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Febbraio 1, 2006 Newsletter

Ogni giorno le nostre cellule svolgono numerosi processi biochimici che permettono di compiere tutte le azioni della vita quotidiana e tutto questo senza accorgercene.
Indubbiamente per ogni cosa positiva esiste un analogo negativo, questa è una costante in natura.

Lo scarto delle reazioni del metabolismo umano è rappresentato dai Radicali Liberi (RL), i quali sono praticamente il prodotto della biotrasformazione metabolica che il nostro organismo pratica attraverso l’elaborazione degli alimenti che quotidianamente mangiamo. Tali molecole RL sono altamente reattive e possono indurre un invecchiamento precoce dei tessuti, dalla pelle agli organi interni, delle vene e arterie, malattie cardiovascolari come ictus e infarto cardiaco, fino a malattie altamente degenerative come alcuni tipi di tumore.

Ecco che la protezione dai RL si rende necessaria alla luce delle nuove scoperte che la ricerca in campo biomedico ha evidenziato.

Normalmente la protezione dall’insulto biologico da parte di queste molecole avviene attraverso l’alimentazione che se equilibrata con giusti quantitativi di sostanze antiossidanti contenute nella frutta e nella verdura, introdotta giornalmente, può portare alla protezione e rallentamento di eventuali sviluppi di malattie degenerative o cardiovascolari.
I contenuti di vitamine e minerali presenti negli alimenti, purtroppo, non è sufficiente a soddisfare le necessità fisiologiche che ogni giorno il nostro organismo richiede per mantenersi in buona salute.
In parte ciò è dovuto alla presenza tutto l’anno di alimenti che normalmente non troviamo in inverno o in estate e dal tipo di conservazione che subiscono prima di arrivare sulle nostre tavole.

Ecco che la nuova formulazione preparata mira a soddisfare le richieste metaboliche di protezione dai RL prodotti in maniera fisiologica, senza superare le quantità di vitamine e minerali richiesti, altrimenti, in alcune situazioni, le vitamine stesse potrebbero diventare pro ossidanti se assunte in grosse quantità. Potrebbero cioè svolgere l’azione opposta.

Le principali indicazioni all’uso di integratori antiossidanti sono: surmenage psico-fisico, cali di concentrazione e di memoria, astenia mattutina, pratica sportiva anche non agonistica, fumo di sigaretta, alimentazione scorretta o non equilibrata, vita sedentaria o eccesso di attività sportiva, cure con farmaci salvavita, malattie degenerative, dall’artrosi alla demenza presenile. Sono tutte condizioni degenerative dove la produzione di radicali liberi è molto alta e automantiene la malattia stessa, aggravandola col passare del tempo. Anche le terapie farmacologiche come la chemioterapia, la radioterapia che sviluppano notevoli concentrazioni di RL.
La posologia è di un flaconcino dopo la prima colazione per 20 giorni al mese da continuare per tutto l’anno salvo diversa indicazione del proprio medico.

 



Settembre 1, 2005 Newsletter

Il ritorno dalle vacanze estive, coincide con l’inizio delle attività lavorative per gli adulti e, per i più piccoli, con l’inizio della scuola e delle attività scolastiche.
Spesso risulta difficile abbandonare dei ritmi acquisiti durante il periodo di pausa estiva o le abitudini quotidiane mantenute per un lungo periodo, fin tanto da dimenticare i ritmi delle nostre giornate lavorative.

Prima di tutto per riprendere al meglio le nostre attività, bisogna prestare attenzione allo start del mattino, rappresentato dalla colazione; al risveglio fa molto bene bere un bicchiere d’acqua, al fine di allontanare i metabolici (scorie) prodotti dal nostro fisico durante la notte.
Il pasto della colazione dovrebbe essere a base di un frutto di stagione a scelta e uno yogurt; marmellate e cereali o fette biscottate a scelta, una spremuta o un succo. Questi alimenti rappresentano una fonte di vitamine e di minerali necessari al nostro organismo, il quale estrae da esse l’energia necessaria. Si rende talvolta necessario consumare a metà mattina e  pomeriggio uno spuntino che può essere rappresentato da pane e cioccolato, un frutto o uno yogurt.

