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Ottobre, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno

Anche quest’anno torna il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno.

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione oncologica nella donna con una campagna di sensibilizzazione mondiale che punta i riflettori sulla lotta contro i tumori femminili e ribadisce l’importanza di una diagnosi precoce.

La diagnosi precoce è il primo gesto di prevenzione per difenderci dal tumore al seno.
La prevenzione è uno strumento indispensabile per monitorare il proprio stato di salute e per ridurre il rischio di sviluppare malattie.

Recettori per gli ormoni estrogeni e progesterone

Nella maggior parte dei casi, le cellule tumorali, hanno specifiche strutture recettoriali a cui si legano gli ormoni estrogeni e progesterone, stimolandone la crescita e la differenziazione.

I tumori con recettori per estrogeni e/o progesterone possono essere efficacemente trattati con farmaci o con terapie naturali che interferiscono sulla produzione e sull’azione ormonale.

Il continuo miglioramento delle conoscenze della biologia dei tumori mammari consente di migliorare sempre più la diagnosi e il trattamento di questa patologia, contribuendo a identificare percorsi terapeutici innovativi e personalizzati.

Un test non invasivo, per la prevenzione di patologie estrogeno-dipendenti

Imbio, in occasione del mese dedicato alla prevenzione, promuove lo screening di due particolari ormoni con un test non invasivo, su urine.

L’esame Estro-Profile è un test non invasivo su urine, che permette di effettuare il dosaggio di due tipi di ormoni, utile a diagnosticare uno squilibrio ormonale.

Oggi è possibile prevenire l’insorgenza di patologie estrogeno-dipendenti e intervenire in modo mirato e personalizzato con le terapie più indicate.

Scopri il test non invasivo, per la prevenzione di patologie estrogeno-dipendenti

Il test è consigliato a tutte le donne che presentano almeno uno tra i seguenti fattori di rischio:

  • Predisposizione genetica per il cancro al seno (BRCA1 e BRCA2 positivi)
  • Pregresso tumore al seno ormone-dipendente
  • Aumento improvviso di peso corporeo dopo la menopausa
  • Aumento del volume del seno dopo la menopausa
  • Aumento della densità mammaria (in presenza o meno di noduli)
  • Menarca precoce (prima dei 12 anni) o menopausa tardiva (oltre i 52 anni)
  • Uso prolungato di contraccettivi orali per più di 10 anni consecutivi


Prevenzione del tumore al seno

La prevenzione primaria ha l’obiettivo di individuare e poter rimuovere i fattori di rischio, le cause che contribuiscono allo sviluppo di un tumore.

Tra i principali fattori di rischio modificabili troviamo terapie ormonali sostitutive (farmaci a base di estrogeni e progesterone), obesità, vita sedentaria, alimentazione scorretta, fumo ed alcool.

Modificare lo stile di vita, significa eliminare quei fattori di rischio da cui dipendono oltre il 20% dei tumori al seno. Per tale ragione, controllare lo stile di vita è un valido strumento per la prevenzione del carcinoma mammario e di altri tumori.

“No women with breast cancer!”

La “mission” della LILT contempla anche la sensibilizzazione delle donne più giovani, affinché imparino ed effettuino mensilmente l’autopalpazione del proprio seno (come approccio informativo ed educativo alla problematica).

Per le donne con tumore al seno, è indispensabile favorire un supporto empatico, psicologico e rigenerativo-estetico sia per il superamento di questa fase di criticità della propria immagine sia a garanzia di una più lunga e migliore qualità di vita.

Scarica la brochure LILT dedicata al mese della prevenzione femminile

 

Un compito umano per un grande obiettivo: “No women with breast cancer!”
– Prof. Francesco Schittulli
Presidente nazionale LILT

 

Riferimenti: Ottobre rosa, tumore al seno, prevenzione
Redattore: IMBIO


È arrivato l’autunno, frutta e verdura per affrontare i primi freddi

È arrivato l’autunno e con i primi freddi vediamo cambiare anche i colori di frutta e verdura, che hanno un significato. Seguire la stagionalità di frutta e verdura è importante perché permette di avere un’alimentazione varia e ricca di preziosi nutrienti. Se d’estate frutta e verdura sono ricchi di sali minerali e acqua per mantenerci idratati, in autunno abbondano di vitamina C, che ci permette di aumentare le nostre difese immunitarie in vista del freddo.

La Dott.ssa Giulia Temponi, biologo nutrizionista in Imbio, ci spiega perché è meglio preferire frutta e verdura di stagione e quali sono gli alimenti da scegliere in autunno.

Perché è meglio preferire frutta e verdura di stagione?

Oggi sugli scaffali dei supermercati troviamo gli stessi ortaggi per tutto l’anno, ma quanti di questi ortaggi sono saporiti e ricchi di nutrienti?

Frutta e verdura di stagione necessitano di un minore utilizzo di pesticidi, quelli fuori stagione necessitano di più pesticidi perché vengono attaccati maggiormente dai parassiti, vengono coltivati in serre, con luce artificiale, spesso conservati in celle frigorifere e oltre ad essere meno ricchi di nutrienti e sapore, sono anche più costosi.

Frutta di stagione in autunno

In generale consiglio di non consumare la frutta dopo i pasti, ma come spuntino a metà mattina o metà pomeriggio, evitando di mischiare frutti diversi per non sommare zuccheri di tipo diverso.
Scegliete un frutto e consumatelo tra i pasti principali.

Vediamo qual è la frutta di stagione in autunno che, come tutta la frutta, andrebbe preferibilmente mangiata con la buccia, la parte più ricca di micronutrienti come vitamine e sali minerali.

Uva

L’uva è un ottimo spuntino, anche se bisogna fare attenzione all’elevato contenuto di zuccheri.
È ricca di vitamine, sali minerali, antiossidanti, acqua e polifenoli che aiutano a mantenere la pelle elastica contrastando la degradazione di collagene ed elastina.

Se si soffre di diabete o se si sta seguendo una dieta ipocalorica è meglio fare attenzione al consumo di uva, proprio per l’elevato contenuto di zuccheri. È invece perfetta dopo lo sport, per reintegrare sali minerali e vitamine persi durante l’allenamento.

Dall’uva si ricava anche l’olio di vinaccioli, ricco di acidi grassi polinsaturi, che ha una azione lassativa, tonificante e abbassa il colesterolo.

Lamponi e mirtilli 

Lamponi e mirtilli compaiono in estate, ma continuano ad essere presenti fino ad ottobre.
Sono ricchissimi di antiossidanti, fanno bene alla pelle e agli occhi. Sono poveri di zuccheri e vanno benissimo per chi ha problemi di glicemia, per chi segue diete ipocaloriche e ipoglucidiche.

