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Marzo 30, 2014 Newsletter

Cos’è la terapia chelante?

La terapia chelante rappresenta la prima scelta terapeutica nel trattamento di rimozioni dei metalli pesanti dall’organismo, e la principale indicazione nella prevenzione dei danni generati dai radicali liberi.Tra tutte le sostanze inquinanti, i metalli pesanti sono da considerare un elemento pericoloso con cui possiamo venire, volenti o nolenti, in contatto nella nostra quotidianità. Essi, infatti, possono trovarsi a nostra insaputa nei cibi, tessuti per abiti e vestiti, rivestimenti ambientali, vernici, farmaci, per citare alcuni dei principali veicoli.

I metalli sono tutti tossici?

Non tutti i metalli sono tossici, e soprattutto alcuni come il ferro, rame, selenio, zinco, a determinate concentrazioni sono assolutamente indispensabili per lo svolgimento delle normali funzioni metaboliche dell’organismo, il problema è che a dosi elevate risultano essere tossici e dannosi.

Quali sono i metalli che possono risultare tossici?

Alcuni metalli tossici, come il piombo, mercurio, alluminio, cadmio, esercitano effetti dannosi sull’organismo anche a bassissime dosi o concentrazioni.

Dove si accumulano i metalli?

I metalli si accumulano lentamente e progressivamente nel nostro corpo ad esempio a livello del tessuto adiposo, nelle ossa, nel fegato, nel cervello, nella tiroide.

Dove si trovano i principali metalli pesanti e tossici e come li introduciamo nell’organismo?

Le principali fonti maggiori di mercurio sono:

  • amalgame per otturazioni dentarie

  • thimerosal ( vaccini )

  • sostanze detergenti per pavimenti

  • pesci di grossa taglia ( tonno, spada )

  • cosmetici

  • talco

  • coloranti

  • diuretici

  • lassativi

  • tatuaggi

  • supposte anti infiammatorie e per emorroidi

  • pomate anti psoriasi

Le fonti di tossicità da alluminio:

  • lattine di birra

  • lattine in generale

  • lievito in polvere

  • aspirine tamponate

  • pentole e stoviglie di alluminio

  • carta di alluminio per o cibi

  • usato come conservante in alcuni condimenti per i primi, sott’aceto, cosmetici,

  • antiacidi

Le fonti di tossicità per il piombo:

  • vernici

  • inquinanti ambientali come gli scarichi dei motori delle auto

  • saldature e fonderie

  • sigarette

  • insetticidi

  • conserve

  • acqua di rubinetto

  • ortaggi coltivati in zone ad alto rischio  di inquinamento

Cosa crea il metallo tossico nell’organismo?

Il metallo blocca il lavoro di particolari enzimi all’interno delle cellule, progressivamente si riduce la produzione di energia fino ad arrivare al blocco cellulare.

Quali sono i sintomi da intossicazione da metalli pesanti?

La sintomatologia da metalli tossici è molto varia e può coinvolgere numerosi organi e apparati. In base al tessuto intaccato, avremo dei sintomi tipici e specifici correlati, ad esempio problemi neurologici se i metalli si depositano nel sistema nervoso centrale, disfunzioni ormonali tiroidee se si depositano nella tiroide, disturbi intestinali, polmonari. etc…

Siamo tutti a rischio?

Potenzialmente sì. Le categorie più a rischio sono bambini e anziani, o malati cronici.

Quali indagini si possono eseguire per sapere se si è predisposti ad accumulare i metalli pesanti?

Il mineralogramma rappresenta l’indagine non invasiva di elezione per la ricerca di metalli pesanti nel nostro organismo; la procedura è semplice e non invasiva, si tagliano i capelli della zona nucale, circa un grammo (1 cucchiaio), in pratica si tratta di una biopsia tessutale vera e propria. Grazie al mineralogramma, possiamo  scoprire l’accumulo qualitativo e quantitativo dei vari tipi di metallo pesante e dove tende la loro localizzazione. Si sceglie il capello perché rappresenta un tessuto stabile nel tempo ed affidabile.

Un’altra analisi utile si può eseguire attraverso l’esame delle urine.L’analisi della presenza di metalli pesanti nell’urina è indice del loro accumulo nell’organismo. Si possono ricercare i principali metalli tossici.

 Possiamo curare questa intossicazione? Esiste una terapia efficace?

Si esiste una terapia efficace che ci chiama CHELAZIONE. Ci sono alcuni principi attivi molto efficaci che si utilizzano da diversi anni con successi terapeutici.

Cosa si usa per chelare i metalli pesanti dall’organismo?

La prima scelta cade sull’uso di EDTA ( acido Etilen Diammino Tetracetico ) endovena, la metodica richiede esperienza da parte dell’operatore e consiste in una seduta terapeutica della durata da 1 fino a 2 ore.

Altre sostanze utilizzate sempre per via endo vena, sono acido lipoico, glutatione ridotto, ATP, Vitamina C ad alti dosaggi, N-Acetil-Cisteina. Queste sono tutte sostanze ad azione chelante, che hanno cioè lo scopo di eliminare i radicali liberi che si formano dalle reazioni biochimiche degli alimenti e dei metalli tossici.

