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December 21, 2019 ArticoloEventiNewsletter

In occasione delle festività natalizie il nostro centro medico e il laboratorio ImbioLab effettueranno un orario speciale:

Martedì 24 aperti fino alle h12

Venerdì 27 chiusi per inventario*

Chiusi da sabato 28 a lunedì 6 gennaio compresi

*Sarà comunque possibile chiamare la segreteria per fissare ritiri o appuntamenti

Durante tale periodo sono sospese le attività di prelievo, analisi e refertazione, pertanto i tempi di consegna dei referti potrebbero subire ritardi. Ricordiamo che i ritiri via corriere DHL o TNT vengono eseguiti da lunedì a giovedì.

Il servizio di corriere verrà sospeso da venerdì 20 dicembre compreso per riprendere regolarmente il 7 gennaio 2020. Nella città di Milano e dintorni i ritiri verranno effettuati regolarmente nei giorni di apertura del laboratorio.

Durante i periodi di chiusura degli uffici è possibile prenotare ritiri di campioni per i giorni in cui il servizio è svolto. Per le prenotazione scrivere a segreteria@imgep.com oppure via sms al numero 393 948 4358

Laboratorio e punto prelievi
Via Sidoli 1 – Milano
Tel 02 58300376 – Sms e whatsapp 393 948 4358
segreteria@imgep.com

 

Lo staff di Imbio ed ImbioLab vi augura giorni di serene feste! 

 



Consigli per non rinunciare ai piaceri della tavola durante le feste

Dicembre e le feste Natalizie. Chi non si articola tra gli impegni quotidiani, acquisto dei regali per i propri cari, ma soprattutto organizzare pranzi, cene e aperitivi di Natale con amici e parenti? Ed è proprio in questo periodo dell’anno che diventa sempre più difficile controllare l’alimentazione.

Infatti, mai come nell’ultimo mese dell’anno il cibo diventa un mezzo di condivisione e aggregazione. Il cibo ci aiuta a liberare endorfine che ci fanno sentire più felici, a maggior ragione dopo un anno di stress e frenesia diventa una scappatoia, uno sgarro, alla ricerca di un po’ di tranquillità e di relax.

Spesso, a dicembre diventa facile eccedere con tutti quegli alimenti dai quali durante il resto dell’anno ci teniamo più a distanza o che comunque assumiamo con più parsimonia.

pranzo di natale cena di natale aperitivo periodo natalizio dieta

I nostri piatti si riempiono facilmente di grassi saturi, colesterolo e zuccheri, eccediamo con l’alcool togliendo spazio a fibre, grassi “buoni” e acqua e portando ad uno stato di infiammazione che può alterare l’equilibrio della flora batterica (disbiosi), ad un aumento dei valori di glicemia e della pressione sanguigna e di conseguenza aumentare stress, senso di stanchezza, insonnia, etc.

Aperitivi pranzi e cene di Natale possono comportare un aumento repentino del peso corporeo, vanificando gli sforzi fatti durante tutto il resto dell’anno o peggiorando la condizione di salute generale, specialmente se abbandoniamo completamente anche qualsiasi tipo di attività fisica.

Come gestire l’alimentazione a dicembre durante il periodo natalizio?

È possibile, con piccole attenzioni, ridurre i “danni” causati da un’alimentazione scorretta o disordinata senza essere costretti a rinunciare ai piaceri della tavola:

  • Abbondare con le verdure, ricche di vitamine e fibre preziose. Introdurle crude prima di un pasto vi aiuterà a ridurre il senso di fame e a abbassare l’indice glicemico dovuto all’eccesso di zuccheri e carboidrati, oltre ad aiutare la funzionalità intestinale
  • Non abbandonare completamente l’attività fisica, privilegiando gli spostamenti a piedi. Anche mezzora di camminata al giorno può fare la differenza

Prima e dopo le feste è importante valutare se i parametri corporei e lo stato infiammatorio sono alterati per poter intraprendere un piano alimentare mirato e volto a disintossicare l’organismo e migliorare lo stato di benessere generale.

Contattaci per una consulenza personalizzata

 

Riferimenti: Natale e dieta, festività natalizie, alimentazione e benessere, dieta disintossicante
Redattore: Dott. Gabriele Coppo


December 21, 2019 ArticoloattualitàMagazine

È di poche ore fa la notizia dei controlli dei NAS nelle mense, sui servizi di ristorazione e delle imprese di catering assegnatari della gestione mense presso gli istituti scolastici.

