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Giugno 30, 2011 Newsletter

Chi è affetto da un’intolleranza alimentare generalmente soffre di sintomi aspecifici e tendenzialmente cronici. I problemi gastrointestinali come le difficoltà digestive, il gonfiore, la stitichezza o la diarrea, il mal di testa, i dolori articolari, i disturbi dermatologici come il prurito o le lesioni resistenti sono manifestazioni che si riscontrano abitualmente.

La bella stagione con le vacanze estive e i week-end fuori porta potrebbe essere una occasione favorevole per combinare il tentativo di migliorare il quadro dell’intolleranza associando la correzione dell’alimentazione con uno stile di vita più adeguato.

Lo stress fisico, ambientale e psicologico, i ritmi sregolati nel sonno e nei pasti, l’assenza di attività fisica sono fattori che potrebbero in maniera più o meno importante influenzare in un senso o nell’altro i sintomi di una intolleranza.

La vacanza termale si caratterizza generalmente, forse più delle altre, per una fuga dalle situazioni tipiche della realtà quotidiana alla ricerca di un ambiente protetto fatto di relax e di attenzioni che anche se piccole sono importanti.

È così che la frutta e la verdura al pasto e nelle forme di succhi e centrifugati la fanno da padrone con un aumento dell’assunzione di sostanze antiossidanti che aiutano a riequilibrare lo stress ossidativo dell’organismo. La rilassatezza e il rallentamento del ritmo con cui si affronta la giornata permettono una riduzione importante di diversi fattori di stress. I trattamenti estetici consentono una migliore percezione di sé e partecipano al miglioramento di alcune condizioni che si associano alle intolleranze come accade ad esempio con massaggi e linfodrenaggi che aiutano ad affrontare il problema della ritenzione idrica o con i trattamenti cosmetici indirizzati al miglioramento della qualità della pelle che possono aiutare ad affrontare alcuni disturbi dermatologici.

Esistono anche stabilimenti termali terapeutici in cui sabbiature, fanghi o attività di medici e fisioterapisti permettono di affrontare disturbi muscoloscheletrici e articolari ed altri in cui le cure inalatorie sono alla base di trattamenti per il miglioramento di affezioni delle prime vie aeree. Seppur meno frequentemente anche i problemi di questi distretti possono trarre giovamento dal trattamento combinato con il regime alimentare che tenga conto di eventuali intolleranze.

In tutti i casi comunque colazione, pranzo, cena e spuntino sono preparati generalmente con una grande attenzione per la varietà e la qualità.

Poiché si tratta di scegliere il cibo e non di prepararlo potrebbe essere più semplice rispettare una alimentazione coerente con i risultati di un test per le intolleranze e in questo ambiente in generale più attento alle necessità di salute.

a cura del Dr. Alberto Cescato, Medico chirurgo esperto in genetica preventiva e biotecnologie



Settembre 30, 2010 Newsletter

È opinione comune ritenere che la cellulite sia eminentemente un inestetismo (peraltro molto diffuso, visto che fa soffrire circa l’80 per cento delle donne), quando in verità si tratta di una vera e propria patologia, nella fattispecie del tessuto adiposo, definita pannicolopatia edemato-fibrosclerotica.

Come ben sa chi mal la sopporta, essa si concentra prevalentemente all’esterno delle cosce (nella zona laterale del bacino), all’interno delle stesse e sui glutei, interessando il “pannicolo adiposo” che si trova fra il derma (lo strato di tessuto connettivo giusto sotto l’epidermide) e la parte muscolare. Il pannicolo ha una sua impalcatura di sostegno (il tessuto reticolare e il collagene) e una vascolarizzazione (denominata microcircolo) attraverso la quale il tessuto adiposo fornisce l’energia all’organismo o l’accumula sotto forma di grasso.

Per motivi diversi – stress, stipsi, fattori ereditari, fumo, sedentarietà, abuso di medicinali (pillola anticoncezionale), cause ormonali (per esempio un cattivo funzionamento della ghiandola tiroidea, o ipotiroidismo), disturbi del ciclo mestruale (come si verificano nella Sindrome dell’ovaio micropolicistico), ma soprattutto cattiva alimentazione –, la circolazione venosa e linfatica (vasi che trasportano scorie) può rallentare e dai capillari possono uscire sostanze che invece dovrebbero essere eliminate. Parte così il meccanismo iniziale di accumulo di liquidi (edema), che s’infiltra fra le cellule del pannicolo adiposo. Queste si allargano, peggiorando lo stato edematoso e nel contempo il tessuto di sostegno (collagene e fibre reticolari) reagisce cercando d’impedire che le cellule adipose si allontanino, ma causando così la produzione di capsule che impediscono a loro volta gli scambi ematici fra la “cellulite” e il resto dell’organismo.

I processi esposti possono essere distinti in 4 fasi che evolvono per grado di gravità. I primi due stadi possono essere rallentati o addirittura bloccati con l’attività fisica (e la corsa in particolare); nel terzo e quarto la consistente struttura fibrosa dei noduli rende tutto molto difficile. La corsa, quindi, è certamente da proporre come prevenzione e cura per i primi 2-3 stadi, insieme ad alcune semplice regole di alimentazione e qualche stratagemma nutri-cosmeceutico per sconfiggere o tenere sotto controllo la cellulite.


Gli stadi della cellulite
La cellulite viene suddivisa in quattro stadi, o gradi, in base alla gravità dei sintomi
con i quali si manifesta e alla loro difficoltà di trattamento.

1 Cellulite edematosa È caratterizzata dalla presenza di gonfiore, ma la cute è ancora tesa  ed elastica e, se compressa, non resta segno né si avverte dolore.

2 Cellulite fibrosa La pelle, se compressa, ancora non duole ma, seppur ancora liscia, comincia ad assumere un colorito spento e si presenta “a buccia d’arancia” se viene stretta fra le dita. C’è formazione di tessuto fibrotico e la cattiva circolazione sanguigna può causare formicolii, pesantezza alle gambe, crampi.

3-4 Cellulite sclerotica Il tessuto connettivo s’indurisce ulteriormente e si formano i primi macronoduli che conferiscono alla pelle l’aspetto a buccia d’arancia “a vista”. Nel quarto stadio le zone cellulitiche si presentano isolate dal tessuto circostante. I macronoduli danno origine ad avvallamenti e protuberanze; la cute è dura e dolorante alla palpazione.
È la più difficile da trattare.


CORRI (FORTE) CHE TI PASSA
In verità il running non è, e non può essere, del tutto risolutivo. Un programma di attività deve prevedere almeno 3-4 sedute di allenamento divise in 3 sedute di corsa e una di tonificazione generale, ma soprattutto delle zone interessate alla cellulite. La corsa dev’essere affrontata secondo tabelle che prevedano la possibilità di migliorare le proprie caratteristiche fisico-organiche progressivamente e secondo le proprie caratteristiche e predisposizioni.

