Salute, Alzheimer. L’assessore De Albertis: “Il Comune di Milano in prima linea per la prevenzione”
L’assessore alla Salute Carla De Albertis ha aperto oggi, al Circolo della Stampa, un convegno sui risultati più recenti nel campo della ricerca sulla malattia di Alzheimer. In particolare, sono stati resi noti i risultati di un test genetico che servirà a prevenire la malattia e il decadimento cognitivo.
Lo studio è il frutto della collaborazione tra l’Università di Bologna, quella di Ferrara e l’Istituto di Medicina Genetica Preventiva e Personalizzata (IMGEP) di Milano.
L’assessore alla Salute Carla De Albertis ha offerto la piena disponibilità del Comune di Milano a sostenere questo prezioso lavoro: “Il neo costituito Assessorato alla Salute – ha spiegato – si pone come obiettivo la promozione della cultura della salute e della prevenzione, attraverso l’informazione e la sensibilizzazione sull’importanza delle sane abitudini e dei corretti stili di vita. Dobbiamo collaborare per combattere un’unica battaglia, che è quella della prevenzione; perché salute non significa soltanto assenza di malattia, ma benessere ed equilibrio psicofisico.
La prevenzione – ha proseguito l’assessore – è un investimento per il futuro con due obiettivi primari: il miglioramento della qualità della vita e l’abbattimento della spesa sanitaria. In un trend che vede l’aumento della popolazione anziana, l’assunzione di corretti stili di vita, sin dall’infanzia, è la via giusta per affrontare il problema.”
Il test genetico presentato oggi permette di individuare la predisposizione genetica a una malattia come l’Alzheimer che, una volta contratta, non dispone ancora di terapie in grado di combatterla. Il test, che non è né invasivo né doloroso e si rivolge esclusivamente a soggetti sani, è infatti in grado di assegnare un punteggio che quantifica il rischio individuale di sviluppare, con l’avanzare dell’età, il decadimento cognitivo. Ai soggetti con un profilo di rischio medio o alto, si potrà poi proporre un percorso di approfondimento diagnostico, con visite specialistiche, esami radiologici e di test neurocognitivi.
“Conoscere in anticipo il rischio individuale è un’informazione di vitale importanza – ha spiegato il prof. Federico Licastro, docente del Dipartimento di Patologia Sperimentale dell’Università di Bologna – perché permette di inserire il soggetto con rischio elevato in un percorso di approfondimento diagnostico e preventivo che può permettere di prevenire il decadimento cognitivo e la successiva manifestazione della malattia grazie all’utilizzo di farmaci appropriati, cambiamenti dello stile di vita e di abitudini alimentari”.
Fonte: Carla De Albertis – Salute 17/10/2006
Salute, Alzheimer. L’assessore De Albertis:
“Il Comune di Milano in prima linea per la prevenzione”
