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December 21, 2019 ArticoloEventiNewsletter

In occasione delle festività natalizie il nostro centro medico e il laboratorio ImbioLab effettueranno un orario speciale:

Martedì 24 aperti fino alle h12

Venerdì 27 chiusi per inventario*

Chiusi da sabato 28 a lunedì 6 gennaio compresi

*Sarà comunque possibile chiamare la segreteria per fissare ritiri o appuntamenti

Durante tale periodo sono sospese le attività di prelievo, analisi e refertazione, pertanto i tempi di consegna dei referti potrebbero subire ritardi. Ricordiamo che i ritiri via corriere DHL o TNT vengono eseguiti da lunedì a giovedì.

Il servizio di corriere verrà sospeso da venerdì 20 dicembre compreso per riprendere regolarmente il 7 gennaio 2020. Nella città di Milano e dintorni i ritiri verranno effettuati regolarmente nei giorni di apertura del laboratorio.

Durante i periodi di chiusura degli uffici è possibile prenotare ritiri di campioni per i giorni in cui il servizio è svolto. Per le prenotazione scrivere a segreteria@imgep.com oppure via sms al numero 393 948 4358

Laboratorio e punto prelievi
Via Sidoli 1 – Milano
Tel 02 58300376 – Sms e whatsapp 393 948 4358
segreteria@imgep.com

 

Lo staff di Imbio ed ImbioLab vi augura giorni di serene feste! 

 



Consigli per non rinunciare ai piaceri della tavola durante le feste

Dicembre e le feste Natalizie. Chi non si articola tra gli impegni quotidiani, acquisto dei regali per i propri cari, ma soprattutto organizzare pranzi, cene e aperitivi di Natale con amici e parenti? Ed è proprio in questo periodo dell’anno che diventa sempre più difficile controllare l’alimentazione.

Infatti, mai come nell’ultimo mese dell’anno il cibo diventa un mezzo di condivisione e aggregazione. Il cibo ci aiuta a liberare endorfine che ci fanno sentire più felici, a maggior ragione dopo un anno di stress e frenesia diventa una scappatoia, uno sgarro, alla ricerca di un po’ di tranquillità e di relax.

Spesso, a dicembre diventa facile eccedere con tutti quegli alimenti dai quali durante il resto dell’anno ci teniamo più a distanza o che comunque assumiamo con più parsimonia.

pranzo di natale cena di natale aperitivo periodo natalizio dieta

I nostri piatti si riempiono facilmente di grassi saturi, colesterolo e zuccheri, eccediamo con l’alcool togliendo spazio a fibre, grassi “buoni” e acqua e portando ad uno stato di infiammazione che può alterare l’equilibrio della flora batterica (disbiosi), ad un aumento dei valori di glicemia e della pressione sanguigna e di conseguenza aumentare stress, senso di stanchezza, insonnia, etc.

Aperitivi pranzi e cene di Natale possono comportare un aumento repentino del peso corporeo, vanificando gli sforzi fatti durante tutto il resto dell’anno o peggiorando la condizione di salute generale, specialmente se abbandoniamo completamente anche qualsiasi tipo di attività fisica.

Come gestire l’alimentazione a dicembre durante il periodo natalizio?

È possibile, con piccole attenzioni, ridurre i “danni” causati da un’alimentazione scorretta o disordinata senza essere costretti a rinunciare ai piaceri della tavola:

  • Abbondare con le verdure, ricche di vitamine e fibre preziose. Introdurle crude prima di un pasto vi aiuterà a ridurre il senso di fame e a abbassare l’indice glicemico dovuto all’eccesso di zuccheri e carboidrati, oltre ad aiutare la funzionalità intestinale
  • Non abbandonare completamente l’attività fisica, privilegiando gli spostamenti a piedi. Anche mezzora di camminata al giorno può fare la differenza

Prima e dopo le feste è importante valutare se i parametri corporei e lo stato infiammatorio sono alterati per poter intraprendere un piano alimentare mirato e volto a disintossicare l’organismo e migliorare lo stato di benessere generale.

