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La menopausa e la psiche femminile 

Le mestruazioni rivestono per la donna significati particolari, sono il prorompere all’esterno dell’energia femminile e l’utero testimonia la ciclicità della vita poiché ogni 28 giorni crea e distrugge la sua forma.

Nell’ambivalenza di vita e morte stanno i simboli cardine della mestruazione e la femminilità è scandita da ritmi di crescita e morte e dal separarsi, è questo, infatti, un altro tema fondante la vita psichica femminile; separarsi significa “perdere”, perdere prima il bambino come parte di sé nel parto, poi il figlio quando diviene adulto, poi la propria capacità procreativa, infine la propria giovinezza.

Il riconoscimento formulato già da Paracelso che l’uomo è anche figlio del suo ambiente e delle sue condizioni di vita, dovrebbe essere oggigiorno una componente della medicina. Invece, per molte donne la menopausa o è vissuta in un modo eccessivamente medicalizzato, quasi come fosse una patologia, o rimane ancora un tabù.

I sintomi della menopausa legati al corpo e alla mente

Tra gli svariati sintomi della menopausa, alcuni sono legati al generale stato di salute:

  • osteoporosi
  • occhio secco
  • secchezza vaginale
  • spossatezza
  • dolori articolari
  • tachicardia
  • calo di memoria

altri sono più sintomi di natura psicologica:

  • irritabilità
  • ansia
  • insonnia
  • alterazione del tono dell’umore e depressione
  • scarsa concentrazione

Ogni modificazione dello stato fisiologico della donna si riflette nelle mutazioni del proprio corpo come vissuto psichico, spesso la medicina, invece, parla di funzioni e ignora le emozioni, cioè descrive la menopausa annullando le percezioni soggettive e culturali che in questa fase della vita hanno un grande peso nel vissuto della donna.

La medicina dovrebbe integrare il suo sapere anche con il sapere psicologico, secondo il quale non esiste un essere corporeo che non sia accompagnato da un sentire, cioè da una risonanza emotiva rispetto all’ambiente che lo circonda.

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Come affrontare i disturbi legati alla menopausa 

Il miglior metodo di affrontare i disturbi legati alla menopausa è quello di restare attive, sentirsi utili e reinventarsi, amare e sentirsi amate. E’ importante che non vi sia una ristagnazione, cioè che si trovino dei livelli di riscatto e di rinascita, risvegliando interessi sopiti e inesplorati precedentemente al fine da attivare gli ormoni del benessere.

Infatti, vi sono dei temi nel cammino della vita che non vanno rifiutati, altrimenti il corpo ne risentirà e tematizzerà ciò che non ha vissuto, compiti di vita che penetrano nelle profondità corporee, pertanto è importante per affrontare la menopausa riempire i fossati esistenti tra le varie discipline mediche e puntare sull’integrazione di queste, in quanto in questo periodo è evidente l’unione indissolubile di mente e corpo.

A tal proposito l’alimentazione, ad esempio, ha una grandissima importanza, sarà perciò necessario la valutazione dello stato nutrizionale della donna e la personificazione di un intervento dietetico, così la valutazione degli ormoni, dalla funzionalità della tiroide e del metabolismo osseo.

Menopausa e alimentazione

In menopausa si va incontro ad infiammazioni acute, allo stress ossidativo e a cambiamenti fisico-metabolici.

Quindi, tale fase di vita porta con sé dei cambiamenti fisici che vanno contenuti con una corretta alimentazione, altrimenti sfociano in un aumento di peso e in una riduzione dello stato di salute, perciò è necessario scegliere un’alimentazione ricca di antiossidanti e che protegga anche la pelle dai radicali liberi.

Inoltre, va considerato che il cibo ha un valore molto importante sugli stati mentali a causa della stretta interconnessione tra le condizioni dell’intestino e il cervello, in quanto l’intestino cambia i pattern dei neurotrasmettitori che modulano lo stato dell’umore (serotonina, dopamina, noradrenalina e melatonina).

Poichè l’organismo entra in un periodo di stress metabolico in quanto mutano gli equilibri ormonali è importante mettere in campo fattori protettivi.

