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Si può sostituire un pasto con un cono gelato? Ecco il consiglio della nutrizionista. 

Si possono coniugare dieta e gelato? Spesso in estate quando si ha voglia di gelato si scelgono gusti alla frutta, pensando siano meno calorici e più dietetici, ma non è sempre così. La dottoressa Giulia Temponi, biologa nutrizionista in Imbio, ci spiega perché a volte è meglio scegliere il gusto preferito piuttosto che optare per un gusto frutta che poi non è così dietetico come sembra.

Gelato alla frutta o alla crema? L’importante è come viene fatto.

In estate la voglia di consumare alimenti freschi è chiaramente maggiore. Nel caso del gelato a fare la differenza non è tanto il gusto alla frutta o alla crema, ma gli ingredienti utilizzati per prepararlo.
Gli ingredienti usati per la preparazione dei gelati a base cremosa possono essere latte, panna e zucchero a cui vengono aggiunte uova fresche o in polvere. A questa base vengono aggiunti gli ingredienti che determinano il gusto (cacao, caramello, caffè, biscotti, frutta secca), aromi ed eventualmente coloranti. Quindi, a meno che non sia segnalato, anche il gelato alla frutta ha una base cremosa a base di latte.
In linea generale i gelati artigianali hanno meno conservanti e coloranti dei gelati confezionati e la qualità è data dalla presenza o meno di ingredienti freschi come la frutta o di prima scelta nel caso di frutta secca o altri gusti.
La differenza tra le due tipologie di gelato è anche dal punto di vista nutrizionale: il gelato alla crema contiene più proteine e calcio di quello alla frutta, mentre quest’ultimo se realizzato con materie prime fresche può contenere un discreto contenuto di antiossidanti e vitamine.

Si può mangiare il gelato a dieta?

Se viene mangiato con moderazione, il gelato può essere inserito in una dieta equilibrata, ma non può essere considerato come sostituto del pasto. Dal punto di vista nutrizionale il gelato è fortemente sbilanciato, spiega la dottoressa Temponi. Va considerato come un vero e proprio sgarro, come un’eccezione alla routine alimentare.

Il gelato: “mai come sostituto di un pasto”

Il gelato è un dessert e non può essere considerato un valido sostituto di un pasto bilanciato a causa della totale assenza di fibre. La fibra è essenziale per abbassare i livelli di glicemia, ovvero di glucosio nel sangue, e controbilanciare la presenza di zuccheri del gelato.

Per bilanciare al meglio il gelato la nutrizionista consiglia di optare per un cono o una coppetta misti, con gusti alla frutta e alla crema, al fine di coniugare le diverse composizioni nutrizionali delle due tipologie di gelato.

La ricetta della nutrizionista per preparare a casa un gelato sano e goloso

A chiunque volesse cimentarsi nella preparazione casalinga di un gelato sano, la nutrizionista ha pensato ad una ricetta semplice, rapida e gustosa come il frozen yogurt proteico con anacardi e cioccolato, perfetto come merenda proteica fresca o come spuntino post workout.

Frozen yogurt anacardi e cioccolato

Ingredienti per 2 porzioni

20 gr anacardi
15 gr cacao amaro o cioccolato fondente
200 gr yogurt greco 0%
1 cucchiaino miele (opzionale)
40 gr bevanda vegetale alle mandorle o avena senza zucchero
pizzico di sale

Preparazione

Metti in freezer lo yogurt greco per almeno due ore.
In un mixer frulla anacardi e cacao, in un secondo momento aggiungi sale, miele e frulla ancora. 
Infine aggiungi lo yogurt greco congelato, la bevanda vegetale e frulla fino ad ottenere un gelato cremoso.

Un’altra idea golosa e fresca è quella di consumare la frutta allo stesso modo.
Congelate ad esempio fragole, lamponi e mirtilli e frullateli con un po’ di acqua o latte vegetale per preparare un buon sorbetto ready-to-eat.

