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Settembre 25, 2021 Articolodieta e nutrizione1

Alimentazione antiossidante, il cibo è l’elisir di lunga vita

Sempre più spesso sentiamo parlare di antiossidanti e di dieta antiossidante per contrastare l’invecchiamento, ma cosa significa esattamente?

Il Dott. Alessio Tosatto, biologo nutrizionista in Imbio, ci spiega come l’alimentazione può rallentare i processi degenerativi delle nostre cellule e costituire, di fatto, un elisir di lunga vita.

Cosa sono gli antiossidanti?

Gli antiossidanti sono sostanze in grado di neutralizzare i radicali liberi, materiali nocivi per i nostri organi.
Le proprietà anticancerogene di molti alimenti sono legate proprio al loro prezioso contenuto in antiossidanti.

I radicali liberi sono in grado di danneggiare le cellule e la loro azione nociva si ripercuote sulla salute dell’intero organismo. In particolare i radicali liberi:

  • accelerano i processi di invecchiamento delle cellule
  • Abbassano le difese immunitarie
  • Favoriscono l’insorgenza di patologie

L’organismo riesce ad eliminare i radicali liberi attraverso antiossidanti endogeni (prodotti autonomamente dal corpo) ed esogeni (assunti medianti l’alimentazione). Proprio l’alimentazione rappresenta un aspetto fondamentale del nostro stile di vita, che ci permette di rimanere sani e giovani.

I benefici degli antiossidanti

Un’alimentazione antiossidante ci aiuta a proteggere il nostro organismo da tutti i danni cellulari oltre a prevenire malattie croniche come tumori, malattie cardiovascolari e demenza senile.
È fondamentale per mantenere il benessere e la longevità!

Oltre a combattere i radicali liberi, gli antiossidanti hanno una funzione benefica che coinvolge tutto il nostro organismo e interessa soprattutto il processo d’invecchiamento cellulare.

Gli antiossidanti:

  • Prevengono patologie cardiovascolari
  • Fanno bene alla vista
  • Rallentano l’invecchiamento cutaneo
  • Prevengono la formazione di tumori

Quali sono gli alimenti antiossidanti?

Tutti gli alimenti ricchi di Vitamina E, Vitamina C, carotenoidi, polifenoli e antocianine esercitano un’azione protettiva nei confronti dei radicali liberi.

Pesce azzurro e frutta secca sono importanti in quanto ricchi di Vitamine E ed Omega 3 (grassi buoni).
La frutta, in particolare agrumi e kiwi, ci garantisce un ottimo apporto di Vitamina C. I vegetali di colore arancione ci permettono l’assorbimento di carotenoidi, mentre troviamo polifenoli e antocianine soprattutto nei frutti rossi o nelle mele (uva, fragole, mele e frutti di bosco) o in verdure come pomodori, cipolle, broccoli e melanzane.

Sulle nostre tavole quindi è bene che tutto ciò non manchi mai.

Come si contrasta l’invecchiamento?

L’organismo non è mai a riposo e l’invecchiamento dei tessuti è permanente, anche se diventa più visibile nel tempo (pelle secca, capelli bianchi, dolori articolari, etc.).

Adottando un’alimentazione adeguata è possibile ritardare la comparsa di questi fenomeni naturali e conservare più a lungo la tonicità e la vitalità del proprio organismo. Oltre all’assunzione dei cibi prima indicati è opportuno avere un’alimentazione varia ed equilibrata.

Il segreto della giovinezza e del benessere è mangiare di tutto, facendo attenzione ad assicurare sempre al proprio organismo un buon apporto di frutta e verdura, oli vegetali, pesce, e cereali integrali, tutti alimenti con azione protettiva. Importanti sono anche i metodi di cottura: luce, aria, calore, tempi di cottura indeboliscono le sostanze nutritive e causano il loro deterioramento. Per approfittarne al massimo, è fondamentale mangiare alimenti più freschi possibile, conservarli al riparo dalla luce e dal calore, evitare di pelarli o di prepararli troppo in anticipo e optare per metodi cottura rapidi (cottura al vapore o stufati).

Alimentazione e stile di vita per restare giovani a lungo

Riassumendo: sembra ovvio, ma alimentazione e stile di vita sono fondamentali per contrastare l’invecchiamento.