Essi possono essere il ricorso alla fitoterapia per rinforzare il tono estrogenico del corpo, la valutazione degli ormoni che sono alla base di numerosi processi fisiologici (estradiolo e calo del desiderio sessuale sono strettamente connessi, così l’estradiolo è connesso all’aumento del girovita e alla ritenzione di liquidi).

La sessualità è fondamentale per la vita di coppia ed è risaputo che gli eventi biologici hanno un grande impatto sullo scatenarsi di una disfunzione o di una problematica, in questa fase l’identità femminile rischia di essere sminuita, disinvestita e non accettata da sé e dal partner, generando anche scarsa libido e sensazione di mancato appagamento.

Infine è importante anche valutare i livelli di cortisolo, melatonina, dopamina e serotonina che determinano la regolazione emotiva, perchè. le donne hanno il diritto a star bene anche in menopausa e, ormai, possono farlo.

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Affidarsi ad un professionista per affrontare la menopausa è sicuramente un valido strumento per migliorare il proprio stato di salute, con conseguente miglioramento della qualità della vita.

 

Dott.ssa Regina Valentini

Psicologa, psicoterapeuta psicosomatista

Riferimenti:  Menopausa, Psiche della donna
Redattore: Dott.ssa Regina Valentini


Cosa sono gli acidi grassi, i lipidi sono nemici o alleati del nostro organismo?

Gli elementi che costituiscono i lipidi, ovvero gli acidi grassi, svolgono numerose funzioni all’interno del nostro organismo, oltre ad essere un’importante fonte energetica. In particolare, alcuni di essi sono essenziali per la salute dell’organismo.

Esistono diverse tipologie di acidi grassi a seconda della loro struttura e conformazione:

  • gli acidi grassi saturi
  • gli acidi grassi insaturi (monoinsaturi e polinsaturi)

Quest’ ultimi si possono ulteriormente suddividere in monoinsaturi (MUFA) e polinsaturi (PUFA).

La maggior parte degli acidi grassi può essere sintetizzata dall’organismo, ma l’uomo non è provvisto delle sostanze chiave per la produzione degli acidi grassi essenziali che sono importanti per il nostro metabolismo e che quindi devono essere introdotti con l’alimentazione e/o con eventuali integratori.

Tali acidi grassi sono l’acido α-linoleico (acido grasso polinsaturo maggiormente noto come omega 3) e l’acido linoleico (acido grasso polinsaturo conosciuto come omega 6).

Perché gli acidi grassi sono importanti per la salute?

Nelle diete moderne gli acidi grassi maggiormente introdotti sono gli omega 6 a discapito degli omega 3.
I livelli e l’equilibrio degli acidi grassi delle due serie sono importanti per la prevenzione e il trattamento di problematiche cardiovascolari, diabete di tipo 2, disordini immunitari ed infiammatori.

Negli ultimi anni la proporzione tra acidi grassi omega 3 ed omega 6 nell’alimentazione occidentale è mutata profondamente e, poiché queste due famiglie di acidi grassi condividono lo stesso percorso metabolico, ciò ha destato apprensione in merito ad eventuali rischi per la salute.

Preoccupazioni circa il rapporto omega 6 e omega 3 spesso sono riconducibili alla modesta assunzione di omega 3, anziché all’eccesso di omega 6.
Il rapporto ideale omega 6 e omega 3 dovrebbe essere 4-6 : 1; tale rapporto negli ultimi anni è purtroppo in netto aumento (15-18 : 1).

Diventa dunque utile per la salute eseguire un dosaggio degli acidi grassi per impostare una sana alimentazione ed una eventuale corretta terapia.

Esiste un test su sangue ( profilo degli acidi grassi ) che ci permette di rilevare i livelli di acidi grassi nell’organismo, in particolare il rapporto omega 6 e omega 3 e fornire di conseguenza i consigli nutrizionali e terapeutici del caso.

Richiedi subito il test profilo degli acidi grassi

Acidi grassi e alimentazione come prevenzione e terapia 

L’alimentazione diventa nella maggior parte dei casi una parte fondamentale della terapia.

Il maggior apporto di olio extravergine d’oliva a crudo, pesce (in particolare salmone, acciughe, sardine e sgombri), uova (da sfatare tutte le su negatività), frutta secca, semi vari, cocco e avocado contribuisce ad aumentare il livello di grassi “buoni” e correggere il rapporto prima citato, indice di buona salute e capacità antinfiammatoria.