Con l’inizio dell’autunno, si presentano i problemi legati alla stagione ed ecco che fanno capolino i virus influenzali, batteri capaci di colonizzare le alte vie respiratorie creando problemi di tipo bronchitico o influenzale se non nei casi più seri anche sinusiti frontali o mascellari.
Alcuni prodotti naturali e rimedi farmacologici, capaci di aumentare in modo aspecifico, cioè in maniera generale, le difese anticorpali contro virus e batteri, usati già da molto tempo e che sono entrate nelle abitudini quotidiane come la pappa reale o i propoli sono indubbiamente efficaci. Attenti però alle possibili reazioni allergiche per chi è sensibile o è allergico al polline.

L’Eleuterococco in gocce è un ottimo ricostituente e stimolante immunitario, assunto in ragione di 30 gocce mattina e sera per lunghi periodi con pause di 15 giorni; l’Alfa-Alfa o erba medica in soluzione alcolica o come sciroppo si presta bene come ricostituente nei periodi di convalescenza dopo una brutta influenza.
Ad esempio: 30 gocce mattina e sera o un cucchiaio di sciroppo al giorno anche per lunghi periodi, sempre con la pausa di 15 giorni.
Complessi vitaminici del gruppo B vanno usati con cautela e per brevi periodi in quanto possono creare accumulo o dare fenomeni di intolleranza con sintomi gastrointestinali anche importanti. Si possono assumere degli estratti vitaminici naturali in forma fluida al mattino dopo colazione a dosaggi fisiologici cioè non a dosi elevate ma come la natura ce le mette a disposizione.
In questa formulazione (polvere e liquido), bevuti per periodi di 20 giorni al mese e integrando sempre con un’alimentazione completa tipica mediterranea, vengono assorbiti in maniera completa dall’organismo.

Alcuni farmaci omeopatici derivati dal lisati batterici o virali possono essere utilizzati sotto forma di gocce.
Un prodotto utilizzato è l’INFLU, un preparato estratto da frammenti di virus e batteri che creano infezioni delle alte vie aeree, su base di sciroppo di glucosio adatto anche per persone intolleranti allo zucchero o diabetiche; per i bambini da 1 a 4 anni 3 gocce da mettere sulla lingua al lunedì e al giovedì al mattino al risveglio, dai 5 e 10 anni 6 gocce; dai 11 anni in su 8 gocce. Il periodo di assunzione va da metà settembre circa fino alla fine di Aprile.

 



Luglio 1, 2005 Newsletter

Il primo che ha avanzato l’ipotesi o la teoria dell’esistenza dei radicali liberi fu il dottor Denham Harman nel 1956. Secondo la teoria sviluppata, con il passare degli anni il nostro organismo tende a produrre dei prodotti di “scarto” derivanti dal metabolismo delle cellule, cioè dal lavoro svolto dai miliardi di agglomerati cellulari che compongono il nostro corpo. Questi scarti tendono ad accumularsi all’interno delle cellule stesse svolgendo una potenziale azione dannosa definita ossidante per tutti, o quasi , i costituenti cellulari e organici.

I Radicali Liberi (RL) sono molecole instabili (gruppi di atomi legati tra loro) cioè molecole cui “manca qualcosa”, pronte a reagire con altre molecole in quanto hanno un elettrone disponibile detto, in gergo tecnico, “spaiato”.

Nell’organismo umano i RL reagiscono con qualsiasi struttura molecolare che incontrano.

Ogni giorno produciamo senza accorgercene molti di questi RL. Essi sono i veri killer delle strutture cellulari, considerati responsabili dell’invecchiamento biologico dell’organismo. Consideriamo tuttavia il fatto che tutti noi abbiamo dei sistemi di recupero e trasformazione di questi radicali liberi in acqua e ossigeno libero i quali vengono inseriti in cicli metabolici corretti

Tutti i RL si formano all’interno delle cellule e precisamente dai mitocondri, organelli cellulari deputati alla produzione di energia detta ATP attraverso lo sfruttamento dell’ossigeno. Ma non tutto l’ossigeno viene sfruttato per produrre energia, il quale in parte va a formare appunto Radicali Liberi. Se questi RL non vengono inattivati, possono aggravare molti processi fisiologici tra cui quello della degenerazione degli organi, accelerandone l’invecchiamento e aumentando di conseguenza l’età biologica (che è diversa da quella anagrafica). Quindi, questo nuovo modo di vedere e considerare le malattie sotto l’aspetto degenerativo e pro ossidante ha fatto sì che nascessero nuovi metodi per poter evidenziare realmente questo questo stato ossidativo dell’organismo. È stato messo a punto un esame, effettuato tramite un normale prelievo venoso, che valuta la presenza o meno di questi RL quantificandoli con un indice numerico. Il test inoltre esprime la capacità antiossidante dell’organismo, ossia quanto esso si difende dallo stress ossidativo.