Un consiglio utile per tutti è quello di praticare attività sportiva almeno 2-3 giorni a settimana, 40 minuti per volta. Mangiare quotidianamente sempre frutta e verdura di stagione, diminuire l’apporto di carboidrati e zuccheri raffinati e ridurre o abolire i grassi idrogenati. Inoltre, un altro aspetto importante da non sottovalutare è la presenza di un’intolleranza alimentare che può dare origine a fenomeni infiammatori e accelerare di conseguenza il processo di invecchiamento del nostro organismo.

Un’intolleranza alimentare può essere la causa di fenomeni infiammatori e generare sintomi come dolore, stanchezza, difficoltà a concentrarsi e facilità ad ammalarsi. Un test affidabile è il test ALCAT®, FDA approved, utilizzato anche presso l’ospedale San Matteo di Pavia ed eseguibile presso moltissimi centri in tutta Italia.
Una sana alimentazione ci aiuta a stare meglio e in salute, aggiungendo qualità alla longevità.

Contatta il Dott. Alessio Tosatto per una consulenza nutrizionale personalizzata

Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

 

Riferimenti:  Antiossidanti, Contrastare l’invecchiamento, Alimentazione
Redattore: Dott. Alessio Tosatto


DHEA l’ormone della giovinezza dalle numerose azioni importanti

Pelle segnata, stanchezza cronica, difficoltà ad eliminare il grasso in eccesso possono segnalare un’alterazione ormonale a favore di un invecchiamento precoce. Per scoprirlo esiste un test semplice e non invasivo.

Il deidroepiandrosterone (DHEA) è l’ormone steroideo maggiormente presente nel corpo umano. Derivante dal colesterolo, è prodotto dalle ghiandole surrenali ed è coinvolto nella produzione di numerosi altri ormoni steroidei, fungendo da precursore. Il dhea può essere considerato come l’ormone della giovinezza, l’ormone antiaging per eccellenza.

Attraverso questo ormone vengono prodotti gli ormoni sessuali (estrogeni e testosterone) e il cortisolo, ormone dello stress.

Il DHEA è un ormone utile per migliorare l’energia, la composizione corporea, la sessualità, il tono dell’umore, la depressione, l’osteoporosi e ha un’azione anti-aging generale.

Quali sono le azioni del DHEA l’ormone della giovinezza

Le azioni del DHEA sono numerose e importanti, in primis la regolazione e la stimolazione delle funzioni sessuali. Oltre a questa il DHEA:

  • è coinvolto nella regolazione e stimolazione di mielina, sostanza fondamentale per la protezione e il corretto funzionamento del sistema nervoso;
  • è coinvolto nello sviluppo della massa muscolare;
  • è coinvolto nel mantenimento del metabolismo osseo;
  • regola il metabolismo dei lipidi, in particolare favorisce la lipolisi, ovvero il consumo dei grassi a scopo energetico.

In generale un buon livello di DHEA incide positivamente sul vigore energetico, infatti migliora lo stato di forza, della prestanza fisica e della eventuale performance sportiva.

Apporta anche un miglioramento del metabolismo basale, ovvero il consumo energetico di base dell’organismo, ciò che ci permette di mantenere attive le nostre funzioni vitali. Facilita il dimagrimento, riducendo il tessuto adiposo e previene il rischio di osteoporosi.

Svolge anche un’azione antistress in quanto modula la produzione di cortisolo, ormone che altera lo stato dell’umore e metabolico. Ha ripercussioni positive sul funzionamento del sistema nervoso, migliorando anche le capacità di memoria e aiutando a prevenire il rischio di malattie neurodegenerative.

In generale contribuisce a migliorare l’attività del sistema immunitario, prevenendo problematiche cardiovascolari e oncologiche, in quanto aiuta a ridurre la produzione di radicali liberi, ovvero tossine che si sviluppano in seguito a fattori ambientali e non solo.

Attenzione ai livelli di questo ormone, cosa accade in carenza o eccesso di DHEA?

È comunque opportuno dire che nonostante tutto non si debba considerare il solo Dhea come l’elisir di lunga vita, in quanto una sua carenza può portare a sviluppare o comunque amplificare una serie di reazioni avverse dell’organismo, ma anche alti livelli di tale ormone possono portare a spiacevoli conseguenze.