Fichi

Come l’uva, anche i fichi vanno consumati con moderazione da chi soffre di sovrappeso e diabete, perché sono molto ricchi di zuccheri. Hanno proprietà lassative dovute alla presenza dei semi e sono dunque utili per la regolarità intestinale. Sono ricchi di vitamine del gruppo B e di vitamina A (o retinolo, utile anche per il benessere degli occhi), antiossidanti e sali minerali.

Pere

Le pere sono ricche di vitamina C e di fibre, che le rendono utili per la digestione e per il transito intestinale.

Hanno un elevato potere energizzante, dovuto alla presenza di zuccheri e delle vitamine B1 e B2, che favoriscono il recupero delle forze. Le pere sostengono la funzionalità intestinale, non solo grazie alla presenza di fibre, ma anche della lignina, che aiuta a prevenire l’insorgenza di tumori al colon.
Infine, la pera ha pochissime calorie, ideale per chi segue un regime ipocalorico.

Uno degli zuccheri presenti nella pera, aiuta a ridurre l’iperglicemia in quanto contribuisce ad eliminare gli zuccheri in eccesso nel sangue. Per questo motivo pur essendo un frutto abbastanza zuccherino, la pera può essere consumata anche dai diabetici anche se è sempre doveroso rivolgersi ad un professionista, in grado di stabilire la quantità adeguata.

Prugne

Come le pere e i fichi anche le prugne hanno proprietà lassative.
Migliorano inoltre la salute del fegato e aiutano a regolare i livelli di glucosio nel sangue, aumentando il senso di sazietà. Quelle viola sono anche ricche di antociani, potenti antiossidanti.

Attenzione, però, alle prugne secche, che come tutta la frutta disidratata, sono molto ricche di zuccheri.

Mele

Le mele sono perfette anche in una dieta ipocalorica, meglio ancora se verdi, perché contengono meno zuccheri dato che il grado di maturazione è più basso.
Sono ricche di polifenoli e flavonoidi, che contrastano i radicali liberi. Se consumate crude hanno proprietà astringenti, cotte, invece, stimolano il transito intestinale. Le mele cotte (così come la frutta cotta in generale) sono molto ricche di zuccheri: attenzione se si segue una dieta ipocalorica o si è diabetici.

Agrumi

Arance, mandarini, clementine, pompelmi (oltre al limone) sono ricchi di vitamina C.
Arance e mandarini vanno consumate con attenzione se seguiamo una dieta ipocalorica o ipoglucidica perché contengono molti zuccheri. Tra le proprietà, sono astringenti e contribuiscono all’assimilazione del ferro di origine vegetale. Ad esempio il succo fresco di limone è ottimo su tutte le verdure verdi, come ad esempio gli spinaci.

Verdura di stagione in autunno

Ottobre porta con sé un cambio di guardia deciso fra i banchi del mercato, dove iniziano a comparire le prime crucifere come verza e cavolo cappuccio, ortaggi che ci accompagneranno per tutto l’inverno.
Passando alle verdure di stagione in autunno, la zucca la fa da padrona, ma ci sono anche porri e sedano rapa, bietole e cipolle tutte verdure ricchissime di proprietà benefiche per la linea e per la salute.

Crucifere

Cavolfiori, broccoli, broccoletti, cavolini di Bruxelles, cavolo nero, verze contengono poche calorie, molta acqua e fibre, che aiutano a contrastare la stipsi.

Sono generalmente sconsigliate a chi soffre di meteorismo o gonfiore addominale (in particolare il cavolfiore), perché tendono a creare gas a livello addominale, ma sono ricchissime di nutrienti come potassio, fosforo, calcio, magnesio, vitamina A, C e K.

Contengono anche sulforafano, una molecola ad azione protettiva nei confronti del cancro che dà quel caratteristico odore di zolfo. Con questo non si pensi che mangiare crucifere metta al riparo dai tumori, ma certamente può aiutare a prevenirli. Inoltre le crucifere hanno una azione depurativa a livello del fegato e sono utili contro l’anemia grazie al loro contenuto di vitamina C che migliora l’assorbimento del ferro.
Insomma, forse non profumano, ma fanno molto bene.

Zucca

Insieme a melone, anguria, cetrioli e zucchine fa parte delle cucurbitacee. La zucca ha pochissime calorie, è molto nutriente e ha una azione diuretica, ma è molto zuccherina.
Quindi attenzione se siete diabetici o se seguite una dieta ipocalorica è meglio mangiarla con moderazione.

Contiene molto betacarotene, sostanza che l’organismo utilizza per sintetizzare la vitamina A, quindi ha proprietà antinfiammatorie e utili alla vista.

Anche i semi della zucca si possono consumare. I semi di zucca sono ricchi di acidi grassi essenziali, acido linoleico e omega 3 e omega 6.

Finocchi

Al contrario dei cavolfiori, i finocchi sono ottimi per chi soffre di meteorismo e gonfiori addominali.

Crudi sono uno spuntino perfetto, ricco di acqua e povero di calorie, che sazia senza appesantire.
Grazie alla presenza di sostanze estrogeniche naturali possono fornire un effetto equilibrante sui livelli ormonali femminili. Consiglio l’estratto di sedano, finocchio e zenzero altamente drenante.

Spinaci 

Gli spinaci Sono ricchi di ferro, vitamina A e acido folico, essenziale per il buon funzionamento del sistema nervoso e con la capacità di abbassare i livelli ematici di omocisteina, prevenendo disturbi come depressione, deficit mentale e problemi cardiovascolari.

Sono ottimi utilizzati sia cotti che crudi (come ad esempio negli estratti).
Un buon estratto altamente detossificante è a base di spinaci, sedano, zenzero e mela verde.

Il consiglio del nutrizionista 

La stagione autunnale ci permette di gustare tantissimi prodotti, ognuno con il proprio sapore e particolarità.
Le proprietà di frutta e verdura di stagione e i benefici di un’alimentazione varia e stagionale possono aiutarci a sostenere il nostro sistema immunitario.

Il mio consiglio è sempre quello di seguire la stagionalità degli alimenti e consumarli con un regime adeguato alle nostre necessità e al nostro stile di vita.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Autunno, Frutta e verdura di stagione
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi


Siamo sempre con voi, anche a Natale!

In occasione delle Festività Natalizie il nostro centro medico ed il laboratorio resteranno sempre aperti esclusi soltanto alcuni giorni di festa.

Nuovo orario del periodo natalizio

Centro medico
Giovedì 24 dicembre aperti fino alle h14
25, 26, 27 e 31 dicembre chiuso
1, 2, 3 e 6 gennaio chiuso

Laboratorio
Giovedì 24 dicembre aperti fino alle h12
25, 26, 27 e 31 dicembre chiuso
1, 2, 3 e 6 gennaio chiuso

Mercoledì 30 dicembre chiusi per inventario, ma rispondiamo al telefono per fissare ritiri per il Nuovo Anno.
Durante tale periodo sono sospese anche le attività di prelievo, analisi e refertazione quindi le tempistiche di consegna di referti potranno subire ritardi. 