Per qualsiasi consiglio nutrizionale personalizzato non esitare a contattarci per metterti in contatto la nostra nutrizionista.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Gelato, Estate
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi


Cefalea, stanchezza cronica, irritabilità possono essere sintomi della sindrome dell’intestino permeabile o gocciolante. Una patologia sempre più frequente che porta al deterioramento della barriera intestinale con il rischio di sviluppare allergie ed altri disturbi 

La sindrome dell’intestino permeabile o sindrome dell’intestino gocciolante (Leaky Gut Syndrome), è una condizione in cui la barriera intestinale non è più in grado di svolgere la sua funzione protettiva, che consente l’assorbimento dei nutrienti e impedisce l’ingresso di tossine, agenti patogeni o sostanze allergizzanti nel circolo sanguigno.

La barriera intestinale è di fondamentale importanza, non solo per il benessere fisico e psichico, ma anche per la salute e la buona risposta del sistema immunitario. Se questa barriera viene meno, siamo più esposti ad una serie di rischi che possono portare allo sviluppo di allergie, disturbi, problemi alla tiroide e malattie autoimmuni.

La dottoressa Giulia Temponi, biologa nutrizionista in Imbio, ci spiega quali sono le possibili cause di questa sindrome, come riconoscerla e come l’alimentazione può giocare un ruolo fondamentale nella cura.

Cause della sindrome dell’intestino permeabile 

Le cause della sindrome dell’intestino permeabile o gocciolante possono essere diverse.
Alla base può essere causata da stress fisici prolungati, sovrallenamento, cattiva alimentazione (eccessi alimentari, abuso di zuccheri e cereali raffinati, ecc…), utilizzo di farmaci come antibiotici o fans, abuso di lassativi, deficit enzimatici e disbiosi (disequilibrio della flora batterica).

A seguito di queste situazioni le funzioni della barriera si possono alterare innescando un processo infiammatorio ed un’iper-reattività del sistema immunitario. Questo può portare a malattie infiammatorie croniche o autoimmuni, come ad esempio la celiachia e la psoriasi.

Quali sono i sintomi della sindrome dell’intestino permeabile?

I sintomi più comuni della sindrome dell’intestino permeabile (sindrome dell’intestino gocciolante) sono:

  • cefalea
  • irritabilità
  • ansia
  • sbalzi d’umore
  • stanchezza cronica
  • dolori articolari e muscolari
  • disturbi intestinali (intestino irritabile, costipazione, gonfiore addominale, diarrea)
  • allergie e intolleranze alimentari
  • alterazioni tiroidee (soprattutto ipotiroidismo)

Gli sbalzi d’umore sono connessi al rilascio di serotonina, che ha origine proprio nell’intestino.

Complicanze della sindrome dell’intestino permeabile: deficit di vitamine e minerali

Uno dei campanelli d’allarme utili a diagnosticare la sindrome dell’intestino permeabile è il deficit di micronutrienti.
Una carenza di vitamine e/o minerali può essere causata dal mal assorbimento intestinale.

Se si riscontrano carenze importanti di minerali e vitamine (ferro, magnesio, zinco, selenio, iodio, vitamine del gruppo B, vitamine A, C, E e omega 3) è bene provvedere ad una integrazione.

Il test per diagnosticare questa patologia è un esame su feci, che rileva i livelli di zonulina, la proteina prodotta dalle cellule enteriche che modula la permeabilità delle giunzioni strette tra le cellule della parete del tubo digerente e ne regola la permeabilità intestinale. Alti livelli di zonulina sono correlati ad un deterioramento della mucosa intestinale.

Quali alimenti possono provocare la sindrome dell’intestino permeabile?

Oltre allo stress e all’assunzione di farmaci, esistono alimenti che possono provocare la sindrome dell’intestino permeabile.
Se soffriamo di questo disturbo dovremmo eliminare dalla nostra dieta:

