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Stress, alimentazione e cortisolo

Chi pratica sport a livello agonistico, conosce bene l’importanza del cortisolo: l’ormone dello stress.
Il cortisolo non è importante solo per gli sportivi, ma al contrario è fondamentale per la buona riuscita di una dieta e per tanti altri fattori.

In questo articolo tutto quello che dovremmo sapere sul cortisolo.

Vi è mai capitato di intraprendere regimi alimentari molto restrittivi o periodi di digiuno prolungato, con l’obiettivo di avere risultati importanti in poco tempo e non ottenere l’esito desiderato?
Oppure avete mai provato ad associare diete molto rigide ad attività fisica particolarmente faticosa e continua e ottenere il risultato opposto a quello desiderato?

Il mancato raggiungimento degli obiettivi può dipendere da livelli alti di cortisolo.

Cos’è il cortisolo, l’ormone dello stress?

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali ed è definito anche “ormone dello stress”, in quanto la sua produzione aumenta in condizioni di stress psico-fisico, ad esempio dopo esercizi fisici estremamente intensi e/o prolungati, interventi chirurgici, traumi emotivi e digiuno.

La produzione di cortisolo dipende dalla presenza di luce o di buio durante la giornata (presenta un ritmo circadiano). Infatti in condizioni normali i livelli di cortisolo, sono più alti la mattina perché l’organismo deve mettersi in moto e si abbassano verso sera quando ci si prepara ad addormentarsi.

Livelli troppo alti di cortisolo possono causare:

  • aumento della glicemia
  • rallentamento dell’attività della tiroide
  • riduzione delle difese immunitarie
  • aumento della pressione cardiaca
  • aumento della ritenzione idrica con conseguente aumento del gonfiore e della probabilità di comparsa di cellulite
  • formazione di grasso e perdita di massa cutanea e muscolare
  • malassorbimento dei nutrienti con conseguente perdita di massa ossea (osteoporosi)

Anche livelli troppo bassi di cortisolo possono provocare alcuni disturbi come:

  • disidratazione
  • stanchezza
  • abbassamento della pressione sanguigna
  • sonnolenza
  • debolezza muscolare
  • perdita di peso involontario
  • minzione frequente
  • desiderio di bere
  • desiderio di cibi salati
  • ipoglicemia


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Come faccio a regolare i livelli di cortisolo?

Per regolarizzare i livelli di cortisolo possiamo attuare alcune semplici abitudini.
A questo scopo, l’alimentazione gioca un ruolo molto importante.

Ecco alcuni consigli per non aumentare i livelli di cortisolo:

  • Moderare l’apporto di alimenti ad alto indice glicemico come quelli a base di farine raffinate o zuccheri semplici
  • Evitare pasti troppo abbondanti
  • Non assumere cibi proteici con estrema abbondanza, ma con moderazione e all’interno di una dieta equilibrata
  • Preferire cibi a basso indice glicemico (ad es. cereali integrali), cibi ricchi di fibre (verdure in quantità), grassi insaturi (olio extravergine d’oliva, pesce, frutta secca ecc.) e proteine con elevato valore biologico (carni magre, uova) e in maniera equilibrata
  • regolarizzare il ciclo sonno veglia

Oltre alla dieta anche lo sport gioca un ruolo fondamentale.

La secrezione di cortisolo è correlata alla durata e all’intensità dell’esercizio fisico, quindi tanto più questi fattori sono importanti maggiore sarà la quantità di cortisolo prodotto.

In caso di attività agonistica, un incremento dell’ormone può essere dovuto allo stress e all’agitazione pre-gara. Ecco che dopo l’attività fisica particolarmente intensa diventa importante anche la fase di riposo, fondamentale per ottenere un buon recupero muscolare, un miglioramento della prestazione e per mantenere dei buoni livelli ormonali.

Come faccio a sapere se i livelli di cortisolo sono nella norma? 

Nel caso si abbiano dubbi o presentimenti a riguardo è importante monitorare i livelli di cortisolo con una semplice analisi non invasiva su saliva, che deve essere prelevata in diversi orari della giornata (7.00, 13.00, 17.00 e 23.00).
Con l’analisi del cortisolo salivare è possibile verificare con precisione se l’andamento della produzione dell’ormone è nella norma oppure se presenta delle anomalie.

Effettuare il test è semplicissimo e si può fare anche comodamente da casa.
Il nostro centro medico offre la possibilità di acquistare il kit con consegna e ritiro a domicilio.
Il servizio è disponibile in tutta Italia (isole comprese).

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Riferimenti: Cortisolo, stress, dieta e cortisolo, sport e cortisolo, catabolismo, ritenzione idrica
Redattore: Dott. Gabriele Coppo


celiachia e sensibilità al glutine

Da diversi anni, e con parecchia insistenza negli ultimi tempi, si sente parlare sempre più spesso di celiachia, di alimenti senza glutine, di diete gluten-free e di intolleranze al glutine.
Il Ministero della Salute italiano ha rilevato che i casi diagnosticati di celiachia nel nostro paese sono 206.561 con un aumento medio di 10.000 diagnosi l’anno.