Contattaci per una consulenza personalizzata

 

Riferimenti: Natale e dieta, festività natalizie, alimentazione e benessere, dieta disintossicante
Redattore: Dott. Gabriele Coppo


March 17, 2015 Newsletter

Ritorna il format tv “La Salute Vien Mangiando”,il frutto della ormai consolidata e preziosa esperienza del Prof. Di Fede e della dott.ssa Paola Carassai, due stimati professionisti in campo medico. 17 milioni di persone in Europa soffrono di qualche forma d’intolleranza alimentare. Significa che un numero altissimo d’individui, ogni giorno, deve fare attenzione a quello che mangia e che beve, per evitare di scatenare una serie di disturbi e fastidi di varia natura.

Un dato incredibile che da solo basta a spiegare la determinazione che ci guida a trovare nuovi modi per arrivare a tutti e diffondere quelle “buone pratiche alimentari” che rendono la vita di un soggetto che soffre d’intolleranza alimentare un po’ meno difficile.

Questi sono i dati confermati per le nuove messe in onda:

  • ODEON Nazionale Canale 177 e 5177 su Martedi ore 19:20
  • RTI CALABRIA CANALE 12 Domenica 12:30 e in replica il mercoledì 12:30 e il venerdì 16:30
  • TVRS MARCHE Canale 111 DTT  Lunedì alle 22,15    /  Domenica ore 20,15
  • QUARTA RETE Piemonte: Domenica  alle 19:15

Queste sono le pillole che andranno in onda nelle prossime settimane e i protagonisti:

PUNTATA 1 :   Intolleranze alimentari –  Ospiti: Dott. Di Fede – Dott. Alessio Tosatto
PUNTATA 2 :   Benessere Intestinale –  Ospiti: Dott.ssa Aymerich – Dott. Stimolo
PUNTATA 3 :   Genetica  –  Ospiti: Dott.ssa Barbieri Jessica – Dott. Sacha sorrentino
PUNTATA 4 :   Intolleranza al lattosio –  Ospiti:  Tiziana Colombo – Dott.ssa Barbieri
PUNTATA 5 :   Parliamo di Olio  –  Ospiti: Dott.Tosatto – Antonio Roversi – Antonella Roversi
PUNTATA 6 :   Benessere intestinale –    Ospiti: Dott. Orlandoni
PUNTATA 7 :   Intolleranza al nichel –  Ospiti: Stefano Quirici  – Tiziana Colombo
PUNTATA 8 :   Intolleranze in cucina –     Ospiti: Roberto Carcangiu   –  Sonia Re  di Apci
PUNTATA 9 :   Parliamo di olio con Olitalia –     Ospiti: Dott.ssa Daniela Natale – Tano Simonato
PUNTATA 10 : Lattosio  –  Ospiti: Dott. Sorrentino   – Giovanni Minelli  di Malandrone 1477
PUNTATA 11 : Intolleranza al nichel –  Ospiti: Dott.ssa Barbieri – Tiziana Colombo
PUNTATA 12:  L’esperienza personale di Tiziana Colombo con la Dr.ssa Carassai


July 7, 2014 Newsletter

Esiste un legame tra pesticidi e autismo? L’ambiente esterno, secondo i sospetti di numerosi scienziati e ricercatori, influenza lo sviluppo del feto, durante i primi mesi di gestazione, fino a condizionare le caratteristiche di quando sarà adulto.

Nello specifico, i ricercatori dell’UC Davis MIND Institute hanno analizzato il rapporto tra vita rurale e uso di pesticidi nell’agricoltura e autismo. Lo studio ha rivelato che, il rischio di avere un bambino affetto da autismo o da un altro ritardo dello sviluppo aumenta di oltre il 60% per le donne che vivono nelle vicinanze di campi e fattorie in cui si utilizzano pesticidi chimici. Lo studio,  pubblicato su Environmental Health Perspectives, ha mostrato, inoltre, come questo collegamento aumenti quando l’esposizione ai pesticidi avviene tra il secondo e il terzo trimestre della gravidanza.