  • gli alimenti contenenti glutine, proteina che interferisce con il rilascio di zonulina, ed alimenti ad alto indice glicemico (come i carboidrati raffinati, i prodotti da forno, i dolci) che fermentano facilmente nell’intestino
  • i prodotti lattiero-caseari, la beta caseina in essi contenuta causa un aumento dei livelli del marker infiammatorio del colon e un aumento della secrezione di mucina che in elevate quantità, contribuisce a questa sindrome
  • la solanina, alcaloide contenuto nelle solanacee (ovvero pomodori, patate, melanzane, peperoni, peperoncino), che può risultare tossica e stimolare una risposta immunitaria in presenza di questa sindrome
  • le saponine, contenute in quinoa, liquirizia, basilico, legumi, soia e avena (inducono la formazione di pori permanenti sulle membrane cellulari che permettono il passaggio di grosse molecole come la ferritina)
  • fruttosio, che determina alterazioni del microbiota e della permeabilità intestinale oltre ad un’infiammazione sistemica mediante l’aumento dei livelli di proteine marker dello stress ossidativo

L’ intervento nutrizionale ed integrativo da adottare va comunque personalizzato, considerando ogni singolo caso.

Cosa mangiare se soffriamo di sindrome dell’intestino permeabile?

Esistono alimenti che possiamo definire “amici dell’intestino” e del suo microbiota (la flora batterica intestinale).
Tra questi troviamo:

  • le proteine ad alto valore biologico (come quelle del pollame allevato all’aperto, del pesce selvaggio, delle carni grass fed)
  • i cibi ricchi di grassi buoni come l’olio extravergine di oliva, il pesce grasso e azzurro di piccola taglia, la frutta a guscio e i semi oleosi (che in alcuni casi possono essere fermentanti)
  • i carboidrati integrali ricchi di fibre, ma a basso indice glicemico
  • gli alimenti fermentati ricchi di probiotici, che hanno un ruolo chiave nel ripristinare la barriera intestinale, come crauti, kefir, kimchi, yogurt di cocco o da latte di capra o tè kombucha

Il consiglio generale se soffriamo di sindrome dell’intestino permeabile è quello di seguire una dieta anti-fermentativa.

Rimedi alla sindrome dell’intestino permeabile

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella cura della sindrome dell’intestino permeabile. Oltre all’alimentazione la Dott.ssa Giulia Temponi, nutrizionista, consiglia di evitare di bere molto durante i pasti, perché causa fermentazione, assumere prebiotici (fibre solubili e insolubili, ricche di inulina e FOS) e in un secondo momento, integrare con probiotici.

Inoltre, usare miscele di enzimi digestivi che facilitano l’assorbimento degli alimenti ingeriti.
A livello di cottura degli alimenti è meglio prediligere quelle più semplici e leggere, evitando fritti e soffritti.

La sindrome dell’intestino permeabile è la conseguenza di un prolungato stato di disbiosi intestinale: per questo il consiglio è quello di fare ciclicamente, almeno ad ogni cambio di stagione, un ciclo di prebiotici e probiotici.
Se poi vogliamo aggiungere una pulizia profonda dell’intestino meglio ancora.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Sindrome dell’intestino permeabile, Sindrome dell’intestino gocciolante
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi

 

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Con i primi caldi torna la sensazione di gonfiore e di gambe pesanti, ma possiamo contrastare la ritenzione idrica con dieta, idratazione e integrazione

Finocchio, ananas, frutti rossi, gli alimenti con effetti drenanti sono molti e contrastare la ritenzione idrica attraverso la dieta è possibile, grazie ad alcuni cibi e integratori alimentari drenanti.

Bere una tisana non fa dimagrire o perdere grasso, ma certamente può rivelarsi un utile aiuto per contrastare i liquidi in eccesso che possono accumularsi a causa di una vita sedentaria.

La dottoressa Giulia Temponi, biologa nutrizionista in Imbio, ci spiega come “lavorano” i drenanti e quali sono gli alimenti o gli integratori che possiamo introdurre nella dieta per trattenere meno liquidi e sentirci più leggeri.

Il finocchio, un ottimo drenante naturale contro la ritenzione idrica

I drenanti lavorano a livello linfatico, favorendo l’espulsione dei liquidi in eccesso presenti nell’organismo attraverso le urine, il sudore e la traspirazione. Molti drenanti sono sostanze naturali che si possono assumere sotto forma di tisane, decotti, succhi o integratori.

Alcune sostanze naturali, come il finocchio, possono essere un valido alleato per drenare i liquidi accumulati passando molte ore fermi. Il finocchio è una delle migliori opzioni per depurare, oltre che per migliorare la digestione e ridurre i gas intestinali. Consumato sotto forma di infuso può promuovere l’eliminazione di liquidi in eccesso.