Vi ricordiamo inoltre che i ritiri via corriere DHL o TNT vengono eseguiti dal lunedì al giovedì. Il servizio di corriere verrà sospeso secondo il seguente calendario:

  • ALCAT TEST ritiri fino al 21 dicembre, il 28 e 29 dicembre, poi riprende regolarmente dal 7 gennaio
  • Altre analisi su feci, urine, saliva e sangue ritiri il 22 e il 28 dicembre, 4 e 5 gennaio, poi riprende regolarmente dal 7 gennaio

Vengono invece effettuati i ritiri nella città di Milano e dintorni nei giorni di apertura di IMBioLab. 

Durante i periodi di chiusura degli uffici è possibile prenotare ritiri di campioni per i giorni in cui il servizio è svolto sia via e-mail al solito indirizzo segreteria@imgep.com sia via sms al numero 393 948 4358.
Ricordiamo i contatti del nostro laboratorio con punto prelievi

IMBioLab 

Via Sidoli 1 – Milano
tel 02 58300376 – sms e whatsapp 393 948 4358
segreteria@imgep.com

I prelievi vengono eseguiti tutti i giorni, previo appuntamento, dalle 8.00 alle 11.00

IMBio
via G. Gallina 10 – Milano
tel 02 58300445 – sms e whatsapp 393 948 4358
info@imbio.it

VI RICORDIAMO CHE IL SABATO I PRELIEVI VENGONO EFFETTUATI PRESSO IL CENTRO MEDICO

Lo staff di Imbio ed ImbioLab vi augura giorni di serene feste!

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L’interleuchina (IL) -6, una citochina con ridondanza e attività pleiotropica, contribuisce alla difesa dell’ospite contro lo stress ambientale acuto, mentre è stato dimostrato che la produzione di IL-6 persistente e disregolata gioca un ruolo patologico in varie malattie infiammatorie autoimmuni e croniche.

Quando l’IL-6 viene sintetizzato in modo transitorio, partecipa prontamente alla difesa dell’ospite contro lo stress ambientale come infezioni e lesioni e allo stesso tempo fornisce un segnale “SOS” (avvertimento) innescando un ampio spettro di eventi biologici. Una volta che la fonte di stress viene rimossa dall’ospite, l’attivazione mediata da IL-6 della cascata di trasduzione del segnale viene interrotta da sistemi di regolazione negativa in combinazione con la normalizzazione dei livelli sierici di IL-6 e PCR.

TUTTAVIA, LA PRODUZIONE PERSISTENTE DI IL-6 DISREGOLATA È STATA IMPLICATA NELLO SVILUPPO DI VARIE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE AUTOIMMUNI E PERSINO TUMORI.

Sembra che la continua e persistente produzione di IL-6, sovra regolata ma comunque sub-clinica, sia dovuta in parte allo stato di stress persistente a cui viene costantemente sottoposto l’organismo, dovuto a fattori concomitanti, come: stress emotivo, ambientale, alimentare, da xenobiotici, e infezioni da vari parassiti (batteri, virus, protozoi).

Tutto ciò induce una up-regolazione di citochine infiammatorie ed antinfiammatorie (come IL-10) che tendono all’omeostasi, evitando per questo una risposta violenta da parte del sistema immunitario e quindi un danno d’organo che può risultare fatale.

In questo scenario “disregolato”, si evince come il sistema immunitario adattativo risulti disregolato e “anergico”, con un iperattivazione leucocitaria, rappresentata in particolar modo dai neutrofili, perpetrando in un “loop” a feed-back positivo: l’infiammazione silente.

IL-6 tempesta citochimica interleuchine sistema immunitario tumori Covid-19

IL-6 è una citochina con attività pleiotropica; induce la sintesi di proteine della fase acuta come PCR, siero amiloide A, fibrinogeno ed epcidina negli epatociti, mentre inibisce la produzione di albumina. IL-6 svolge anche un ruolo importante sulla risposta immunitaria acquisita stimolando la produzione di anticorpi e lo sviluppo delle cellule T effettrici. Inoltre, IL-6 può promuovere la differenziazione o la proliferazione di diverse cellule non immunitarie. A causa dell’attività pleiotropica, la produzione continua disregolata di IL-6 porta all’insorgenza o allo sviluppo di varie malattie.

Che legame c’è tra la CRS (Sindrome di rilascio citochinico) la risposta infiammatoria sistemica e il Covid-19 

La CRS (Sindrome di rilascio citochinico) è una risposta infiammatoria sistemica che può essere causata da infezioni, alcuni farmaci e altri fattori, caratterizzata da un forte aumento del livello di un gran numero di citochine pro-infiammatorie.

La CRS è più comune nelle patologie legate a infezioni virali. SARS-CoV-2 si lega alle cellule epiteliali alveolari. Il virus quindi attiva il sistema immunitario innato e adattativo, provocando il rilascio di un gran numero di citochine, inclusa IL-6. Inoltre, la permeabilità vascolare è aumentata da questi fattori pro-infiammatori, con il risultato che una grande quantità di liquidi e cellule del sangue entrano negli alveoli, con conseguente dispnea e persino insufficienza respiratoria.

Dati emergenti suggeriscono che molti pazienti infetti da COVID-19 possono morire a causa di una risposta eccessiva del loro sistema immunitario, caratterizzato dal rilascio anormale di citochine circolanti, chiamata sindrome da rilascio di citochine (CRS).

La CRS gioca un ruolo importante nel deterioramento dei pazienti COVID-19, dalla polmonite alla sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), che si accumula nell’infiammazione sistemica e, in ultima analisi, nell’insufficienza d’organo multi sistemica. Questo fenomeno di una pletora di citochine che scatenano il caos in tutto il corpo viene spesso definito in modo vivido “tempesta di citochine”.

Molte citochine prendono parte alla “tempesta di citochine” nei pazienti COVID-19, tra cui IL-6, IL-1, IL-2, IL-10, TNF-α e IFN-γ; tuttavia, un ruolo cruciale sembra essere svolto dall’IL-6, i cui livelli aumentati nel siero sono stati correlati con insufficienza respiratoria, ARDS e esiti clinici avversi.

IL-6 ha proprietà pro-infiammatorie significative e funziona attraverso due principali vie di segnalazione: cis o trans. L’attivazione di questa cascata di segnali porta a effetti pleiotropici sul sistema immunitario acquisito (cellule B e T) e sul sistema immunitario innato (neutrofili, macrofagi e cellule natural killer) che possono contribuire alla CRS. Ciò aggrava gravemente la “tempesta di citochine” attraverso la secrezione del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), la proteina chemio attrattiva dei monociti-1 (MCP-1), IL-8 e ulteriore IL-6, nonché una ridotta espressione di E-caderina sull’endotelio cellule.