A volte è possibile associare una terapia per via orale, con prodotti gastroprotetti, in grado di catturare le molecole dannose dall’organismo ed eliminarle attraverso i reni, fegato e intestino.

Meccanismi d’azione e benefici della terapia chelante:

  • chelazione, rimozione dei metalli tossici

  • chelazione dei depositi di calcio presenti sulle pareti dei capillari del microcircolo, con attivazione e ossigenazione dei capillari periferici

  • ha effetto anti radicali liberi ( corregge lo stress ossidativo )

  • riduce l’adesione delle piastrine

  • riduce il colesterolo e la sua adesione nelle arterie

  Indicazioni della terapia chelante ( dove la causa è un accumulo di metalli e   sostanze tossiche negli organi )

  • patologie della circolazione e del cuore ( ischemia, arterioscelrosi )

  • patologie della retina con elevato stress ossidativo

  • patologie renali

  • ipertensione arteriosa

  • patologie del fegato

  • invecchiamento ( aging )

  • intossicazione da agenti tossici

  • MCS ( sensibilità chimica multipla )

  • prevenzione e trattamento dei disturbi generati dall’arteriosclerosi

  • intossicazione da metalli pesanti

  • dolori osteo articolari causati da depositi di tossine nei tessuti

  • malattie del collagene ( collagenopatie )



Settembre 1, 2005 Newsletter

Il ritorno dalle vacanze estive, coincide con l’inizio delle attività lavorative per gli adulti e, per i più piccoli, con l’inizio della scuola e delle attività scolastiche.
Spesso risulta difficile abbandonare dei ritmi acquisiti durante il periodo di pausa estiva o le abitudini quotidiane mantenute per un lungo periodo, fin tanto da dimenticare i ritmi delle nostre giornate lavorative.

Prima di tutto per riprendere al meglio le nostre attività, bisogna prestare attenzione allo start del mattino, rappresentato dalla colazione; al risveglio fa molto bene bere un bicchiere d’acqua, al fine di allontanare i metabolici (scorie) prodotti dal nostro fisico durante la notte.
Il pasto della colazione dovrebbe essere a base di un frutto di stagione a scelta e uno yogurt; marmellate e cereali o fette biscottate a scelta, una spremuta o un succo. Questi alimenti rappresentano una fonte di vitamine e di minerali necessari al nostro organismo, il quale estrae da esse l’energia necessaria. Si rende talvolta necessario consumare a metà mattina e  pomeriggio uno spuntino che può essere rappresentato da pane e cioccolato, un frutto o uno yogurt.

Con l’inizio dell’autunno, si presentano i problemi legati alla stagione ed ecco che fanno capolino i virus influenzali, batteri capaci di colonizzare le alte vie respiratorie creando problemi di tipo bronchitico o influenzale se non nei casi più seri anche sinusiti frontali o mascellari.
Alcuni prodotti naturali e rimedi farmacologici, capaci di aumentare in modo aspecifico, cioè in maniera generale, le difese anticorpali contro virus e batteri, usati già da molto tempo e che sono entrate nelle abitudini quotidiane come la pappa reale o i propoli sono indubbiamente efficaci. Attenti però alle possibili reazioni allergiche per chi è sensibile o è allergico al polline.

L’Eleuterococco in gocce è un ottimo ricostituente e stimolante immunitario, assunto in ragione di 30 gocce mattina e sera per lunghi periodi con pause di 15 giorni; l’Alfa-Alfa o erba medica in soluzione alcolica o come sciroppo si presta bene come ricostituente nei periodi di convalescenza dopo una brutta influenza.
Ad esempio: 30 gocce mattina e sera o un cucchiaio di sciroppo al giorno anche per lunghi periodi, sempre con la pausa di 15 giorni.
Complessi vitaminici del gruppo B vanno usati con cautela e per brevi periodi in quanto possono creare accumulo o dare fenomeni di intolleranza con sintomi gastrointestinali anche importanti. Si possono assumere degli estratti vitaminici naturali in forma fluida al mattino dopo colazione a dosaggi fisiologici cioè non a dosi elevate ma come la natura ce le mette a disposizione.
In questa formulazione (polvere e liquido), bevuti per periodi di 20 giorni al mese e integrando sempre con un’alimentazione completa tipica mediterranea, vengono assorbiti in maniera completa dall’organismo.

Alcuni farmaci omeopatici derivati dal lisati batterici o virali possono essere utilizzati sotto forma di gocce.
Un prodotto utilizzato è l’INFLU, un preparato estratto da frammenti di virus e batteri che creano infezioni delle alte vie aeree, su base di sciroppo di glucosio adatto anche per persone intolleranti allo zucchero o diabetiche; per i bambini da 1 a 4 anni 3 gocce da mettere sulla lingua al lunedì e al giovedì al mattino al risveglio, dai 5 e 10 anni 6 gocce; dai 11 anni in su 8 gocce. Il periodo di assunzione va da metà settembre circa fino alla fine di Aprile.

 


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