Il corpo umano infatti è gestito da una serie infinita di regolazioni, tutte intrecciate tra loro, con lo scopo di mantenere un equilibrio interno ottimale. Ad ogni azione ne consegue una uguale e contraria per riportare l’organismo al fatidico equilibrio. Ne risulta il fatto che alzare eccessivamente i livelli di dhea, andando oltre i valori massimi di riferimento può comportare uno scompenso ormonale.

In tal caso infatti è probabile che l’organismo si difenda convertendo l’eccesso di dhea in estrogeni piuttosto che testosterone, contribuendo sul piano fisico a sviluppare grasso addominale e ginecomastia, ovvero un aumento del tessuto adiposo a livello pettorale. Una quota di dhea potrebbe essere convertita in diidrotestosterone, un metabolita del testosterone, causando reazioni quale acne, alopecia e ingrossamento della prostata per gli uomini.

Attenzione quindi ai livelli questo ormone.

Come tutte le altre funzioni corporee anche la secrezione di DHEA obbedisce alla legge del mantenimento dell’omeostasi interna. Il nostro corpo ha la capacità di regolare la secrezione in modo ottimale. Salvo patologie specifiche che causano una produzione di DHEA scarsa o eccessiva, il DHEA endogeno non ha effetti collaterali.

La sua secrezione decresce con l’avanzare dell’età ed è un fattore puramente fisiologico.
Attenzione quindi all’integrazione esogena di dhea che può e deve solo essere prescritta da un medico, a seconda dello stato di salute del soggetto e se appunto effettivamente necessaria.

Come si stabilisce l’eta biologica dell’organismo?

Sicuramente avere corretti di dhea aiuta a migliorare quella che può essere considerata l’età biologica dell’organismo. L’età biologica rappresenta un dato per molti versi indefinito, che paragona lo stato fisico generale a quello che si ha normalmente ad una determinata età cronologica.

Così come un bambino di 14 anni che non ha ancora subito lo scatto puberale può avere, per esempio, un’età biologica di 11 anni. Allo stesso tempo un adulto in forte sovrappeso di 40 anni può avere un’età biologica di 60 anni.

La determinazione dell’età biologica è una scienza ancora in via di sviluppo, in quanto gli studiosi non hanno ancora stabilito una serie di parametri comuni per valutarla. Il DHEA rientra sicuramente tra i fattori più importanti per stabilire la reale età biologica di una persona.

La secrezione di DHEA raggiunge infatti il proprio picco tra la fine della pubertà ed i 25-30 anni, dopodichè inizia a diminuire, cosicché a 65 anni il corpo produce circa il 10-20% di quello che ne produceva a 25.

Come faccio a conoscere i livelli di DHEA del mio organismo?

Importante quindi nel tempo una sua valutazione. Oggi è possibile determinare i livelli di Dhea endogeno attraverso un semplice esame salivare non invasivo, per capire l’eventuale presenza di stati di carenza o sovraccarichi.

Scopri come misurare i tuoi livelli di DHEA l’ormone della giovinezza

Quali sono gli alimenti che influiscono sulla produzione di DHEA?

Anche attraverso l’alimentazione è possibile colmare eventuali deficit o comunque incidere e migliorare la produzione di questo ormone. Migliorare l’apporto di cibi proteici, carni magre e pesce e in particolare di cibi ricchi di grassi buoni come il salmone, lo sgombro, le uova, la frutta secca, l’avocado, semi vari e l’olio extravergine d’oliva permette di fornire le sostanze chiavi utile per favore la formazione di Dhea. Al contrario zuccheri raffinati e cibi industriali possono incidere negativamente portando a ridurre l’efficacia di tale ormone.

Ormai è noto come il cibo possa influenzare la resa ormonale dell’organismo contribuendo lui stesso a stimolare un effetto adattogeno sul nostro organismo. Comprendere e analizzare il funzionamento dell’organismo e modularlo soprattutto attraverso una corretta alimentazione è alla base della salute, anche e soprattutto dal punto di vista ormonale, del corpo umano.

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Dott. Alessio Tosatto

Biologo Nutrizionista

Riferimenti:  Ormoni sessuali, Ormoni, DHEA, Ormone della giovinezza, invecchiamento cellulare
Redattore: Dott. Alessio Tosatto

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