Le ispezioni dei NAS hanno riguardato 968 aziende di ristorazione, di cui 198 hanno evidenziato irregolarità e in più hanno portato al sequestro di 21 imprese di catering e di 900 kg di alimenti (carni, formaggi, frutta, ortaggi, olio).

Questi accertamenti hanno rilevato l’utilizzo di prodotti di bassa qualità, infatti spesso sono gli alimenti DOP o biologici (formaggi, olio extravergine ecc.) ad essere sostituiti con altri di minore valore economico.

Ancora più grave, in molti casi non venivano rispettate le norme sulle allergie. Nelle cucine la preparazione di pasti privi di allergeni avveniva in modo indistinto con le pietanze convenzionali, rappresentando un potenziale rischio di contaminazione.

Questi aspetti e la negligenza di questi operatori, vanno considerati con la dovuta preoccupazione, non solo da persone con allergie conclamate, ma da tutti coloro che sono venuti a contatto con questi alimenti contaminati e di bassa qualità.

Il contatto prolungato con alimenti di bassa qualità, conservati male e contaminati oltre ad aumentare il rischio di contagio di batteri (E. coli, Staffilococco aureo ecc.) e virus (Epatite A e E, Rotavirus ecc.), per via del contenuto di sostanze liberatrici di istamina, può causare intolleranze alimentari e manifestazioni di stati allergici dovuti all’infiammazione.

Qual’è la differenza tra intolleranze e allergie?

Le intolleranze alimentari sono dovute a una reazione anomala dell’organismo ad una sostanza estranea, mentre le allergie sono causate da una reazione esagerata del sistema immunitario nei confronti di ciò che entra in contatto con l’organismo.

Come faccio a sapere se sono allergico o intollerante?

Oggi è possibile verificare intolleranze o allergie con un semplice test attraverso un semplice prelievo di sangue venoso.  Con il test per allergie e intolleranze ALCAT è possibile scoprire a quale gruppi alimentari si è allergici.

ALCAT è l’unico test sulle intolleranze alimentari riconosciuto dalla U.S. Food and Drug (FDA) e che presenta credibilità clinica. A riguardo, sono presenti sul portale PubMed, pubblicazione scientifiche che ne certificano la validità.

In caso di intolleranza alimentare è possibile con una dieta personalizzata, reintrodurre gli alimenti contrastando o riducendo significativamente i sintomi dovuti all’assunzione i questi cibi.

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Riferimenti di attualità: controlli nelle scuole, mensa scolastica allarme
Redattore: Gabriele Coppo


Per un fisico funzionale ed atletico è imprescindibile un assetto ormonale armonico e bilanciato.

A tal fine, un alimentazione che assecondi il fisiologico funzionamento degli ormoni, associata ad una attività fisica anche di scarsa intensità, risulta essere la chiave di volta nel raggiungimento dell’ obbiettivo.

Gli “ormoni target” di questo particolare regime alimentare sono:

  • Insulina: ormone prodotto dal pancreas, se in eccesso favorisce l’accumulo di massa grassa.
  • Cortisolo: ormone prodotto dal surrene, se non ben bilanciato favorisce l’ accumulo di massa grassa e la riduzione della massa muscolare

La  “DIETA ORMONALE” garantisce un controllo efficiente di questi due ormoni e si basa su un semplice principio: assumere carboidrati e proteine in momenti distinti della giornata.

Aggiungendo pochi altri accorgimenti è infine possibile individuare quattro punti cardine per delineare un piano nutrizionale che favorirà il tanto  desiderato ventre piatto ed un funzionamento dell’ organismo ottimale.

  1. COLAZIONE BILANCIATA: Inserire sempre nella colazione una fonte proteica (affettato, salmone, uova, yogurt greco, frutta secca…) accompagnato ad una fonte di carboidrati (fette biscottate integrali, fette wasa, un frutto…) e una fonte di grassi buoni (avocado, frutta secca…)
  1. 5 PASTI AL GIORNO: suddividere l’introito calorico giornaliero in 5 pasti: colazione, pranzo, cena e due spuntini (metà mattina e metà pomeriggio). Si consiglia un frutto fresco di stagione a metà mattina e un pugno di frutta secca con una noce di parmigiano a metà pomeriggio
  1. PRANZO A BASE DI CARBOIDRATI: i pranzi consigliati si basano su un carboidrato a basso indice glicemico (pasta integrale, riso integrale, farro…) + verdure di stagione + olio extravergine di oliva.
  1. CENA A BASE DI PROTEINE:per cena si consiglia una fonte proteica (uova, pesce, carne bianca…) + verdure di stagione + olio extravergine di oliva.