La scelta di diversi brand alimentari anche molto rinomati, di mettere in commercio prodotti senza glutine è una conferma che il tema è sempre più oggetto di discussione, ma come distinguere una vera intolleranza da una sensibilità al glutine?

In questo articolo cercheremo di spiegare meglio la differenza tra celiachia e sensibilità al glutine, condizione la cui esistenza è stata ufficializzata nel 2011 in una conferenza tra ricercatori e gastroenterologi di tutto il mondo.

Cos’è il glutine?

Il Glutine è un complesso alimentare costituito principalmente da proteine e lo troviamo soprattutto in alcuni cereali come frumento, grano, farro, orzo, segale, kamut e avena.
Tra gli alimenti senza glutine invece troviamo il riso, il mais, il grano saraceno, il miglio, l’amaranto, la quinoa, la manioca, il teff e il sorgo.

Qual’è la differenza tra celiachia e sensibilità al glutine?

La celiachia è un’intolleranza al glutine determinata geneticamente, che causa una distruzione della mucosa intestinale. In questo caso l’unica terapia possibile è l’esclusione completa dalla dieta dei cereali che contengono il glutine e loro derivati (pane, pasta, prodotti da forno ecc.)

L’intolleranza al glutine è una delle malattie genetiche a maggior rilevanza epidemiologica.
Oggi, grazie al test genetico è possibile diagnosticarla in modo semplice e non invasivo a qualsiasi età.

Al contrario la sensibilità al glutine non ha una componente genetica, ma è una condizione che presenta gli stessi sintomi della celiachia:

  • stipsi
  • dissenteria frequente
  • dermatite
  • afte orali ricorrenti
  • infezioni virali recidivanti (herpes, mononucleosi)
  • tendenza al diabete
  • disturbi neurologici
  • aborti ripetuti
  • difficoltà nel concepimento

Nel caso di sensibilità al glutine non è necessaria la completa esclusione del glutine dalla dieta. In questo caso i disturbi si possono ridurre notevolmente con una dieta a rotazione pensata su misura per noi da un esperto nutrizionista, che prevede la sospensione e il graduale reinserimento degli alimenti contenenti glutine.

In questo contesto diventa molto importante anche il test di presenza o di attivazione di virus come gli herpes o quelli responsabili mononucleosi, effettuato attraverso un prelievo di sangue venoso.
La loro presenza, infatti, è collegata al manifestarsi della celiachia e della sensibilità al glutine.

Come faccio a capire se soffro di celiachia o se si tratta di sensibilità al glutine?

Se pensi di soffrire di celiachia o sensibilità al glutine, è possibile verificare con un semplice test genetico non invasivo la predisposizione genetica alla celiachia e intervenire in modo mirato con un percorso nutrizionale adeguato alle proprie esigenze.

Scopri i nostri test genetici a domicilio oppure prenota una consulenza con il nostro specialista

Riferimenti: Celiachia, gluten sensitivity, sensibilità al glutine
Redattore: Dott. Gabriele Coppo


Un intestino sano è il presupposto di un corpo sano!

Durante le feste è facile cadere nella tentazione di molti cibi che durante il resto dell’anno ci concediamo in quantità e frequenza minori. Ne abbiamo parlato nell’ articolo su come gestire aperitivi, pranzi e cene di Natale.

Questo, oltre a vanificare gli sforzi fatti per mesi, può causare problemi per la nostra salute.
Se dopo le feste abbiamo messo peso oppure se dopo le feste ci sentiamo appesantiti e senza energie è possibile che ragione dei nostri sintomi si nasconda nell’intestino.

Un aumento dei valori di glicemia, aumento del colesterolo nel sangue, l’abbassamento dei cosiddetti grassi “buoni” possono portare ad uno stato infiammatorio generale e di conseguenza, causare l’alterazione dell’equilibrio intestinale (disbiosi).

Per poter capire “come sta” il nostro organismo diventano importanti alcuni esami come ad esempio l’analisi delle citochine (proteine del sistema immunitario) e la valutazione del benessere intestinale, utile in modo particolare per constatare la salute del nostro intestino.

Un equilibrio alterato della flora batterica intestinale porta a una drastica diminuzione delle difese immunitarie che causa perdita di vitalità, stanchezza, gonfiore addominale, depressione, mancanza di concentrazione, aggressività, etc.

Come riequilibrare l’equilibrio della flora batterica dell’intestino dopo le feste? 

Garantire il buon funzionamento intestinale è fondamentale per aumentare le difese immunitarie.
L’igiene del colon gioca un ruolo molto importante per prevenire numerose patologie e, a questo scopo, gioca un ruolo fondamentale l’idrocolon terapia.

L’idrocolon terapia permette una pulizia dell’intestino completa, intensiva e profonda.