In diverse zone della California, gli scienziati hanno analizzato l’associazione tra l’esposizione durante la gravidanza a specifiche classi di pestidici, tra cui organofosfati, piretroidi e carbammati, e una diagnosi di ritardo dello sviluppo o autismo nella prole. Lo studio confermerebbe i risultati di ricerche precedenti in merito alla relazione tra la nascita di un bambino autistico e l’esposizione prenatale ad agenti chimici, usati per l’agricoltura in California. Anche se i ricercatori devono ancora scoprire se alcuni sottogruppi sono più vulnerabili all’esposizione a questi composti rispetto ad altri, il messaggio è chiaro: le donne incinte dovrebbero evitare a tutti i costi il contatto con gli agenti chimici usati per l’agricoltura.

La ricerca ha evidenziato che ci sono diverse classi di pesticidi utilizzati più di frequente vicino alle zone in cui risiedono madri i cui bambini sono affetti da autismo o da ritardi. L’esposizione agli insetticidi, secondo i ricercatori, potrebbe essere dannosa durante la gestazione perché il cervello del feto, ancora in via di sviluppo, è più vulnerabile a quello di un adulto. Questi pesticidi contengono neurotossine, e l’esposizione in utero potrebbe disturbare lo sviluppo strutturale dei neuroni, determinando così alterazioni nei meccanismi di eccitazione e inibizione che governano l’umore, l’apprendimento, le interazioni sociali e il comportamento.

Lo studio enfatizza, inoltre, l’importanza dell’alimentazione materna durante la gravidanza, raccomandando soprattutto l’utilizzo di vitamine prenatali per diminuire il rischio di avere bambini affetti da autismo. Una dieta materna corretta, prima del concepimento, aiuta a creare le condizioni favorevoli per il futuro impianto e sviluppo del feto. Un’ alimentazione controllata e bilanciata, consente anche di prevenire malattie, carenze nutrizionali, allergie e intolleranze alimentari da adulto. Un controllo genetico per concepimento, sulla madre, può indirizzare un corretto stile di vita e soprattutto una corretta alimentazione, in modo da non causare o amplificare deficit nutrizionali importanti, per il feto e la madre.

Riferimenti: Environmental Health Perspectives doi: 10.1289/ehp.1307044



December 21, 2013 Newsletter

Carissimi lettori di questo spazio oggi voglio fare a modo mio gli auguri di Natale a tutti voi, durante l’anno ai vari seminari e convegni ci si vede, ci si parla e ci si confronta, invece oggi voglio proporvi una delle ricetta di un mito della cucina italiana, il numero 1: ANTONINO CANNAVACCIUOLO.

Potete assaggiare le splendide creazioni di Antonino a Villa Crespi e questa è una piccolissima anteprima delle bontà che prepara nel suo prestigioso ristorante. Ha presentato questa ricetta a un’evento fatto a Milano in compagnia di due colleghi di tutto rispetto come Oldani e Bottura. Ognuno di loro ha un suo stile e quello che ho riscontrato in Antonino è stata la semplicità, l’umiltà e la simpatia.

E’ uno dei piatti più conosciuti di questo gigante buono della cucina italiana e non solo, potrebbe essere un’idea semplice da costruire per il vostro antipasto di Natale!!!!!!!!!!!! Auguri a tutti da Tiziana

Ingredienti per 4 persone

  • 300 gr. di tonno rosso
  • 100 gr. di fondo di vitello
  • 4 germogli di barbabietola in foglie
  • salsa di soia
  • 15 gr. di capperi sotto sale
  • 1 limone
  • sale di maldon

Per la maionese

  • 2 tuorli di uovo
  • 80 gr. di olio di semi di arachide
  • aceto bianco
  • polvere d’acciughe

Preparazione

Tagliate il filetto di tonno a cubi di circa 3 centimetri per lato, adagiatelo su di un piattino bagnato dove avete versato della salsa di soia e lasciatelo riposare per qualche minuto.