Il medico poi leggendo il risultato individuerà la possibile strategia terapeutica mediante l’uso di antiossidanti adeguati a dosi specifiche e con una corretta alimentazione antiossidante sempre personalizzata.

Esistono inoltre dei cibi con potere antiossidante, cioè con capacità di assorbire i radicali liberi.

L’Università di Boston ha stilato un elenco dei cibi con tali caratteristiche che dovranno essere poi applicate come regola alimentare al paziente.

Concludendo, i RL sono quindi responsabili di diverse patologie: arterosclerosi, infarto, ictus e tutte le patologie cardio-circolatorie, invecchiamento sia dei tessuti esterni (pelle, rughe) che interni, artrite problemi circolatori periferici capillari (là dove c’è una cattiva circolazione del sangue), persistenza di infezioni da parassiti, funghi o batteri, infiammazioni croniche delle mucose (gastriti, faringiti, cistiti, etc.).

 



Gennaio 1, 2005 Newsletter
Se ci guardiamo intorno è inverno.
Ma se guardiamo bene ci accorgiamo che i rami degli alberi sono già pieni di gemme. Annuncio della Primavera che verrà, fra due mesi.E, in primavera, mentre la natura fa festa, si sente un gran bisogno di rinnovamento, di liberazione dalle polveri e dall’inquinamento che l’inverno porta con se, di pulizia. Pulizia delle cose che ci circondano, pulizia della casa e perché no, pulizia del nostro organismo dalle scorie e dalle tossine che ci portiamo dentro, forse da molti anni e che, ormai lo sappiamo , costituiscono il terreno di base per molte malattie, spesso anche gravi.
Tra i vari processi ineluttabilmente innescati dalla presenza in eccesso, di tossine, possiamo annoverare l’invecchiamento. L’invecchiamento dell’organismo è un processo ineluttabile e fisiologicamente preordinato che interessa tutti gli esseri viventi che è possibile rallentare, soprattutto mediante la disintossicazione, quindi pulizia, dei tessuti.

Tale processo ha il fine di migliorare lo stato della flora batterica intestinale e di conseguenza l’efficienza del sistema immunitario che ha sede, per la sua più grande percentuale, nel nostro intestino.
In poche parole ripulendo l’intestino e, ancora più precisamente, quella porzione d’intestino che è il colon, se ne migliora il funzionamento.
Il corretto funzionamento del colon è una necessità primaria per il mantenimento di un buono stato di salute. A tale scopo è utile l’idrocolonterapia.

L’idrocolonterapia rappresenta lo sviluppo più recente, più tecnologico e scientifico di una pratica medica ritenuta efficace fin dai tempi antichi da centinaia di migliaia di uomini, medici compresi, che permette di evitare il passaggio in circolo delle tossine derivanti dall’alimentazione e dall’alterazione dei processi metabolici.
Essa consente di asportare dal colon i prodotti tossici e germi anomali; ristabilire una flora batterica eubiotica insieme a una normale dinamica evacuativa; ridurre gli stati flogistici della mucosa intestinale prevenendone le eventuali patologie degenerative. In corso di idrocolonterapia è possibile effettuare il ” disbiosi test” sulle urine. Un test semplice che ci permette, attraverso la valutazione della presenza di due metaboliti : indolo e scatolo di valutare in maniera corretta lo stato di salute dell’intestino, tenue e colon e il grado di disbiosi nonché il grado di disbiosi e l’eventuale presenza di micosi e di impostare una eventuale terapia. Terapia e schema dietetico inquadrati sempre nell’ambito della visione olistica dell’Istituto di Medicina Biologica.Dr.ssa Bianca Maria Baldan
Consulente Fiori di Bach
Omeopata
Omotossicologa
Esperta in idrocolon terapia

 