La secrezione di VEGF e la riduzione dell’espressione di E-caderina contribuiscono alla permeabilità e alle perdite vascolari che partecipano alla fisiopatologia dell’ipotensione e della disfunzione polmonare nell’ARDS.

Precedenti studi hanno dimostrato l’efficacia degli antagonisti dell’”IL-6-IL-6R” per il trattamento della CRS e della linfoistiocitosi emofagocitica secondaria (sHLH), entrambi caratterizzati dalla sovraregolazione delle citochine sieriche. Ciò suggerisce un ruolo cruciale per IL-6 nella fisiopatologia delle sindromi iperinfiammatorie guidate dalle citochine e classifica l’IL-6 come potenziale bersaglio per la terapia mirata COVID-19. Sono infatti in corso antagonisti di IL-6 e IL-6R per studi clinici per la gestione di pazienti COVID-19 con gravi complicanze respiratorie.

Tutte queste evidenze evidenziano l’importanza della “tempesta di citochine” e in particolare dell’IL-6 e delle sue vie di segnalazione a valle nella malattia COVID-19. Una rilevazione e un monitoraggio accurati di tutte queste componenti sono fondamentali per una migliore comprensione della progressione della malattia e per valutare la miglior risposta terapeutica.

L’immunopatologia di Covid-19 

 

Immunopatologia Covid-19

I modelli immunitari di COVID-19 includono linfopenia, attivazione e disfunzione dei linfociti, anomalie di granulociti e monociti, aumento della produzione di citochine e aumento degli anticorpi.

La linfopenia è una caratteristica chiave dei pazienti con COVID-19, specialmente nei casi gravi. CD69, CD38 e CD44 sono altamente espressi sulle cellule T CD4 + e CD8 + dei pazienti e le cellule T virus-specifiche dei casi gravi mostrano un fenotipo di memoria centrale con alti livelli di IFN-γ, TNF-α e IL-2.

Tuttavia, i linfociti mostrano un fenotipo di esaurimento con sovraregolazione della proteina 1 di morte cellulare programmata (PD1), dominio dell’immunoglobulina delle cellule T e dominio della mucina-3 (TIM3) e del membro 1 della sottofamiglia C del recettore simile alla lectina delle cellule killer (NKG2A). I livelli di neutrofili sono significativamente più alti nei pazienti gravi, mentre la percentuale di eosinofili, basofili e monociti è ridotta.

L’aumento della produzione di citochine, in particolare di IL-1β, IL-6 e IL-10, è un’altra caratteristica chiave del COVID-19 grave. Anche i livelli di IgG sono aumentati e c’è un titolo più alto di anticorpi totali.

Potenziali meccanismi di immunopatologia indotta da SARS-CoV-2

Potenziali meccanismi di immunopatologia indotta da SARS-CoV-2
a I potenziali meccanismi di deplezione ed esaurimento dei linfociti. (1) L’espressione del recettore ACE2 sui linfociti, in particolare sui linfociti T, promuove l’ingresso di SARS-CoV-2 nei linfociti. (2) Un aumento concomitante dei livelli di citochine infiammatorie promuove l’esaurimento e l’esaurimento delle cellule T. (3) SARS-CoV-2 danneggia direttamente gli organi linfatici, inclusi milza e linfonodi, inducendo linfopenia. (4) L’aumento dei livelli di acido lattico inibisce la proliferazione e la disfunzione dei linfociti. b La linfopenia può portare a infezioni microbiche, favorendo ulteriormente l’attivazione e il reclutamento di neutrofili nel sangue. c I potenziali meccanismi di induzione della tempesta di citochine. (1) Le cellule T CD4 + possono essere attivate rapidamente in cellule Th1 che secernono GM-CSF, inducendo ulteriormente i monociti CD14 + CD16 + con alti livelli di IL-6. (2) Un aumento della sottopopolazione di monociti CD14 + IL-1β + promuove una maggiore produzione di IL-1β. (3) Le cellule Th17 producono IL-17 per reclutare ulteriormente monociti, macrofagi e neutrofili e stimolare altre cascate di citochine, come IL-1β e IL-6 tra le altre. d Un anticorpo monoclonale neutralizzante mirato al virus può favorire l’ingresso del virus nelle cellule attraverso la regione Fc dell’anticorpo legato al recettore Fc (FcR) sulle cellule; questo è correlato alla progressione della malattia e agli scarsi risultati dei pazienti con COVID- 19.

 

In uno studio pubblicato su Signal Transduction and Target Therapy sono stati arruolati trentasei casi adulti con COVID-19 grave e con prognosi critica in cui sono state valutate diverse citochine tra cui IL-2, IL-4, IL-6, IL-10, TNF-α e IFN-γ; si è visto che erano notevolmente aumentati, specialmente IL-6 e IL-10. Inoltre, le percentuali di pazienti con sovraregolazione di IL-6 e IL-10 erano rispettivamente del 97,0% e del 100,0%, che erano significativamente più alti di quelli dei pazienti con quadro clinico migliore. Inoltre, i livelli di IL-6 e IL-10 nei pazienti COVID-19 critici erano significativamente più alti rispetto a quello nei pazienti COVID-19 gravi. Questi risultati dimostrano che il livello di citochine era elevato nei pazienti COVID-19 gravi e critici, in particolare IL-6 e IL-10 erano enormemente aumentati.

Per valutare ulteriormente la correlazione tra questi parametri immunitari e la prognosi clinica, sono state analizzate le sopravvivenze complessive in pazienti con livelli alti e bassi di sottopopolazioni linfocitarie e citochine. E’ stato scoperto che i pazienti con livelli elevati di linfociti totali, T totale, CD4 + T, CD8 + T e cellule NK avevano una buona sopravvivenza. Inoltre, i pazienti con alti livelli di IL-6 e IL-10 avevano una scarsa sopravvivenza globale. Tra questi pazienti COVID-19, le percentuali di pazienti con alti livelli di linfociti, inclusi linfociti totali, T totale, CD4 + T, CD8 + T e cellule NK, erano ovviamente più alte in tutti i sopravvissuti rispetto a quella nei non sopravvissuti, e c’era un risultato opposto per le cellule B. Nel frattempo, i pazienti con bassi livelli di IL-6 e IL-10 erano fondamentalmente vivi.

Attraverso la tomografia computerizzata (TC) di un paziente durante il recupero, l’infiammazione è stata notevolmente ridotta, accompagnata dall’aumento dei livelli di ciascuna sottopopolazione di linfociti. Inoltre, un non sopravvissuto ha presentato una grave infiammazione mediante immagine Tomografica con grave produzione di IL-6 e IL-10; tuttavia, in un altro sopravvissuto, i livelli di IL-6 e IL-10 erano significativamente ridotti con un’infiammazione relativamente lieve mediante immagine Tomografica.