La terapia è un metodo naturale ed efficace per risanare e ripulire l’intestino da tossine e rifiuti accumulati anche con l’alimentazione del periodo natalizio.

L’Idrocolon terapia ha numerosi effetti benefici, diretti e indiretti, come ad esempio:

  • immediata sensazione di leggerezza
  • perdita di peso
  • aumento della tonicità addominale
  • migliore assimilazione dei nutrienti
  • miglioramento dello stato della pelle
  • eliminazione di eventuali parassiti

Associata all’incremento dell’attività fisica e ad una corretta alimentazione, permette di ristabilire in pochissimo tempo l’equilibrio intestinale.

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Riferimenti: dieta dopo le feste, disbiosi, come tornare in forma dopo le feste, benefici dell’Idrocolon terapia
Redattore: Dott. Gabriele Coppo


Consigli per non rinunciare ai piaceri della tavola durante le feste

Dicembre e le feste Natalizie. Chi non si articola tra gli impegni quotidiani, acquisto dei regali per i propri cari, ma soprattutto organizzare pranzi, cene e aperitivi di Natale con amici e parenti? Ed è proprio in questo periodo dell’anno che diventa sempre più difficile controllare l’alimentazione.

Infatti, mai come nell’ultimo mese dell’anno il cibo diventa un mezzo di condivisione e aggregazione. Il cibo ci aiuta a liberare endorfine che ci fanno sentire più felici, a maggior ragione dopo un anno di stress e frenesia diventa una scappatoia, uno sgarro, alla ricerca di un po’ di tranquillità e di relax.

Spesso, a dicembre diventa facile eccedere con tutti quegli alimenti dai quali durante il resto dell’anno ci teniamo più a distanza o che comunque assumiamo con più parsimonia.

pranzo di natale cena di natale aperitivo periodo natalizio dieta

I nostri piatti si riempiono facilmente di grassi saturi, colesterolo e zuccheri, eccediamo con l’alcool togliendo spazio a fibre, grassi “buoni” e acqua e portando ad uno stato di infiammazione che può alterare l’equilibrio della flora batterica (disbiosi), ad un aumento dei valori di glicemia e della pressione sanguigna e di conseguenza aumentare stress, senso di stanchezza, insonnia, etc.

Aperitivi pranzi e cene di Natale possono comportare un aumento repentino del peso corporeo, vanificando gli sforzi fatti durante tutto il resto dell’anno o peggiorando la condizione di salute generale, specialmente se abbandoniamo completamente anche qualsiasi tipo di attività fisica.

Come gestire l’alimentazione a dicembre durante il periodo natalizio?

È possibile, con piccole attenzioni, ridurre i “danni” causati da un’alimentazione scorretta o disordinata senza essere costretti a rinunciare ai piaceri della tavola:

  • Abbondare con le verdure, ricche di vitamine e fibre preziose. Introdurle crude prima di un pasto vi aiuterà a ridurre il senso di fame e a abbassare l’indice glicemico dovuto all’eccesso di zuccheri e carboidrati, oltre ad aiutare la funzionalità intestinale
  • Non abbandonare completamente l’attività fisica, privilegiando gli spostamenti a piedi. Anche mezzora di camminata al giorno può fare la differenza

Prima e dopo le feste è importante valutare se i parametri corporei e lo stato infiammatorio sono alterati per poter intraprendere un piano alimentare mirato e volto a disintossicare l’organismo e migliorare lo stato di benessere generale.

Contattaci per una consulenza personalizzata

 

Riferimenti: Natale e dieta, festività natalizie, alimentazione e benessere, dieta disintossicante
Redattore: Dott. Gabriele Coppo


Il pesce è un alimento ricco di proteine, acidi grassi essenziali e vitamine

pesce alimento ricco di proprietà

Senza dubbio, in una dieta varia ed equilibrata, il pesce è un alimento importantissimo per le sue buone proprietà e ora vi spieghiamo il perché.

Il pesce è un’ottima fonte proteica e in modo particolare i pesci azzurri anche a basso contenuto calorico.

Il pesce fornisce un’importante contenuto di lipidi, rappresentati maggiormente da grassi essenziali omega 3, i quali giocano un ruolo molto importante nel combattere l’eccesso di trigliceridi e hanno una forte azione antinfiammatoria.

Il pesce è anche un’importante fonte di vitamine del gruppo B, vitamina A e vitamina D e di sali minerali come calcio, fosforo e iodio.

In particolar modo consigliamo di privilegiare il consumo di pesce azzurro (alici, aringa, palamita, sardina, sgombro, ricciola ecc.) per via del quantitativo di omega 3 e del basso apporto calorico.

Un corretto assetto degli acidi grassi è importante per un miglioramento dello stato di salute generale, per una buona forma fisica e per prevenire l’insorgenza di diverse condizioni patologiche come ad esempio malattie cardiovascolari ed alterazioni metaboliche.

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Riferimenti: proprietà e benefici del pesce azzurro
Redattore: Dott. Gabriele Coppo

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