Importante ovviamente ridurre anche i grassi “cattivi”.
Questa categoria è contenuta prevalentemente in cibi con margarina o cucinati in altri oli / grassi semi-idrogenati o nella maggior parte dei prodotti dolciari industriali.

Quali sono i metodi di cottura migliori per preservare gli acidi grassi buoni? 

Il metodo di cottura e conservazione degli alimenti influisce sulla qualità dei lipidi contenuti in essi.

L’eccessiva esposizione termica favorisce la trasformazione degli acidi grassi nella conformazione dannosa, come avviene ad esempio durante la frittura eccessiva e/o il superamento del punto di fumo; inoltre perfino una pessima conservazione del prodotto (a causa di batteri, luce, ossigeno, alte temperature) può causare l’aumento di questa tipologia di conformazione di acidi grassi.

Quali sono gli alimenti che contengono la maggior quantità di acidi grassi “cattivi”?

Tuttavia, esistono anche molti alimenti naturali che di per sé contengono acidi grassi “cattivi”.
È il caso di alcuni prodotti caseari e di certi tagli di carne. Questo fenomeno è legato alla fisiologia gastrointestinale dei ruminanti che, durante il processo digestivo, subiscono la fermentazione batterica del contenuto da digerire; durante questo processo, i microorganismi determinano la conversione di alcuni acidi grassi “buoni” in acidi grassi “cattivi” poi assorbiti a livello intestinale, secreti nel latte e/o accumulati nelle carni.

Gli alimenti che contengono la maggior quantità di acidi grassi “cattivi” nello specifico sono margarine, brioches, snack dolci, salatini, patate fritte surgelate, krafen, burro, dadi da brodo, preparati per minestre, alimenti da fast-food, pesce surgelato in panatura, pop-corn in busta e formaggi stagionati.

Quali rischi comporta un’eccessiva assunzione di acidi grassi “cattivi”?

Questi alimenti peggiorano il trasporto dei grassi nel sangue; essi possono determinare l’accumulo di colesterolo all’interno delle pareti vascolari e successivamente la formazione di depositi (le cosiddette placche aterosclerotiche) con incremento del rischio di eventi cardiovascolari.

Questi alimenti peggiorano inoltre l’efficienza e la funzionalità delle cellule e quindi di tutto il sistema: essi si inseriscono nel mosaico delle membrane delle cellule provocando un relativo “irrigidimento” con conseguente limitazione della produzione energetica, di assorbimento e di comunicazione con le altre cellule.

Questi grassi entrano in competizione con gli acidi grassi essenziali nella costituzione delle membrane cellulari, pertanto, anche un apporto significativo di omega 3 può essere vanificato da un’alimentazione complessivamente scorretta. Come in ogni caso è fondamentale l’equilibrio.

È bene inoltre ricordare che tutti gli alimenti confezionati (prodotti da forno, dolciari, snacks) che non specificano in etichetta la dicitura “senza acidi grassi idrogenati” è molto probabile che li contengano, quindi importante come sempre la lettura delle etichette.

Chiedi ai nostri biologi nutrizionisti

Affidarsi ad un professionista è sicuramente un valido strumento per migliorare il proprio stato di salute, con conseguente miglioramento della qualità della vita.

 

Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Acidi grassi, grassi buoni, grassi cattivi, colesterolo, Alimentazione, Dieta
Redattore: Dott. Alessio Tosatto


The Fascination of Cytokine Immunological Science 

Paolo Lissoni, Giusy Messina, Francesco Pelizzoni, Franco Rovelli, Fernando Brivio, Alejandra Monzon, Nadal Crivelli, Arianna Lissoni, Simonetta Tassoni, Andrea Sassola, Sonja Pensato, Giuseppe Di Fede

Institute of Biological Medicine, Milan, Italy
Cardiological Surgery Division, Niguarda Hospital, Milan, Italy
Effata Institute, Lucca, Italy