Pertanto, le caratteristiche immunitarie sono strettamente associate alla progressione della malattia, che potrebbe essere utilizzata come potenziale biomarcatore per la prognosi dei pazienti COVID-19 gravi e critici.

In questo studio, i pazienti COVID-19 gravi e critici mostrano linfopenia e alti livelli di citochine, in particolare le cellule T alterate, e un aumento di IL-6 o IL-10, che sono serviti come potenziali biomarcatori per la progressione della malattia. Altri studi hanno anche riportato che la carenza o l’incapacità dei linfociti nei pazienti COVID-19 ha promosso la progressione della malattia, e la maggior parte dei casi gravi ha presentato livelli elevati di biomarcatori correlati all’infezione e citochine infiammatorie.

La produzione di un gran numero di citochine infiammatorie è definita come tempesta di citochine, che porta alla disfunzione di più organi. Il nostro studio attuale ha anche spiegato lo stretto legame tra il livello di citochine e l’insufficienza d’organo. Pertanto, secondo gli speciali profili immunitari verificatisi nei pazienti COVID-19 gravi e critici, il potenziamento dei linfociti e l’inibizione dell’infiammazione sono le strategie promettenti per il trattamento di questi pazienti COVID-19.

Uno studio su 452 pazienti infetti da SARS-CoV-2 ha anche riportato che l’aumento dei livelli di IL-6 era più marcato, con sintomi più gravi. Questi livelli sono stati più alti di quelli osservati nei pazienti con SARS-CoV o MERS. È stato inoltre riscontrato che i livelli di IL-6 erano notevolmente più alti nei pazienti deceduti a causa di COVID-19 rispetto a quelli guariti. L’attivazione di IL- 1β da parte di SARS-CoV-2 a sua volta attiva IL-6 e TNF-α. È stato anche dimostrato che un’elevata espressione di IL-6 in pazienti con COVID-19 può accelerare il processo infiammatorio, contribuendo alla tempesta di citochine e peggiorando la prognosi. La tempesta di citochine, inclusi livelli elevati di IL-6, è stata anche associata a danno cardiaco in questi pazienti.

ImbioLab effettua da anni il dosaggio salivare delle citochine

IMBIOLab da anni effettua il dosaggio salivare delle citochine, in particolare: IL-6, IL-1 BETA, TNF- alfa e IL-10, direttamente implicate nel fenomeno noto come “Tempesta di Citochine”, che delinea un quadro clinico di estrema gravità prognostica nei pazienti affetti da Sars-CoV-2.

I valori ottimali di queste citochine sono di estrema importanza nella giusta risposta immunitaria in caso di infezione da virus.

Dal momento che la corretta risposta immunitaria verso un agente patogeno è determinata principalmente dallo stato di salute dell’individuo, è chiaro che il controllo periodico dello stato infiammatorio risulta determinante nella corretta risposta immunitaria.

Il dosaggio citochinico effettuato da IMBIOLab è su TAMPONE SALIVARE, quindi non invasivo e di facile prelievo.

Dott. Mauro Mantovani 

Responsabile Ricerca e Sviluppo IMBIO
Direttore Scientifico IMBIO Academy

Riferimenti:  Interleuchine, Citochine, IL-6, Covid-19
Redattore: Dott. Mauro Mantovani

Fonti:

–  COVID-19: immunopathogenesis and Immunotherapeutics, Nature 2020, Yang. et al
–  Immune characteristics of severe and critical COVID-19 patients, Signal Transd. Ther. 2020, Li Yang. et al.
–  IL-6: Relevance for immunopathology of SARS-CoV-2, Cytochine Growth Factors Rev. 2020, E O Gubernatorova et al.
–  Dysregulation of immune response in patients with COVID-19 in Wuhan, China. Clin. Infect. Dis. 2020 Qin C. et. al.

 

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Controllare l’infiammazione per prevenire le infezioni virali

L’infiammazione è da tempo riconosciuta come la mamma di quasi tutte le patologie.
Cosa si intende dire con questa affermazione? Le ricerche che da anni si sono focalizzate sui meccanismi che governano e regolano l’infiammazione, hanno messo in evidenza che diverse malattie nascono da infiammazioni croniche non riconosciute o asintomatiche e chiunque può esserne affetto, ma non accorgersene.

Molti sono gli esempi di malattie che nascono da uno stato infiammatorio:

  • il diabete tipo 2 
  • le patologie del cuore e delle arterie
  • l’invecchiamento della cute
  • la degenerazione delle cellule del sistema nervoso che portano alla demenza e al decadimento cognitivo
  • l’obesità
  • le infiammazioni articolari
  • le broncopneumopatie
  • le coliti e le sindromi gastro intestinali

e molte altre ancora.

È possibile riconoscere in tempo un’infiammazione senza avere sintomi?

Da alcuni anni è possibile ricorrere allo studio delle interleuchine infiammatorie, prodotte da geni infiammatori specifici, in grado di scatenare reazioni flogistiche polidistrettuali.

Le interleuchine sono speciali proteine prodotte da stimoli esterni come infezioni, traumi, agenti patogeni. Alcuni soggetti sono predisposti geneticamente a produrre queste interleuchine in grado di agire su alcune parti dell’organismo, creando vere e proprie alterazioni della zona o delle zone colpite, in base ad una predisposizione costituzionale o ereditata.

Come affondare la stagione e prevenire infezioni virali

Quindi se siamo infiammati siamo più esposti alle infezioni stagionali. Affrontiamo la stagione che è alle porte controllando il livello di infiammazione, analizzando le interleuchine infiammatorie attraverso la raccolta dalla saliva. Le metodiche di laboratorio di alto livello, ci permettono di controllare in modo preciso lo stato di salute e benessere e/o di patologia non evidente.

Come tutti i sistemi di analisi, ci vuole sempre l’interpretazione da parte del professionista, che valuterà il profilo di rischio infiammatorio, se presente, e le relative misure terapeutiche o preventive da mettere in atto.

  • Tra le possibili terapie per controllare o ridurre l’infiammazione silente, in primo piano c’è sempre l’alimentazione, che dovrà favorire alimenti di stagione, a basso indice glicemico, e antiossidante, con una buona fonte di proteine (animali e vegetali) e grassi preferibilmente di origine vegetale.
  • Assumere prodotti nutrizionali o immunostimolanti su indicazione del medico specialista, in grado di stimolare la produzione di cellule immunocompetenti e protettive.
  • Tra le terapie un po’ invasive, le infusioni di antiossidanti (flebo) come la vitamina C, n-acetil-cisteina,acido lipoico, glutatione (per citarne alcuni) e, l’ozonoterapia.