Vanno sfatati alcuni miti: camminare invece di correre (vale solo nei casi di situazioni gravi, dove il carico sulle articolazioni è importante), oppure allenarsi sotto la soglia lattacida: si dimentica che l’acido lattico è un potentissimo vasodilatatore e stimola la produzione di mitocondri nella supercompensazione fisiologica. A torto si potrebbe pensare che la vasodilatazione da acido lattico potrebbe peggiorare la perdita di materiale vasale, perché nella prevenzione – e anche negli stadi 1 e 2 della cellulite – l’azione tonico-trofica della corsa sul circolo ematico è di gran lunga maggiore.
Una limitazione nella produzione di acido lattico potrebbe valere nei primi momenti d’allenamento per soggetti con stadio 3 di cellulite.

Quindi: progressione nell’allenamento e, nelle uscite, lasciare almeno un allenamento con corsa variata. L’allenamento di tonificazione dovrà interessare in maggior misura le parti interessate dalla cellulite, quindi con esercizi di adduzione (per i muscoli interni della coscia: 10 minuti) e abduzione (per glutei e laterali della coscia: 10 minuti), per il bicipite il femorale (posteriore della coscia: 10 minuti), per il quadricipite (10 minuti) e alla pressa (15 minuti). Meglio sarebbe utilizzare il circuit training, intervallando gli esercizi a con 10 minuti di cyclette, corsa leggera, step.

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LA COSMETICA CHE AIUTA
Utilizzo d’integratori alimentari e interventi più prettamente cosmetici possono sovrapporsi e migliorare i risultati che si possono ottenere con la corsa e l’alimentazione (vedi Occhio a ciò che mangi nel box sotto). Certamente la possibilità d’intervenire in modo coordinato in-out consente di ottenere risultati apprezzabili nella lotta contro l’inestetismo in questione, ma non bisogna dimenticare che la cellulite è anche pelle a buccia d’arancia, colore dell’incarnato, pelle asfittica, condizioni che possono migliorare molto anche con interventi cosmetici. La maggior parte degli attivatori metabolici che stimolano la lipolisi si trovano in integratori alimentari: guaranà, arancio amaro, mate, caffeina e tè verde possono attivare preventivamente l’attività lipolitica rispetto alla corsa e quindi si possono ottenere risultati sinergici.

Un effetto simile si può ottenere anche con l’applicazione topica di una crema anticellulite prima di correre. Integratori ad uso sistemico possono contenere principi fitoterapici ad azione diuretica come l’orthosiphon stamineus, che per la presenza di sinenstesina determina un effetto drenante e andiedematoso, o altri estratti come la centella asiatica e l’ippocastano che producono benefici effetti sulla tonicità dei vasi sanguigni. Da evitare l’uso d’integratori a base di fucus vesciculosus, soprattutto in soggetti a rischio d’infiammazioni tiroidee: anche una tiroide “normale” può andare incontro, “caricandola” eccessivamente di iodio, a fenomeni di flogosi cronica.

In sostanza una corretta alimentazione, integrata quando ce ne sia la necessità da una ragionata supplementazione e unita a un corretto programma di corsa, magari anche questo integrato da qualche seduta con i pesi in palestra, potranno aiutare le donne, in maniera ragionevole e soprattutto a basso costo, a prevenire e, nei primi stadi, anche a curare il più diffuso inestetismo che le colpisce.
(Ha collaborato il dottor Carmine Orlandi)

da http://www.runnersworld.it – settembre 2010
di FULVIO MARZATICO



Aprile 30, 2009 Newsletter

Gli Omega 3 e 6 sono un gruppo di sostanze chiamate acidi grassi essenziali polinsaturi contenuti nel pesce azzurro, olio d’oliva, alghe marine, salmone, aringhe, merluzzo e sgombro sono i più ricchi di tali acidi grassi.

La peculiarità è quella di proteggere le arterie e il cuore dall’azione dannosa del colesterolo cattivo, causa di arteriosclerosi e infarto del miocardio.
L’azione anti grassi svolta dall’Omega 3 è specialmente forte ed efficace nel ridurre i livelli di trigliceridi, i grassi cattivi, causa di malattie coronariche e inoltre sono in grado di ridurre la pressione arteriosa.

Gli Omega 3 hanno anche un’azione protettiva nei confronti dei trombi, inibendo l’aggregazione piastrinica. In altre parole, riducono la formazione di coaguli del sangue che possono ostacolare la circolazione sanguigna in alcuni distretti del corpo, o bloccare addirittura il flusso di sangue in una vena o arteria con conseguenze pericolose per la salute.

Una dieta bilanciata e ricca di Omega 3 aiuta a ridurre le malattie cardiovascolari.
È possibile sapere il rapporto ottimale tra Omega 3 e 6 (antinfiammatori e acido Arachidonico, infiammatorio) attraverso un prelievo di sangue e stabilire il dosaggio opportuno per ognuno di noi. Oltre a proteggerci da malattie vascolari, riducono l’infiammazione dell’organismo in generale, migliorano le prestazioni cerebrali e svolgono un’azione anti invecchiamento.


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Gennaio 30, 2009 Newsletter

Suona la sveglia… ci si veste in fretta.. si beve un caffè al volo e si corre incontro alla giornata.Questo è il rituale mattutino di milioni di italiani che però commettono un grave errore: saltare la colazione.

Molti studi ormai affermano che la prima colazione rappresenta un momento fondamentale della propria alimentazione; eliminarla o affrontarla nel modo sbagliato è una scelta dietetica scorretta, secondo i risultati della ricerca in campo nutrizionale.
Infatti chi non mangia al mattino tende a sovraccaricare l’organismo nelle ore successive andando incontro a problemi metabolici, a riduzione delle capacità fisiche e psichiche, rallentando il metabolismo.

Una buona colazione mattutina tende invece ad accelerare il metabolismo e permette di cominciare la giornata nel modo migliore. Secondo molti esperti di nutrizione la prima colazione dovrebbe apportare almeno il 20% del fabbisogno calorico giornaliero.
I cibi più indicati sono quelli della tradizione italiana quali latte, yogurt, frutta fresca; essi sono in grado di dare quantità di proteine e sostanze antiossidanti in maniera bilanciata che favoriscono il processo di disintossicazione dell’organismo e contemporaneamente forniscono l’energia per l’inizio della giornata.

Un contributo importante ad una colazione corretta è dato dalla conoscenza di eventuali intolleranze alimentari tramite il test ALCAT; con un semplice prelievo di sangue vengono rilevati alimenti o gruppi alimentari a cui si è intolleranti e pertanto si può costruire un regime alimentare personalizzato che tenga conto da un lato delle esigenze metaboliche e dall’altro di quelle sociali e lavorative.



