Un test genetico per anticipare il rischio di Alzheimer
Si terrà al Circolo della Stampa “Sala Montanelli” alle 11 di martedì prossimo 17 ottobre un incontro per presentare la nuova frontiera della medicina in tema di prevenzione dell’Alzheimer, un test genetico che permette di giocare d’anticipo nel contrasto al decadimento cognitivo e alla malattia di Alzheimer.
A parlarne saranno il professor Federico Licastro del Dipartimento di Patologia Sperimentale dell’Università di Bologna, il dottor Flavio Garoia, responsabile Ricerca e Sviluppo NGB Genetics srl, spin off dell’Università di Ferrara, il dottor Damiano Galimberti presidente A.M.I.A. l’Associazione Medici Italiani Anti-Aging e il dottor Giuseppe Di Fede, direttore sanitario di IMBIO- Istituto di Medicina Biologica di Milano.
Il saluto e l’introduzione sarà affidato a Carla De Albertis, assessore alla salute del Comune di Milano mentre modererà l’incontro Paola Carassai, presidente di ASSIE l’Associazione Europea di Ipertermia e rappresentante IMGEP, personalmente impegnata nel promuovere ed incentivare percorsi di profilassi e prevenzione delle patologie degenerative.
Prevenire la malattia di Alzheimer e il decadimento cognitivo è un’opportunità che nasce dalla collaborazione tra la ricerca scientifica dell’Università di Bologna, lo spin off dell’Università di Ferrara e l’Istituto di Medicina Genetica Preventiva e Personalizzata (IMGEP) di Milano che ha reso possibile la realizzazione dei test genetici.
La demenza senile di tipo Alzheimer (DA) è la forma più frequente di demenza. Ne esistono varie forme di cui due predominanti: una si manifesta prima dei 65 anni ed è di tipo familiare poco frequente (1%); l’altra colpisce i soggetti dopo i 65 anni e costituisce circa il 95% dei casi. La sua incidenza aumenta con l’età passando dall’1% al 50% dopo i 90 anni: per questa ragione viene considerata una malattia della vecchiaia.
La malattia di Alzheimer progredisce lentamente ma la sua manifestazione clinica è l’inizio della
compromissione inesorabile della memoria e delle funzioni cognitive del cervello.
Il soggetto colpito perde progressivamente la propria autonomia fino a richiedere un’assistenza continua che comporta costi sociali, sanitari e personali soprattutto a carico delle famiglie.
A tutt’oggi infatti, non esistono terapie efficaci in grado di far tornare alla normale vita, sociale e affettiva i malati.
Si stima che la malattia abbia una lunga fase silente pre-clinica di circa 10-15 anni. È questo il periodo che, se ben utilizzato, permetterebbe di ottenere un possibile successo terapeutico individuando i portatori dei segni premonitori della malattia.
“La genetica può dare un valido contributo e noi abbiamo utilizzato una serie di test genetici condotti in numerosi studi su pazienti e controlli italiani per individuare varianti geniche associate alla malattia e potenzialmente in grado di predire il rischio di decadimento cognitivo e di Alzheimer” dichiara il prof. Federico Licastro docente al Dipartimento di Patologia Sperimentale dell’Università di Bologna.
“Sfruttando una complessa combinazione di indagini genetiche, neurocognitive e radiologiche applicata a centinaia di pazienti con la malattia e altrettanti controlli su persone sane è stato possibile rilevare i segni premonitori della malattia” (molti di questi studi sono stati pubblicati su prestigiose riviste internazionali) afferma il professore. “Poter sapere in anticipo il rischio individuale è un’informazione di vitale importanza, perché permette di inserire il soggetto con rischio elevato in un percorso di approfondimento diagnostico e preventivo che può permettere di prevenire il decadimento cognitivo e la successiva manifestazione della malattia grazie all’utilizzo precoce di farmaci appropriati, cambiamenti dello stile di vita e di abitudini alimentari.”
Oggi, la collaborazione fra la ricerca scientifica dell’Università di Bologna, NGB Genetics srl, spin off dell’Università di Ferrara e IMGEP-Istituto di Medicina Genetica Predittiva è in grado di offrire questa importante opportunità ai cittadini.
A. Gi. Pa. Press – Agenzia Giornalistica Pavese: 09/10/2006 15:27