Queste terapie sono da preferire e da iniziare in modo preventivo, per consentire al sistema immunitario di affrontare la stagione autunnale e invernale nel miglio modo possibile, riducendo i fattori di rischio che possono mettere e dura prova gli anticorpi favorendo in questo modo infezioni virali.

Rinforzare il sistema immunitario per affrontare la stagione in arrivo

Possiamo quindi affermare che gli effetti benefici della prevenzione sono molteplici:

  • Modula lo stato infiammatorio, riducendo la potenzialità nociva
  • Aumenta la capacità antibatterica
  • Aumenta la capacità antivirale

Buona prevenzione a tutti!

Contatta subito il nostro centro medico per scoprire le terapie per rinforzare il sistema immunitario

 

Prof. Giuseppe Di Fede

Direttore sanitario
Medico chirurgo specialista in nutrizione e dietetica clinica e medicina genetica preventiva

Riferimenti:  Covid, Sistema immunitario, Infiammazione, Prevenzione, Medicina preventiva, Interleuchine
Redattore: Prof. Giuseppe di Fede


Quanto è importante la colazione?

Chi non ha mai sentito dire la prima colazione è il pasto più importante della giornata alzi la mano.
Ce lo dicono tutti, da sempre, ma spesso i ritmi frenetici caratteristici della quotidianità di molti di noi, ci portano a compiere scelte alimentari scorrette che diventano poi delle vere e proprie (cattive) abitudini.

Il pasto da sempre più bistrattato è la prima colazione.
La sveglia che suona sempre troppo presto, dover lottare contro il tempo per non arrivare in ritardo e lo stress che ci pervade sono tutte cause che ci portano principalmente a fare due tipi di scelte sbagliate:

  • saltare del tutto questo pasto
  • ripiegare su cibi particolarmente ricchi di zuccheri e grassi saturi, ma veloci da consumare

Il risultato è il medesimo, ovvero assumere calorie in eccesso, riacquistare precocemente senso di fame e sentirsi già stanchi di prima mattina.

La prima colazione infatti è un momento importante sotto molti punti di vista.
La colazione permette di attivare il metabolismo ed è uno stimolo per tutte le funzioni a cui il nostro organismo deve adempiere, modulando il profilo ormonale e risultando quindi determinante ad esempio per il mantenimento dell’attenzione e in generale per una buona salute mentale e fisica.

Impariamo ora nuove buone abitudini per farle diventare parte della nostra routine

La situazione attuale ci ha costretti a stravolgere completamente le nostre abitudini.
Tutti coloro che non possono continuare a lavorare regolarmente presso negozi, uffici e varie attività, ora sono costretti tra le mura di casa, proprio per scongiurare la possibilità di contagio da questa pandemia da Coronavirus in atto.

Non poter uscire, talvolta anche rinunciando a poter svolgere la propria attività lavorativa, se da un lato relega obbligatoriamente dentro casa, dall’altro (vedendo il bicchiere mezzo pieno) ci permette di avere più tempo a disposizione per spostare la nostra attenzione su tantissime attività che prima non avevamo tempo e modo di seguire.

In questo momento possiamo dedicarci molto più a noi stessi e curare maggiormente la nostra alimentazione. Rivedere le nostre abitudini alimentari ci consente di rinforzare il nostro sistema immunitario a partire proprio dalla prima colazione.

Una colazione bilanciata: ecco alcuni consigli per farla nel modo corretto

Ecco alcuni semplici consigli per iniziare al meglio la giornata.

Gli zuccheri raffinati sono da evitare

Anche se la prima colazione è il momento in cui l’uso di dolci e carboidrati, anche raffinati, risulta meno dannoso, lo sbalzo glicemico che si genera in seguito all’assunzione di questi alimenti rischia di debilitare più che stimolare. È decisamente preferibile l’assunzione di cereali e di farine integrali a basso indice glicemico come l’avena, il grano saraceno o la farina di segale, ottime anche per preparare dei gustosi pancake proteici.

Non rinunciamo alla frutta 

La frutta fresca di stagione e con la buccia, è l’alimento ideale per assumere una buona quantità di antiossidanti e di vitamine. Ad esempio con gli agrumi, ricchi tra l’altro di vitamina C, che soprattutto in questo periodo è utile per fortificare il sistema immunitario o l’avocado, povero di zucchero e ricco di grassi buoni essenziali sono perfetti per iniziare al meglio la giornata.

È importante consumare frutta e verdura seguendo la loro stagionalità (scopri gli alimenti di stagione) e preferibilmente intera o con la buccia.

Ricordiamoci di aggiungere sempre una fonte proteica 

Per dare da subito un’impennata al metabolismo ed evitare sconvenienti picchi glicemici è fondamentale aggiungere una buona fonte proteica alla nostra colazione.

Considerando le nostre abitudini, che evidenziano una preferenza degli italiani per una colazione dolce, consigliamo di consumare yogurt greco (povero di lattosio e ricco di proteine) o uova per la preparazione di soffici pancakes ed abbinarli a frutta secca (mandorle, pistacchi, noci, nocciole o anacardi) o semi oleosi (semi di chia, zucca, sesamo, etc. ).

Da considerare assolutamente anche le alternative salate, come prosciutto magro, uova o salmone affumicato selvaggio abbinato anche in questo caso ad una fonte di grassi buoni come l’avocado.
Avete mai provato a fare colazione con una fetta di pane integrale tostato, avocado schiacciato con un goccio di limone e condito con un pizzico di sale e pepe ed un uovo all’occhio di bue appoggiato sopra?

Approfittiamo del tempo a nostra disposizione per prenderci cura della nostra alimentazione

Approfittiamo quindi di questa emergenza e delle restrizioni che ci sono state imposte per dedicare una maggior attenzione alla nostra alimentazione a partire proprio dalla prima colazione, e chissà che da questo periodo non si possano imparare abitudini da poter perseguire anche in futuro.

Contatta i nostri biologi nutrizionisti

Per un piano nutrizionale personalizzato e basato sulle tue esigenze.

 

Riferimenti:  colazione, sana alimentazione, alimentazione in quarantena, nutrizione
Redattore: Dott. Gabriele Coppo

 

 



Cambio di stagione, cambio di stagionalità degli alimenti

Nei supermercati ormai si può trovare di tutto e di più in ogni momento dell’anno, ma è importante ricordare che per stare bene e in forma è consigliabile consumare ciò che le stagioni ci offrono.
Bisogna tenere sempre a mente che i cibi di stagione apportano la maggior quantità di vitamine e sostanze nutritive.

Frutta e verdura di stagione, cosa scegliere?