Dicembre 30, 2008 Newsletter

L’artrosi viene definita come una malattia degenerativa legata alla usura delle articolazioni; essa ha andamento progressivo e nei casi gravi può anche determinare importanti limitazioni funzionali tanto da richiedere un intervento chirurgico La ARTROSI del GINOCCHIO o GONARTROSI è una delle forme più frequenti di artrosi perché il ginocchio è una articolazione molto sollecitata e sottoposta a stress funzionale elevato; se poi si aggiungono situazioni come come obesità, problemi posturali, pregressi traumi, cioè fattori di rischio piuttosto comuni, è facile comprendere come questa patologia sia così diffusa.

In genere il sintomo dominante è il dolore che dapprima è sporadico poi man mano che aumenta il processo degenerativo diventa sempre più frequente ed intenso.

Nelle forme più avanzate la capacità funzionale della articolazione diventa molto scarsa per cui l’unico rimedio è la chirurgia.
Nelle forme meno gravi si possono utilizzare vari tipi di trattamento.
Presso l‘istituto di medicina Biologica di Milano, per la artrosi del ginocchio vengono utilizzate due metodiche che sono generalmente molto utili :

1) l’ipertermia che si basa sulla azione terapeutica del calore prodotta da una apparecchiatura che emette onde elettromagnetiche ad una determinata frequenza, importante è ricordare l’assenza di effetti collaterali

2) campi magnetici pulsati,che sfruttano onde magnetiche a bassissima frequenza il cui scopo è quello di indurre uno stimolo rigenerativo sulla cartilagine usurata, con l’aiuto di integratori specifici che stimolano l’attività riparatrice delle articolazioni. Unica contro indicazione è l’epilessia e la gravidanza o uso di stimolatori cardiaci.

Questi due terapie si possono utilizzare da sole o sinergicamente in base alla situazione; risulta in ogni caso utile aggiungere una opportuna terapia di supporto per le due terapie proposte.

La scelta della opzione terapeutica viene fatta in base ai dati clinici e radiologici e modulata in base alla risposta clinica.

In considerazione della diffusione della patologia e tenuto conto dei buoni risultati conseguiti nella nostra esperienza clinica,riteniamo che il nostro metodo di cura sia applicabile in un numero ampio di pazienti con buone probabilità di miglioramenti clinici specie per il controllo del dolore.

Dr. Marco Mancuso



Novembre 30, 2008 Newsletter

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) lancia un allarme: i bambini abusano di merendine ipercaloriche, sono sedentari e non praticano sport. La conclusione è che la percentuale dei bambini obesi sta aumentando in maniera preoccupante, più del 23% sono obesi. Secondo un’indagine svolta su 46 mila bambini, in 2.610 scuole elementari, i bambini mangiano merende ipercaloriche e solo 1 su 10 pratica attività sportiva raccomandata per la sua età. Un dato che fa riflettere noi adulti e genitori. Per quanto riguarda gli adulti, il 18% degli uomini e il 22% delle donne è obeso. Il Sud è stato bocciato nella mappa italiana sull’obesità con la più alta densità di persone obese. Per obesità si intende un BMI > 30 ( body mass index).

Le regioni meridionali sono le più colpite da questo fenomeno.
In particolare la Campania raggiunge il tasso record di 21% di bimbi obesi contro il 12% della media nazionale. Mentre il record positivo spetta al Nord, in particolare al Friuli Venezia Giulia con appena il 4%. Ciò che preoccupa oltre ai dati appena esposti, è che quattro mamme di bambini obesi su 10, non riconoscono che i loro bambini sono in sovrappeso e dunque si alimentano in modo sbagliato. I ricercatori puntano il dito sulla merendina di metà pomeriggio, troppo calorica per l’86% dei bambini e contro l’abitudine di saltare la colazione come fa l’11% dei giovanissimi o la fa male.

Anche le ore di ginnastica non sono sufficienti e solo 1 bimbo su 10 pratica sport adatto alle proprie esigenze, prevale la sedentarietà tra i giovanissimi. In qualche modo noi operatori sanitari, dobbiamo intervenire per modificare i dati allarmanti di una società che sta evolvendo in quello che ormai tutti conoscono, la sindrome metabolica e il diabete di tipo 2. la scuola italiana è carente nell’offrire ore di ginnastica adeguate all’età e inoltre i giochi della gioventù che permettevano ai ragazzi di entrare a conoscere il mondo dello sport, non si svolgono più da anni.

Il 30% degli adulti grassi è vittima dell’effetto yo-yo, con diete non adeguate, che fanno cambiare taglia in poche settimane e altrettanto velocemente li fanno riacquistare. E per sfuggire all’effetto yo-yo, sempre più italiani si rivolgono alla chirurgia plastica.

La prevenzione deve nascere dalla famiglia, imparare a mangiare, nutrendosi con alimenti equilibrati e freschi, ed essere estesa ai settori pubblici come le scuole, cambiando i menù troppo spesso ricchi di cibi calorici e molto conditi per renderli più appetitosi. Gli operatori sanitari dovrebbero essere più attenti ai problemi legati al peso e allo sviluppo dei bambini in età scolare, perché è proprio in questo periodo che si preparano i “futuri malati”.

L’alimentazione fa parte della prevenzione in maniera determinante, un aiuto alla scelta dei cibi che possono contribuire a mantenere uno stato di salute è la ricerca delle intolleranze alimentari con sistema ALCAT. Un test che serve a svelare gli alimenti che contribuiscono a mantenere uno stato infiammatorio e che aiuta a riprendere le redini della propria salute.

L’investimento fatto oggi in senso della prevenzione per lo stile di vita, l’alimentazione, il movimento, la scelta di eventuali integratori e altro ancora, contribuisce a stare meglio domani, affrontando le fasi della vita in salute ed efficienza psico-fisica. I bambini di oggi saranno i grandi di domani.

 



Ottobre 5, 2008 RASSEGNA STAMPA

Trenta e passa gradi all’ombra, ristorantino vista mare, tavolata rumorosa e allegra, vino bianco fresco, pane a portata di canestro. Per “stare leggeri”, insalata di riso per tutti (servita con dadini di prosciutto, mortadella e piselli). A seguire, piatto a centro tavola di mozzarella e pomodoro da sbocconcellare in compagnia, fino al caffè. A parere degli esperti non si è trattato di un pranzo “leggero”, anzi. Sotto il sole, i commensali hanno inanellato (come vedremo più avanti) una serie di scelte alimentari sbagliate: a cominciare dal vino e proseguendo col pane, i salumi, il pomodoro, la mozzarella.

Ma quali sono i cibi da evitare, d’estate, in vacanza?

Gente ha chiesto di elencarli (e di spiegare per quale motivo sono sconsigliati) al professor Giuseppe Di Fede specialista di nutrizione e Dietetica Clinica che, a Milano, dirige l’Imbio (Istituto di Medicina Biologica) cui fanno riferimento, in tutta Italia, i centri che eseguono il test “Alcat” contro le allergie e le intolleranze alimentari. Non a caso, la statunitense Food and Drugs Administration, la più autorevole organizzazione mondiale in materia di salute, ha riconosciuto il test Alcat, sia per la metodica computerizzata che per gli estratti alimentari utilizzati per l’analisi, oltre al riconoscimento CEE, del test.