Nel frattempo preparate la maionese con i tuorli d’uovo, la polvere d’acciughe, un goccio d’aceto bianco e l’olio di semi di arachidi, sale.

Mettete la maionese pronta in una sac à poche. Fate scaldare il fondo di vitello con un pochino di salsa di soia. Lavate bene i capperi sotto l’acqua corrente, e disidratateli e tritateli finemente.

Per l’impiattamento mettete al centro di un piatto il cubo di tonno. Cospargere tutto intorno la polvere di capperi e,la maionese sopra il tonno, salando la superficie con poco sale di Maldon.

Sopra la maionese posizionare un germoglio di barbabietola. Grattuggiate la scorza di limone e posizionatela nel piatto.

Per concludere il piatto, scaldate bene il fondo di vitello con la soia e versatelo caldissimo al momento di servirlo in tavola

www.nonnapaperina.it



January 30, 2010 Newsletter

Il periodo delle feste natalizie è caratterizzato da una serie di giornate in cui si tende a mangiare in maniera qualitativamente e quantitativamente scorretta. 

Ciò determina un sovraccarico alimentare che si ripercuote inevitabilmente sulla funzionalità del fegato e dell’intestino. Per avere una idea del processo è sufficiente a pensare al surplus di calorie provocato dal consumo dei dolci natalizi dopo il classico pranzo di Natale accompagnato poi da vino e spumante.

Anche se i sintomi poi possono apparire vaghi o mal definiti il sovraccarico tende sempre comunque a diminuire le potenzialità dell’organismo. Ciò è particolarmente rilevante in considerazione che il periodo invernale è caratterizzato da malattie da raffreddamento in cui l’organismo per difendersi deve essere particolarmente efficiente.

Basti pensare all’accentuarsi delle infezioni da Candida favorito dal consumo eccessivo di zuccheri e cibi lievitati. Ma allora si deve rinunciare ai pranzi e cene che sono anche momenti di aggregazione importanti? Assolutamente no.

Si possono fare le cose con moderazione, ma se non si è riusciti è opportuno allora dare all’organismo la possibilità di disintossicarsi e smaltire il sovraccarico calorico. Come? Una dieta riequilibratrice, la correzione della disbiosi intestinale tramite idrocolonterapia e trattamento con probiotici, la depurazione del fegato con opportuni presidi, una moderata attività fisica. Queste semplici misure, se eseguite nei modi e tempi giusti, sono in grado di ripulire l’organismo dalle scorie per ridare brillantezza ed efficienza.

Presso l’Istituto di Medicina Biologica è possibile, dopo opportuni accertamenti, valutare quale è il percorso migliore per ottenere un processo di smaltimento del sovraccarico alimentare di questi giorni. Natale viene solo una volta ed è giusto viverlo appieno; se si ha esagerato un po’ è altrettanto giusto dare al nostro corpo la possibilità di recuperare.

a cura del dr. Marco Mancuso



January 30, 2009 Newsletter

Potenziale utilità clinica di Deutrosulfazyme® CELLFOOD®.
Osservatorio Internazionale Stress Ossidativo, Radicali Liberi e Sistemi Antiossidanti
(Salerno)

090101_radicaliLo stress ossidativo, definito classicamente come l’effetto finale dello squilibrio fra produzione ed eliminazione di specie chimiche ossidanti, generalmente di natura radicalica e centrate sull’ossigeno (Reactive Oxygen Species, ROS), costituisce uno dei fattori di rischio emergenti per la salute. Ad esso, infatti, risultano associati non solo l’invecchiamento precoce, ma una serie di quadri morbosi, spesso di natura degenerativa e ad andamento cronico. In particolare, il Sistema Nervoso Centrale rappresenta, per varie ragioni (elevato consumo di ossigeno, alti livelli di ferro, concentrazione significativa di acidi grassi poliinsaturi, etc.) uno dei principali target dei ROS e, quindi, dello stress ossidativo che, a ragione, viene oggi considerato uno dei principali cofattori di malattie neurodegenerattive (malattia di Parkinson, malattia di Alzheimer, slerosi laterale amiotrofica, etc.).