Se con l’arrivo del caldo un infuso non è particolarmente gradito si può utilizzare il finocchio come base per estratti e centrifugati: un estratto drenante dal sapore gradevole è a base di sedano, finocchio e zenzero, oppure anche finocchio e cetriolo, un altro ortaggio che favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

Aloe vera e the verde: drenanti naturali da bere

Il succo di aloe vera può aiutare a drenare i liquidi in eccesso, accumulati durante una giornata molto sedentaria.
L’aloe vera, consumata pura, stimola il lavoro del fegato, eliminando le tossine a livello epatico, grazie al suo elevato contenuto di polisaccaridi.

Un buon modo per favorire la depurazione e il drenaggio dei liquidi è bere ogni mattina a stomaco vuoto un cucchiaio di aloe vera con un bicchiere d’acqua tiepida.

Il the verde è un’altra bevanda con moltissime proprietà benefiche drenanti e antiossidanti. Il the verde contiene l’acido clorogenico, considerato uno dei migliori drenanti naturali ed in grado di favorire la digestione e l’eliminazione delle tossine. L’ideale è bere da una a tre tazze di the verde al giorno. Nei periodi più caldi provalo anche freddo con una fetta di limone.

Tisane drenanti: l’aiuto delle erbe per eliminare i liquidi in eccesso

Tra gli ingredienti naturali utili come base per tisane e decotti drenanti troviamo:

  • Equiseto (coda cavallina): è una pianta in grado di drenare i liquidi in eccesso stimolando la diuresi. Viene usata spesso  per le tisane drenanti, ma anche in molti integratori alimentari;
  • Tarassaco: è una pianta dall’azione diuretica, ricca di flavonoidi e potassio. Può essere usata in cucina direttamente come alimento per stimolare l’azione depurativa del fegato, ma si trova più frequentemente sotto forma di tisane e integratori;
  • Betulla: la linfa di betulla è un drenante naturale che stimola la diuresi con un’efficacia particolare per gli inestetismi. Ha capacità diuretiche e può essere consumata con tisane, integratori o linfa, diluita solitamente in acqua;
  • Ortica: direttamente dal giardino alla tavola, l’ortica è una pianta dalle proprietà straordinarie. La troviamo in natura, in integratori o tisane.

Non è raro trovare questi ingredienti naturali in combinazione nello stesso preparato.

La frutta che aiuta a drenare i liquidi: Ananas e frutti rossi 

Alcuni frutti svolgono un’azione drenante. L’ananas e i frutti rossi, ad esempio sono tra i migliori frutti drenanti.

L’ananas contiene la bromelina, un enzima che migliora la digestione e la circolazione del sangue. Grazie all’alto contenuto di potassio, un minerale che permette di regolare la quantità di acqua nelle cellule è davvero un ottimo drenante.
Un consiglio estivo è di consumare l’ananas da solo oppure come base per centrifugati freschi e dissetanti come ad esempio ananas, cetrioli e zenzero.

I frutti rossi sono noti per le loro proprietà antiossidanti, ma anche legate alla circolazione. Infatti, questi piccoli tesori della natura, sono anche validi alleati nel contrastare la ritenzione idrica. Ribes, mirtilli e frutti rossi favoriscono l’azione del microcircolo, stimolando il drenaggio dei liquidi. Si possono consumare interi, come frutti, oppure in estratti, ma anche in succhi confezionati, stando però ben attenti che questi non contengano zuccheri aggiunti

Integratori per drenare

Tutti questi ingredienti naturali vengono spesso combinati per creare integratori in grado di stimolare l’organismo alla diuresi e al rilascio dei liquidi in eccesso.
Tra i più comuni troviamo i concentrati liquidi di betulla, gambo d’ananas ed aloe vera, da diluire in acqua e sorseggiare durante l’arco della giornata.

Dott.ssa Giulia Temponi
Biologo nutrizionista

Riferimenti: Ritenzione idrica, drenanti, gambe gonfie
Redattore: Dott.ssa Giulia Temponi

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