Oggi è noto che tutte le funzioni biologiche umane sono sotto almeno a due sistemi regolatori fondamentali, costituiti dal sistema endocrino e dalla rete delle citochine.
Inoltre, è stato dimostrato che le citochine rilasciate dalle cellule immunitarie attivate non influenzano solo le funzioni immunitarie, ma anche l’intero sistema biologico, comprese le varie attività metaboliche, il sistema cardiovascolare e il funzionamento del sistema neuroendocrino stesso. Sfortunatamente, nonostante l’importanza ben dimostrata delle citochine nel mantenimento dello stato di salute, dal punto di vista clinico della routine, la valutazione del sistema delle citochine rimane ancora inconsiderato nello stabilire lo stato di salute, poiché è studiato solo in condizioni gravi, come ad esempio lo shock settico, la coagulazione intravascolare diffusa ed il distress respiratorio, che hanno dimostrato essere dovuti ad un’anomala produzione endogena di citochine infiammatorie, ovvero IL-6, TNF-alfa e IL-1 beta.
Questa carenza clinica dipendeva da diversi fattori, in particolare dalla complessità delle interazioni delle citochine stesse, ma anche sulla decisione di usare molecole artificiali, come gli anticorpi monoclonali, piuttosto che indagare sui meccanismi responsabili della loro produzione alterata e per correggere eventuali alterazioni. Il motivo principale della complessità della rete di citochine è legata al fatto che le interazioni che si verificano tra le diverse citochine sono spesso basate su meccanismi di feedback positivo, quindi su azioni di stimolo reciproco, mentre il sistema endocrino si basa sostanzialmente su circuiti di feedback negativo. Lo scopo del presente riesame è proporre una conoscenza sintetica in merito al scoperti gli effetti principali e la fonte di origine di ogni singola interleuchina fino ad ora scoperte per elaborare una prima fisiologia fondamentale e preliminare del network citochinico.

Lissoni P., The Fascination of Cytokine Immunological Science

Keywords: Cytokines, Cytokine network, Inflammation Interleukins


ingredienti sani alimentazione vegetariana prevenzione coronavirus sistema immunitario

Il cibo influisce sulla nostra salute e sul nostro benessere più di quanto possiamo immaginare.
Un’alimentazione equilibrata, abbinata ad uno stile di vita sano, è fonte ineguagliabile di benessere.

Il modello dietetico può influenzare direttamente il sistema immunitario, ma può anche modularlo indirettamente regolando il “microbiota” intestinale, il nostro “organo” di difesa, i “nostri soldati in prima linea”.

La dieta vegetariana ha un impatto sul nostro sistema immunitario? I benefici di una dieta vegetariana sul microbiota intestinale.

È stato studiato l’effetto di una dieta latto-ovo-vegetariana di 3 mesi sulla diversità del microbiota intestinale e del sistema immunitario in volontari sani onnivori (Zhang et al: “Impact of a 3-Months Vegetarian Diet on the Gut Microbiota and Immune Repertoire”; Front Imunol 2018).

La dieta vegetariana a breve termine non ha avuto effetti rilevanti sulla diversità del sistema immunitario, ma ha influito sulla composizione del microbiota, innescando la crescita di specie batteriche (probiotici) favorevoli al nostro benessere, come ad esempio specie batteriche in grado di produrre butirrato (acido butirrico), acido grasso a corta catena in grado di proteggere la mucosa intestinale, formando uno strato di protezione, in grado di ridurre l’infiammazione cronica dell’intestino e la sindrome dell’intestino permeabile.

In questo stesso studio, sono state inoltre identificate alcune specie batteriche in grado di incrementare il livello di espressione delle Immunoglobuline di tipo A (IgA), una classe di immunoglobuline chiave che protegge il sistema mucoso gastrointestinale, come anche il sistema mucoso di tutto l’organismo, incluso quello delle vie respiratorie.

Inoltre, è stato riscontrato un minor livello di espressione delle Immunoglobuline E (IgE), immunoglobuline coinvolte nelle reazioni allergiche.

Tutto questo non ci rimanda forse alla nostra emergenza mondiale, alla “tempesta che si è abbattuta sulle nostre teste” (cit. Papa Francesco 27/3/2020)?

Tutti noi siamo chiamati a proteggere le vie respiratorie, a ridurre le allergie che insieme a patologie respiratorie (BPCO), diabete, patologie autoimmuni e ipertensione/patologie cardiovascolari sono quelle che espongono di più il nostro organismo all’infezione da “Coronavirus”.

Pertanto, la composizione e la durata della dieta possono avere un impatto sull’equilibrio dei fattori pro/antinfiammatori nel microbiota intestinale e nel sistema immunitario.