Alcol e acidosi
«D’estate, col caldo, anche gli alimenti più semplici e apparentemente “leggeri” rischiano di ammutinare fegato, stomaco, intestino e anche l’apparato circolatorio. Cominciamo dai disturbi più frequenti: dati alla mano, in vacanza, quasi la metà degli italiani segnalano, in forma più o meno grave, disturbi da acidosi di origine alimentare», spiega il professor Giuseppe Di Fede, «ma anche alcolica. I vini bianchi e le bevande ora di moda tra i giovani, contenenti sostanze alcoliche apparentemente “mascherate”, che provocano vasodilatazione con calo della pressione arteriosa. Nel contempo aumentano nel sangue gli acidi forti compromettendo il ph, cioè il valore che indica il giusto equilibrio. Inoltre, il fegato trasforma questi acidi grassi liberi in chetoacidi con conseguenze anche molto gravi. La sera, invece, è consentito un bicchiere di vino rosso che contiene i flavonoidi, con valenza antiossidante».

Il pane
«Con le temperature elevate il pane di farina bianca è meno digeribile e i lieviti tendono a provocare fermenti . Meglio evitarlo a pranzo e, la sera, è preferibile quello con farine integrali. Il motivo è per la fermentazione intestinale, che il pane lievitato, anche se a lievitazione naturale, crea dopo mangiato, dando un senso di pesantezza e rallentamento, da indurci a fare un pisolino pomeridiano, affaticando ulteriormente la digestione.

I pomodori
«Col caldo, l’assunzione di pomodori, può indurre una forma di acidosi che porta alla nausea anche a causa di una sostanza, la tomatina, che irrita le pareti intestinali. Quando poi i pomodori vengono associati a formaggi filati come la mozzarella, alimento a sua volta a base acida, raddoppia il pericolo di acidosi con un rallentamento del processo digestivo fino a manifestazioni di vomito e diarrea. Vanno evitati anche i pomodori al forno con i tipici ripieni di maionese e salse elaborate».

I salumi
«I prodotti del maiale, sia la carne, sia gli insaccati, sono a rischio col caldo estivo. La quantità di sale che contengono i salumi irigidisce le arterie e favorisce l’innalzamento della pressione arteriosa. Spesso, i classici dadini di mortadella, prosciutto o wurstel vengono usati d’estate per dare sapore a riso e pasta fredda, col risultato di rendere problematica la digestione: il sangue affluisce in forte misura verso lo stomaco e viene sottratto ai muscoli provocando senso di affaticamento e di torpore».

Le carni
«Oltre a quelle di maiale, vanno evitate quelle di pecora, capra e agnello. Anche di manzo nelle dimensioni importanti come la “fiorentina”. Sconsiglio le salsicce, sia di maiale, sia di carne mista, con manzo. Nel pesce occorre limitare i crostacei (gamberoni e aragoste) perché possono incrementare i valori del cosiddetto «colesterolo cattivo” nel sangue.

I fritti
«Tutto ciò che viene cucinato in olio bollente, sia pesce, sia carne, ma anche verdure e frittate. Soprattutto le classiche patatine si trasforma in autentico rischio per le arterie. Specialmente in estate».

I formaggi
«Vanno sicuramente evitati quelli stagionati e “duri”, mi riferisco e certe forme di pecorino, tipiche di alcune regioni centrali e meridionali, Sicilia e Sardegna: questi formaggi contengono forti concentrazioni di sale che è il nemico più temibile nella stagione calda».

Le salse
«Sono assolutamente da evitare maionese, senape, ketchup, sughi e intingoli elaborati per la preparazione di carni e alcuni tipi di pasta, come le lasagne, i canneloni e i tortelloni ripieni di carne mista, maiale e manzo. Il rischio è quello di formare veri e propri “tappi” per le arterie».

I dolci
«Mentre, per la colazione del mattino, le marmellate, soprattutto di frutta, sono indicate anche d’estate, vanno evitati tutti i dolci con creme e cioccolato, dalle torte ai bomboloni, krapfen, e panna in tutte le sue elaborazioni. I cibi con forte contenuto di zuccheri, aumentano la produzione di insulina e, di conseguenza, incidono sulla caduta altrettanto veloce dei valori glicemici. In spiaggia, la conseguenza è di una repentina caduta della pressione arteriosa».

Frutta esotica
«La frutta è alimento importante ma con la globalizzazione dei mercati molti sono portati a pensare che anche i prodotti in arrivo da paesi lontani hanno più o meno le stesse caratteristiche dei nostri. Non è così: mango, avocado, i mandarini cinesi, contengono una serie di zuccheri e di sali minerali che, soprattutto d’estate, possono creare anche seri disturbi digestivi come enteriti e coliti, meglio la frutta nostrana di stagione».

«ultima raccomandazione: è bene ricordare che esistono due tipi di allergie alimentari, quelle immediate e quelle ritardate. Le più pericolose e silenti: dipendono in pratica dallo stimolo ripetuto degli alimenti sui linfociti intestinali. Stratificano, in sostanza, quella serie di depositi che, alla lunga, possono diventare forieri di guai. Ecco perché è sbagliato dire: “Quel cibo non mi ha fatto male anche se sconsigliato, quindi continuo a mangiarlo. I conti, alla fine, rischiano di non tornare».

Fonte: Gente – Ago. 08

di Renzo Magosso



Marzo 30, 2008 Newsletter

5° Congresso AMEB

Associazione Medicina Estetica Benessere

Magazzini del Cotone
Genova, 15-16 marzo 2008

Il 5° Congresso AMEB (Associazione Medicina Estetica Benessere), aperto a Medici di base, in primis, ma altresì a Dermatologi, Chirurghi plastici e vascolari annovera un alto numero di presenze. Sono state oltre cinquecento nelle prime quattro edizioni e tendente all’ aumento nella quinta edizione, tanto da richiedere il passaggio da una realtà storica ma piccola come Palazzo Ducale, sede della 4° edizione, ad una realtà più ampia come il Cotone Centro Congressi.

L’afflusso, nel tempo, è risultato essere esteso a Regioni limitrofe quali il Piemonte e la Lombardia ma l’interesse sarebbe quello di allargare l’ utenza alle altre regioni.
La 4° edizione del Congresso dell’Associazione Medicina Estetica Benessere vuole essere esteso a tutti gli operatori del settore estetico prevedendo spazi distinti per Medici e tutti gli altri operatori del settore (centri estetici, centri benessere, centri fitness etc.), nell’ intento di divulgare al massimo il concetto di benessere anche ad operatori non medici.
Il congresso è riconosciuto e verrà accreditato dal Ministero della Salute sotto la direzione organizzativa della AMEB (Associazione Medicina Estetica e Benessere – Comitato Scientifico: Presidente Dr. Paolo Rossi).