Per questo motivo, negli ultimi anni il tradizionale approccio terapeutico a queste patologie si sta sempre più aprendo al contributo, talvolta determinante, degli integratori. In tale contesto, Deutrosulfazyme(R) [CELLFOOD®), Eurodream srl, La Spezia], una soluzione colloidale in fase disperdente acquosa a base di amminoacidi, minerali, enzimi e deuterio solfato in tracce, ha dimostrato di possedere potente azione antiossidante sia in vitro che in vitro, proponendosi come formulazione potenzialmente in grado di migliore il trofismo neuronale, più o meno gravemente compromesso dallo squilibrio del bilancio ossidativo nel corso di malattie croniche e degenerative.

Antiossidanti – I radicali liberi

I radicali liberi sono prodotti di “scarto” che si formano naturalmente all’interno delle cellule del corpo quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione). Se sono in quantità minima aiutano il sistema immunitario nell’eliminazione dei germi e nella difesa dai batteri.
Dal punto di vista biochimico, i radicali liberi sono frammenti di molecola dotati di un elettrone spaiato (numero dispari di elettroni nell’ultimo strato, quando normalmente gli elettroni sono accoppiati), che si formano nelle cellule sia in seguito alle normali reazioni metaboliche sia in seguito a stimoli esterni: radiazioni ionizzanti, elevata tensione di ossigeno, sostanze chimiche di varia natura.
Tra i radicali liberi più pericolosi ci sono i composti dell’ossigeno, il cui effetto é simile a quello delle radiazioni: anione superossido, acqua ossigenata e idrossilico. Il più diffuso è l’anione superossido che è estremamente pericoloso perché distrugge l’ossido nitrico determinando ipertensione .
I radicali liberi sono fortemente ossidanti, molto reattivi e vanno alla ricerca disperata di ciò che hanno perduto: un elettrone per completare la doppietta.

Questo li porta a reagire con altre molecole, creando nuovi radicali instabili e dando inizio a reazioni a catena che finiscono per danneggiare irreversibilmente le strutture cellulari.
In condizioni fisiologiche vi è uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e la loro neutralizzazione da parte dei meccanismi anti-ossidanti di difesa. Quando prevale la produzione di radicali si viene a determinare un danno, definito stress ossidativo, che, a lungo andare, comporta una progressiva usura.

Oltre alle normali reazioni biochimiche di ossidazione cellulare, contribuiscono alla formazione dei radicali liberi:

  • alcune disfunzioni e stati patologici come le malattie cardiovascolari, l’artrite reumatoide, gli stati infiammatori in genere, i traumi al sistema nervoso, ecc.;

  • l’ischemia dei tessuti e conseguente riduzione dell’apporto di sangue;

  • le diete troppo ricche di proteine e di grassi animali saturi;

  • gli alimenti non tollerati;

  • la presenza di un eccesso di ferro che, nella prima fase della trasformazione, fa liberare dal perossido di idrogeno il radicale ossidrile, che è in grado di attivare reazioni chimiche ulteriormente dannose;

  • l’azione dei gas inquinanti e delle sostanze tossiche in genere (monossidi di carbonio e piombo prodotti dalla combustione dei motori; cadmio, piombo e mercurio prodotti dall’attività industriale; idrocarburi derivati dalle lavorazioni chimiche, ecc.);

  • il fumo di sigaretta, che è una vera e propria miniera di sostanze chimiche;

  • l’eccesso di alcool;

  • le radiazioni ionizzanti e quelle solari (ozono in eccesso e raggi UVA e UVB). Le radiazioni solari inducono sulla pelle processi di fotoossidazione che degradano gli acidi grassi polinsaturi delle membrane cellulari e conseguente formazione di radicali liberi;

  • i farmaci;

  • l’attività fisica intensa, sia di resistenza organica che di forza muscolare, causa un incremento notevole delle reazioni che utilizzano l’ossigeno (aumento della respirazione polmonare e dell’attività dei mitocondri delle cellule muscolari, ecc.) e conseguente surplus di formazione di perossido di idrogeno. Anche le reazioni biochimiche legate all’accumulo e rimozione dell’acido lattico dai muscoli affaticati, contribuiscono ad innalzare la soglia dei radicali liberi.