Quali sono i vantaggi della dieta vegetariana?

Gli studi scientifici sugli altri benefici di una dieta vegetariana sono già noti.

E’ stato pubblicato il dato che una maggiore assunzione di proteine animali, in particolare quelle presenti nei formaggi e nelle carni animali, determina un’acidificazione del sangue, che l’organismo tende a tamponare prelevando calcio e minerali dalle ossa con una maggiore esposizione a problematiche di tipo osteoporotico (American Journal of Clinical Nutrition).

In effetti, i benefici apportati dalla dieta vegetariana sono da attribuire al maggior apporto di fibre presenti nei prodotti vegetali, di acidi grassi essenziali mono (es. acidi grassi dell’olio extravergine di oliva) e polinsaturi (es. omega 3 contenuti in semi quali chia, lino, canapa; frutta secca come noci, mandorle, anacardi, noci del Brasile) e al minor apporto di grassi saturi e colesterolo, che abbondano invece nelle carni animali.

Infatti, le persone che seguono uno stile alimentare vegetariano sono meno esposte ai rischi delle malattie del benessere tipiche del mondo occidentale:

  • bassi valori di colesterolo ematico
  • ridotto rischio di cardiopatia
  • ridotti livelli di pressione arteriosa
  • minore rischio di diabete di tipo II
  • minore rischio di contrarre cancro, in particolare all’intestino (dati raccolti nell’ambito di uno studio condotto dall’autorevole centro di ricerca sul cancro europeo EPIC di Oxford – European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition).

Inoltre, i bambini che seguono uno stile vegetariano hanno un indice di massa corporea o BMI (Raccomandazioni OMS: 18,5>BMI< 24,5) più basso e sono perciò più magri in rapporto ai bimbi che seguono una tipica dieta occidentale. Più di recente, un articolo apparso su  Journal of Child Psychology and Psychiatry ha messo in evidenza come le donne che in gravidanza assumono maggiori quantità di verdure abbiano livelli superiori di acido folico nel sangue e partoriscano bambini con un cervello più sviluppato, più tranquilli e con una minore incidenza della sindrome di iperattività o di deficit di attenzione (ADH).

Cosa si intende per alimentazione vegetariana?

Seguire un’alimentazione vegetariana significa seguire una dieta che esclude le carni di animali di terra, aria e acqua. In particolare possiamo distinguere:

  • Vegetariani, latto-ovo-vegetariani che escludono carne, pesce e volatili
  • Vegani, che escludono carne, pesce, volatili, uova, latte e derivati

Come per la Dieta Mediterranea, anche per la Dieta vegetariana esistono linee guida, raccomandazioni e consigli, basati su studi scientifici accreditati e aggiornati, emanate da Istituzioni quali USDA, USA- INRAN e Ministero Agricoltura e Foreste, Italia.

Per pianificare una dieta vegetariana equilibrata è stata elaborata la Piramide latto-ovo vegetariana, ovvero una rappresentazione grafica della suddivisione dei gruppi di alimenti e del numero di porzioni consigliate ogni giorno.

Quali sono le raccomandazioni nutrizionali più importanti per prevenire tutte le patologie croniche? 

Di qui le raccomandazioni nutrizionali più importanti e che rimandano in parte al Documento del WCRF (World Cancer Research Foundation) che, in conformità alle raccomandazione dell’OMS (80% delle proteine da fonti vegetali), consentono di diffondere i Principi della Prevenzione Primaria in Oncologia, valide per la prevenzione di tutte le patologie croniche. 

Questi principi prevedono di basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale (e biologico certificato):

  1. Cereali, non industrialmente raffinati e preferibilmente in chicco;
  2. Proteine vegetali ad ogni pasto;
  3. Verdure (non amidacee)
  4. Frutta

Cereali non industrialmente raffinati, preferibilmente in chicco

Si raccomanda di ridurre i cibi ad alto indice glicemico/insulinemico (fa­rine raffinate, riso brillato, patate). Il consumo di alimenti a basso indice glicemico infatti regola i livelli di glicemia nel sangue, riduce i livelli di insulina e IGF-I e, di conseguenza, riduce l’infiammazione e ostacola la crescita delle cellule tumorali.