Segreteria Scientifica
AMEB Associazione Medicina Estetica e Benessere
Corso Tardy e Benech 13/2, Savona – Email: info@meb-it.org
Resp. Scientifico: dott. Paolo Rossi – Segreteria: dott.ssa Susanna Camurati

Segreteria Organizzativa
M.A.F. Servizi srl – Torino/ Genova www.mafservizi.it
Sede di Genova Sede di Torino
Via XX Settembre, 23 Corso Svizzera,185
tel. 010.5954304 tel. 011.505900
fax 010.5954304 fax 011.505976
Project Leader-Sponsor Dott.ssa Anna Botto botto@mafservizi.it
Resp. Iscrizioni Sigra Elena Vitali vitali@mafservizi.it

Iscrizioni
La partecipazione ai Corsi è gratuita. Dato il numero limitato di iscrizioni ad un massimo di persone per ogni corso, è indispensabile la pre-registrazione. Le iscrizioni, da inviare alla Segreteria Organizzativa, verranno accettate in base all’ordine cronologico di arrivo della scheda di iscrizione sino ad esaurimento posti.

La Segreteria Organizzativa provvederà ad inviare la conferma di iscrizione all’indirizzo e-mail o al numero di fax segnalato sulla scheda. Le schede sprovviste del numero di fax e/o email non verranno accettate.

Scheda di Registrazione
La scheda di iscrizione è disponibile a questo link oppure inviando una email di richiesta all’indirizzo botto@mafserviz.it

Crediti formativi E.C.M.
Sabato, 15 marzo 2008

N. 5 crediti Massimo n. 100 partecipanti – “Medicina Generale, Dermatologia e Chirurgia Plastica:protocolli comuni nella prevenzione di patologie e nel follow-up di trattamenti chirurgici”
Professione – Medico Chirurgo
Discipline – MMG – Chirurgia plastica e ricostruttiva – Dermatologia e venereologia

N. 4 crediti Massimo n. 100 partecipanti – “Ruolo dell’insegnamento della corretta alimentazione e del corretto stile di vita nell’ambulatorio di medicina generale”
Professione – Medico Chirurgo
Discipline – MMG – Malattie metaboliche e diabetologia – Scienza dell’alimentazione e dietetica

Domenica, 16 marzo 2008

N. 3 crediti Massimo n. 70 partecipanti- “Fitoterapici: Modalità di preparazione ed utilizzi terapeutici”
Professione – Farmacista
Discipline – Area interdisciplinare
Professione – Medico Chirurgo
Discipline – MMG – Malattie metaboliche e diabetologia – Scienza dell’alimentazione e dietetica

Non accreditato E.C.M. Massimo n. 70 partecipanti – “Termalismo, SPA e trattamenti ancillari”


Programma

15 MARZO 2008 – Sala Ponente
Medicina Generale, Dermatologia e Chirurgia Plastica: protocolli comuni nella prevenzione di patologie e nel follow-up di trattamenti chirurgici

Prima sessione: Dermatologia
Moderatori Giuseppe Cannata, Alessandro Farris, Aurora Parodi, Marina Romagnoli
09,45 Rosacea – Aurora Parodi
10,20 Terapie laser – chirurgiche delle teleangectasie – Marina Romagnoli
10,40 Laser epilazione – Annalisa Beatini
11,00 Pausa

Seconda sessione: medicina estetica
Moderatori Piermario Isola, Piergiorgio Mandelli, Stefano Picasso, Laura Simona
11,20 Fillers del volto – Tiziana Lazzari
11,40 Ozonoterapia – Mario Sirito
12,00 Neocollagenogenesi: rigenerazione cutanea – Vittorio Gennaro
12,00 Chirurgia superficiale con SELP – Giorgio Fippi
12,30 WORKSHOP Medigest (non accreditato ECM) – Giorgio Fippi
13,30 Pausa

Terza Sessione: Chirurgia Plastica
Moderatori Antonio Grande, Sonia Balestrero, Pierluigi Santi
14,00 Ricostruzione mammaria – Pierluigi Santi
14,20 Rinoplastica – Giorgio Lavagnino, Raffaella Sommariva
14,40 Peelings combinati – Lucio Miori
15,00 Mesoterapia omotossicologia – Massimo De Bellis
15,20 Biorivitalizzazione combinata – Massimo Ladisi
15,40 Rimodellamento non chirurgico del profilo nasale – Aldo Bauducco
16,00 Fosfatidilcolina – Rosanna Dalla Costa
16,20 Trattamento chirurgico dei nei – Paola Barabino
16,40 Pausa

Quarta Sessione: Flebo linfologia
Moderatori Sergio Capurro, Giorgio Forgione, Giovanni Perdonò
17,00 Analisi strumentale della circolazione venosa – Giovanni Perdonò
17,15 Scleroteapia tridimensionale – Sergio Capurro
17,30 Crossectomia e stripping – Eddy Zepponi
17,45 Focus sulla chirurgia vascolare degli arti inferiori – Giorgio Forgione
18,00 Scleroterapia – Pietro Forfori
18,15 Flebologia – Alberto Macciò
19,00 Compilazione Test – Chiusura lavori


15 MARZO 2008 – Sala Levante
Ruolo dell’insegnamento della corretta alimentazione e del corretto stile di vita nell’ambulatorio di Medicina Generale – con il Patrocinio di ASSIMEFAC

Prima Sessione: Corretta alimentazione
Moderatori Renato Giusto Vice-Presidente Ordine dei Medici di Savona
Andrea Stimamiglio Coordinatore FIMMG Genova
09,00 Consigli dietologici nel diabetico – Caterina Bordone
09,30 Consigli dietetici per patologie – Fabrizio Gallo
11,00 Corretta alimentazione, sovrappeso e sottopeso – Giuseppe Daino
12,00 Importanza della deglutizione nell’alimentazione – Diego Cossu
13,00 Pausa

Seconda Sessione: Nuove metodologie di operative nel campo dietologico
Moderatori Luca Lione Diabetologo – Emanuele Russo M.M.G.
14,00 Alimentazioni proteiche: vizi e virtù – Mario Pucci
15,00 Ruolo dell’analisi strumentale nella dieta – Pietro Morini
16,00 WORKSHOP I.M.Ge.P. (non accreditato ECM)
Focus on: intolleranze alimentari Attilio Speciani

Tavola Rotonda – Moderatore Giuseppe Daino
17,30 Tavola rotonda
18,30 Compilazione Test – Chiusura lavori


16 MARZO 2008 – Sala Ponente
Termalismo, SPA e trattamenti estetici ancillari

Prima Sessione Terme e SPA
Moderatori Antonio Basso – Giuseppe Nappi Presidente nazionale Medicina Termale
Francesco Berti Riboli Confindustria Genova
09,10 Gestione e marketing di una SPA – Paolo Torazza Confindustria
09,30 Patologie orl e cure termali – Federico Baricalla
10,00 Metodologie elettromeccaniche nelle SPA – Raul Novelli
10,20 Clinica e terapia dello stress nelle SPA – Alberto Massirone
10,40 Riabilitazione in centro termale – Fiorenza Di Matteo
11,00 Pausa

