidenziare i possibili alimenti che sostengono il processo infiammatorio.
Una volta diagnosticato il gruppo di alimenti che scatenano la reazione infiammatoria, il medico specialista prescriverà una dieta a rotazione, priva dei cibi risultati reattivi al test ALCAT, che consentirà di abbassare il livello d’infiammazione dell’organismo.

Dopo aver ottenuto un grado accettabile di miglioramento clinico, gli alimenti esclusi potranno essere reintegrati “a rotazione” nel regime alimentare prescritto. In seguito il medico sarà in grado di stabilire con precisione se e quando reintrodurre gli alimenti in modo completo. Gli alimenti più spesso coinvolti nel processo infiammatorio sono: cereali con il grano e il frumento, i prodotti lievitati e a volte i derivati lattiero caseari.

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