Consumare cereali in chicco integrali, ma anche pasta di grano duro e grani antichi (es. Farro, Grano Senatore Cappelli, Timilia o Tumminia, Russello e tanti altri).

Ridurre l’introduzione di cereali contenenti glutine (es. grano tenero e duro, farro, orzo, kamut, segale, semola, avena) alternandoli con cereali e pseudocereali integrali o semintegrali (decorticati), privi di glutine: riso integrale (proprietà antinfiammatorie), avena senza glutine, miglio, mais, grano saraceno, quinoa, amaranto, teff, pasta a base di farina di grano saraceno o di legumi.

Prediligere le Proteine vegetali ad ogni pasto

Secondo i Principi di Prevenzione Primaria in Oncologia è raccomandato prediligere le proteine vegetali ad ogni pasto come i legumi (lenticchie, fagioli, ceci, lupini, fave, cicerchie, roveja), aggiungere funghi (secchi o freschi da coltivazione biologica), oltre a frutta secca a guscio e semi oleaginosi.

Ridurre il consumo di proteine animali (uova e latticini) scegliendo quelle di qualità migliore:

  • Uova da allevamento di “galline felici” preferibilmente biologiche
  • Latticini come yogurt e kefir (ricchissimo in probiotici), formaggi freschi preferibilmente di capra; formaggi da latte di animali allevati al pascolo (grass fed).

Consumare sempre verdure ad ogni pasto

I benefici del consumo di verdura ad ogni pasto sono rinomati. Quando scegliamo le verdure da inserire nei nostri pasti e spuntini della giornata è tuttavia consigliato seguire alcune indicazioni, come ad esempio:

  • Assumere verdura fresca ad ogni pasto, rispettando la stagionalità
  • Scegliere 4 porzioni dei vari colori/die;
  • Si raccomanda di assumere brassicacee (cavolo nero, viola, verde e bianco, broccoli, cavolo romano, cavolfiore, cavolini di Bruxelles) almeno 3 volte a settimana, in quanto ricche in polifenoli, indolo-3-carbinolo, sulforafano;
  • Assumere aglio e cipolla tutti i giorni, se ben tollerati;
  • Assumere verdura sia cruda che cotta (poco cotta);
  • Ridurre al minimo surgelati e cibi in scatola;
  • Utilizzare verdura anche come spuntino (croccante e poco calorico).

Un’idea per far consumare più verdura anche ai più piccoli, che gradiscono meno la verdura, è mimetizzala nella pasta con sughetti sfiziosi, frullarla per realizzare creme vellutate o utilizzarla per creare crocchette o bastoncini veg al forno.

La frutta, meglio consumarla a colazione o come spuntino tra un pasto e l’altro

Anche la frutta è una componente importante della nostra dieta, per sceglierla e consumarla è bene:

  • Optare sempre per frutta fresca di stagione e del proprio clima e territorio;
  • Consumarla fresca e intera (apporto di fibre e sostanze protettive);
  • Consumarla come spuntino prima o lontano dai pasti saziante e poco calorico, facilmente digeribile o eccezionalmente a fine pasto per diabetici o per chi gradisce dolce a fine pasto
  • Centrifugati ed estratti penalizzano apporto di fibra, da preferire in combinazione con verdure con un rapporto 3:1

Se i più piccoli e i nostri figli non mangiano volentieri la la frutta intera realizzate macedonie o spiedini di frutta di tutti i colori e optate per frullati 100% frutta al posto di bibite gasate. La frutta disidratata è invece un ottimo sostituto delle caramelle.

Dieta, intestino e corpore sano!

Ippocrate diceva che tutte le patologie nascono dall’intestino. Una dieta come quella vegetariana, in grado di tutelare e potenziare l’intestino e le sue naturali difese sarà in grado di proteggerci e di renderci inattaccabili. Andrà tutto bene!

 

Dott.ssa Rosa Sica

Biologa Nutrizionista specializzata in Scienza dell’alimentazione
Master “Terapie Integrate nelle patologie oncologiche femminili”
– I livello – Policlinico Gemelli Roma
Collaboratrice Imbio

Riferimenti:  Alimentazione, Nutrizione, Dieta vegetariana, Coronavirus, Difese Immunitarie, Prevenzione dei tumori
Redattore: Dott.ssa Rosa Sica

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