Secondo alcuni studiosi, la lisi della membrana cellulare da parte dei radicali liberi (perossili), è una delle cause del dolore muscolare. Lo stesso avviene per i globuli rossi, contribuendo a determinare o accentuare l’anemia negli atleti. L’atleta allenato è comunque in grado di fronteggiare la presenza di radicali liberi in maniera nettamente più efficace del sedentario o di chi pratica attività fisica saltuariamente.
Quando respiriamo, introduciamo ossigeno. Il 95% circa di questo ossigeno viene utilizzato dalla cellule per produrre energia; mentre la parte rimanente dà origine ai radicali liberi. Questo è un processo fisiologico, normale, e l’organismo di una persona sana è attrezzato per fare fronte alla presenza di questi radicali liberi difendendosi con un proprio sistema anti-radicali, che si chiama sistema antiossidante.
Questo sistema antiossidante comprende meccanismi enzimatici e meccanissmi non-enzimatici. Tra i primi vi è la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto. Tra le sostanze non enzimatiche ricordiamo la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli, le antocianine, ecc.
Pertanto, alla formazione di radicali liberi il nostro organismo risponde mediante il suo sistema antiossidante.
Se però il quantitativo di radicali liberi prodotto è superiore a quello fisiologico, il nostro sistema antiossidante non è più in grado di neutralizzare questo eccesso, per cui i radicali liberi aggrediscono le cellule, provocando danni più o meno gravi (stress ossidativo).
L’azione distruttiva dei radicali liberi è indirizzata soprattutto sulle cellule, in particolare sui grassi che ne formano le membrane (liperossidazione), sugli zuccheri e sui fosfati, sulle proteine del loro nucleo centrale, specialmente sul DNA (acido desossiribonucleico) dove alterano le informazioni genetiche, sugli enzimi, ecc.
L’azione continua dei radicali liberi si evidenzia soprattutto nel precoce invecchiamento delle cellule e nell’insorgere di varie patologie gravi come il cancro, malattie dell’apparato cardiovascolare, diabete, sclerosi multipla, artrite reumatoide, enfisema polmonare, cataratta, morbo di Parkinson e Alzheimer, dermatiti, ecc.

Antiossidanti
Le sostanze antiossidanti riportano l’equilibrio chimico nei radicali liberi grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni di cui sono privi. L’organismo umano si difende naturalmente dai radicali liberi producendo degli antiossidanti endogeni come la superossido dismutasi, la catalasi e il glutatione.

Superata una certa soglia è necessario un apporto esterno di antiossidanti.
I principali sono:

  • Vitamine: vitamina C, multivitaminico, vitamina E, betacaroteni (provitamina A);

  • CELLFOOD® gocce

  • Pigmenti vegetali: polifenoli, bioflavonoidi;

  • Micronutrienti ed enzimi: selenio, rame, zinco, glutatione, coenzima Q10, ecc.).

Gli agenti antiossidanti possono agire singolarmente o interagire, proteggendosi a vicenda nel momento in cui vengono ossidati. Va tenuto presente che ciascun antiossidante ha un campo di azione limitato ad uno o due specifici radicali liberi. Pertanto solo un’alimentazione completa, con cibi che assicurano un ampio ed equilibrato spettro di nutrienti, può garantire un’efficace azione antiossidativa.

