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October 5, 2013 RASSEGNA STAMPA

IL LIBRO TRUCCHI E RICETTE PER CHI SOFFRE DI QUESTA INTOLLERANZA POCO NOTA

Nonna blogger insegna a vivere senza nichel – scarichi l’immagine dell’articolo (68 kb)

CASALINGA, madre, nonna. E ora scrittrice. La prima in Italia a pubblicare un libro di ricette per chi soffre di intolleranza al nichel. Tiziana Colombo, 53enne di Cavenago, è una piccola celebrità: da qualche tempo gira l’Italia per raccontare la sua esperienza, per spiegare agli alunni delle scuole alberghiere come preparare piatti gustosi depurandoli dell’odiato metallo.

130411_colomboCONFERENZE a Bari, Roma, Bolzano, Piacenza, Catania, Milano. Dunque conferenziera, appunto scrittrice, in partenza blogger. Perché tutto nasce dal suo blog «nonnapaperina» che fa il pieno di contatti raccontando che è possibile mangiare bene, anzi benissimo, dribblando allergie e intolleranze. Troppo appassionata della buona cucina, Tiziana, per arrendersi. E così comincia a studiare, a confrontarsi con i medici specialisti, ad ascoltare il vissuto di chi è stato costretto a modificare le proprie abitudini. «Ho sofferto per anni di disturbi di cui nessuno aveva capito l’origine: solo nel 2009 ho saputo di essere intollerante al nichel». Invece di scoraggiarsi, inizia la battaglia: «Da allora mi sono impegnata per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni. Non c’è abbastanza considerazione, tant’è che l’esame specifico non viene nemmeno passato dalla mutua».

DA INTERNET alla carta il passo è stato breve: nel volume pubblicato da Silvana Editoriale, intitolato «Nichel. L’intolleranza? La cuciniamo», c’è un vasto campionario di ricette, almeno 115, e un lungo elenco di consigli sui metodi di cottura e le pentole da utilizzare, sui detersivi o i cosmetici da evitare. «Un libro così è una novità in Italia perché non esiste una sensibilità diffusa verso questa intolleranza. Ma gli incontri in giro per l’Italia testimoniano che un piccolo interesse sta nascendo. Anche perché l’intolleranza al nichel è sempre più frequente e colpisce soprattutto le donne. E i disturbi sono gravi, dalle crisi d’asma ai mal di testa ricorrenti». Il ricavato servirà a finanziare il sodalizio nato per sensibilizzare le istituzioni: «Sono riuscita a ricostruire la mia quotidianità, ora voglio aiutare altre persone che vivono questa condizione».

Rassegna stampa: La Stampa – 27 maggio 2013 – di MARCO DOZIO



October 5, 2013 RASSEGNA STAMPA

Nutraceutica e nutrigenomica, rappresentano ormai la frontiera degli studi e delle terapie che riguardano la nutrizione, da anni uno dei temi più discussi nel mondo medico e farmaceutico. Per ribadirne l’importanza potremmo partire da un dato, che vuole il 37 per cento dei tumori generato da alimenti. Forse in molti avrebbero scommesso sulla relazione, piuttosto intuitiva, tra cibo e patologie oncologiche, ma ancora in pochi conoscono le innovazioni nel campo: studi e relative tecniche che hanno come obiettivo proprio individuare l’alimentazione migliore per scongiurare anche le malattie più gravi. A entrare nel dettaglio di queste nuove discipline è il professor Giuseppe Di Fede, direttore sanitario dell’Istituto di Medicina Biologica (Imbio) e dell’Istituto di Medicina Genetica Preventiva di Milano, entrambi fondati con la dottoressa Paola Carassai.

«Un terzo delle malattie oncologiche – insiste Di Fede – ha origine da un’alimentazione scorretta protratta negli anni. La prima soluzione sta nella prevenzione, che nasce a tavola e inizia da piccoli. La medicina, negli ultimi anni, ha fatto molti passi avanti fino alla definizione, per esempio, della nutraceutica, parola derivante dai termini nutrizione e farmaceutica. In questa prospettiva, il cibo non è più solo un alimento, ma è considerato alla stregua di un farmaco,che nutre le nostre cellule attraverso le sostanze in esso contenute.
Grazie alla nutraceutica, analizzando la targa genetica di un soggetto, si favorisce l’assunzione degli alimenti ai quali è ben predisposto, eliminando o riducendo quelli negativi».

Ma come identificare le patologie legate agli alimenti e quali opportunità di cura esistono?
«Sia le allergie sia le intolleranze – risponde Di Fede –, nonostante le notevoli differenze, sono rilevate e diagnosticate tramite esami effettuati sul sangue.
Tra questi il test più valido per metodica e attendibilità dei risultati è l’Alcat Test, utilizzato in tutto il mondo. L’Alcat Test è oggi lo strumento più utile perla diagnosi delle intolleranze alimentarie perla corretta impostazione di una terapia individuale che guidi verso il recupero della tolleranza immunologica.Il test consente, inoltre, di valutare la sensibilità agli additivi alimentari, ai conservanti, ai coloranti, ai contaminanti ambientali, agli antibiotici e agli anti infiammatori».

Per insegnare un nuovo modo di cucinare, seguendo le indicazioni emerse dal referto di un Alcat Test, Di Fede e Carassai hanno collaborato alla realizzazione del libro di Tiziana Colombo “Nichel. L’intolleranza? La Cuciniamo!”.

«Il libro – spiega il professore – contiene, oltre alle ricette, tutte le informazioni necessarie per affrontare i disturbi connessi all’intolleranza al nichel, passando in rassegna i singoli alimenti, i metodi di cottura, le pentole da utilizzare, e fornendo indicazioni anche in tema di cosmetici e di detersivi».

Ultimamente si è scoperto che alcuni alimenti sono capaci di stimolare in modo positivo l’espressione delle proteine prodotte dal Dna. «Come del resto – continua Di Fede – alcuni alimenti sono invece dannosi per la salute, nel senso che ci fanno invecchiare più velocemente. Nuovi test genomici, sono in grado di aiutarci in un percorso preventivo. In particolare lo studio delle malattie degenerative cerebrovascolari, artrosiche e nutrizionali, ha permesso di tracciare nuovi profili genomici di predisposizione e relative misure preventive personalizzate». In questo quadro Imbio si pone come un istituto che offre visite e terapie per diverse patologie e promuove la diffusione di strumenti diagnostici per un’azione di medicina predittiva e preventiva. «Il principio su cui si basa l’Istituto è la prevenzione e la cura creando per ogni singolo paziente un check up personalizzato. Imbio, inoltre, offre diverse terapie tra cui quelle sulle intolleranze alimentari, quelle di ipertermia preventiva e oncologica, l’immunoterapia biologica e la terapia antiossidante».

Rassegna stampa: Sanissimi- maggio 2013 – periodico di medicina, politiche sanitarie e ricerca, allegato mensile al quotidiano nazionale IL GIORNALE. di Renato Ferretti

GIUSEPPEDI FEDE PARLA DELLE NUOVE DISCIPLINE GRAZIE ALLE QUALI L’ALIMENTAZIONE ASSUME UNA NUOVA PROSPETTIVA «ANCHE CONTRO LE MALATTIE PIÙ GRAVI»

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