Seconda Sessione: Medicina dello sport ed anti-aging
Moderatori Damiano Galimberti Presidente nazionale AMIA – Alberto Massirone Presidente Agorà
Gianraffaele Politi
11,10 Nutriceutica (alimentazione ed invecchiamento) – Damiano Galimberti
11,25 Ormoni e prevenzione dell’ invecchiamento – Ascanio Polimeni
11,40 Cura della pelle e prevenzione anti-aging – Aldo Ciambellotti
11,55 Terapie anti stress ossidativo – Eugenio Luigi Iorio
12,10 Attività anaerobica ed anti-aging – Franceso Balducci
12,30 Gestione di un centro sportivo – Enrico Carmagnani
13,00 Pausa

Terza Sessione: estetica aggiornamenti teorici e pratici
Moderatori Guido Botto – Luca Costi Segretario Generale Confartigianato Liguria
Olimpio Marcello Delegato Confartigianato Genova
14,00 Estetista e servizio alla persona – Francesca Di Terlizzi , Nennella Santelli
14,20 Cosmeceutici anti age – Umberto Borellini
14,40 Cosmetici da cabina e domiciliari – Davide Antichi,Alberto Pavesi
15,00 Trucco semi-permanente – Marco Altamura
15,15 Dimostrazione dal vivo di trucco – moda – Marco Piccinini
16,00 Pausa
16,15 Ultrasuoni e Fosfatidilcolina:teoria e pratica – Danila Crevani
17,00 Tricologia – Diego Dal Sacco
17,15 Tricologia olistica – Ronda Gloriana
17,30 Estetica Olistica: teoria e pratica – Gabriello Ferrero, Enza Zuffo
19,00 Chiusura lavori

 

16 MARZO 2008 – Sala Levante
Fitoterapici: Modalità di preparazione ed utilizzi terapeutici

Prima Sessione
Moderatori Edilio Lancellotti – Felice Ribaldone Presidente dell’Ordine dei Farmacisti
Sergio Mendelevich Regione Liguria
09,00 Uso degli omega tre e del riso rosso sull’ipercolesterolemia – Livia Pisciotta
10,00 Fitoterapia per patologie – Gianguglielmo Bergamaschi
10,30 Ayurveda – Bruno Grassi
11,00 Pausa3

Seconda Sessione
Moderatori Paolo Corte Presidente AGIFAR Savona – Paolo Piaggio Presidente AGIFAR Genova
11,20 Uso dei fitoderivati nelle alterazioni circolatorie – Antonello Sannia
12,00 WORKSHOP I.M.B. (non accreditato ECM)
Rapporto omega tre-omega 6 come marker dello stato di salute – Giuseppe Di Fede
13,30 Pausa

Terza Sessione
Moderatori Maurizio Devasini Presidente regionale UNERBE – Augusta Nazari – Antonello Sannia
14,00 Normative e formulazione dei fitoderivati – Marina Boscarini
15,00 Definizione ed azione cutanea della fitomelatonina – Francesca Ferri
16,00 Focus sulle intolleranze alimentari – Claudio Santi
15,30 Pausa

Quarta Sessione
Moderatori Umberto Cosce – Claudio Santi
16,00 Agopuntura – Umberto Cosce
16,30 Alga Klamath ed altre innovazioni – Marco Fornaciari
18,30 Compilazione Test – Chiusura lavori



Marzo 30, 2008 Newsletter

3° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA PREVENTIVA ED HEALTHY AGING
Milano, 07-08 Marzo 2008
Centro Congressi Hotel Meliã

Venerdì 7 Marzo, 2008

08.30-09.00 Registrazione degli iscritti

09.00-09.20 CERIMONIA D’APERTURA – Discorsi di benvenuto

09.20-11.45 1a SESSIONE – GENERAL SESSION
L’OROLOGIO BIOLOGICO: ENDOCRINO E NEUROSENESCENZA
Presidenti: C. Dalle – G. Testolin – V. Calabrese
Moderatore: D. Galimberti

09.20-09.35 Paleo-dieta e ormoni – G. L. Pazzaglia

09.35-09.50 Patologie androgeniche nella donna – E. Paglia

09.50-10.05 Qual’è il futuro della terapia sostitutiva con il DHEA? – A. Polimeni

10.05-10.20 Il GH nella pratica clinica – C. Dalle

10.20-10.35 Stress ossidativo e neurodegenerazione, il ruolo dell’acido alfa-lipoico
L. Secondini

10.35-10.50 Strategie motorie, nutraceutiche e cosmeceutiche antinvecchiamento
F. Marzatico – S. Giardina – B. Marzani M. Negro

10.50-11.05 Malattia di alzheimer e genetica dell’infiammazione: un approccio farmacogenomico – C. Caruso – G. Candore – S. Vasto

11.05-11.20 Genetica e prevenzione in oncologia – M. Klentze

11.20-11.40 LECTIO MAGISTRALIS:
Melatonina: prospettive in gerontologia e in oncologia
V. Anisimov – I.G. Popovich – M.A. Zabezhinski – G.M. Vesnushkin – I.A. Vinogradova

11.40-11.45 Discussione

 

12.00-14.10 2 a SESSIONE
In collaborazione con l’Assessorato alla Salute del Comune di Milano
STILE DI VITA PER UN VERO E PROPRIO “BEN ESSERE” E HEALTHY AGING
BIOTECONOLOGIE – GENOMICA – NUTRIZIONE – NUTRIGENOMICA

Presidenti: M. Klentze – M. Carruba – A. Polimeni
Moderatore: S. Govoni

12.00-12.18 Farmaci e memoria: il confuso confine tra benessere e terapia – S. Govoni

12.18-12.33 Prof. Carruba

12.33-12.48 Infiammazione nelle malattie degenerative croniche e dieta antinfiammatoria
A. Battezzati – G. Testolin

12.48-13.03 Il concetto di skindeep nel well-aging – parte I
A. Caputo – P. Nicolini – G. Zanardi – M.G. Di Russo – M. Belmontesi

13.03-13.18 Implicazioni per la salute nel sovrappeso e nell’obesità negli anziani: quando iniziare la prevenzione?
S. Bertoli – G. Testolin

13.18-13.33 Profili di rischio predittivi di malattia – F. Licastro

13.33-13.48 Genomica e nutrigenomica e per il successo della pratica clinica
A. Lorenzetti – F. Marotta – P. Marandola

13.48-14.05 LECTIO MAGISTRALIS:
Genomica ed invecchiamento – M. Klentze

14.05-14.10 Discussione

 

 

15.00-16.45 3 a SESSIONE – GENERAL SESSION
INVECCHIAMENTO: STRATEGIE NUTRIZIONALI E STILE DI VITA
Presidenti: S. Rattan – C. De Jaeger – V. Anisimov
Moderatore: C. Caruso

15.00-15.12 Meccanismi molecolari, microcircolazione e matrice extracellulare
F. Albergati