Questo piano alimentare si basa quindi su una colazione “mista” carboidrati e proteine, carboidrati a metà mattina e pranzo, proteine a metà pomeriggio e cena.

Per ottenere risultati ottimali è sempre consigliabile rivolgersi ad uno specialista, che saprà valutare e consigliare il piano nutrizionale più adatto alle vostre esigenze.
Rivolgiti al nostro studio per una consulenza personalizzata!

segreteria@imgep.com
Tel. 02 5830 0376


Si è sempre considerata la risposta infiammatoria come se fosse un tutt’uno, oggi però si possono identificare due tipologie di infiammazioni con genesi differenti: una di tipo macrofagica e una di tipo linfocitaria.

L’infiammazione macrofagica, ovvero quella più antica e ancestrale, si traduce nella produzione di interleuchina 6, interleuchina 1 beta e TNF alfa, le quali sono globalmente concomitanti.
Questo tipo di infiammazione tende ad essere prevalente nei tumori. Invece l’altro tipo di infiammazione ha origine linfocitaria e in particolare in una sottospecie di linfociti T, ovvero i TH17, i quali producono la interleuchina 17 (potentemente infiammatoria) la quale è in grado di indurre una risposta infiammatoria più evoluta e quindi più efficace; agisce inibendo i linfociti T regolatori i quali sono per definizione i linfociti antinfiammatori.
Per cui, per sommatoria algebrica, inibizione più inibizione porta allo scatenamento della malattia autoimmune.

Riassumendo esistono due tipi di infiammazione: una più antica, di tipo macrofagica, che si traduce nella produzione di citochine, in cui è attiva l’IL 6, ovvero quella che dà la febbre, lo stato settico, la vasodilatazione; la seconda consiste nella produzione della IL 17, prodotta dai TH17 la quale attiva una risposta infiammatoria inibendo i linfociti T-REG.
La IL 17 è la principale interleuchina coinvolta nella patologie autoimmuni.

A Preliminary Study on the Correlation between Il-6 And Il-17 Secretions in Human Systemic Diseases: Possible Existence of Two Different Origins of the Inflammatory Response

Lissoni P, et al. Clin Oncol Res J: CORJ-100004



Pancia gonfia, stipsi o colite, rinite, orticaria e dermatite, sembra ormai essere la regola in questo periodo dell’anno.
Sono sintomi da ricondurre a reazioni allergiche, o a intolleranze alimentari caratteristiche di questa stagione.
Spesso gli esami specifici per la ricerca della allergie tradizionali non danno una risposta.

E se si trattasse di reazioni allergiche ritardate causate da intolleranze alimentari?
Spesso sono dovute ad accumulo di sostanze liberatrici di istamina o contenenti istamina ( sostanza che crea i sintomi delle allergie). I sintomi e le reazioni sono sovrapponibili nei due casi, ma la diagnosi si basa su test diversi.

Un prelievo di sangue per eseguire il test ALCAT®, ci aiuterà a scoprire quali alimenti o conservanti alimentari sono causa di reazioni infiammatorie da cibo, che causano reazioni istaminiche con i relativi sintomi.
Una volta individuato il gruppo di alimenti, il medico o biologo specialista in alimentazione ed esperto di gestione delle intolleranze alimentari, sarà in grado di consigliare un programma alimentare adeguato, con esclusione in una prima fase degli alimenti risultati positivi al test, seguita da una seconda fase di reintroduzione degli alimenti esclusi a rotazione, in modo da non sovraccaricare l’organismo di istamina.

I benefici di un programma alimentare ad esclusione degli alimenti reattivi e successiva reintroduzione, sono molti, inizialmente si perdono liquidi in eccesso, poi si verifica un moderato calo di peso, migliora la reattività globale dell’organismo ritrovando l’energia persa, ma soprattutto si ha un miglioramento complessivo dei sintomi allergici.
Sotto la guida esperta di un medico o biologo nutrizionista è possibile proseguire il programma alimentare anche oltre il periodo delle allergie, per mantenere i benefici ottenuti in precedenza.

Guarire dalle intolleranze alimentari è possibile seguendo un programma nutrizionale adeguato e specifico per le proprie esigenze e problematiche allergiche o da intolleranze.

Per ricevere maggiori informazioni:
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