Le microalghe verdi-azzurre Klamath sono ricchissime di pigmenti antiossidanti, tra cui spiccano le potentissime ficocianine, la Klamath fornisce, oltre ai più importanti antiossidanti endogeni (SOD e glutatione), il più alto contenuto di betacarotene fra tutti i cibi conosciuti, perfettamente assimilabile perché presente nelle forme cis e trans in maniera bilanciata. Cosa ancora più importante, il betacarotene nella Klamath è parte dell’intero corredo dei carotenoidi (alpha, gamma, etc.). Gli studi CARET e PHS, promossi dallo statunitense National Cancer Institute e pubblicati dal New England Journal of Medicine nel 1996. hanno mostrato come il betacarotene sintetico, e lo stesso betacarotene naturale ma isolato, lungi dallo svolgere un’azione antiossidante, agiscono come fattori ossidativi e pro-tumorali. A partire da quel momento, è diventato chiaro che per ottenere una potente azione antiossidante e preventiva dei tumori è necessario assumere il betacarotene in entrambe le sue forme cis e trans, cioè come si trova nel suo stato naturale, e soprattutto nella sua naturale sinergia con altri carotenoidi (vedi Mayne S.T., et al., Beta-carotene, carotenoids and disease prevention in humans, in FASEB J., 10-7: 690-701 – 1996; Pryor W.A., et al., Beta-carotene: from biochemistry to clinical trials, in Nutr Rev., 58-2 Pt 1): 39-53 – 2000).

Elenco delle malattie sicuramente associate allo stress ossidativo

1. Aceruloplasminemia
3. Anemia falciforme
5. Apnea notturna
7. Artrite cronica giovanile
9. Asbestosi
11. Atassia di Friedreich
13. Aterosclerosi
15. Baropatie
17. Broncopneumopatie professionali
19. Cancro del polmone
21. Cataratta
23. Cirrosi biliare primitiva
25. Colite
27. Corea di Huntington
29. Degenerazione maculare
31. Diabete mellito
33. Dislipidemie
35. Eclampsia/preeclampsia
37. Epatopatia alcolica
39. Fibrosi cistica
41. Infarto del miocardio
43. Infezione ed infiammazione da
Helicobacter pylori
45. Insufficienza venosa
47. Ipertensione arteriosa
49. Ischemia/ictus cerebrale
51. Leucemia
53. Malattia di Alzheimer
55. Malattia di Parkinson
57. Malattia Reumatica
59. Miocardite
61. Obesità
63. Osteoporosi
65. Photoageing
67. Progeria
69. Retinopatia dei prematuri
71. Sclerodermia
73. Sclerosi multipla
75. Sepsi
77. Sindrome da distress respiratorio
79. Sindrome da Immunodeficienza
Acquisita (AIDS)81. Sindrome di Menière
83. Sindrome di Zellweger
85. Sinucleinopatie
87. Trapianto renale
89. Uremia
2. Amiloidosi sistemica
4. Angina instabile
6. Arteriopatia coronarica
8. Artrite psoriasica
10. Asma
12. Atassia teleangectasia
14. Atrite Reumatoide
16. Broncopneumopatia cronica ostruttiva
18. By-passo cardiopolmonare
20. Carcinoma a cellule renali
22. Cellulite
24. Cirrosi epatica
26. Compromissione cognitiva minima
28. Danno da ischemiariperfusione
30. Dermatite atopica
32. Disfunzione erettile
34. Displasia broncopolmonare grave
neonatale
36. Epatite cronica C
38. Fibroplasia retrolenticolare
40. Fibrosi polmonare idiopatica
42. Infertilità maschile
44. Insufficienza renale cronica/emodialisi
46. Iperomocisteinemia
48. Ipertensione polmonare
50. Leismaniosi cutanea
52. Lupus Eritematoso Sistemico
54. Malattia di Creutzfeldt–Jakob
56. Malattia parodontale
58. Meningite
60. Morbo di Crohn
62. Osteoartrosi
64. Pancreatite
66. Pneumopatie interstiziali
68. Psoriasi
70. Sarcoidosi
72. Sclerosi Laterale Amiotrofica
74. Scompenso cardiaco
76. Sferocitosi
78. Sindrome da fatica cronica
80. Sindrome di Down
82. Sindrome di Werner
84. Sindromi mielodisplastiche
86. Taupatie
88. Tubercolosi
90. Ustioni

 


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