15.12-15.30 Equilibrio acido base e invecchiamento: stato dell’arte – S. Berkemeyer

15.30-15.48 Equilibrio acido base – G. Mc Gregor

15.48-16.00 Trattamento dietetico alcalinizzante nell’acidosi in età pediatrica
L. Proietti

16.00-16.20 Stress e conseguenze neuro-endocrino immunologiche – A. Wolf

16.20-16.40 LECTIO MAGISTRALIS:
Scienza dell’invecchiamento: principi, pratica e problemi –
S. Rattan

16.40-16.45 Discussione

 

 

16.55-18.50 4 a SESSIONE – GENERAL SESSION
ESERCIZIO FISICO, STRESS OSSIDATIVO ED INVECCHIAMENTO
Presidenti: A. Wolf – Y. Seki – E. L. Iorio
Moderatore: L. Di Renzo

16.55-17.10 Vitageni nella Medicina Antiaging – V. Calabrese

17.10-17.30 Sarcopenia e invecchiamento – C. De Jaeger

17.30-17.45 Fatigue hardening is the key mechanism of aging and diseases.
Physical-chemical softening of biological tissues is the only way for long life span without diseases –
V. P. Kisel

17.45-18.00 Ruolo della valutazione dello stress ossidativo nell’healthy aging e nella medicina preventiva – Y. Seki

18.00-18.15 Attività anaerobica e healthyaging : il metodo B.I.I.O quale allenamento di elezione – F. Balducci

18.15-18.25 La cellulite: patologia e problema estetico che si combatte a tavola
M. Cataldo

18.25-18.40 Discussione

19.00 Conclusione dei lavori di venerdì 7 marzo 2008

Sabato 8 Marzo, 2008

08.30-09.00 Registrazione degli iscritti

9.10-11.05 5a SESSIONE
STRESS E GESTIONE PSICOLOGICA. MOLECOLE NON CONVENZIONALI E
INVECCHIAMENTO

Presidenti: B. Renzi – N. Tamburlin – L. Merati
Moderatore: F. Marotta

09.10-09.23 Malattia di La Peyronie: aspettative e soddisfazioni a distanza da un punto di vista psicologico – L. Rivolta

09.33-09.46 Effetti elettroencefalografici e cognitivo comportamentali dei suoni primordiali e loro correlazioni anatomo funzionali, in medicina preventiva ed healthy aging – B. Renzi

09.46-10.00 Studi sull’utilizzo del Cordyceps Sinensis nelle performance e nel trattamento dello stress ossidativo – S. Cazzavillan

10.00-10.13 Miglioramento della qualità di vita e della prognosi quoad vitam in pazienti affetti da IBS: omotossicologia, fiori di Bach, ipnosi, farmacologia
L. Merati – B. Mantellini – F. Pierazzuoli

10.13-10.28 Dr.ssa Di Renzo

10.28-10.43 Andropausa – C. Dalle

10.43-11.00 Discussione

 

 

 

11.20-14.10 6 a SESSIONE
DEVICES, MEDICINA ESTETICA E INVECCHIAMENTO
Presidenti: A. Polimeni – F. Rinaldi – M. Belmontesi
Moderatore: A. Massirone

11.20-11.33 Fotomodulazione mitocondriale nel trattamento preventivo dell’invecchiamento – M. Ceccarelli

11.33-11.45 Luci artificiali a confronto: laser ablativo frazionale e luci a diodi
E. R. Battisti

11.45-11.57 Approccio della chirurgia mini invasiva nelle variazioni morfodinamiche del volto: nuove tendenze – P. P. Rovatti

11.57-12.10 Autotrapianto di capelli: il vero antiaging del cuoio capelluto – F. Buttafarro

12.10-12.22 Concetto di dermonutrizione nell’antiaging – M. G. Di Russo – M. Belmontesi

12.22-12.35 Più frecce nel centro del bersaglio: una proposta di approccio completo all’invecchiamento cutaneo – F. Rinaldi – M. Castiglioni

12.35-12.48 Come raggiungere la bellezza della pelle utilizzando vitamine e ormoni
M. Tutino – A. Postorino – N. Locorotondo – A. Polimeni

12.48-13.00 BPA: Bio Preventive-Aging: valutazione di un pool di sostanze per rivitalizzazione cutanea con effetto antiossidante. Valutazione strumentale: D-ROM Test e Check-up cutaneo
N. Tamburlin – G.P. Baruzzi – F. Fuino – M. Mariotti M. Triulzi – A. Massirone

13.00-13.12 Il concetto di skindeep nel well-aging – Parte II
M. Belmontesi – M.G. Di Russo – A. Caputo – P. Nicolini – G. Zanardi

13.12-13.27 Dr. Iorio

13.27-13.40 Fillers o intervento? Le opzioni e le scelte del chirurgo plastico
A. Peroni Ranchet

13.40-13.55 Il percorso di resurfacing medico estetico – A. Massirone

13.55-14.10 La nuova frontiera dell’healthy aging: dagli studi sulla restrizione calorica alle moderne strategie nutrigenomiche – A. Polimeni

 

 

15.00-17.15 7a SESSIONE
NUTRACEUTICI, BENESSERE ED INVECCHIAMENTO. COMUNICAZIONI LIBERE
Presidenti: J. D. Fauteck – M. Tutino – B. Mantellini
Moderatore: F. Albergati

15.00-15.20 Chronobiology: un nuovo modo per rendere perfetta la terapia contro l’invecchiamento oggi – J. D. Fauteck

15.20-15.35 Alkylglycerols! What vikings, astronauts – and you – have in common!
H. Cederberg

15.35-15.45 Valutazione dinamica del terreno biologico e di alcuni markers di invecchiamento dopo l’utilizzo di sat terapia
G. P. Baruzzi – M. Binda – C. Marzetti

15.45-15.58 Potentiale utilità dell’estratto di Ginkgo biloba nell’healthy ageing e in medicina preventiva – E. L. Iorio

15.58-16.11 Obesità: ruolo del riequilibrio psico-somatico sull’efficacia del trattamento dietetico
L. Merati – F. A. Barbagelata – R. Ercolani

16.11-16.23 Nuovi sviluppi nelle strategie anti invecchiamenti negli ultimi anni
G. Di Fede

16.23-16.36 Nutraceutica, nutrigenomica e cuore – A. Vanotti

16.36-16.48 Revisione dei light-based treatments nell’invecchiamento cutaneo: dalla classificazione di glogau alla proposta delle strategie più indicate
E. Sorbellini – F. Rinaldi

16.48-17.00 Tipologie e criticità delle preparazioni galeniche sterili nelle terapie e trattamenti antiaging – M. Metalla

17.00-17.12 Tecniche combinate nel ringiovanimento facciale. Il mio approccio
M. Tutino

17.12-17.15 La creatività nell’anziano – E. Borghi

17.15-17.25 Discussione

17.30 Conclusione dei lavori 3° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI
MEDICINA PREVENTIVA ED HEALTHY AGING



Giugno 1, 2006 Newsletter

Perdere peso, prevenire malattie, vivere più a lungo e meglio. Sono le promesse della nutrigenomica. Ora con tanto di test genetico personalizzato.Nel variegato panorama delle diete si affaccia una nuova tendenza, destinata a rivoluzionare i programmi alimentari “standardizzati”: la “dieta del Dna”. Il settore di ricerca è nutrigenomica, che studia le relazioni tra alimentazione e metabolismo, per realizzare un regime nutrizionale personalizzato, tarato sul corredo genetico di ogni persona. In più, esplora la suscettibilità dell’organismo di sviluppare malattie multifattoriali, come quelle cardiovascolari, l’aterosclerosi, il diabete o le neoplasie, determinate dall’interazione genetica-ambientale.