Dicembre 1, 2004 Newsletter
Sono ormai molti i pazienti che si rivolgono alle medicine complementari, o cosiddette naturali, per i disturbi di tipo cronico e degenerativo come l’artrosi, per trovare un sollievo dal dolore cronico di cui sono affetti e dai problemi fisici a cui vanno incontro.
L’apparato osteoarticolare trae molti benefici dai trattamenti di medicina naturale e agopuntura.
A conferma di questa tesi si impone uno studio randomizzato e sponsorizzato da uno dei più prestigiosi centri di ricerca statunitense, il National Institutes of Health. I vantaggi sono evidenti per la cura dell’artrosi con le medicine complementari, associate eventualmente all’Agopuntura, nei casi selezionati da medici esperti del settore. ago1

L’artrosi cervicale e delle ginocchia e le lombosciatalgie, sono patologie prevalentemente a carico dell’anziano. Le persone che si avvicinano a questi trattamenti in genere sono già stati visitati da ortopedici o reumatologi, i quali giustamente hanno prescritto delle terapie appropriate e sintomatiche del caso. 

La considerazione che sorge spontanea è che la somministrazione di farmaci antinfiammatori, nel tempo, possono produrre delle lesioni alla mucosa gastrica e per questo bisogna associare dei farmaci che la proteggano: quindi altri farmaci su farmaci già prescritti
Oppure può succedere che un buon prodotto antinfiammatorio come il Vioxx, che per alcuni anni è stato considerato uno dei migliori anti flogistici per le patologie osteoarticolari, nei è venga ritirato dal commercio con procedura immediata perché sospettato quale causa di lesione delle arterie coronarie, arterie del cuore, e quindi potenzialmente causa di infarti in persone che assumono quotidianamente questo farmaco (è accaduto nei giorni scorsi).

Ritornando ai disturbi principali che le persone affette da artrosi presentano, tra i più frequenti ci sono: limitazione funzionale a salire e scendere le scale, ad inginocchiarsi,  limitazione funzionale delle articolazioni del collo, cervicalgia ingravescente al mattino con miglioramento durante le ore diurne, lombalgia ricorrente e sciatalgia correlata, dolori alle articolazioni delle dita della mano, limitazione alle funzioni della mano stessa, come aprire e chiudere i rubinetti, i coperchi, etc. con un netto peggioramento della qualità di vita.

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Dunque, i risultati dello studio svolto presso l’INH americano hanno evidenziato come il ricorso alle medicine complementari e all’agopuntura abbia determinato un miglioramento significativo rispetto al gruppo di controllo di pazienti artrosici non trattato con medicine complementari. 
I pazienti monitorati sono stati 570 con un’età media di circa 65 anni e il miglioramento del sintomo dolore e le capacità funzionali sono stati notevoli nei pazienti trattati con medicine naturali e agopuntura. Tale studio conferma la sicurezza e l’efficacia di tali tecniche terapeutiche nel trattamento dei pazienti colpiti da artrosi. Tale opzione terapeutica deve essere di pertinenza del medico che conosce la medicina tradizionale e le medicine complementari per il suo paziente. Tra l’altro l’agopuntura è annoverata dall’Arthritis Foundation tra i rimedi utili e di provata efficacia terapeutica per la cura dell’artrosi.
(fonte: Traditional Medicina Cinese e Medicine Complementary may be effective for Osteoartritis of Knee, Medscape Medical News, 20 ottobre 2004).

Presso l’Istituto di Medicina Biologica di Milano si mettono in pratica diversi modi di curare l’artrosi come ad esempio l’agopuntura citata, le terapie con estratti naturali molto attivi e senza effetti collaterali e la magnetoterapia computerizzata, che ago2 sfrutta un particolare sistema di terapia con campi magnetici pulsati che, opportunamente selezionati da un computer, servono per curare, ridare mobilità e togliere l’infiammazione alle strutture articolari colpite. La metodica si integra molto bene con tutte le medicine naturali e, in alcuni casi e per brevi periodi, anche in persone che fanno uso di antinfiammatori o cortisonici, con lo scopo di poterne ridurre le dosi o di togliere completamente il farmaco sostituendolo con prodotti selezionati dal medico stesso, in base non solo alla patologia in essere, ma basandosi anche sulla costituzione del soggetto e sulla predisposizione patologica.

Giuseppe Di Fede
Direttore sanitario
Istituto di Medicina Biologica
giuseppe.difede@imbio.it


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