Frutta e verdura primaverili sono ormai ben noti. A marzo sono ancora presenti agrumi, kiwi, mele, pere, ad aprile arrivano le fragole e le nespole, a maggio le ciliegie e a giugno possiamo trovare albicocche, pesche e prugne. Tra gli ortaggi ricordo asparagi, ravanelli, carciofi, spinaci, finocchi e rucola.

Vitamine di tutti i tipi, minerali e antiossidanti invadono così le nostre tavole, aiutando il sistema immunitario e rallentando i processi  di invecchiamento dell’organismo.

Carne, pesce, formaggi e legumi. Cosa preferire in primavera?

La primavera non rimanda solo ai prati, boschi e campi fioriti perché anche i pesci hanno le loro stagioni.
La primavera ci “porta” il merluzzo, il nasello, la leccia, la gallinella e lo sgombro.
Lo sgombro, in particolare, è ricco di omega-3, potente antinfiammatorio, fondamentale per il benessere di cuore, pelle e intestino. È un pesce poco costoso e acquistato fresco si presta a cotture semplici e veloci.

Anche tra le carni ci sono delle tipologie da preferire in primavera: parliamo delle carni bianche.
Agnello, anatra, pollo, tacchino e in particolare il coniglio. Carne digeribile, molto proteica e poverissima di grassi, adatta anche per soggetti con problemi di colesterolo.

La primavera è sicuramente il momento migliore dei formaggi ovini e caprini. Favorire quelli freschi o poco stagionati. Sono particolarmente saporiti e gustosi ma soprattutto più digeribili per molti soggetti intolleranti al lattosio in quanto la percentuale di questo zucchero è inferiore rispetto a quello presente nel latte di mucca.

Questo periodo è anche il momento ideale per gustarsi i primi legumi freschi.
Ricordo tra gli altri i piselli e le fave, ottimi scottati al vapore e da aggiungere alle insalate o nelle zuppe.
Questi legumi sono ricchi di proteine, grassi buoni, vitamine, minerali, soprattutto il ferro e in particolare fibre.

E ora largo alla fantasia per creare ricette con alimenti di stagione

Le esigenze nutrizionali di ogni individuo cambiano da persona a persona in base a tantissimi fattori.
Affidarsi ad un professionista è sicuramente un valido strumento per migliorare sia il proprio stato di forma sia il proprio stato di salute, con conseguente miglioramento della qualità della vita.

La dieta, infatti, deve essere intesa come uno stile di vita e non come un programma dimagrante da seguire per un periodo di tempo limitato. Dieta significa seguire un piano nutrizionale piacevole e bilanciato, che ci consente di sentirci bene e sfruttare l’energia e i nutrienti del cibo per stare meglio.
Se non sai come comportarti o vuoi ricevere un consiglio personalizzato:

Chiedi ai nostri biologi nutrizionisti

Se invece abbiamo tutti gli ingredienti di stagione, largo alla fantasia!
Creare piatti buoni, sani e bilanciati rispettando il concetto di stagionalità è semplice e bastano solo pochi accorgimenti.

Buona primavera!

 

Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  stagionalità degli alimenti, frutta e verdura di stagione, alimenti in primavera, dieta, mantenersi in forma, sana alimentazione
Redattore: Dott. Alessio Tosatto

 



Approfittiamo del tempo a nostra disposizione per organizzare tavola e dispensa, riscoprire sapori sani, sperimentare in cucina e tornare in pista sani e in forma! Ecco qualche utile consiglio per non lasciarsi prendere dalla noia e buttarsi sul cibo.

Non ingrassare in questi giorni? Si può! Stare in casa può portarci a mangiare di più e a ritrovarci con chili in eccesso che oltre al punto di vista estetico possono essere dannosi per la salute.
Il Dott. Sacha Sorrentino,  biologo nutrizionista, esperto in nutrizione e integrazione sportiva ci consiglia come affrontare questo periodo.

Non saltare i pasti

Mangia ad intervalli regolari: evita di saltare i pasti e cerca di mantenere le buone abitudini.
Una sana alimentazione prevede la regola dei cinque pasti al giorno. Eliminare un pasto nel tentativo di mangiare meno o accelerare il processo di dimagrimento, può farci ottenere l’esatto opposto.
Quando saltiamo i pasti rallentiamo il nostro metabolismo, attivando una condizione di allarme.
Gli spuntini ci aiuteranno ad arrivare non troppo affamati al pranzo ed alla cena e a mantenere la glicemia, ovvero la quantità di zuccheri nel sangue, costante durante il giorno.

Dosa i prodotti raffinati

Dosa i prodotti raffinati, i pasti pronti o i prodotti industriali. Ora che abbiamo tempo, concediamoci delle merende sfiziose:

  • frutta di stagione (ricca di zuccheri buoni)
  • fonti proteiche come yogurt greco, grana e parmigiano stagionato 30 mesi
  • frutta secca come mandorle, noci, nocciole, anacardi, etc. per l’apporto di grassi buoni

Cucina con fantasia per ritrovare il gusto della tavola

Usa colori, sapori e profumi per creare nuove ricette. Cucinare in modo sano non significa mangiare in modo noioso. Cerca di utilizzare alimenti di stagione e creare abbinamenti, ricette nuove e metodi di cottura differenti per ritrovare il gusto dello stare a tavola in modo sano.

Pochi ingredienti di stagione e di buona qualità possono rendere unica la tua esperienza in cucina.
Ad esempio, hai mai pensato di aggiungere della scorza di arancia o di limone ai tuoi piatti? Potrebbe essere un’ottima idea per insaporire le pietanze senza aumentare l’apporto calorico del pasto. Largo uso inoltre a spezie ed aromi, che inoltre hanno straordinarie proprietà.

Non mangiare per noia

Applica un metodo, non mangiare per noia.  Riadatta il tuo programma nutrizionale, magari con la consulenza di  uno specialista che ti conosce. Muovendoti meno, durante la giornata, il dispendio energetico sarà inferiore ed è importante prestare attenzione a tutti gli “spuntini” fuori pasto.

Non rinunciare ai tuoi allenamenti, cerca di mantenerti attivo

In questo periodo in cui non è possibile uscire e fare passeggiate all’aria aperta, cerca comunque di mantenerti attivo. Un consiglio che mi sento di dare è di alzarsi almeno per 5 minuti ogni ora, specialmente se stai lavorando da casa. Ti aiuterà a recuperare anche la concentrazione.

Cerca di non passare troppo tempo sul divano o seduto. Fai esercizi a corpo libero o con dei pesi: bastano 5 minuti ogni ora, così da arrivare anche a 60 nell’arco della giornata. Via libera alla fantasia e all’inventiva.
Inoltre, in questo periodo di quarantena tantissimi atleti stanno pubblicando regolarmente workout da fare in casa e a corpo libero, per potersi muovere ogni giorno.