La ricerca scientifica
La nutrigenomica, insieme a proteomica e farmacogenomica, è uno dei campi d’applicazione dei risultati scaturiti dal Progetto genoma umano. Il 99,9 per cento del Dna è uguale per tutti gli uomini. La restante porzione presenta minuscole variazioni, gli Snp (Single nucleotide polymorphism), le “impronte digitali” della doppia elica, che rendono diversi nell’aspetto esteriore e nella risposta all’ambiente, ai trattamenti farmacologici e agli alimenti. Ciò spiega, ad esempio, perché c’è chi mangia in abbondanza cibi ricchi di lipidi senza mettere su un filo di grasso, e chi invece non può nemmeno immaginarli che ingrassa. Oppure, la ragione per cui chi assume alimenti ricchi di grassi non sempre sviluppa malattie cardiache. Dai geni, infatti, dipende la velocità e l’efficienza del metabolismo. Alcuni, però, non servono a metabolizzare direttamente i nutrienti, ma vengono regolati da questi e sono legati all’esordio, o al grado di severità, di una patologia. “L’espressione genetica può avere effetti positivi o non corretti, a seconda di fattori influenzanti, come alimentazione, ambiente (inquinamento, radiazioni solari, fumo, ecc), psiche e predisposizioni personali. Qui entra in gioco la nutrigenomica, disciplina che fa luce su queste interconnessioni e consente di creare un profilo alimentare personalizzato, che ottimizza le risorse e migliora la qualità della vita”, sostiene Giuseppe Di Fede, medico chirurgo e direttore dell’Istituto di Medicina Biologica di Milano, e dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva Personalizzata.
Senza dimenticare i “fondamenti” di una sana alimentazione.
Scoprirsi geneticamente protetti dall’effetto dei grassi, ad esempio, non deve incoraggiare a fare il pieno di burro, maionese, fritto, hamburger…

Alla base: il poliformismo genetico
Il genoma umano è rappresentato da numerose molecole, “pezzettini” di DNA presenti in ogni singola cellula. Il DNA, a sua volta, è strutturato in singoli geni, che codificano l’informazione per la sintesi di sequenze di aminoacidi, i costituenti delle proteine, indispensabili allo svolgimento della vita. I geni, quindi, sono i garanti del funzionamento metabolico e i principali responsabili delle risposte all’ambiente. Cosa accade quando il meccanismo s’inceppa? Perché il gene “operaio”, per usare una metafora, incrocia le braccia e si rifiuta di lavorare? La ragione va ricercata nel polimorfismo, ossia la possibilità di un gene di esistere in molteplici forme ed esprimersi in maniera diversa per ogni individuo. “In alcuni individui, l’attività dei geni e di conseguenza delle proteine prodotte è normale, in altri con particolari polimorfismi può condizionare modifiche del metabolismo e di conseguenza avere delle condizioni fisiologiche che possono portare all’esordio di una malattia. Ad esempio, se il benzopirene, sostanza tossica contenuta nel fumo, non è neutralizzato dall’eliminazione ordinata dal gene preposto, si accumula nell’organismo e diventa cancerogeno”, afferma Di Fede.

Il test genetico personalizzato
L’approccio è in funzione della “prevenzione personalizzata”, che aiuta a proteggersi da malattie causate dall’ambiente e dagli effetti collaterali di farmaci, cibi, integratori alimentari non idonei al proprio metabolismo.
Finalità
Indica se il tenore di vita è compatibile con le capacità genetiche della persona e, attraverso la prescrizione, consente di modificare l’attività dei geni, facendo in modo che lavorino a suo vantaggio.

  • Salute: Individua gli organi predisposti alle malattie, i fattori di rischio e i metodi per fronteggiarle. Permette di identificare tipi di medicine (antibiotici, antinfiammatori, ecc) nutrienti e integratori alimentari (vitamine, minerali, oligoelementi) più adatti all’organismo e in grado di rallentare l’invecchiamento biologico, migliorando la resistenza alle patologie nelle diverse età.

  • Benessere: Selezionando gli alimenti compatibili e non con l’attività dei geni, consente di controllare il peso con efficacia e sicurezza, e ottimizzare le prestazioni del fisico, comprese quelle sportive.

In cosa consiste
Si tratta di un piccolo prelievo di sangue dal polpastrello, seguito dalla compilazione di un questionario con dati personali, predisposizioni a malattie e abitudini di vita. Il risultato si ha nell’arco di un mese.
A chi è indicato
A soggetti con familiarità a malattie cardiovascolari, diabete, neoplasie, o degenerative, come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, oppure a persone che intendono migliorare la qualità della vita.
Quando farlo
Il test è indicato per tutti, donne e uomini, dai 18 anni in su, e si effettua una sola una volta nella vita, a differenza delle comuni rilevazioni biochimiche.

Le aree studiate
Attraverso 22 analisi genetiche che indagano il gene, la sua mutazione e polimorfismo, si esplora la predisposizione alle malattie e la capacità di fronteggiarle dell’organismo.

  • Biotrasformazione: tolleranza ad alimenti, alcool, tabacco, fumo, farmaci, associazione tra componenti nutritivi, reazioni secondarie ai farmaci.

  • Capacità di disintossicazione da sostanze tossiche o non compatibili.

  • Rischio cardiovascolare: tipo di metabolismo lipidico (colesterolo) che influisce su cuore, circolazione, ictus, ecc.

  • Sistema Angiotensina-Renina: pressione arteriosa, attività renale, predisposizione e danni creati ad arterie e vene.

  • Metabolismo dell’omocisteina: capacità da parte del colesterolo e dei grassi di occludere le arterie, predisponendo a malattie come l’arteriosclerosi.

  • Osteoporosi: riassorbimento osseo e malattie correlate (ad esempio, parodontopatie e osteoporosi precoce)

  • Interleuchina: proteine attive del sistema immunitario, anticorpi contro virus, batteri, cellule cancerose e nelle malattie di origine reumatica.

  • Markers addizionali: parametri relativi al metabolismo del calcio o alla capacità delle arterie di dilatarsi o restringersi.

  • Scelta di antiossidanti mirati e personalizzati.

  • Linee guida alimentari: micronutrizione personalizzata, associazione, esclusione o integrazione specifica degli alimenti.


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