Il sonno è importante

Cura il riposo: ora non ci sono più scuse. Puoi finalmente riposare almeno 7-8 ore a notte.
Dormire poco aumenta la voglia di cibo spazzatura e può portare a farci introdurre calorie in eccesso fino al 30% come dimostrano gli ultimi studi scientifici. Dormire poco condiziona il nostro metabolismo e influisce anche sul cortisolo, l’ormone dello stress.

Controlla i tuoi progressi: prendi le misure!

Pesati una volta a settimana e prendi le misure. Bilancia e metro da sarta  sono strumenti infallibili per misurare peso e centimetri. Capire l’andamento di chili e forme ti aiuterà a mantenere alta anche la motivazione.
Con questi strumenti puoi chiedere una consulenza ad un professionista, che dopo un colloquio telefonico saprà indicare il percorso migliore per i tuoi obiettivi.

Ricevi una consulenza personalizzata


Dott. Sacha Sorrentino

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  dieta, mantenersi in forma, dieta facile, restare in forma in casa, coronavirus e dieta, sana alimentazione
Redattore: Dott. Sacha Sorrentino

 

 



Marzo 9, 2020 attualitàGeneral

EMERGENZA CORONAVIRUS

In ottemperanza ai comunicati emanati dal governo in materia di sicurezza e normative sulla nuova epidemia da COVID-19, si informano i pazienti e i collaboratori dell’Istituto di Medicina Biologica che le attività ambulatoriali e terapeutiche continuano come di consueto, quindi non subiranno variazioni alcune.

Le infusioni (flebo) con miscela di ossigeno/ozono continuano, insieme alle flebo con miscela di vitamina C ad alti dosaggi utili in questo periodo a sostenere il sistema immunitario.

Nel caso in cui siate impossibilitati a raggiungerci fisicamente o nel caso in cui non è necessaria visita medica tradizionale sono disponibili consulti medici telematici tramite Skype o telefono su prenotazione.

In aggiunta al servizio di ambulatorio tradizionale sono sempre disponibili i servizi di prelievo e ritiro a domicilio dei campioni.

Nel rispetto della salute di tutti i pazienti e dello staff, in aggiunta alle procedure d’igiene consuete stiamo applicando tutti i protocolli di igiene necessari contro la diffusione del coronavirus.

Abbiamo a cuore la nostra e la vostra salute. Per questo motivo chiediamo ai nostri pazienti di non venire accompagnati, se non strettamente necessario, di rispettare le norme igieniche richieste e di non presentarsi in caso di sintomi sospetti e rimandare l’appuntamento.

L’accesso alle strutture sarà subordinato al mantenimento di distanza tra le persone di almeno un metro.

ORARI

Centro medico
da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 19.00
per info e prenotazioni di appuntamenti telematici (Skype o telefono)
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Laboratorio
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Rispondiamo al telefono dalle 8.00 alle 16.00
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segreteria@imgep.com

POCHE SEMPLICI REGOLE PER PREVENIRE IL RISCHIO DI CONTAGIO

Il Coronavirus è pericoloso perché è altamente contagioso.
In uno stato di emergenza sanitaria è nostro dovere, come cittadini, proteggere tutte le persone più a rischio, con un sistema immunitario molto debole o già compromesso.

Invitiamo tutti i pazienti e le persone a noi vicine ad essere responsabili e solidali per fronteggiare questa emergenza seguendo delle semplici regole di prevenzione per ridurre il rischio di contagio del virus:

  • lavate spesso le mani con acqua e sapone e pulite le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
  • evitate il contatto di occhi, naso e bocca con le mani
  • evitate strette di mano, abbracci o l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri
  • coprite naso e bocca con fazzoletti monouso quando starnutite o tossite. Altrimenti usate la piega del gomito
  • se siete anziani o immunodepressi, restate a casa
  • evitate luoghi affollati e mantenete la distanza dagli altri di almeno 1 metro
  • Se avete sintomi simili all’influenza restate a casa, non recatevi al pronto soccorso o presso gli studi medici, ma contatta il medico di medicina generale, i pedriatri di libera scelta, la guardia medica o i numeri regionali
In caso di dubbi vi invitiamo a consultare il sito del Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus o contattare i numeri verdi regionali
#Coronavirus #COVID19


Febbraio 26, 2020 Articoloattualità

Quando la natura si ribella, il sistema immunitario è il farmaco più potente.

Il concetto di salute passa da un concetto ben chiaro: la prevenzione.

Ci accorgiamo di quanto sia importante mantenere uno stato di salute ottimale, quando contraiamo una qualsiasi infezione che ci costringe a rimanere a letto per qualche giorno, con sintomi classici di un’influenza, sinusite, polmonite o altre affezioni.

Il sistema immunitario, rappresenta un sistema biologico anticorpale complesso nella sua funzionalità, tuttavia può essere semplice da conoscere e studiare.

Consideriamo per un momento che il “tutto è maggiore della somma delle sue parti” ovvero come più sinergie portino a un risultato efficace e duraturo nel tempo.
In queste situazioni: alimentazione, aspetto emotivo, movimento o attività sportiva.

Cosa fare per mantenere attivi gli anticorpi?

Seguiamo i consigli secondo natura:

  • Rispettare i momenti di attività e riposo, dormire le ore necessarie per riprendere le energie
  • Alimentarsi con alimenti di stagione
  • Assumere poco zucchero
  • Assicurare un apporto di proteine adeguato
  • Assicurare un adeguato apporto giornaliero di grassi di origine vegetale (frutta secca avocado olio d’oliva)
  • Mantenere un intestino pulito e attivo
  • Controllare di non essere sotto assedio da parte di virus contratti in età giovane (Mononucleosi e/o Citomegalovirus)

Chi soffre di infezioni ricorrenti da virus della famiglia dell’herpes, è un soggetto particolarmente vulnerabile da parte dei virus.

Un consiglio che mi sento di dare è quello di misurare l’attività e l’efficienza degli anticorpi:

  • Dosiamo IL2 salivare importante citochina con attività specifica contro virus e batteri, mantiene attive le difese
  • Controlliamo la quantità dell’emocromo
  • Controlliamo la presenza di eventuale infezione da Mononucleosi ancora attiva, capace di indebolire la risposta immunitaria (herpes ricorrenti)

La risposta che otteniamo dagli esami proposti, ci potrà indicare le giuste misure preventive da attuare per alzare lo scudo immunitario contro virus e batteri.

CONTATTACI PER EFFETTUARE LA MISURAZIONE

Prof. Giuseppe Di Fede

Direttore Sanitario I.M.Bio Istituto di Medicina Biologica Milano
Docente nel Master di Nutrizione Umana c/o Univ. Pavia
Terapie Oncologiche Integrate

 

Riferimenti: prevenzione, sistema immunitario, virus, Covid-19, coronavirus, mononucleosi
Redattore: Prof. Giuseppe Di Fede

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